Non dirmi che è solo un gioco – Simone Nasso

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Alla Fiera Internazionale del Libro di Torino ho avuto il piacere di andare allo stand di Edizioni Effetto. Nel loro stand potevi lasciare al destino la scelta del tuo prossimo libro, pescando un foglietto al cui interno erano racchiuse varie frasi dei loro libri. Io, da bravo Juventino, ho pescato un libro sul calcio e dedicato alla Juve. Ho avuto quindi il piacere di leggere “Non dirmi che è solo un gioco” di Simone Nasso, uscito nel 2018 ed edito, appunto, da Edizioni Effetto.

Mikael è un bambino di otto anni che sta per vivere una delle giornate più importanti per un bambino: la sua prima Comunione. Ma qualcosa di inaspettato cambierà la sua vita: sacro e profano si mischieranno in un caleidoscopio di emozioni inaspettate che gli cambieranno la vita; iniziandolo verso una passione a volte più grande di lui. Era il 5 maggio 2002.

Come dicevo prima, bizzarro che il destino mi abbia fatto sorteggiare proprio un libro sul calcio e, più nello specifico, alla Juve. L’ho letto davvero con molto piacere e, per uno juventino, ci sono tante cose bellissime da ricordare, nella storia della squadra, senza tuttavia dimenticare quelle brutte. Un susseguirsi di alti e bassi come quello che è stato nella realtà. L’autore infatti narra la storia di Mikael, fin dall’infanzia, che è un bambino con la passione del calcio e della Juve. Lo so, lo so, potreste pensare “che noia, non lo leggerei mai” se non amate particolarmente questo sport, ma vi posso dire che è un libro per tutti. Anzi, aiuta forse a capire quanto una passione possa aiutarci nel corso della vita e quanto possa essere importante averne, sia che questa sia il calcio, come un qualsiasi altro sport o attività.
Nel corso della storia, infatti, viene evidenziato molto quanto sia importante per il protagonista questo sport e questa squadra, quanto lo abbiano aiutato nella vita, nei momenti difficili.
Durante la lettura, tuttavia, ho notato svariati salti temporali, anche piuttosto importanti, che non ho gradito molto. Avrei preferito qualcosa di più lineare, che accompagnasse in tutto e per tutto la vita di Mikael. In ogni caso, il romanzo è un libro piacevole e scorrevole, che si legge molto velocemente e che, ad uno juventino più di tutti, risveglia tanti bellissimi ricordi, come ogni passione che si rispetti, senza essere pesante, per chi non è un fan del calcio o della squadra in questione. Resta un piacevole ricordo anche l’aver pescato proprio questo romanzo, come si suol dire, la casualità.

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Nella cattiva sorte – Giustina Gnasso

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Immergiamoci insieme nel crime e nel grottesco con il nuovo libro di Giustina Gnasso: “Nella cattiva sorte“. “Nella cattiva sorte” esce ad Aprile 2019, pubblicato da Delos Digital e, dalla sua trama, promette di essere molto accattivante e particolare!

Quattro ragazzi rincorrono i soldi facili con scarsi risultati. Ma ora hanno un piano così stupido che potrebbe funzionare…
Un vegetariano misogino a cui saltano facilmente i nervi, una giovanissima e cinica prostituta, uno spacciatore ossessivo compulsivo, un ragazzino che gioca a fare l’adulto: sono la banda di rapinatori peggio assortita e disorganizzata di Milano, ma hanno un piano così assurdo che, se non dovessero restare ammazzati, potrebbe funzionare.

Giustina Gnasso è nata ad Aversa nel 1980. Da 13 anni vive a Milano dove lavora come copywriter. Prima di questo Nella cattiva sorte ha pubblicato i romanzi Zona Infetta, Zerounoundici Edizioni e Camera N°15, Libromania.

La parte caratterizzante di questo libro sono senza dubbio i personaggi. I vari protagonisti vanno a rappresentare quello che, oggi, è la nostra società, sotto molti punti di vista. La difficoltà di giovani ragazzi nell’integrarsi, nel soddisfare le proprie attitudini e molto altro. Il tutto con un gradevole sfondo di Milano e le sue bellissime vie. Questa parte in particolare viene molto dettagliata nel corso della storia, tramite descrizioni accurate dell’autrice di vie e angoli di Milano.
Lo definirei un mix fra il grottesco e il crime, in generale, con una buona dose di attualità. Insomma, un libro davvero molto particolare, su questo non c’è proprio dubbio!
La lettura è molto scorrevole, non vedevo l’ora di arrivare al punto perché nel corso della storia mi ero davvero affezionata ai protagonisti, specialmente Chiara, la prostituta, che si è rivelata un personaggio molto forte e determinato.
Un fatto, inoltre, aiuta a mantenere alta la tensione e il mistero, prometteva di essere un colpo di scena, ma alla fine mi aspettavo un po’ di più a riguardo. Detto ciò, il libro è ben scritto e piacevole, di veloce lettura. Unico neo per me è il finale che rimane troppo aperto ed è come se si interrompesse nel momento di massima tensione e al punto cruciale di tutta la storia. Anche se ciò potrebbe essere semplicemente per indicare che i soldi facili non esistono e che, anche nelle vie che ti sembrano semplici per ottenerli, c’è il rischio di farsi del male, fisico o morale che sia. Potrebbe essere una chiave di lettura anche questa, dipende come si legge e cosa ci si aspetta da una storia. Inoltre speravo anche di avere più materiale caratterizzante per i personaggi che, secondo me, meritavano di essere approfonditi di più.
In conclusione spero che questo venga fatto magari con un seguito, l’autrice è promettente e la storia accattivante, la trama molto particolare e grottesca, è una lettura piacevole da fare e, per il costo dell’ebook, ne vale davvero la pena!

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Gli occhi degli orologi – Giorgia Spurio

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Di storie post-apocalittiche ne abbiamo abbastanza? Direi proprio di no. Mi sto appassionando sempre di più a questo genere di libro e non ne avrei mai abbastanza. Attualmente, per dire, ne ho un altro di questo genere in lettura!
Gli occhi degli orologi” di Giorgia Spurio, edito da Il Camaleonte Edizioni, è uscito nel 2018 e, già dalla copertina, si presenta come un libro molto particolare, in un mondo futuro post-apocalittico, difatti ci catapulta direttamente nel 2048!

Anno 2048. Dopo le Nuove Crociate contro il terrorismo e l’immigrazione, gli Orologi sono diventati il dio del Tempo, lo strumento di controllo dei Governi. Gli alberi cadono come polvere d’argento a causa della contaminazione dall’amianto e dalle scorie radioattive, il buco dell’ozono si è ingigantito sempre più, la terra è prosciugata. Per le strade non si vedono bambini ma emarginati, gli adolescenti si bucano, le persone sono diventate degli automi e chi si libera sparisce come i desaparecidos, il peccato di essere diventa punibile. In questo mondo post apocalittico Julienne non vuole arrendersi alla desolazione. Lotta contro se stessa per dimenticare la propria famiglia e soprattutto suo padre ridotto dalla Grande Guerra a un alieno, e rivuole la sua infanzia felice. Un pensiero su tutti la ossessiona: diventare madre tramite la clinica Le Monde, all’apparenza un motel per appuntamenti, dove incontra Frèd. Tra flashback del passato e narrazione presente, il miraggio di una via di fuga rappresentata dalle «lucciole verdi» che lampeggiano all’orizzonte.

Durante tutta la durata del libro, l’autrice ci pone davanti alla situazione della Terra nel 2048, dopo una Grande Guerra, l’ennesima. Di reale è rimasto proprio poco e sembra davvero tutto finto: è questo quello che ci trasmette Julienne, la protagonista, durante la narrazione, tramite i suoi pensieri e le sue emozioni.
Questo libro mi ha lasciato sensazioni contrastanti, da un lato mi è piaciuto davvero moltissimo, la storia originale e molto particolare, perché quest’idea dei grandi orologi che osservano tutti, che scandiscono a gran voce il tempo e la vita delle persone, è molto interessante. Quello che mi ha lasciato un po’ perplessa è che sono rimasta, durante tutta la lettura, in attesa che ci fosse un po’ di azione o un momento di svolta, cosa che non è praticamente mai avvenuta. Questo tipo di scelta è comunque coerente, è molto reale, in pochi mesi nessuna persona cambierebbe una situazione similare, però insomma, in un certo senso ci speravo! Mi piace pensare che il finale lasci largamente spazio ad una prossima risoluzione, essendo un finale relativamente aperto e che dà modo al lettore di far vagare la fantasia e darsi da solo delle risposte. Non sono un’amante dei finali aperti, ma li rispetto, come si suol dire.
Fatta questa precisazione, il libro è scorrevole e piacevole, si legge tutto d’un fiato, l’autrice ci fa scoprire piano piano quella che è stata la Grande Guerra, le nuove Crociate, la situazione post guerra e via dicendo. Queste rivelazioni arrivano nel corso della storia ed aiuta a dare un ritmo alla trama, anche se sarebbe stato meglio marcare di più la differenza fra presente e passato.
In conclusione, se vi piacciono le storie post-apocalittiche e i loro scenari tetri e malinconici, “Gli occhi degli orologi” fa decisamente per voi, ma non se non potete fare a meno di azione e tensione.

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In attesa di me – Eleonora Pizzi

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Avete presente quei libri che vi entrano dentro, che vi prendono, vi catturano totalmente e vi portano a spasso con la fantasia, a spasso nel mondo? Ecco, questo è senza ombra di dubbio uno di quei libri. Non esagero a dirvi che l’ho letto in pochissimo tempo, usando ogni momento libero avessi per finirlo e durante il giorno ci pensavo un sacco! Questa cosa solo chi legge e si fa trasportare la può capire realmente! Veniamo al dunque: parlo di “In attesa di me” di Eleonora Pizzi, edito da StreetLib, uscito nel 2018.

Un’assistente sociale con il sarcasmo di un funambolo zoppo. Un alcolista innominabile, purtroppo non nell’ufficio di lei, ma tra le pareti domestiche. Il migliore amico di costui, principe azzurro-cielo-nella-canicola-di-luglio. Due lati del triangolo si spezzano, e il rimanente si arrampica verso nord. Odino, evidentemente, aveva la bussola a riparare nel momento in cui l’ha buttato su questo pianeta. Si può imparare dagli errori del passato con le sole proprie forze?
P.S.: quando arriverete alla pagina in cui penserete che c’è un errore di stampa… credetemi, non c’è. Anche se, forse, vorrete aver ragione.

Dalla trama può sembrare il solito romanzo rosa, la solita storia d’amore.. ma, credetemi, non è così. E’ molto, molto di più. Mi sono immersa dalla prima all’ultima pagina in questa lettura, come vi dicevo all’inizio. Mi ha toccata moltissimo, mi ha trasportato molto. Mi sono identificata in Iris, la protagonista, davvero tanto. Mi sono trovata molto affine a lei negli atteggiamenti, in alcuni lati del carattere e questo non ha fatto altro che accentuare l’affinità con questa lettura.
Al di là di questo, il libro è molto scorrevole, molto ironico e piacevole proprio per questo. Vari colpi di scena rendono frizzante la lettura, rinnovando il romanzo e facendogli prendere strade che non avremmo mai potuto pensare ad inizio libro. Mi sono trovata molto spiazzata da questi dettagli tanto che non capivo veramente come potesse finire e in che direzioni si sarebbe diretto. Mi piacciono i libri che ti sanno sorprendere.
Una menzione particolare va anche al lato riguardante la violenza domestica o l’avere a che fare con una persona con una dipendenza. Non fa mai male sinceramente infilare queste tematiche, ho apprezzato moltissimo. Non viene trattato con pesantezza o malinconia, ma la protagonista narra tutto con ironia, senza abbandonare l’obbiettivo iniziale.
Come chiunque, mi sono innamorata perdutamente di Erik, il protagonista maschile. Seriamente, voglio un uomo come Erik nella mia vita, l’autrice me lo deve!!
In conclusione, se volete leggere una bella storia d’amore, una trama frizzante e scorrevole, “In attesa di me” non può mancare nella vostra lista di libri.

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Così venne la notte – Francesco Morga

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Posso dire che ero un po’ a digiuno del genere horror? Anzi, peggio ancora.. Credo di non averne mai letto uno perché avevo paura sinceramente mi facesse strani effetti. Ormai aboliti da anni i film, non avevo mai preso in considerazione i libri pensando che mi facessero troppa impressione. E invece… Sì, è proprio così, mi impressionano e mi inquietano un po’! Sicuramente con questa collaborazione non sono andata sul leggero, lo ammetto, ma tant’è che, nonostante tutto, posso dire di averlo apprezzato lo stesso.
Iniziamo subito:”Così venne la notte” di Francesco Morga, edito a Casta Editore e uscito a Febbraio 2019.

Quando l’ultima grande notte scese sulla Terra, la battaglia finale fra Lui e L’altro ebbe inizio. Al centro l’umanità, in fuga dai demoni sotto un cielo sull’orlo del collasso. L’Apocalisse si presente come un Vaso di Pandora impossibile da richiudere. Se ne renderanno conto Alessandro, Laura, Giovanni, Davide, Angela e Andrea, vittime e carnefici di loro stessi, imprigionati in un labirinto di macerie e orrori alla ricerca di una salvezza che non esiste. O forse sì?

Francesco Morga, classe 1983, è laureato in Lettere e specializzato in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Bari. Autore e blogger casuale, è appassionato di horror, libri, musica, cinema e serie TV. Si definisce un “collezionista di cose inutili”. “Così venne la notte” è il suo primo romanzo.

Beh, che dire. Come esordio dell’autore non c’è male veramente. Come vi accennavo all’inizio, mi ha un po’ inquietata questo libro perché, come ogni horror che si rispetti, ci sono scene molto crude che vengono descritte per altro in modo egregio, ma potendo usare l’immaginazione è decisamente molto più gestibile di dover guardare un film horror che rimane ancora una cosa impossibile per me!
Il libro è davvero notevole, scritto molto bene e ben definito. L’unico problema che ho avuto leggendo è che a volte mi perdevo un po’ i dettagli dei personaggi, non capendo subito qual era il passato e quale il presente. Questo può anche essere dovuto in ogni caso alla mia mancata esperienza in questo campo. Eccetto questo, il romanzo risulta molto scorrevole, capire dove vuole andare a parare e quali fossero le sorti del pianeta sono stati la chiave per tenermi incollata totalmente alla lettura.
Una menzione specifica la merita il finale. Davvero notevole, l’ho apprezzato moltissimo, molto coerente e del tutto improbabile. Non me lo aspettavo proprio, vi giuro. Non so se questo dipenda dalla mia, sopracitata, inesperienza, ma mi ha lasciata sconvolta davvero e ha contribuito al mio apprezzamento generale della storia e del libro.
In conclusione, se vi piacciono gli horror, questo davvero non ve lo potete far scappare. L’autore merita fiducia e può solo migliorare!

L’amore che ti cambia – Gianni Decimo

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Oggi parliamo di “L’amore che ti cambia” di Gianni Decimo, edito da Bibliotheka Edizioni, uscito a Gennaio 2019. Quindi fresco fresco di stampa è arrivato fino a noi di 50 mila pagine sottoponendoci una lettura emozionale, ma anche molto impegnativa!

Un romanzo sulla consapevolezza, la voglia di lottare ed andare avanti, di non arrendersi mai malgrado le difficoltà della vita. Gian Giacomo, bambino come tanti, viene additato in paese come strano. Non è un eroe, un predestinato, nemmeno un prescelto. È solo un timido, un riflessivo, un introverso, e tanto basta a farlo percepire come diverso. Negli anni della fanciullezza vive la turbolenta separazione dei genitori. In adolescenza perde prima l’amatissimo padre, poi, dopo pochi anni, anche la madre. Trovatosi orfano, dagli abissi più oscuri e profondi della solitudine, percepisce l’esistenza di una forza inaudita, lucida e razionale, in grado di riportarlo in superficie. Il percorso per arrivarci, però, sarà accidentato, cosparso di rovine e pesanti ricordi da rielaborare. Un cammino sempre in curva, la cui destinazione finale è la più appagante delle felicità. Perché la vita è bella, nonostante tutto. Perché non vi è dolore al mondo per cui non valga la pena vivere.

“Solo dopo aver concluso questo libro, mi sono reso conto davvero di quanto avevo scritto. Si è trattato di un trauma non ancora superato.”

Se c’è una cosa che mi ha proprio colpita dell’autore è senza dubbio la sua capacità di scrittura, è davvero molto notevole. Ha poco da invidiare ai grandi scrittori perché dal punto di vista del lessico è davvero su un altro livello. Per questo motivo non credo che sia una lettura adatta a tutti, anche se a tutti un viaggio nella vita del protagonista male non farebbe. Devo ammettere che di norma non leggo libri di questo tipo perché preferisco un altro genero di romanzo, ma mi piace comunque variare, specialmente grazie alle possibilità che mi offrono collaborazioni come queste, e cimentarmi quindi in letture di questo tipo, così particolari.
In ogni caso, con questa maestria nella scrittura, l’autore ci accompagna nella vita del protagonista, alla fine della lettura senza dubbio potremmo quasi dire che è un nostro amico da tanto apprendiamo di lui e della sua famiglia. Alternando un po’ di ironia e attimi di serietà, vediamo gli alti e bassi della sua vita, il modo in cui vengono superati. Come recita la trama, è un romanzo sulla consapevolezza, il messaggio di fondo non è affatto scontato, ma l’autore ci accompagna anche in questo.
Se vi piacciono delle letture un po’ impegnative, che ogni tanto non fanno mai male, e volete fare un tuffo in una trama così particolare, articolata e ben scritta, sicuramente è il libro che fa per voi!

Un killer dal passato – Tiziana Privitera

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Abbiamo conosciuto già Tiziana Privitera con “Il killer del decalogo“, un appassionante giallo, e proseguiamo la sua conoscenza con “Un killer dal passato“, uscito nel 2018, edito da Robin editore.

Trama:
Pierre Lacroix, personaggio televisivo e chef di fama mondiale, viene ucciso con un colpo di pistola in uno dei ristoranti di sua proprietà. Le indagini della Omicidi di Los Angeles si indirizzano subito nel mondo dell’arte culinaria, tra cuochi invidiosi e feroci critici gastronomici. Qualcosa però non torna e quando l’assassino uccide ancora, le detective Taylor McNeil e Casey Warner, insieme ai colleghi dell’Unità Speciale, si ritroveranno tra le mani un mistero. Due omicidi, due vittime, un segreto sepolto nel tempo che può avere terrificanti conseguenze nel presente.

Se vi ricordate la scorsa recensione, sapete che avevamo comunque trovato un punto debole nella storia. Mangiando “pane e crime” fin dall’infanzia, avevo un po’ capito il colpevole un po’ prima della fine. Ebbene, vi posso confessare che invece “Un killer dal passato” me l’ha fatta sotto il naso perché il suo finale è davvero sbalorditivo e non ci ero seriamente arrivata. Sebbene la trama del primo mi appassionasse di più a leggerla così, ho apprezzato molto di più quest’ultima uscita perché si nota una crescita non indifferente dell’autrice. Il suo modo di esprimersi rimane sempre molto professionale e molto competente, si vede senza ombra di dubbio che non è un libro buttato lì, scritto a caso. I vocaboli che utilizza spesso e volentieri sono professionali, il che dona un impatto perfetto ad un libro già molto promettente.
I protagonisti, inoltre, sono gli stessi del primo, ma in questo caso assumono una loro identità perché, a mio parere, vengono definiti meglio e si riesce a capirli totalmente. Nonostante questo, comunque, non è indispensabile leggerli entrambi per capire la storia perché sono due libri comunque indipendenti, viene fatto solo un leggero accenno al caso passato, ma nulla di vincolante, la storia si capisce senza alcun problema.
La trama è molto intricata, merita davvero molto come libro e consiglio a tutti gli amanti del genere di cimentarsi nella lettura di questo giallo, non ve ne pentirete assolutamente, avrete tutto il crime che ricercate!

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Un momento di chiarezza – Silvia Trevisone

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Fin’ora non mi è mai capitato di interfacciarmi con libri simili a questo, così duri e difficili dal punto di vista emotivo, ma, come dico sempre, c’è sempre una prima volta, giusto? “Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisone è stata la mia prima volta in questo. E’ un libro edito da Book a book, uscito nel 2018.

“Secondo me ha avuto un momento di chiarezza. Ha cominciato a ballare quando aveva sei anni. All’inizio si divertiva… poi è arrivato il peso del talento. Ha cominciato a mangiare poco e si è allenata fino a svenire dalla stanchezza. Poi tutti i pezzi del puzzle si sono finalmente incastrati. Non sarebbe mai stata una ballerina. Non poteva esserlo. Non voleva esserlo. Un momento di chiarezza.”

Trama:
Daisy non ha ancora capito qual è il suo posto nel mondo. Ha buttato all’aria una promettente carriera come chimico e ora vive di lavoretti saltuari. Non ha rapporti con nessuno, neanche con la sua famiglia, di cui non si è mai sentita davvero parte, e abita in un monolocale che la nasconde come una tana dal resto del genere umano. Finché un giorno entra in una strana caffetteria e si avvicina a un ragazzo con lo sguardo triste. Improvvisamente il meccanismo della vita si rimette in moto.
Un prete comprensivo, una vicina di casa con un brutto segreto e un cane intuitivo irromperanno nella fortezza di solitudine in cui Daisy ha vissuto negli ultimi dieci anni, portandola a confrontarsi con i genitori e la sorella e, soprattutto, con la persona che vede riflessa nello specchio ogni mattina.

L’autrice:
Silvia Trevisone è nata a Milano nel 1982. Ha conseguito la laurea in Sociologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha svolto vari lavori, tra cui la selezione del personale e la gestione di un sito Internet per un’associazione dei consumatori. Ha scritto articoli per il web ed è co-fondatrice di un blog di racconti. “Un momento di chiarezza” è il suo primo romanzo.

Un libro molto interessante per me è stato “Un momento di chiarezza” perché partecipiamo alla rinascita totale della protagonista che da dieci anni è l’ombra di sé stessa, come può capitare a moltissime persone purtroppo. Daisy, la protagonista, con degli aiuti importanti, fra cui quello di Ercole, un cane, la parte che più ho amato del libro, riesce ad uscirne senza quasi accorgersene, esattamente come ci era entrata in questa fase. Molto appassionante questa rinascita, mi ha davvero incuriosita moltissimo la trama, ma anche fatta arrabbiare perché, a tratti, l’estrema passività di Daisy nell’affrontare quello che aveva intorno e l’estremo cinismo mi dava un po’ ai nervi, lo ammetto. Volevo quasi entrare nel libro e farla svegliare in fuori perché le succedevano cose intorno, anche gravi, senza che lei facesse nulla, crogiolandosi un po’ in questo suo stato emotivo. Andando avanti nella lettura comunque l’autrice abilmente ricompone tutti i pezzi del puzzle. Il tutto condito con un’adorabile contorno romantico davvero delizioso, che mi ha appassionata ancora di più. Tuttavia, la storia d’amore più bella rimane quella con il cane, Ercole. Con questa parentesi ha reso ben chiaro l’amore che un cane è in grado di dare ad una persona, anche se sconosciuta totalmente, spesso lo diamo per scontato.
All’interno di questo libro troverete davvero un po’ di tutto. L’amore, in ogni sua forma, una lotta contro la violenza, tutto messo insieme nel modo più dolce, cinico e romantico possibile!
Inoltre, per i possessori di Kindle Unlimited (per l’iscrizione gratuita per 30 giorni clicca qui!), è del tutto gratuito.. Avete bisogno di altro? Tuffatevi anche voi nel vostro “momento di chiarezza”, che male non ci fa mai.

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Adam 1.0 – La fenice | Gemma Trimarco

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Ultimamente mi sto riappassionando ai fantasy e ad ambientazioni post-apocalittiche, quindi è con molta felicità che oggi vi presento “Adam 1.0 – La fenice” di Gemma Trimarco, che è il primo libro di questa bellissima saga, uscito nel 2017.

Trama:
Si dice che le prescelte siano le più belle. E che non facciano più ritorno. Si dice che Immune sia diverso. E che diverso non sia bene. Si dice che oltre i confini sia male. E che non vadano oltrepassati. Mevlyn ha appena compiuto quindici anni, ed è spaventata. Perché sa di essere una delle “Libellule”, le bellissime ragazze che, scelte durante i Munia, non faranno più ritorno. Mevlyn, tuttavia, ha un problema anche più grande da affrontare, perché lei è un'”Immune”. E, in un mondo in cui l’Ordine detiene il potere attraverso il monopolio delle dosi, unica cura contro la terribile infezione da PrP24, gli “Immuni” sono considerati un’anomalia, e quindi perseguitati. Mentre la Regione è scossa da avvenimenti che mettono in pericolo la sorte di ognuno, Mevlyn incontra Natan che, con coraggio e generosità, non esita a mettere a repentaglio la propria vita per aiutarla.

Non so da dove iniziare per descrivere questo libro che mi ha profondamente appassionata e mi ha tenuta incollata alla lettura fino a notte fonda perché non riuscivo più a staccarmi da Mevlyn, Nathan e le loro avventure.
Il libro si presenta ben scritto e davvero avvincente, mai banale, tiene costantemente la tensione alta e in più punti mi ha fatto venire il batticuore talmente ero immersa nella lettura, come fossi di fianco a loro fra i boschi, nei sotterranei, dovunque andassero, c’ero anche io. Questo primo libro fa parte di una trilogia e, a fine lettura, volevo già avere il seguito da iniziare per proseguire direttamente! Il finale è ben scritto, crea molta aspettativa per il suo seguito, rivela qualcosa, ma non troppo. Diciamo che incuriosisce e rivela al punto giusto per portare il lettore a volerne sapere di più.
La storia è raccontata da più punti di vista che si alternano nei vari capitoli e questo ci permette di capire a fondo i personaggi con i loro sentimenti e i loro caratteri, oltre che ad avere una visione a trecentosessanta gradi delle varie situazioni. Unica pecca di questa cosa è che a volte non capivo chi stesse parlando perché non c’è nessuna indicazione a riguardo e lo capivo poi proseguendo nella lettura del capitolo, ma penso sarebbe stato meglio avere un indicazione più chiara per questo.
Il libro parte un po’ lento, per le prime trenta pagine ho arrancato un pochino perché non riuscivo ad entrare nella storia e a capirla fino infondo. Detto ciò, una volta superato questo mio scoglio iniziale ho cominciato ad amarlo follemente e, ciliegina sulla torta, la storia che fa da contorno fra Nathan e Mevlyn, i due protagonisti, rende il tutto più avvincente e bello. Una piccola storiella d’amore non fa mai male in trame di questo genere, anzi, arricchisce la trama e l’autrice è stata in grado di gestire molto bene la cosa non sfociando in un romanzo rosa, ma tenendo comunque un perfetto sottofondo.
Cosa state aspettando? “Adam 1.0” vi aspetta, se vi sono piaciute storie come “Hunger Games” o “Divergent” questa vi farà letteralmente impazzire, ve lo posso assicurare!

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A un passo dalla felicità – Cristina Mencarelli

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Quello che più mi ha colpita di questo libro è che quando l’autrice mi ha contattata per la recensione, nella presentazione allegata c’era una bellissima frase che ha detto. Dice che ha scritto questo libro in un linguaggio semplice ed efficacie in modo che tutti possano leggerlo, anche chi non è un lettore abituale. Che dire, è davvero una bellissima cosa, voler arrivare a tutti, rendere la lettura alla portata di tutti perché di gente che legge penso non ce ne sia mai davvero abbastanza.
E’ con lieto piacere, quindi, che vi parlo oggi di “A un passo dalla felicità” di Cristina Mencarelli.

Trama:
Elizabeth Scott, una giovane giornalista italo-inglese, si trova a Roma per cercare lavoro in una delle riviste di cinema più affermate d’Italia, la Red Carpet, e per stabilirsi definitivamente nella sua amata città.
Il giorno del colloquio di lavoro, superato con successo grazie all’ottimo curriculum, la ragazza incrocia fugacemente il suo sguardo con quello di un uomo in corridoio che si rivelerà il suo capo, Samuele De Luca, trentenne plurilaureato con una carriera affermata alle spalle, nonostante la giovane età. Un ragazzo schivo, impenetrabile e con un trascorso doloroso alle spalle che lo ha portato ad alzare un muro verso le emozioni. Entrambi dovranno combattere contro se stessi per reprimere i propri sentimenti e nascondere segreti che rischiano di compromettere ogni tentativo di lasciarsi andare.
Tra le mura della redazione, fra Roma e Londra, tra amici sorprendenti, avventure rocambolesche che potrebbero innescare la miccia per una storia romantica senza tempo, i due ragazzi dovranno affrontare le proprie paure e il proprio coraggio per far fronte ai duri imprevisti della vita.

A proposito dell’autrice:
“Ho scritto con un linguaggio semplice – ha detto l’autrice – perché voglio arrivare a tutti, in particolare a coloro che non hanno mai aperto un libro in vita loro, perché sono fermamente convinta che la cultura debba essere alla portata e a disposizione di tutti”. Questa è Cristina Mencarelli, un passato da giornalista e un presente da scrittrice arguta e attenta che sa quali corde toccare per arrivare al cuore dei lettori.

Ho riflettuto molto prima di scrivere questa recensione perché mi ha un po’ spiazzata. La trama mi risultava molto interessante e proprio nel genere rosa che mi piace, romantico, dolce. Tuttavia durante la lettura mi è risultato sempre tutto un po’ troppo enfatizzato e troppo pesantino alla lunga. La protagonista risulta davvero troppo inverosimile ed esageratamente perfetta. Questo rende la lettura comunque un po’ più lenta e prolissa, anche se la storia prende ed incuriosisce sempre. Nonostante ciò ho proseguito nella lettura non facendomi scoraggiare da questo “troppo”. Alla conclusione sono stata contenta di questa scelta perché sono stata davvero ripagata di tutto. La storia è molto bella, particolare ed alla fine, con il colpo di scena finale che lascia davvero senza parole. In questo l’autrice è stata davvero molto abile perché la conclusione davvero ribalta ogni singolo pensiero che ci si era potuti fare fino a quel momento del libro e della storia in sé. Ovviamente non posso e non voglio dire nulla a riguardo perché è tutta una cosa che si gusta nella lettura del libro. Durante la lettura ogni tanto c’è qualche sentore di cosa può succedere, ma questo con il senno di poi, altrimenti difficili da cogliere. Insomma, se vi piace il genere rosa, sicuramente potete apprezzare “A un passo dalla felicità” e, se iniziate la lettura, portatela a termine perché saprà davvero trovare il modo di ripagarvi.