Il mostro – Sandra Rotondo

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Il momento è giunto: la rubrica autori emergenti si tinge di… erotismo? Ebbene sì. Siamo andati a toccare anche questo genere con “Il mostro” di Sandra Rotondo (per il profilo dell’autrice, clicca qui). Mi ha incuriosita molto la trama, quindi ho accettato volentieri questa collaborazione con l’autrice. “Il mostro” è una versione ri-editata.

Trama:
Sei sicura che tutto quello in cui credi sia giusto?
Che la tua vita sia perfetta, solo perché segui le regole?
Che il ragazzo di cui sei innamorata sia un uomo retto?
Questo è quello che pensa Miriam, 23 anni, newyorchese, prima che un uomo con il volto mascherato la droghi per portarla via con sé, nascondendola nella sua dimora in Russia. Lontana dai suoi affetti.
Un Mostro, come lei lo definisce, una Bestia che si nasconde dietro una maschera, che non ha il coraggio di mostrare il suo volto. Come invece fa con il suo cuore.
Ma le Bestie, possono essere meno pericolose di quanto si creda. E Miriam scoprirà presto da che parte stare.
Dopo averla posseduta, il Mostro lascerà Miriam, libera di tornare a casa. Ma niente sarà più uguale a prima.
Perché LUI ha cambiato le regole del gioco, mostrandole la verità.
Un erotico, un thriller, un noir, una storia d’amore.
E’ un odore che non ho mai sentito prima.
E’ un odore che ti rimane impresso nel cervello.
E’ un odore che può farti impazzire.
E’ un odore che brucia.
E’ un odore che risana le ferite.
E’ un odore che…
E’ l’odore della bestia.
…l’odore della bestia, che tanto attrae, quanto…
Ero in un ristorante italiano sulle rive del fiume Hudson, festeggiavo il compleanno del mio amico Ernest.
Non ricordo altro, se non che svegliandomi mi sono ritrovata chiusa in una stanza.
Sono stata obbligata a spogliarmi. E questa è la mia storia.
Negli ultimi tre anni, erano scomparse due ragazzine, nel distretto di Brooklyn,
le zone di appartenenza non erano distanti dal mio quartiere, ma non avevo mai pensato che potesse capitare a me.
Non si può vivere una vita nel terrore di tutto… e invece sbagliavo.
Lo facciamo tutti. Pensiamo sempre che l’altro non sia tu.
Meglio un sano terrore che il panico vero, vissuto in prima persona e sulla propria pelle.
“Hai commesso uno sbaglio” penso tra me, esultando. “Ernest ha visto il tuo volto, ti staranno cercando ovunque, a quest’ora.”
Raddrizzo le spalle, affrancata da questi particolari che possono fare la differenza.
«Non contarci, è impossibile ritrovarti in Russia» risponde al pensiero.
Mi chiamo Miriam Sandlers e ho perso la voglia di lottare.
Mi chiamo Miriam Sandlers e la bestia sta vincendo.

L’autrice dice di sé:
Mi chiamo Sandra Rotondo e sono nata a Roma.
Ho iniziato a scrivere nel 2012.
La mia prima pubblicazione è stata un fantasy, ho proseguito con l’erotico, cimentata nel romance e per finire mi sono data al thriller.
Mi piace cambiare genere, non amando la staticità nella scrittura.

Giustamente, dopo esserci cimentati in thriller, gialli, fantasy e via discorrendo, è arrivato anche il momento dell’erotico. E’ un genere che tutto sommato apprezzo e non mi dispiace, anche se non ne leggo molti, lo ammetto.
La storia di base c’è, è molto interessante. Quello che ho notato è che il libro è un po’ troppo breve e che l’autrice doveva prendersi qualche pagina in più e fare magari qualche ripetizione in meno per poter sviluppare al meglio la storia che, come ho detto all’inizio, ha una buona base. L’idea del mostro, di quello che rappresenta, delle motivazioni che lo spingono, è tutto molto interessante, anche se, alla fine, poco chiaro. Il finale è stato davvero inusuale, un vero colpo di scena che ha aperto comunque molte strade e posto molte domande.
Per quanto concerne la parte erotica, c’è qualcosa nella prima metà, ma a me è sembrato più sul thriller che sull’erotico, perché per un erotico servono più descrizioni, più situazioni di questo genere, ma, anche in questo caso, torniamo al fatto che il libro è troppo breve per poter contenere tutto questo genere di informazioni.
Tutto sommato la lettura scorre via, il libro si legge senza problemi, non risulta noioso o pesante, è comunque una buona storia ed intrigante. Penso che l’autrice abbia molto margine di crescita, che ha una buona base e deve solo affinarsi un po’ e capire dove poter orientare le storie e le idee che ha, che sono comunque valide.
La storia, vagamente, ricorda altri romanzi erotici, ma penso che questo non sia una cosa vincolante per considerare un romanzo un libro copiato. Prendere ispirazione da altri autori e svilupparci su una buona idea è quello che fanno le persone creative. Al giorno d’oggi è difficile pensare a qualcosa che non sia ancora stato fatto, detto, creato. Quello che facciamo oggi è prendere spunto dalle nostre esperienze, da quelle degli altri, da quello che leggiamo e, facendolo nostro, creiamo quello che è il nostro prodotto.
In conclusione la storia è bella, pone molte riflessioni su tematiche che oggi sono ancora un tabù, la figura del mostro è una cosa tutta da scoprire e del tutto misteriosa e rimarrete solo che stupiti dal finale. Un grosso in bocca al lupo all’autrice con l’augurio di leggerla ancora, sempre in meglio.

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A un passo dalla felicità – Cristina Mencarelli

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Quello che più mi ha colpita di questo libro è che quando l’autrice mi ha contattata per la recensione, nella presentazione allegata c’era una bellissima frase che ha detto. Dice che ha scritto questo libro in un linguaggio semplice ed efficacie in modo che tutti possano leggerlo, anche chi non è un lettore abituale. Che dire, è davvero una bellissima cosa, voler arrivare a tutti, rendere la lettura alla portata di tutti perché di gente che legge penso non ce ne sia mai davvero abbastanza.
E’ con lieto piacere, quindi, che vi parlo oggi di “A un passo dalla felicità” di Cristina Mencarelli.

Trama:
Elizabeth Scott, una giovane giornalista italo-inglese, si trova a Roma per cercare lavoro in una delle riviste di cinema più affermate d’Italia, la Red Carpet, e per stabilirsi definitivamente nella sua amata città.
Il giorno del colloquio di lavoro, superato con successo grazie all’ottimo curriculum, la ragazza incrocia fugacemente il suo sguardo con quello di un uomo in corridoio che si rivelerà il suo capo, Samuele De Luca, trentenne plurilaureato con una carriera affermata alle spalle, nonostante la giovane età. Un ragazzo schivo, impenetrabile e con un trascorso doloroso alle spalle che lo ha portato ad alzare un muro verso le emozioni. Entrambi dovranno combattere contro se stessi per reprimere i propri sentimenti e nascondere segreti che rischiano di compromettere ogni tentativo di lasciarsi andare.
Tra le mura della redazione, fra Roma e Londra, tra amici sorprendenti, avventure rocambolesche che potrebbero innescare la miccia per una storia romantica senza tempo, i due ragazzi dovranno affrontare le proprie paure e il proprio coraggio per far fronte ai duri imprevisti della vita.

A proposito dell’autrice:
“Ho scritto con un linguaggio semplice – ha detto l’autrice – perché voglio arrivare a tutti, in particolare a coloro che non hanno mai aperto un libro in vita loro, perché sono fermamente convinta che la cultura debba essere alla portata e a disposizione di tutti”. Questa è Cristina Mencarelli, un passato da giornalista e un presente da scrittrice arguta e attenta che sa quali corde toccare per arrivare al cuore dei lettori.

Ho riflettuto molto prima di scrivere questa recensione perché mi ha un po’ spiazzata. La trama mi risultava molto interessante e proprio nel genere rosa che mi piace, romantico, dolce. Tuttavia durante la lettura mi è risultato sempre tutto un po’ troppo enfatizzato e troppo pesantino alla lunga. La protagonista risulta davvero troppo inverosimile ed esageratamente perfetta. Questo rende la lettura comunque un po’ più lenta e prolissa, anche se la storia prende ed incuriosisce sempre. Nonostante ciò ho proseguito nella lettura non facendomi scoraggiare da questo “troppo”. Alla conclusione sono stata contenta di questa scelta perché sono stata davvero ripagata di tutto. La storia è molto bella, particolare ed alla fine, con il colpo di scena finale che lascia davvero senza parole. In questo l’autrice è stata davvero molto abile perché la conclusione davvero ribalta ogni singolo pensiero che ci si era potuti fare fino a quel momento del libro e della storia in sé. Ovviamente non posso e non voglio dire nulla a riguardo perché è tutta una cosa che si gusta nella lettura del libro. Durante la lettura ogni tanto c’è qualche sentore di cosa può succedere, ma questo con il senno di poi, altrimenti difficili da cogliere. Insomma, se vi piace il genere rosa, sicuramente potete apprezzare “A un passo dalla felicità” e, se iniziate la lettura, portatela a termine perché saprà davvero trovare il modo di ripagarvi.

Gli strani casi dell’amore – Judith Sparkle

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Come ben sapete, fra i nostri collaboratori, ci sono dei grandi amanti del genere romance che, sentendo la trama di “Gli strani casi dell’amore” di Judith Sparkle, uscito nel 2017, ha sgranato subito gli occhi! Difatti da quest’ultima si evince una storia d’amore molto appassionante e particolare.

Trama:
Possono due persone completamente opposte innamorarsi tra gli scaffali di una libreria? Trent’anni entrambi, Michael ha un lavoro che lo assorbe completamente, odia i social e non legge romanzi da una vita. Penny è una brava commessa in una libreria, dispensa consigli di lettura e tutte le sere aggiorna la pagina Facebook del negozio. Non si conoscono e non potrebbero essere più diversi.Ma hanno in comune qualcosa: una figlia, concepita molti anni prima in una notte di bagordi universitari. Una notte in cui si sono amati senza essersi svelati i loro nomi, senza essersi presi impegni di alcun tipo, e senza che lui poi sapesse di essere diventato padre.Ma il tempo è beffardo e quello che dà poi lo richiede con gli interessi. Ora la salute di Michael è minata e la sua carriera in crisi mentre Penny, che aveva scelto di rinunciare ai suoi sogni per prendersi cura di sua figlia Mabel, ora si ritrova madre felice di una splendida e vivace ragazzina.Un giorno, per uno strano scherzo del destino, Michael entra nella libreria dove lavora Penny e i due si rivedono, pur senza riconoscersi. Tra di loro scatta una scintilla d’intesa. La tana dei libri diventa il loro punto d’incontro, il luogo in cui si scambiano opinioni sui libri e, più in generale, sulla vita. Dove, inconsapevolmente, gettano le basi per ricostruire i tasselli della loro felicità.Ma questa ha un prezzo, un prezzo che si chiama Mabel: saranno disposti a pagarlo fino in fondo?

Come dicevo all’inizio, la trama ha incuriosito davvero moltissimo, promette bene, sembra una storia molto particolare e appassionante. Diciamo che è stato così, seppur qualche difetto mi è sembrato di trovarlo, ma d’altronde quale libro non li ha?
La storia mi ha presa, ma non come mi sarei aspettata, in alcuni punti ho trovato qualche sfumatura un po’ forzata, sebbene io sia abbastanza appassionata del genere romance, penso che questo fosse un po’ troppo rosa anche per me. Tuttavia il libro è ben scritto, si legge di buon grado ed alla fine la curiosità ha la meglio e sono andata avanti proprio tranquillamente, non facendomi frenare da queste mie impressioni, di conseguenza ho trovato poi un libro gradevole e piacevole. Per una lettura leggera e senza impegno direi che è proprio il massimo.
La narrazione avviene in terza persona, in questo modo si ha una visione totale della situazione, sotto tutti i punti di vista, sebbene nessun personaggio venga approfondito seriamente in ogni suo lato come avviene di norma quando a narrare è un protagonista. Secondo me in un libro di questo tipo è una scelta azzeccata perché in questo modo abbiamo la possibilità di sapere tutto ed avere tutta la situazione ben chiara.
In conclusione, se siete il tipo di persona che stravede per le storie d’amore a lieto fine ad ogni costo, questo è senza dubbio la lettura che fa per voi!

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Saya – Salvatore Pireddu

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Durante la settimana del 27 Gennaio, ho letto questo libro. Quale miglior lettura intorno ai giorni della memoria? Non sono solita a fare queste letture, lo ammetto. Ho iniziato giusto l’anno scorso ad interessarmi di più al genere storico e, in particolare, alla Seconda Guerra Mondiale. Detto ciò, Oggi parliamo di “Saya” di Salvatore Pireddu, uscito nel 2018, edito da Bibliotheka Edizioni.

Trama:
A Saya mancavano pochi giorni per concludere la leva militare nell’esercito polacco e decidere cosa fare della sua giovane vita. Era tornato per un breve congedo e in qualità di figlio maggiore doveva aiutare i suoi familiari nello Shiva, il lutto delle famiglie giudaiche, quando il primo settembre 1939 l’esercito tedesco attaccò la Polonia dando fuoco alle polveri del Novecento. Da quel momento i membri della famiglia Fajans furono costretti a un esodo doloroso, chi dentro i campi di lavoro russi e chi invece in quelli di concentramento tedeschi, sfiorandosi tra i deportati e tra le fila degli eserciti che combattevano tra Asia, Africa ed Europa con un unico scopo: sopravvivere. Tratto dalla vera storia di Saya, questo romanzo parla della tragedia di chi nonostante abbia perso famiglia, patria, fede e libertà ha trovato il proprio posto nel mondo. I Fajans furono soldati e insegnanti, traduttori e ribelli, ma è nell’umile mestiere del sarto che Saya si è riscoperto uomo, perché “cucire significa mettere insieme le trame, aggiustare fa bene alla memoria delle cose rotte, così come rattoppare i vestiti strappati sul petto durante il periodo di shiva fa bene all’animo sofferente”.

Beh, che cosa si può aggiungere ad un libro del genere? Non avevo letto che fosse tratto da una storia vera, l’ho scoperto leggendo le ultime pagine del libro e la cosa mi ha davvero sconvolta. Ovviamente qualsiasi libro tratto da questo periodo storico è toccante, emotivamente difficile, ma finché si parla di personaggi di fantasia è sicuramente più sopportabile. Leggere invece che è una storia vera, che Saya è realmente esistito, che ha davvero passato quelle cose che vengono raccontate. Che dire. Sono senza parole. Inutile fare discorsi storici, non è il luogo ne il momento adatto, parleremmo di cose dette e stradette, ma l’importanza di ricordare non deve mai mancare. E’ importante che queste cose rimangano ben impresse nella memoria di ognuno di noi, tenere viva la memoria di ciò che è stato, aiuta a limitare di moltissimo le possibilità che una cosa simile possa succedere ancora.
Venendo al libro, “Saya” è ben scritto, fluido, molto interessante. Non troppo lungo, non troppo corto, così risulta non essere mai pesante o noioso. Contiene molte nozioni su ciò che è stato, della vita di un ebreo e della sua famiglia nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Del modo in cui sopravvive, come vive la guerra, la separazione dalla famiglia e molto altro.
“Saya” è emozione, è commovente. Lascia davvero senza fiato fino alla fine. E’ stata la lettura ideale degna di questa settimana, degna del giorno della memoria.

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Tiger blues – Jimi B. Jones

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Tiger blues” di Jimi B. Jones esce ad Ottobre 2018, edito da Watson Edizioni nella collana “luci“. All’inizio ho avuto un po’ paura nel leggere questo libro, ma questo ve lo spiegherò meglio recensione facendo.

Trama:
Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm. Le vicende partono da quando Jim era piccolo, viveva in un recinto e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl è il figlio adolescente del proprietario di Cottonfarm, un allevamento di tigri nei dintorni di Lovelock, in Nevada, e Jim è una tigre. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le diversità tra la razza umana del primo e quella felina del secondo.

Un po’ paura a leggerlo.. perché? Beh, perché sono una persona molto sensibile a queste tematiche ed una volta appreso che la protagonista fosse una tigre tenuta in cattività, ho davvero avuto paura di come potesse svolgersi la storia, che mi sarei trovata ad arrancare fino alla fine. Invece stranamente no. Sebbene descriva determinate cose, non è in modo crudo, sebbene alcuni capitoli ho fatto chiaramente più fatica a leggerli rispetto ad altri, son riuscita tranquillamente ad andare avaanti e a non farmi trasportare troppo in quei casi. Tuttavia, nonostante questo, terminata la lettura, so che mi mancherà quel gattaccio che era Jim Beam.
Si è concluso nel modo migliore in cui una storia del genere potesse concludersi e sono stata davvero molto contenta, quindi se, come me, siete un po’ sensibili, potete tranquillamente fare questa lettura a cuor leggero, ve lo assicuro.
Detto ciò, posso affermare sinceramente che questo libro me lo sono divorato davvero in due/tre giorni, facendo continuamente il tifo per Jim in ogni momento, anche quando, essendo soggiogato ormai dagli umani all’inizio della storia, decide di rinunciare alla sua libertà per tornare dal suo amico. Una storia di amicizia e molto di più quindi, oserei dire, dove l’amicizia è la vera protagonista indiscussa. Il rapporto che si crea tra Axl e Jim è davvero qualcosa di unico, è una trama che si presterebbe molto anche a diventare un bel film talmente interessante.
La storia di Jim è raccontata in terza persona e così siamo accompagnati da un’abile narratore nella sua vita, dall’infanzia fino alla fine della storia, attraversando i quattro elementi, acqua, terra, fuoco e aria. Molto particolare e singolare come scelta narrativa, l’ho davvero gradita. Il libro scorre fluido, mai pesante o noioso, è davvero una chicca! Per il modo in cui è scritto si adatta a tutti i tipi di lettori, bambini, adulti, ragazzi, anziani. Davvero chiunque può leggere e amare questo libro.
Durante la lettura ho pensato a cosa volesse significare questa storia, dove stava la morale ed il significato che andava al di là della storia di Jim fine a sé stessa e devo dire che viene anche tutto spiegato nelle ultime pagine del libro, quindi per questo non svelerò nulla, perché è davvero una cosa bella che mi ha colpita particolarmente e merita di essere letta dopo la storia di Jim. Fidatevi, non ve ne pentirete davvero.

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L’alibi imperfetto – Riccardo Lamperti

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Oggi parliamo di “L’alibi imperfetto” di Riccardo Lamperti. Anche in questo caso, non mi ero mai cimentata in letture del genere, ammetto che non è proprio il mio genere, ma siccome ho deciso di abbassare le mie barriere personali da quando ho aperto questa rubrica per autori emergenti, mi sono comunque buttata a capofitto nella lettura di questo libro. L’autore mi scrive chiedendomi se tra le 50 mila pagine c’è spazio anche per “L’alibi imperfetto“, che è il suo primo lancio, ed ovviamente, con una premessa così, la risposta non poteva che essere un grande sì!

Trama:

Che mondo sarebbe senza passato. Cosa ne sarebbe se gli uomini smettessero di comunicare, rassegnandosi a migrare verso l’estinzione. Come sarebbe, se di uomini svuotati della coscienza i libri soltanto conservassero la memoria. Quanto a lungo vagherebbe un padre nell’indomita speranza di riabbracciare suo figlio. Se al destino delegassimo le nostre strade per intrecciarle, la morte si arrogherebbe il diritto di dividerle. La lunga migrazione è iniziata. Quanto stenteremo a riconoscervi il nostro mondo.

Uscire dai miei schemi. Non finirò mai di dirlo in questa rubrica. Come ho già detto su Instagram, mi ritrovo sempre a mettermi alla prova in questa rubrica e, questo libro, è quello che mi ha fatto mettere più in discussione di tutti. Senza ombra di dubbio è un libro che ti costringe a riflettere, non hai scampo, non da via d’uscita. Una volta iniziata la lettura è un continuo turbinio di emozioni contrastanti, pensieri e riflessioni. Non è sicuramente una lettura leggera, ma impegnativa. Tuttavia è molto ben scritto, il linguaggio usato dall’autore è la perfetta cornice per un libro simile.
La storia in sé ci pone davanti a quesiti non indifferenti, in un momento in cui il genere umano non è in grado di comunicare tra sé, dove sembra che tutti abbiano dimenticato i sentimenti, le emozioni, la bellezza di condividere. Come potete capire, non è esattamente una tematica semplice e leggera, ma tutto sommato l’autore riesce, con il suo linguaggio ben strutturato e fluido a farci capire ogni singolo passaggio.

Inoltre, da non dare affatto per scontato, c’è la copertina che assumerà un significato particolare durante la lettura del libro e, di norma, è una cosa che apprezzo moltissimo quando anche la copertina ha un suo perché.
Ammetto che non è molto il mio genere, quindi sento, in parte, di non essere in grado di apprezzarlo fino infondo, ma ciò che ha suscitato in me, in ogni caso, me lo porto dentro ed è quello il fine del racconto, penso. Quello di far riflettere, di porre il lettore davanti ad una cruda realtà, per poi trovare il modo, insieme ai protagonisti, di rinascere e capire alla fine i veri valori.

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L’istinto materno nuoce gravemente alla salute – Debora Porfiri

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Credo di non aver mai letto un libro del genere. Non perché non mi piacciano, ma forse perché questo tema ancora non mi ha toccata.. Almeno non personalmente, perché la gravidanza di mia sorella è stata un po’ come se fosse la mia!! No scherzo… Ma non troppo.
Sono comunque sempre stata sensibile alla tematica, essendo un po’ anche spesso sottovalutata come cosa. Quindi è con immenso piacere che ho letto “L’istinto materno nuoce gravemente alla salute” di Debora Porfiri (Il profilo dell’autrice qui). Il titolo è provocatorio, ironico ed intrigante, non sapevo realmente che cosa aspettarmi! Il libro esce nel 2018, edito da Pellegrini.

Trama:
Attraverso 52 cronache e altrettante settimane, l’io narrante racconta la propria nascita: dal parto al primo compleanno della figlia, in un tortuoso percorso che la vede nascere ogni settimana in una nuova versione di sé. La protagonista si ridefinisce man mano che si confronta con sua figlia, con il mondo esterno, ma – soprattutto – con se stessa, in un doloroso eppure divertente faccia a faccia. Il libro spazia da una dolorosa comicità a uno sguardo disincantato e polemico sulla società; da una nostalgia per un ideale irrealizzabile a un consapevole ma sofferto bisogno di far esplodere gli stereotipi. Superando la consueta dicotomia della maternità come benedizione o malaugurata sorte, questa raccolta di cronache dolce-amare descrive con ironia e schiettezza la costruzione di una nuova identità multivalente: quella di una M.A.M.M.A.

L’autrice dice di sé:
Debora Porfiri è nata e cresciuta a Lugano. Dopo la maturità conseguita al Liceo Lugano1, ha intrapreso gli studi di Lettere all’Università di Ginevra. Ha insegnato italiano e inglese al Liceo, alla Scuola di Commercio, alla Scuola di Cultura Generale e alle Medie, nel Canton Ginevra.
È tutt’ora insegnante a Ginevra e M.A.M.M.A. di due bambini.
L’istinto materno nuoce gravemente alla salute: cronache estemporanee di una M.A.M.M.A. in divenire è il suo primo libro.

“L’istinto materno nuoce gravemente alla salute” è un libro spigliato ed ironico. Con ironia l’autrice ci accompagna nel primo anno di vita della figlia, seguendo settimana per settimana una mamma che si forma, che forma il suo rapporto con la bambina, che torna a lavorare, che lotta per i suoi diritti. Devo dire che parlare di tutto ciò in modo non pesante è una cosa molto ardua. Eppure Debora ci è riuscita egregiamente.
Il libro l’ho letto in un pomeriggio, è una lettura simpatica e veloce che attraversa tutte le varie difficoltà dell’essere M.A.M.M.A. divise in 52 settimane, quindi il primo anno dopo il parto. Dalla difficoltà delle routine che si instaurano dopo la nascita di un figlio, ai risvegli notturni, all’allattamento e le poppate notturne, insomma, tutte cose che chi è mamma conosce anche fin troppo bene.
Sebbene io non sia una mamma, ho provato molta empatia verso questo racconto, perché sono riuscita ad immedesimarmi nella situazione, nonostante non mi abbia mai toccata realmente. Sicuramente non sono fasi che attraversano tutte le donne durante la maternità, ma indubbiamente più di quante si possa credere. Semplicemente le persone, dopo una gravidanza, si aspettano da una donna un determinato comportamento ed atteggiamento che non sempre può essere quello effettivo che noi sentiamo, ma, dato il fatto sopracitato, ci si sente obbligate a sentire determinate emozioni e a comportarsi in un determinato modo, anche se forzato.
Non scontato è anche il fatto che parla, seppur per poco, delle condizioni che spesso le donne sono costrette a sopportare sul lavoro, una volta rientrate dalla maternità, sugli orari dell’allattamento, sulle pretese dei datori di lavoro e via dicendo. Di questo non se ne parla davvero mai abbastanza, essendo una cosa davvero terribile, una piaga della società.
Il racconto è incentrato sul ruolo di mamma, anche se mi sarebbe piaciuto sentire parlare anche più della figura paterna, che nella storia risulta assente e che anche questa spesso non calcolata molto, ma che ha comunque le sue difficoltà. Ovviamente questo è un parere strettamente personale essendo il libro palesemente incentrato sul ruolo materno e basta.
In ogni caso, se siete mamme, ma anche non, come me, è una bellissima lettura, ci permette di sapere che non siamo sole a sentire, o a non sentire, determinate cose e a capire che non tutte ci dobbiamo sentire strettamente nello stesso modo, ma che ci sono moltissimi modi di vivere la maternità ed ognuno di questi fa di una donna una MAMMA, non solo alcuni, come si è più portati a pensare.

L’artificio dell’illuminato -Sarah Helmuth

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Finalmente un bel fantasy nella rubrica dedicata agli autori emergenti! Ok, ok, lo ammetto, come già saprà chi mi segue da un po’, non vado pazza per questo genere. O è davvero ben fatto o proprio non lo tollero. Spesso mi annoiano, ma non è stato davvero il caso di “L’artificio dell’illuminato” di Sarah Helmuth (per il profilo dell’autrice qui)! Il libro attualmente è in campagna su bookabook e siamo davvero contenti di contribuire alla causa, perché crediamo davvero in questo progetto! Veniamo al dunque in ogni caso, i pareri dopo, prima che mi perda via subito, di norma quando qualcosa mi emoziona davvero è sempre così!

Trama:
A sud del Continente si annidano forze oscure. I contadini narrano di anime vagabonde, di morti che camminano, di aberrazioni in cerca di vendetta.
Più a nord, gli alchimisti hanno occupato la Fortezza di Andria e al suo interno perpetrano i loro macabri esperimenti. Seraphita, una delle loro cavie, riesce a evadere e fugge per i boschi circostanti con l’unico intento di trovare un posto sicuro dove rifugiarsi. Affamata e sfinita, ormai senza più alcuna speranza, s’imbatterà nell’unico individuo in grado di proteggerla. Ma potrà davvero fidarsi di lui?
Cinque giovani sono chiamati a rispondere a ciò che il fato ha in serbo per loro, cinque giovani il cui destino sarà quello di contrastare i piani dell’Illuminato.
Seraphita è solo il primo capitolo della serie, cui seguiranno le vicende di Mair-Lynn, Adam, Jormun e Yavin.

L’autrice di sè:
Sono una genovese cresciuta nei vicoli della Superba, “nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”… Mi sono appassionata della bellezza in ogni sua forma, pittura, scultura, fotografia, lettura, e da ognuna di queste arti ho tentato di recepire il meglio per formare la persona che sono oggi.
Mi piace scrivere perché mi rilassa, perché mi permette di sfogare la mia fantasia, perché dà vita ai miei sogni. Quando ero bambina disegnavo in continuazione, la mattina a colazione, a scuola nella ricreazione, i pomeriggi tra un compito e l’altro, poi ho scoperto che i miei disegni erano prima di tutto accompagnati da delle storie e ho cominciato a soffermarmi su ciò che scrivevo. In quel preciso istante ho capito, ho deciso, che avrei cercato di vivere una vita d’artista.

Avete presente quando leggete un libro ed avete la sensazione che l’autore sia davvero stato in grado di aver creato un mondo intero? Ecco, questa è stato quello che ho provato io quando ho concluso la lettura di “L’artificio dell’illuminato”. Come già è stato detto nella trama, questo è solo l’inizio ed onestamente io non vedo davvero l’ora di andare avanti! Appassionante è la parola chiave. Mi sono davvero appassionata a questa storia, a questo mondo che è stato creato. La costruzione di questo nuovo mondo, l’ho trovato molto simile a come è stato fatto “Il trono di spade”. L’autore lì ha creato un mondo intero, diverso dal nostro, per lo meno da quello attuale, ed ha pensato ad una storia così intricata da poter scrivere di tante altre storie, avere molti spin-off sempre interessanti per approfondire sempre di più la trama realizzata. Insomma, l’autrice in questo caso ha creato la stessa identica situazione! E’ incredibile, per me è una delle cose più difficili nell’arte dello scrivere e farlo in modo così appassionante ed originale significa avere proprio del talento ed è una delle cose che più mi affascina negli autori.
La protagonista di questo libro è Seraphita, una ragazza che scappa dalla Fortezza che per lei è stata la sua prigione per molti anni, dove veniva torturata e seviziata per gli scopi degli alchimisti. Nonostante l’età, nonostante tutto, si dimostra una ragazza forte e coraggiosa, riesce a fuggire, fino all’incontro con Gareth, un uomo del quale deciderà di fidarsi, senza sapere esattamente se può farlo oppure no.
Il libro è ben scritto, la trama ben sviluppata, è un’ottima introduzione a quello che verrà poi. Per i seguiti mi aspetto solamente più azione, più coinvolgimento nella storia perché si entrerà sempre di più nel vivo della storia.
Insomma, sinceramente io non vedo l’ora di leggere ancora di questa storia perché è molto avvincente, fantasiosa e mai banale. Ogni tanto, durante la lettura, l’autrice inserisce spunti, probabilmente per i prossimi libri, che aumenta solamente la curiosità e l’attenzione del lettore verso la trama.
Credo che un’autrice simile, per giunta nostrana, vada supportata. Al giorno d’oggi avere questa fantasia, questo talento non è cosa da tutti, ha creato davvero qualcosa di originale e notevole. Questa autrice mi ha davvero fatto dimenticare di leggere un libro di un autrice emergente.

Influencer: 8 segreti per diventarlo – Elemento Neutro

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Se pensate di leggere un libro comune, non è proprio questo il caso. Come abitudine, quando mi arriva un libro, lo prendo in mano, lo sfoglio, guardo il fronte, il retro. Insomma, me lo rigiro per bene, per curiosità, per assaporare un po’ dell’autore, capire che cos’ho in mano e da lì mi faccio una mia idea sul libro. Quando mi è arrivato “La lista della spesa per diventare influencers” di Elemento Neutro, che è uscito da poco, sono rimasta un po’ perplessa, ovviamente in positivo. Tra le mani non avevo un tipico libro. Non trovo neanche le parole per definirlo, ma andiamo per gradi.

Trama:
INFLUENCER è il libro per tutte le persone che si sentono arrivate alla frutta, per quelle che devono ancora ordinare l’antipasto e soprattutto per le persone che mangiano e non ingrassano. INFLUENCER è il libro per tutte le persone L, G, B, T e per tutte le persone di tutte le lettere dell’alfabeto. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che ci mettono passione in ogni cosa e anche per le persone che se ne sbattono di tutto e anche di sé stessi. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che hanno preso un treno senza restituirlo. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che vanno a camminare alle 6 del mattino di domenica e anche per le persone che non si alzano dal divano nemmeno se minacciate da un apocalisse zombie. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che non hanno nulla da dire ma parlano anche per il… oppure per le persone che devono dirti qualcosa ma non si ricordano. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che sono in pace con sé stesse e per tutte le persone che fanno la guerra alla polvere dentro di sé. Insomma INFLUENCER è il libro per tutte le persone che hanno qualcosa, qualsiasi cosa, da condividere nell’era della rivoluzione digitale. E se sei arrivat@ fin qui, il più lo hai superato, leggere il libro sarà una passeggiata. Attraverso ortiche, rovi, acacie spinose, piante carnivore e cani a tre teste; ma sono dettagli. INFLUENCER è il libro non ordinario, che non ti aspetti, che ti porta via da questa realtà e ti dà la possibilità di visitare altri mondi, tornare qui, e dire di poter essere stato in un altro pianeta. Pronto a questo viaggio insieme? Non tornerai come prima. Promesso.

Può forse sembrare di avere tra le mani una cosa fatta giusto per pubblicare qualcosa, ma nel suo modo di essere fatto, questo libro, è molto particolare e, in realtà, contiene non poche cose interessanti. Il modo dell’autore di rivolgersi è particolare, ma molto d’impatto. Rimane più impresso rispetto ad un libro normale. L’ho letto in una sera, me lo sono portato in viaggio a Parigi, è stato un ottimo compagno insomma. Mi ha divertita, mi ha fatta riflettere e mi ha lasciato davvero tanto. In modo ironico e fresco, l’autore comunque parla dell’importanza della figura dell’influencers, non dimenticando che non è una figura nata da qualche anno, ma che c’è sempre stata, semplicemente sotto forma di altri nomi. Difatti ha citato vari personaggi di storia che, a loro modo, hanno influenzato pensieri e pareri delle persone, esattamente come oggi giorno fanno le persone definite influencers. Molto importante è stato specificare anche l’importanza di questa figura, di una sorta di obbligo morale e non che è giusto che ci sia nei confronti delle persone che seguono questi personaggi, perché è possibile influenzare in modo positivo, ma anche in modo negativo, come appunto può essere successo in passato, la storia insegna. A questo riguardo non aggiungo altro, perché penso che l’autore, all’interno del libro, sia stato sufficientemente esaustivo e più spigliato di me nel definire il concetto, quindi lascio a lui l’onore.
Molto simpatico è anche il modo dell’autore di rivolgersi al lettore, qualunque esso sia, uomo o donna, parla in modo del tutto neutro, considerando il lettore solo per quello che è: una persona.
Non è un libro dove si trova la parola magica su come si diventa influencers, come d’altronde non ce l’ha nessuno, e per fortuna aggiungerei, ma è un libro divertente, simpatico che con i suoi modi ironici ci pone davanti a riflessioni per nulla scontate, e ciò lo rende davvero una lettura più che piacevole. Come ho detto, l’ho concluso in una serata, non è una lettura impegnativa, ma penso che chiunque sogni un lavoro simile, debba leggere questo libro e rendersi conto a cosa si va incontro e fare determinate riflessioni a riguardo.
Insomma, lasciatevi conquistare dalla particolarità di questo libro e siate pronti a farvi qualche risata e ad essere stupiti dalla spigliatezza (ed un po’ di pura sfacciataggine, in senso positivo) dell’autore e della sua lista della spesa.

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