I fiumi sotterranei – Lai M. Teleri

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Dopo aver inaugurato questa rubrica di autori emergenti con “Tea e il salice ridente“, un libro per bambini, è il tempo di “I fiumi sotterranei” di Lai M. Teleri.
Come ben sapete, uno dei miei generi preferiti in assoluto è il thriller, se psicologico tanto meglio. Quando l’autrice mi ha contattata proponendomi il suo libro, infatti, ero più che contenta, essendo anche il mio genere! Il thriller attualmente si trova in campagna sul sito di bookabook.it e, non appena ne avrò la possibilità, anche se l’ho già letto, lo pre-ordinerò anche io, perché per me merita davvero molto e gli vorrei dare uno spazio nella mia libreria.

Breve biografia dell’autrice
Lai M. Teleri nasce nel 1993 a Ferrara. È attiva nei campi della psicologia e delle scienze politiche.
Appena il tempo glielo concede, vola alla scoperta di un paese straniero o di un nuovo romanzo: a questo proposito, i suoi ultimi amori sono il Giappone e Haruki Murakami.

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Trama de “I fiumi sotterranei
Alice, insicura e tormentata dai rimorsi, e Laura, bellissima e dissoluta, decidono di partire per un viaggio che le aiuterà a riprendere in mano le loro vite. Quando Laura scompare nel nulla però, Alice dovrà fare i conti non soltanto con il passato buio e segreto dell’amica, ma anche con se stessa…
Tra ricordi confusi, rivelazioni sconvolgenti e l’incontro inatteso con una donna libera e sfuggente, starà ad Alice districare il filo contorto che unisce i protagonisti di questo romanzo, coraggioso e avvincente fino all’ultima pagina.

“La me stessa che di rado mostro e che mai mi rende orgogliosa di sé, sta dando per la prima volta prova di avere un valore.”

Mi è piaciuto dall’inizio alla fine questo thriller, dal mio punto di vista non ha proprio NULLA da invidiare a grandi autori e grandi case editrici. Per questo, come dicevo prima, le vorrò dare spazio nella mia libreria personale!
Il punto di vista psicologico della protagonista è trattato davvero con maestria, si può seguire passo passo ogni singolo scalino fatto verso una maggiore consapevolezza e rinascita di Alice che, fino a quel momento, era una donna persa, con delle perdite da superare. L’evoluzione quindi non è mai banale o forzata, ma segue il flusso degli eventi in modo perfettamente naturale e cresce con la storia e con il lettore. La lettura scorre fluida che è un piacere, non ti accorgi neanche del tempo che passa talmente sei presa.
Quando ho deciso di aprire questa rubrica sul sito, mai mi sarei immaginata di trovarmi faccia a faccia con un libro scritto così bene ed appassionante. Ho letto da alcune blogger che sono rimasta deluse dal finale. Io, invece, ho trovato nel finale un grande punto di forza di tutto il libro. Ogni cosa va al suo posto, dove deve essere, senza alcuna forzatura. Si ha una visione di Alice, la protagonista, del tutto diversa da quella che c’era all’inizio del racconto, più matura, con una nuova prospettiva che prima non avrebbe mai immaginato di poter avere.
Nelle ultime pagine si ha un colpo di scena che mi ha fatto cadere la mascella tanto ci sono rimasta. E’ vero, forse poteva essere lontanamente prevedibile o pensabile, ma io sinceramente non lo sospettavo, perché l’autrice non ha dato modo di pensarlo fin da subito. Il pensiero mi era venuto, è vero, ma date le premesse mi ero fortemente tacciata con un “è impossibile“. Le storie dei personaggi si intrecciano talmente perfettamente da rendere difficile ogni previsione. Per capire realmente questo intrigo e questo colpo di scena non dovete far altro che pre-ordinare il libro, non ve ne pentirete assolutamente!
L’unica nota dolente penso che sia la trama che viene fornita del thriller, che non trovo particolarmente accattivante per la reale grande storia che ho letto. Tuttavia, come si suol dire, non si deve giudicare un libro dalla copertina e, tanto meno, dalla trama, aggiungerei io.

“Chi desidera andarsene per davvero non lascia tracce, perché non vuole essere trovato né seguito.”

 

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Tea e il salice ridente – Elisabetta e Monica Maruffo

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Sono stata contattata poco più di una settimana fa da una delle due autrici di questo libro. Sinceramente non mi ero mai immersa nella lettura di libri per bambini, se non appunto quando ero molto più piccola di adesso. Ero restia perché pensavo di non sapere poi cosa scrivere, come parlarne, invece anche solo leggendo la prefazione e, ancora prima l’introduzione, mi sono ricreduta totalmente. Da adulta di questi tempi, non mi ero mai soffermata realmente a pensare quanto la lettura sia importante per i bambini e quanto questo si stia perdendo con l’avvento di smartphone e tablet. In questo, il medico nella prefazione, chiarisce proprio ogni dubbio dicendo:

<<“Tea e il salice ridente” è un libro che scalda il cuore. Un libro per bambini che ogni genitore dovrebbe leggere.>>

Quindi, come avete già intuito, oggi parliamo di “Tea e il salice ridente” di Elisabetta e Monica Maruffo. In breve, sono due sorelle che vivono nel basso Piemonte, una studiosa di storia, con esperienza come insegnante delle elementari, e l’altra che lavora in uno studio medico, collaborando talvolta con vari centri per ragazzi disabili. Oltre a questo sono amanti della natura e degli animali.
Le illustrazioni e la copertina sono di Enrico Debenedetti, pittore arquatese, con molta esperienza.

La prefazione, dal quale ho preso la citazione sopra riportata, è di Giuseppe Foderaro, neuropsicologo dell’età evolutiva, che lavora presso l’ospedale regionale di Lugano, in Svizzera. Resta sempre affascinato quando con lo sguardo vede un bambino immerso nella lettura di uno dei libri a disposizione nella sala d’attesa, invece che su un telefonino.
Dopo questa introduzione necessaria, parliamo della trama. Tea è una bambina piena di sogni, che ama la natura e desidera solamente starne a contatto il più possibile. I suoi genitori, tuttavia, non comprendono questo suo bisogno e questi suoi sogni, presi dai ritmi veloci imposti dalla società. Il merito dei suoi genitori sarà poi riuscire a capire i loro errori e tornare a condividere le bellezze della vita con la loro bambina.

Che dire, l’ho letto in pochissimo tempo e avrei solo desiderato la possibilità di condividerlo con un bambino, che potesse essere entusiasta quanto me della lettura! Quando mio nipote crescerà (attualmente ha due mesi, la polpetta), spero di avere la possibilità di leggerglielo e che lui sia poi in grado di cogliere la bellezza dei messaggi che questa storia vuole trasmettere e condividere. Come dice neuropsicologo Giuseppe Foderaro, ogni genitori dovrebbe leggerlo ed apprezzarlo, prima di un bambino. Dopo averlo letto condivido in pieno la sua prefazione, dall’inizio alla fine. Mi ha portata a riflettere su tematiche al quale non mi ero mai soffermata prima d’ora. Mi ha aperto davvero un mondo questa lettura, che ormai, sinceramente, avevo dimenticato crescendo. Spero che, ogni genitore, dopo aver letto un libro simile, provi la mia stessa emozione e che gli venga solamente voglia di condividere ciò con il suo bambino, perché penso che, forse, questo racconto sia più utile agli adulti che ai bambini stessi.

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Avete mai letto libri per bambini? E, se siete genitori, leggete con i vostri bambini?