Friend request – Laura Marshall

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Nuovo giorno, nuova settimana, nuovo thriller. Questa volta è toccato a “Friend request” di Laura Marshall. Uscito nel 2017, di genere thriller psicologico, edito da Piemme e tradotto da Salerno Rachele.
Louise Williams è ormai una donna adulta, con un matrimonio alle spalle ed un bimbo bellissimo di quattro anni da crescere. Ha una sua attività e la sua vita procede, divorzio a parte, tranquillamente. Come ormai tutti al giorno d’oggi ha un profilo sui social network, dove spesso condivide cose inerenti alla sua vita. Tuttavia oggi ha ricevuto una notifica diversa dal solito. Apparentemente nulla di insolita, una richiesta d’amicizia. Una richiesta richiesta d’amicizia da Maria Weston. Maria Weston vuole fare amicizia con lei, ma Loiuse sa chi è Maria. Maria Weston era una sua compagna di scuola. Maria Weston è morta venticinque anni fa.

A distanza di un anno dalla sua uscita, “Friend request” fa ancora molto parlare di sé, così ho deciso finalmente di leggerlo. La trama è molto intrigante, mi sembra una buona base di partenza per un buon thriller. Il libro si legge velocemente e piacevolmente tutto sommato, come spesso accade gli attimi di suspance totale si trovano riversati nei capitoli finali e questo libro non è da meno. Le ultime pagine le ho letto tutte d’un fiato, in attesa di scoprire finalmente la verità. Sinceramente? Un po’ mi ha delusa. Data la trama, la fama del libro, mi aspettavo molto di meglio. Non è male, però nulla di troppo sconvolgente. Insomma, dopo che hai finito di leggerlo, te lo sei già dimenticato.
L’unica nota davvero positiva del libro è la tematica che tratta: il bullismo. In maniera molto delicata, non brusca, e sotto molti punti di vista. Sia quello della vittima, ma anche del bullo. Questa è una cosa che ho apprezzato moltissimo, da molti spunti di riflessione in generale sul tema, che non fa mai male. Capisci realmente cosa le persone siano in grado di fare in periodi della vita volubili come l’adolescenza. La nota negativa, invece, sta specialmente nel finale. Sebbene i personaggi non mi facciano impazzire per circa tutta la durata del libro: sembrano un po’ degli eterni adolescenti, persone che sono ormai adulte, ma tornano dei lattanti alla rimpatriata con i compagni di scuola. Ma il finale in particolare mi ha lasciata parecchio perplessa, quasi ci sono rimasta male. Mi ero fatta delle idee, tutte particolari, ed invece alla fine era una cosa piuttosto banale. Sarebbe stato interessante approfondire i lati psicologici del finale caso mai, ma molti dettagli vengono buttati lì solo alla fine e mai approfonditi, essendo appunto gli ultimi capitoli. Poteva essere sviluppata molto meglio, la storia e tutto il resto.
Tutto sommato non mi è piaciuto molto, non è un brutto libro, si legge velocemente, non è noioso o cose simili, a tratti anche piacevole, però diciamo che i libri che ti ricordi sono decisamente altri.

 

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Cosa leggere durante l’inverno??

Settembre. Settembre come Capodanno è tempo di bilanci, di buoni propositi e di buone speranze. Ho iniziato questo anno promettendomi di aprire il mio sito, di leggere tanto e di dedicare molto tempo a questa mia passione che spesso mi sono ritrovata a dover accantonare a causa della vita frenetica di una qualsiasi persona adulta fatta di routine e noia.
Per ora sono abbastanza soddisfatta del mio operato e dei libri che sono riuscita a leggere fino ad adesso. Quindi, in tempo di propositi, ho deciso di fare questo articolo dove vi mostrerò tutti, o quasi, i prossimi libri che ho intenzione di leggere nei mesi successivi e, di conseguenza, del quale troverete le relative recensioni. Dico quasi perché magari se ne aggiungeranno o toglieranno alcuni, in base alle preferenze del momento o se trovo qualcosa che mi interessa moltissimo.
Questi libri, inoltre, sono anche i miei ultimissimi acquisti del quale vado molto fiera. Sono frutto un po’ dei consigli letti in giro, ma anche e soprattutto dei miei viaggi in libreria a leggere trame, guardare copertine, totalmente assorbita dalla quiete e silenzio del luogo.
Quindi iniziamo questa carrellata di libri che non sono pochi!

  • Resta con me – Tami Oldham Ashcraft con Susea McGearhart
    Uscito anche al cinema alla fine di Agosto, non ho resistito a prendere anche il libro. Il film mi ha
    lasciato senza fiato totalmente e mi aspetto lo stesso dal romanzo! Il fatto che sia stata proprio la protagonista della vicenda a scrivere il romanzo è una cosa che mi fa impazzire. Inoltre in un’intervista ha dichiarato di essere stata molto fedele alla reale vicenda, di non aver romanzato troppo la storia, quindi non vedo l’ora di leggerlo, è pane per i miei denti, che amo alla follia questo genere! In breve: Tami è una ragazza giovane che ha lasciato tutto per godersi il mondo e viaggiare, sull’isola di Tahiti incontra Richard, un uomo più grande di lei del quale si innamora alla follia fin dal primo momento e con cui decide di condividere il suo viaggio e, successivamente, la sua vita. Mentre stanno facendo un viaggio da Tahiti alla California vengono colti da una violenta tempesta che manda il tilt tutte le attrezzature e farà in modo che il mondo perda le loro tracce. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • La treccia – Laetitia Colombani
    Ne ho sentito molto parlare di questo libro, sui social e su vari siti online. Così quando l’ho visto in offerta in libreria mi sono decisa finalmente a prenderlo. Mi sembra una storia di coraggio, di forza e tanto ottimismo e tutto al femminile, un’insieme che mi manda in brodo di giuggiole. Impossibile non dedicarmi a questa lettura. In breve: Smita, Giulia e Sarah sono tre donne appartenenti a luoghi e ceti sociali diversi. Non le accomuna nulla se non un’insieme di eventi che renderà le loro vite molto simili ed avranno momenti in cui necessiteranno di coraggio e molta forza. Così i loro destini si intrecceranno, traendo forza l’una dall’altra, e cambierà per sempre la loro esistenza. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.

 

  • Central Park – Guillaume Musso
    L’ho visto svariate volte, in varie mie tappe in libreria. Come mi capita spesso, dopo un po’ di volte che vedo un libro inizia ad incuriosirmi, lo cerco, vedo la trama e ci rimugino su, se ho davvero bisogno di un altro libro (la risposta è sempre sì). Così, alla centesima volta che l’ho visto sulla scaffale della libreria, l’ho sentito che mi chiamava e non sono più riuscita a dire di no, quindi eccolo finalmente mio. In breve: Gabriel ed Alice alle otto del mattino si ritrovano ammanettati tra di loro ad una panchina di Central Park. Non ricordano nulla di come sono finiti lì, non si conoscono e la sera prima erano in posti nettamente differenti. La camicia di Alice è macchiata di sangue. Cos’è successo? Gabriel e Alice dovranno per forza agire insieme per scoprire cosa è successo a loro e come sono arrivati lì. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • Nessuno sa di noi – Simona Sparaco
    Attirata dalla copertina e dalle offerte in libreria, mi sono imbattuta in questo libro. Mi rendo conto che spesso non apprezzo abbastanza gli autori italiani, quindi mi sono lasciata subito convincere all’acquisto di questo romanzo. Un po’ d’amore all’italiana, no? In breve: Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare le ultime ecografie della gravidanza. Sembra andare tutto bene finché la ginecologa con un volto strano comunica loro che c’è qualcosa che non va. Il loro mondo si lacera totalmente. Una storia di scelte difficili, di fatiche e brutte situazioni in cerca di una gravidanza che non arriva. Un viaggio nelle emozioni più vere e forti. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • La casa sul fiume – Lena Manta
    Perché l’ho preso? Dopo aver letto Infinito come il mare mi sono innamorata di Lena Manta, devo assolutamente leggere qualcos’altro di suo, ne sento il bisogno. Il primo che ho letto mi ha emozionata moltissimo, mi ha fatto sognare e viaggiare per tutta l’isola di Corfù, come se fossi davvero lì. Impossibile resistere a leggere altro di suo, sperando che sia tutto all’altezza delle mie aspettative, ma sono sicura che sia così! In breve: Teodora guarda le sue cinque figlie e pensa solamente che per loro vuole il meglio dal futuro. Un futuro coraggioso e libero dalle convenzioni che ci sono nel luogo dove vivono. Così senza paura, una volta grandi le sue figlie spiccano il volo lontano da casa. Purtroppo non sempre le aspettative vengono esaudite e nessuna delle sue figlie si trova nella condizione che lei voleva per loro. Ma le ragazze sanno che c’è un posto dove potranno andare sempre e dove saranno sempre al sicuro e protette: la loro casa sul fiume. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • Un’estate magica – Corina Bomann
    Beh, vogliamo tenerci un po’ di aria estiva anche nell’autunno e nell’inverno che stanno per arrivare? Ecco, io ho deciso di farlo tramite questo romanzo. E’ il primo di Corina Bomann che leggo, ma ne ho sentito parlare molto bene e, da ciò che ho letto, sembra molto nel genere che piace a me, quindi ho colto l’occasione per iniziare! In breve: Wiebke è in un periodo della vita dove nulla va bene. Per risanarsi decide di andare a trovare sua zia Larissa nella sua casa in campagna. Da sempre Wiebke vede sua zia come un’eroina: è single, bella, indipendente, creativa. Quello che non sa è che Larissa dodici anni prima ha perso l’amore della sua vita e da quel momento si è rifugiata nella sua casetta isolata. Dal canto suo, Clarissa sa che sua nipote le porterà una bella ventata d’aria fresca nella vita, tanto da creare molto scompiglio nella sua vita, cosa al quale non è abituata e dal quale verrà messa a dura prova. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • Phobia – Wulf Dorn
    Quanto tempo che non leggo Dorn! Davvero troppo! Cogliendo l’offerta su IBS mi sono sentita subito in dovere di rimediare. E’ tra i miei autori preferiti di thriller psicologici, fin’ora non mi ha mai delusa e confido che non lo faccia neanche in questo caso. Considero Dorn, in un certo senso, una garanzia sotto questo punto di vista. In breve: Sarah è sola in casa con il suo bambino quando sente rientrare suo marito. Strano, doveva stare via qualche giorno per lavoro. Tuttavia in casa non si ritrova suo marito, ma uno sconosciuto. Questo sconosciuto però è vestito come il marito, ha la sua valigia e conosce particolari della loro vita che solo lui può conoscere. Così inizia il suo incubo e si affiderà al suo amico d’infanzia, psicologo, che conosce molto bene gli abissi dell’animo umano. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • L’uomo di Marte – Andy Weir
    Dopo aver miseramente fallito la lettura di “Artemis”, sempre di Andy Weir, mi sono buttata a prendere questo libro e a dare un’altra occasione a questo genere che di norma non mi fa impazzire. Tuttavia il film mi è piaciuto moltissimo e ho letto in giro che il libro è molto meglio, che ha molti più dettagli interessanti, quindi dovevo per forza provarci di nuovo. In breve: Mark Watney è uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Una tempesta improvvisa mentre stanno studiando il luogo quasi lo uccide ed i suoi colleghi credendolo morto partono senza di lui per tornare sulla Terra. Così Mark si ritrova su un pianeta del tutto inospitale, senza alcuna possibilità di contattare la base e, anche se fosse, i viveri non gli basterebbero per sopravvivere fino all’arrivo dei soccorsi. Una storia di ingegno, ottimismo e grande spirito di sopravvivenza in un pianeta molto diverso dal nostro. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • Il primo caffè del mattino – Diego Galdino
    Ormai da troppo tempo desideravo leggere un suo libro, il “Nicholas Sparks italiano” lo chiamano e, considerando il mio amore folle per Sparks, non potevo desiderare altro che avere un suo libro. Finalmente ne ho avuto l’occasione e spero preso di tuffarmi in questa lettura, piano piano li leggerò tutti! In breve: Massimo ha poco più di trent’anni e non si è mai innamorato seriamente finché un giorno, nel suo bar, entra questa ragazza straniera che cattura la sua attenzione e dal quale lui rimane molto colpita. Tuttavia non riesce a farsi capire in nessun modo, così la ragazza ad un certo punto esce spazientita. Presto comunque tornerà perché ha un segreto inconfessabile che la lega al bar di Massimo, così lui avrà modo di corteggiarla nel modo in cui sa fare meglio. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.
  • L’ultimo caffè della sera – Diego Galdino
    Beh, che ve lo dico a fare. E’ il seguito de “Il primo caffè del mattino“, quindi era inevitabile che prendessi anche questo. Insomma, non si lasciano le cose incomplete, specialmente se si tratta di libri.. giusto? Tuttavia la trama di questo non la scrivo, neanche in breve, perché in parte ha degli spoiler sul primo, dico solo che il protagonista è sempre  ed il suo fantastico bar a Roma. Per la trama completa o acquistare libro o ebook cliccate qui.

 

La carrellata di libri, per ora finisce qua. Questo è il mio proposito per i prossimi mesi e spero di riuscire a leggerli tutti nel più breve tempo possibile, non vedo l’ora di scoprire tutte queste trame! Man mano che finirò di leggerli aggiungerò la recensione del libro in questo articolo.
E i vostri propositi quali sono? Avete più o meno libri? E questi che vi ho citato sopra vi piacciono, ne avete già letto qualcuno?

Darkest Minds – Alexandra Bracken

Questo libro è valutato da me:

 

Un altro dei miei generi preferiti è quello fantasy, quindi dopo aver letto “Hunger Games“, “Divergent” ed avere in programma anche la lettura di “Maze Runner”, ho deciso di leggere una nuova saga molto simile: “Darkest minds” di Alexandra Bracken.
Darkest minds” esce alla fine del 2012, edito da Sperling & Kupfer e tradotto da Albertazzi Michela. Viene presto paragonata ai titoli sopracitati, di genere sempre fantasy.

Siamo in uno scenario molto apocalittico. Quando Ruby si avvicina alla soglie dei dieci anni, molti suoi compagni muoiono misteriosamente, tanto che rimangono sempre di meno nella scuola. Quando finalmente i dieci anni arrivano anche per lei, Ruby si rende conto che qualcosa in lei è cambiato, che non è più la stessa di prima. Questa stranezza non sfugge ai suoi genitori che si apprestano a mandarla a Thurmond, un campo gestito dal governo per bambini come lei, dove le famiglie pensano di affidare e salvare quello che rimane dei loro figli. Tuttavia la realtà è ben diversa da questo pensiero: questi campi radunano bambini e ragazzi sopravvissuti a questa misteriosa malattia, che in seguito hanno acquisito dei poteri speciali. Ci sono i verdi, dall’intelligenza eccezionale, i blu, di telecinesi, i gialli, che controllano l’elettricità, i rossi, il fuoco ed infine gli arancioni considerati i più pericolosi, che controllano la menta umana, come Ruby.
Ruby attualmente ha sedici anni ed è riuscita a fuggire dopo sei lunghi anni dal suo campo, ma chiaramente questo non le basta per essere finalmente al sicuro. Durante la fuga incontra per caso un altro gruppo di evasi come lei, con cui alla fine decide di rimanere in questa avventura verso la salvezza, ma Ruby deve stare attenta a non avvicinarsi troppo a loro, sarebbe pericoloso, lei ancora non sa tenere sotto controllo i suoi poteri e la loro avventura è già abbastanza rischiosa.

Partendo dal presupposto che ho amato molti i titoli citati all’inizio dell’articolo, quindi il genere mi appassiona molto. “Darkest minds” non è da meno: la lettura è appassionante, la descrizione delle città deserte, saccheggiate e abbandonate è un contorno molto particolare ed interessante del romanzo. Per molti versi mi ricorda moltissimo “Divergent”, le similitudini sono molte, sebbene Ruby sia molto diversa sotto alcuni punti di vista rispetto a Tris, ma per quanto concerne l’ambientazione sono molto similari. Qui ci sono le divisioni per colore dei poteri e lì la divisione in fazioni, sempre cinque. Poi le città distrutte, abbandonate. Insomma, i paragoni vengono facili a causa di questi dettagli, tuttavia si distinguono in altre cose.
Una pecca che ho trovato è che la “malattia” dal quale questi ragazzi hanno ricavato dei poteri, non è ben spiegata all’interno del romanzo, c’è un leggero accenno, sai che muore della gente, altri che acquisiscono cose soprannaturali e che questo spaventa molto il governo che risulta ben disposto ad uccidere i più pericolosi e a torturare gli altri in questi campi. La motivazione reale non è molto chiara, spero che questo infatti venga sanato nei capitoli successivi della saga perché sarebbe un vero peccato tralasciare questi dettagli, secondo me, molto affascinanti.
Un’ultima cosa che ho notato e che non mi ha fatto impazzire è stata la descrizione dei momenti in cui Ruby accidentalmente usava i suoi poteri, secondo me poteva essere descritto un po’ meglio il tutto. La sensazione che ho avuto leggendo è che l’autrice avesse ben chiara la situazione, ma che a parole non sia riuscita a passare tutto quello che aveva immaginato. O magari è una cosa andata persa o resa meno chiara a causa della traduzione, non saprei. In ogni caso, in questo sicuramente il film mi darà meglio un’idea di come avveniva e di cosa vedeva realmente Ruby ed in che modalità.
In ogni caso il libro è scorrevole e piacevole, la storia tutto sommato particolare, quindi per me risulta molto interessante. Nota dolente, ma neanche troppo, è stato un po’ il finale. Prevedibile penso, tutto sommato, ma spero che sia finito così solo perché è il primo capitolo della saga, non amo molto i finali poco giusti e neanche troppo sensati.
Voi che ne pensate? L’avete letto? Questo genere vi piace?

 

Articoli simili: “Divergent” e il suo “Four” di Veronica Roth, “Hunger Games” di Suzanne Collins

Vox – Christina Dalcher

Questo libro è valutato da me:

 

Dopo che IBS mi ha dato l’occasione di leggere in anteprima i primissimi capitoli, ho deciso poi di prendere “Vox” di Christina Dalcher subito alla sua uscita. E’ uscito all’inizio di settembre 2018, edito da Editrice Nord e tradotto da Ronca Barbara.

Jean McClellan è una stimata scienziata di neurolinguistica. Questo non le basta ad essere risparmiata all’ondata di Medioevo che sta ricoprendo da quasi un anno gli Stati Uniti. Il nuovo governo ha deciso che erano migliori i tempi in cui le donne facevano le casalinghe, si occupavano solo dei figli, di cucinare e pulire casa e far trovare tutto pronto ai loro uomini quando tornavano dopo una giornata lavorativa. Insomma, un vero e proprio ritorno a vecchie ed insane abitudini. Se questo già non fosse abbastanza, per evitare insurrezioni, manifestazioni e via dicendo, ogni donna è costretta a portare al polso un contatore. Questo contatore si resetta tutti i giorni a mezzanotte e consente loro di poter dire solo fino a 100 parole al giorno. Non solo le donne, ma anche le bambine: ogni essere umano femmina è costretta a portare questo aggeggio di tortura. L’unica cosa sul quale hanno voce in capitolo è la scelta del colore del loro braccialetto, come se fosse un oggetto di vanto o di moda, come fosse un braccialetto Pandora.
Jean, dal canto suo, è molto preoccupata per Sonia, la sua bambina di sei anni, che sta crescendo abituata a questa tortura, a non poter parlare e a non poter dire la sua su niente: a scuola, infatti, non le viene insegnato praticamente nulla se non una matematica di base, che le servirà per tenere i conti della sua futura famiglia, a cucinare, cucire e via dicendo. Non è previsto che sappia leggere e scrivere. Ma ora, Jean, pare essere l’unica che ha l’opportunità di fare qualcosa e di ribellarsi, a nome di tutte le donne.

<<Ma vaffanculo, Patrick!>>
E’ arrabbiato, ferito e frustrato, lo so, però nulla di tutto questo giustifica le parole che escono dalla sua bocca subito dopo, le uniche che non sarà mai in grado di rimangiarsi, le uniche che affondano più di qualsiasi scheggia di vetro. <<Lo sai, a volte mi domando se è meglio quando non parli.>>

Molto particolare questa storia ed anche come è stata sviluppata. L’autrice è al suo primo esordio, quindi qualche piccolo errore ci può a stare. In alcuni punti l’ho trovata un po’ confusionaria, quando parlava del presente e del passato, spesso non distinguevo totalmente la differenza. Tuttavia è un libro che si legge molto piacevolmente ed è scorrevole. La tematica trattata, come dicevo, è molto particolare ed estremamente attuale. Attuale non perché a breve qualcuno ci toglierà la voce, il lavoro e tutto, ma perché metaforicamente parlando, al giorno d’oggi ancora non siamo arrivate al punto di essere considerate al pari degli uomini in tutto e per tutto e, ogni tanto, ricordarci che fino a poco tempo fa non avevamo voce in capitolo in niente, male non fa proprio. E’ quindi una lettura che fa riflettere, che da molti spunti di riflessione, specialmente la preoccupazione di Jean per Sonia perché è fondamentale chiarire che un conto è trovarsi nella condizione di non parlare più, sai quello che stai perdendo, sai che vuoi ribellarti perché la situazione ti sta stretta. Ma tutt’altra cosa è se ci nasci e ci cresci in questa condizione: non hai paragoni, la tua realtà è semplicemente quella e con il tempo non ti interesserebbe neanche ribellarti.
L’unica nota dolente è il finale, secondo me. Leggendo qualche opinione qui e lì, è stato detto che era scontato, e questo è vero, ma non è la motivazione per cui lo definisco un punto debole di questo bel romanzo, perché onestamente non poteva finire diversamente, vedendo come si svolge la storia, questa è una cosa gradita per me. Quello che penso è che sia stato decisamente troppo frettoloso, come se si volesse chiudere in fretta la storia. Insomma, su 400 pagine, alla parte conclusiva forse ne sono dedicate 10, quando secondo me meritava un epilogo un po’ più articolato e preciso, per chiudere in bellezza. La sensazione è quella appunto di aver chiuso la faccenda frettolosamente, senza sprecarsi in dettagli, da una pagina all’altra tutto è finito. Questo un po’ è deludente, ma come detto prima, essendo l’esordio dell’autrice, qualcosa gliela possiamo anche perdonare e la considero comunque molto promettente.
Alla fine della storia mi chiedo: io non riesco a fare articoli e recensioni di meno di cento pagine (ma neanche cento righe a momenti), figuriamoci dire massimo centro parole in una giornata! Davvero ridicolo solo pensarci, talmente è macabra questa restrizione.

Infinito come il mare – Lena Manta

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Avete presente quando entrate in libreria, con un’idea più o meno chiara in testa su che genere volete leggere? Ecco, quando ci sono andata son stata subito avvolta dalla tipica atmosfera del negozio: silenzio, solo qualche lettore curioso che legge trame o ha qualche libro in mano seduto sulle poltroncine. Volevo una storia romantica, una storia struggente, di quelle che ti fanno sognare per tutte le pagine. Ebbene l’ho trovato, non pensavo, ma sono stata proprio fortunata ad imbattermi in questo romanzo. Mi riferisco a “Infinito come il mare” di Lena Manta. Esce nel 2017, Giunti editore, tradotto da De Rosa Maurizio.

Clelia Agapinòs è una ragazza giovane di diciassette anni, bella, dai capelli neri e occhi che non passano di sicuro inosservati. Suo padre Richardos è un uomo facoltoso ed erede di una delle famiglie più nobili di Corfù. Quando la moglie di Richardos muore improvvisamente dando alla luca Clelia, lui inconsapevolmente le addossa tutta la colpa del suo lutto e non riesce a perdonarla. Il fatto che la piccola sia la fotocopia della sua defunta moglie, non lo aiuterà ad accettare benevolmente la figlia. Tuttavia Clelia cresce, sotto l’ala protettiva della sua nutrice e suo marito, che la trattano da sempre come se fosse la loro bambina. Ogni giorno diventa sempre più bella, più matura e questo non sfugge agli occhi di Pavlos, pianista di talento, uomo sensibile e passionale, che si innamora perdutamente di lei. Il destino con lui è crudele: Clelia non prova per lui la stessa cosa, infatti lei lo vede solo come un amico, come fosse un fratello. Questo sentimento viene rafforzato nel momento in cui, per caso, Clelia ad una festa della sua amata Corfù conosce Nikiforos, un brillante avvocato appena trasferito in città, del quale si innamorerà perdutamente.
Mentre Pavlos parte per Parigi per dimenticare la sua amata, Clelia scoprirà che cosa nasconde in realtà Nikiforos che la trascinerà in un turbine di eventi senza più via d’uscita.

Come detto prima, cercavo una storia d’amore autentica, struggente e passionale. Quando in libreria ho letto questa trama, non ero proprio sicura di averla trovata, non mi convinceva totalmente, ma posso dire che mi sono assolutamente ricreduta. Ho amato dalla prima all’ultima pagina questa storia ed ho capito che avevo proprio trovato quello che cercavo. L’Amore, con la A maiuscola, quello che ti fa fare follie e non ti permette di vedere altro che la persona amata, annullando tutto il resto. Pavlos è un personaggio meraviglioso, il più bello del libro. La sua capacità di amare è sublime, fa sognare ed è capace di scaldare anche l’animo più freddo.

“Ogni volta che guarderai la luna, ricorda che sono io che l’accendo per te… Ogni volta che il suo chiarore ti illuminerà, ricordati di me, che sogno di tenerti stretta tra le mie braccia. L’unico bacio che ci siamo scambiati lo serbo nel cuore come il più prezioso dei tesori. Forse perché so che non ce ne saranno altri. Ti amo.”

Che dovrei aggiungere su Pavlos? Direi che questa citazione parla per me ed ogni aggiunta sarebbe decisamente superflua.
Il libro scorre via che è un piacere, l’ho letto in due giorni, in riva al mare, dove ogni libro di questo genere meriterebbe di essere letto, l’ho proprio divorato. Ogni pagina, ogni riga mi struggevo, mi emozionavo insieme alla storia. L’unica cosa negativa che forse si può dire è sul personaggio di Clelia: a tratti può sembrare incomprensibile ed è difficile immedesimarsi e capirla nelle sue azioni, ma onestamente le cose da fuori e a mente fredda sono sempre più facili, quando sei nella situazione e sei coinvolta ogni cosa cambia e nessuno di noi sa esattamente come si comporterebbe, quindi non è così fuori dal comune come atteggiamento. La sofferenza ed il dolore di Clelia, tuttavia, sono palpabili in ogni pagina, come anche quello di Pavlos, dove ho aspettato molto pazientemente un segno, sperando che potesse finire bene tra di loro e che potessero ritrovare la pace e la felicità insieme.
Per il resto non ho nulla da aggiungere, è tra i miei libri del genere preferito, una storia d’amore bellissima, da leggere tutta d’un fiato e del quale è impossibile pentirsene. Questa scrittrice greca è stata senza dubbio una scoperta per me e non vedo l’ora di leggere altro, se le premesse sono queste! Infatti, cosa da non sottovalutare, erano le descrizioni belle e dettagliate di Corfù, ti senti quasi completamente immersa nell’isola, sulla spiaggia, il mare e tutto ciò di bello che ha offrire. Questo aspetto mi è piaciuto molto: è stata dettagliata al punto giusto, senza mai annoiare o essere scontata. E’ stata la cornice perfetta ad un romanzo bellissimo.

“Il corpo di Clelia era ancora assetato, simile a un terreno tormentato da una siccità prolungata, a un deserto travolto da una cascata improvvisa ma ancora bisognoso d’acqua per tornare rigoglioso. Lei gli avvolse le braccia intorno alla vita e con le labbra comincio a viaggiare sul suo corpo.”

La scomparsa di Stephanie Mailer – Joel Dicker

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Dopo essermi totalmente innamorata de “La verità sul caso Harry Quebert“, non potevo non leggere l’ultima chicca di Joel Dicker: “La scomparsa di Stephanie Mailer“.
Edito da “La nave di Teseo”, “La scomparsa di Stephanie Mailer” di Joel Dicker, esce nel primo trimestre del 2018, è stato tradotto da Vega Vincenzo.
Siamo nel 2014 quando l’ormai quasi ex capitano della polizia di stato Jesse Rosenberg viene avvicinato da Stephanie Mailer, una giornalista del giornale locale. Stephanie gli rivela che lui e il suo compagno ex compagno di squadra Derek Scott si erano sbagliati riguardo al caso risolto nel 1994, che la persona incriminata era in realtà innocente e, di conseguenza, c’era ancora un assassino a piede libero. Ma Stephanie non ebbe modo di dare altre notizie a Jesse, il quale si tormenta dopo questa rivelazione, perché pochi giorni dopo la loro chiacchierata, lei scompare, apparentemente senza lasciare alcuna traccia di sé.
Cos’era successo nel 1994? Jesse e Derek, al tempo dei giovani e promettenti poliziotti, hanno lavorato al caso di quadruplice omicidio avvenuto ad Orphea, una tranquilla cittadina nello stato di New York, nella quale aveva perso la vita il sindaco del paese, suo figlio e sua moglie, ed una povera ragazza davanti a casa loro, che stava facendo jogging, probabilmente nel momento sbagliato al posto sbagliato. Jesse e Derek quindi trovano il colpevole e il caso viene ufficialmente chiuso e risolto. Questo almeno finché, appunto, vent’anni dopo, non subentra Stephanie con le sue personali indagini.
La domanda principale è: che fine ha fatto Stephanie? E, soprattutto, se davvero il colpevole non era quello giusto, chi era l’assassino ancora a piede libero? Jesse, Derek ed Anna, una nuova collega, la vicecomandante, ripartiranno quindi da quel lontano giorno di venti anni prima, dove scopriranno i fantasmi del paese di Orphea ed anche i propri.

“Lei alzò una mano e la portò all’altezza dei miei occhi.
<<Cosa vede, capitano?>>
<<La sua mano.>>
<<Le sto mostrano le dita.>> mi corresse.
<<Ma io vedo la sua mano.>> ribattei, senza capire.
<<E’ proprio questo il problema>> disse lei. <<Ha visto ciò che voleva vedere e non ciò che le veniva mostrato. E’ stato questo il suo sbaglio, vent’anni fa.>>

Comincio con il dire che di Joel Dicker, oltre a questo e come detto prima, ho letto solo “La verità sul caso di Harry Quebert”, in programma ne ho un terzo suo, perché mi sono proprio appassionata di come scrive, della sua fantasia e, insomma, dei suoi libri. Ho amato davvero il giallo di Harry Quebert, questo non potevo farmelo scappare e sto ancora decidendo se sia all’altezza oppure no. Senza ombra di dubbio è un bel libro, non mi ha mai annoiata nè reso difficile la lettura, nonostante le sue 700 pagine, è scorrevole e piacevole. Tuttavia, a differenza di “La verità sul caso Harry Quebert”, questo aveva molti meno colpi di scena, meno suspance e il finale neanche troppo sconvolgente. Nel primo mi sono ritrovata proprio spaesata alla fine, era davvero un insospettabile anche per i più esperti del genere, ma qui non proprio. C’erano presenti molti, forse troppi personaggi, che probabilmente non erano troppo necessari, confondeva un po’ le idee. Troppe persone, troppe situazioni diverse e collegate in modi remoti tra loro, nella lettura spesso mi chiedevo “aspetta, questo chi era?” per poi fare mente locale e capire. Insomma, non era indispensabile inserire tutti questi personaggi, alcuni a tratti erano un po’ inutili al fine della storia. Il finale, in ogni caso, anche se non troppo colpo di scena, comunque ci stava, in questo ho ritrovato Joel Dicker che ha un modo di intricare le storie, senza farle sembrare scontate o troppo surreali, che mi lascia sempre di sasso.
La lettura del presente è principalmente raccontata dalla parte di Jesse, a parte in pochi capitoli in cui è ceduta per poco ad altri personaggi di meno conto, e spesso ci sono tratti dedicati al 1994, in modo da capire a pieno i fatti e viverli come se fosse il presente. Questo aiuta molto a non perdere il filo tra presente e passato, che vanno di pari passo man mano che procede libro, svelando la soluzione per quanto riguarda il presente e facendo capire a pieno il passato, quello che successe a Jesse e Derek e come erano riusciti a risolvere apparentemente il caso.
Tirando le somme, non è al pari del primo Joel Dicker che ho letto, che ho trovato sensazionale, ma tutto sommato non è un libro da scartare perché deludente o pessimo. Se vi piace il genere, di sicuro dovete leggerlo, è una storia molto intricata e vedere man mano tutti i nodi snodarsi è la parte più bella in assoluto!

Dello stesso autore: “La verità sul caso Harry Quebert” 

Amore su carta da zucchero – Maria Murnane

Questo libro è valutato da me:

 

“Amore su carta da zucchero” disse Andie.
Io la guardai con aria interrogativa. “Cosa?”
“La carta da zucchero è tinta di azzurro solo per far sembrare più bella una carta in realtà scadente. Ma se la guardi da vicino ti accorgi subito che non è un granché.”

Quando ho scelto in libreria “Amore su carta da zucchero” di Maria Murnane, ero andata con l’intento di prendere un libro tranquillo e rilassante, d’amore, in stile da “e vissero tutti felici e contenti” e penso alla fine di averlo trovato.
Amore su carta da zucchero” di Maria Murnane, esce nel 2013, edito da Giunti e tradotto da Maldera Lisa, genere romanzo contemporaneo. La protagonista Waverly Bryson viene considerata la nuova Bridget Jones, dopo veniamo ai commenti.
Waverly Bryson è una pierre sportiva, ha quasi trent’anni e dopo essere stata lasciata praticamente sull’altare, si trova ad un bivio della vita: rassegnarsi nella sua disperazione o rimettersi in sesto e tornare in pista. Dopo un po’ di tempo dalla delusione quindi, si butta a capofitto in vari appuntamenti, uno più disastroso dell’altro e il giorno dopo si ritrova sempre a parlare con le sue migliori amiche delle serate precedenti, commentando le assurdità delle persone con il quale esce, tra il fiscalista logorroico e uno stalker, insomma potrebbe quasi scriverci un libro. Tuttavia, armata di carta e penna, Waverly fa qualcosa di meglio che scrivere un libro: scrive delle brevi frasi su dei post-it, in formato domanda e risposta, brevi e concise che vanno dritte al punto. Ad ogni cosa che le capita, a lei o alle persone che le sono vicine, scrive uno o più biglietti sulla situazione, con simpatico sarcasmo ed ironia, prevalentemente dedicati a donne single. Waverly non può immaginare che saranno proprio questi post-it, iniziati in un momento di massimo sconforto e scritti quasi per scherzo, che faranno avere alla sua vita un bel cambio di direzione, sia in amore che in ambito lavorativo.

“Perché non sono mai attratta dai ragazzi che sembrano essere attratti da me?”
“Tesoro, perché le altre file alle casse del supermercato sono sempre più veloci della tua?”

“La vita ha i suoi alti e i suoi bassi, no?”
“Tesoro, se stai parlando dell’ago della bilancia e del saldo del conto in banca, sfortunatamente la risposta è sì, esattamente in questo ordine.”

Dunque, la nuova Bridget Jones? Forse sì, forse no. Lo stile un po’ c’è, Waverly come Bridget è una donna brillante, frizzante, sempre con la risposta sbagliata e imbarazzante pronta, un po’ goffa e quando si fa prendere dal panico straparla. Tuttavia quello che non ho amato molto del suo personaggio è che, a tratti, mi è sembrata una donna sui 30 che aveva più bisogno di un corso per alcolisti anonimi piuttosto che dell’amore. Berci su era davvero la soluzione a tutti i problemi e a tutte le situazioni, sinceramente un po’ a lungo andare era abbastanza fastidioso. Mi è sembrata molto infantile come personaggio, più una ragazza di 18 anni che una donna di 30, che si ubriaca a feste aziendali davanti ai capi e davanti ai suoi clienti. Insomma, questo lato di Waverly non l’ho apprezzato molto, ma a parte questo era davvero brillante e stupida nel senso buono del termine, a tratti anche molto auto ironica. Per quanto riguarda la storia invece, molto carina, davvero piacevole e scorrevole, una “lettura da spiaggia” mi piace chiamarla, un po’ frivola, ma proprio per questo molto gradevole. Insomma, non si possono leggere sempre cose vicine alla realtà o fantasiose, ogni tanto si può sognare con queste storie simil commedia cinematografica dove alla fine tutto è bene quel che finisce bene! In oltre, alla fine, il messaggio che ne ho dedotto dalla storia in sé, è che seppur sei una donna single a trent’anni, sei perfettamente autosufficiente e puoi vivere e fare successo lo stesso, non hai bisogno di un marito, di un compagno o di qualsiasi altra persona: il vero successo di noi stessi ce lo possiamo creare anche da soli. Quindi, concludendo, se siete alla ricerca di un libro simile, che vi faccia passare qualche ora in tranquillità, accompagnati da un po’ di simpatia e frivolezza, questo è decisamente un libro adatto alla vostra ricerca!

 

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Dopo di te – Jojo Moyes

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La mia valutazione!

 

Ero molto indecisa se fare questa lettura o meno, non mi piace lasciare le cose a metà, quindi se c’è un sequel di norma ho voglia comunque di dare una possibilità alla storia nel caso in cui mi sembrasse un po’ forzato. In questo caso ero molto incerta perché per me “Io prima di te” era perfetto così com’era, la conclusione della storia andava più che bene così, non ho visto una necessità di un secondo e addirittura un terzo! Tuttavia mi sono buttata lo stesso nella lettura di “Dopo di te“, sempre di Jojo Moyes, ma ammetto di essere partita molto prevenuta.
Dopo di te” è il seguito di “Io prima di te”, uscito nel 2015, edito da Mondadori e tradotto da Dallavalle Maria Carla. Quest’anno, quindi nel 2018, è anche uscito un terzo, quindi “Io prima di te” diventa una trilogia, che è “Sono sempre io“.
Dopo la morte di Will Traynor, Louisa Clark è totalmente persa. E’ passato un anno e mezzo, ma Lou non riesce ad andare avanti davvero, quei sei mesi intensi passati con lui l’hanno profondamente cambiata. Will le ha dato delle opportunità che prima non aveva, le ha dato modo di vivere a pieno la sua vita, cosa che lei non era mai riuscita a fare, ma ora Lou si ritrova in un limbo dal quale non riesce ad uscire, nonostante avesse fatto anche delle promesse prima che lui morisse. Ora ha 29 anni, lavora in un bar squallido dell’aeroporto di Londra, dove si è trasferita, non parla quasi più con i suoi genitori, dopo quello che è successo perché loro erano profondamente contrari. Si ritrova quindi a guardare tutti i giorni persone che vanno e vengono, che prendono aerei, vanno in posti lontani e vivono la vita e la sera, quando torna nel suo triste appartamento, è da sola con qualche sporadico bicchiere di vino a farle compagnia, insieme al suo immancabile dolore che non accenna a passare. Tuttavia una sera, una persona del tutto sconosciuta si presenta davanti alla sua porta e Lou deve decidere se accogliere questa persona nella sua vita oppure continuare a cercare di andare avanti.

“La vita è breve, giusto? Lo sappiamo entrambi. Bene. E se fossi tu la mia occasione? Se fossi tu la persona che può rendermi veramente felice?”

Come detto prima, ero molto restia nel leggere “Dopo di te”, ho amato così tanto “Io prima di te” che quasi mi sembrava di rovinarne la storia, tuttavia, come in ogni cosa nella vita, bisogna andare oltre, andare avanti, quindi l’idea di vedere come se la sarebbe cavata Lou dopo le promesse fatte a Will alla fine e le possibilità che lui le ha offerto, non mi dispiaceva. Sono ancora incerta, non so se mi sono del tutto ricreduta, penso che ci siano molti fattori della storia, come la ragazzina figlia “illegittima” di Will che viene presentata praticamente subito nella lettura, che rovinano proprio la storia precedente. Mi aspettavo semplicemente di vedere come lei sarebbe andata avanti nella sua vita, magari trovando un altro amore grande anche solo la metà di quello vissuto con Will, mentre si era trovata un bel lavoro, in ambito di moda magari, grazie ai soldi ricevuti, ed invece mi son ritrovata davanti un romanzo dove una ragazzina piuttosto maleducata e “scostumata” scombina in tutto e per tutto la vita di Lou, che si sente in qualche modo obbligata a starle dietro. Per carità, richiamare Will è anche piacevole e tutto, ma lo si poteva fare anche solo tramite i ricordi di Lou mentre la si vedeva progredire ed andare avanti nella sua vita. Un nuovo amore lo trova anche, successivamente, e secondo me davvero poteva bastare quello perché era dolcissimo già così, l’intesa creata e quant’altro. Sì, sono quindi rimasta abbastanza delusa da questo libro, che già addentrarsi nel fare un sequel di una grande storia, è già di per sè un grosso rischio agli occhi dei lettori che hanno amato il primo, se poi ci si mette dentro cose un po’ a random, non viene fuori un bel miscuglio. L’unica cosa che, secondo me, ha avuto più senso è stato il comportamento di Lou: è una ragazza diversa ormai dal primo romanzo, non poteva essere la solita ingenua ragazzina un po’ strana dopo quello che ha passato, in qualche modo doveva pur averla “forgiata” la relazione con Will Traynor.
Il libro tuttavia è scorrevole, non è pesante da leggere, tutt’altro. Se si prende il libro fine a sè stesso, non è neanche male, anzi, mi sarebbe piaciuto molto, a parte la fase conclusiva che, a conferma di quanto detto prima, secondo me non ha proprio senso. Per evitare spoiler non dirò perché, ma se qualcuno che l’ha letto ne vuole parlare, sarei contentissima di avere un confronto e sentire la vostra opinione su tutto.
Concludo dicendo che ho letto solo la trama di “Sono sempre io”, che sarebbe il terzo di questa serie e dubito fortemente che lo leggerò, dalla trama c’è scritto che incontra un altro uomo, che le mette molti dubbi su Sam, quello che lei dice di amare in questo libro e no, sinceramente non è in cima alle letture che vorrei fare, alla luce della conclusione di “Dopo di te”.
Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto o pensate come me che poteva essere sviluppato in altro modo?? E cosa pensate della trama di “Sono sempre io”? Vale la pena leggerlo?

Le pagine della nostra vita – Nicholas Sparks

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Eh sì, prima o poi l’avrei dovuto fare. La recensione del mio libro romantico preferito in assoluto: “Le pagine della nostra vita“. Ovviamente di Nicholas Sparks.
Lo scrivo per amor di contenuto, perché penso che un’amante del genere al novanta percento avrà già letto questo libro o per lo meno visto il film, anch’esso divenuto molto famoso quando uscì nel duemilaquattro. Il romanzo uscì in Italia nel 1996, dall’editore Frassinelli, attualmente distribuito da Sperling&Kupfer, è diventato nel corso degli anni, uno dei libri più famosi e più letti di Nicholas Sparks.
Siamo nel 1946 quando Noah torna nel suo paese natale dopo aver partecipato alla guerra e con i soldi che gli sono rimasti compra e restaura una grande casa vicino al fiume. La realizza esattamente come la voleva Allie, una bellissima ragazza incontrata e amata alla follia anni prima e mai più rivista, anche a causa dei genitori di lei. Allie infatti è una ragazza di buona famiglia, benestante e di una classe sociale alta, a differenza di Noah.
Un giorno Noah, inaspettatamente, si ritrova davanti casa Allie, che lo voleva rivedere un’ultima volta prima di sposarsi con Lon, il suo fidanzato. Purtroppo quando si rincontrano, scoppia di nuovo quell’amore e quella passione, come successe anni prima. Così Allie dovrà decidere se continuare verso l’ottimo futuro scritto per lei e Lon o se cambiare rotta e seguire il cuore.

“Nel tempo del dolore ti stringo a me e ti cullo e faccio mia la tua pena. Piango quando tu piangi e mi ribello quando ti ribelli. Insieme cerchiamo di arginare i fiumi di lacrime e le onde di disperazione, per proseguire insieme nella strada accidentale della vita.”

Come ho detto all’inizio, questo è il mio libro preferito in assoluto. E’ indescrivibile quanto io abbia amato Noah e Allie. Molto simile, di tutti gli altri libri di Nicholas Sparks, ci è andato vicino solo “Ogni respiro“, uscito in Italia nel 2018, che mi ha ricordato molto questi protagonisti. Mi è piaciuto talmente tanto che l’ho voluto leggere anche in lingua originale, giusto per assaporare le esatte parole scritte dall’autore, senza traduzioni o perdite di mezzo.
Il modo in cui scrive Sparks è coinvolgente, trasuda amore da ogni riga di ogni suo romanzo, raramente lo trovo banale e scontato, perché tutto si può dire di lui, tranne che abbia trame scontate e banali. Per me è incredibile pensare che un capolavoro come “Le pagine della nostra vita” sia davvero il suo primo libro. Il personaggio di Noah è qualcosa di.. “Wow“, solo questo mi è venuto da pensare alla lettura del romanzo. Un uomo devoto, pieno di amore, il tipico “uomo di una volta”. Il modo in cui ama Allie, la devozione che ha verso di lei lo porta a non dimenticarla mai, a cercare qualcosa di lei dovunque, tanto che tornato dalla guerra pensa solo a restaurare quella casa esattamente come lei gli aveva accennato molto tempo prima che avrebbe voluto fare. Inutile dirvi che se amate il genere, non potete assolutamente perdervi questa lettura. Farete fatica a togliervi di dosso questa bellissima storia d’amore, la leggerete tutta d’un fiato. Inoltre vi consiglio anche di guardare il film successivamente, credo che sia uno dei pochi casi in cui sono belli uguali: di solito il film non è bello come il libro, in questo caso invece devo proprio dire che se la giocano per bene!!

“Mentre ti osservo in questi giorni ti muovi lentamente con una vita che cresce dentro di te spero tu sappia quanta importanza tu abbia per me, e come è stato speciale questo anno. Mi sento il più fortunato degli uomini e ti amo con tutto il cuore.”

 

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La donna di ghiaccio – Robert Bryndza

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Scrivo questa recensione totalmente a caldo, ho finito proprio cinque minuti fa questa lettura che mi ha lasciata senza fiato, quindi riordiniamo le idee ed iniziamo!
Ho quindi appena finito “La donna di ghiaccio“, in originale “The girl in the ice“, di Robert Bryndza. Uscito nel 2017, tradotto da Ristori Sandro, questo thriller ha molti consensi in Inghilterra. L’autore come nota alla fine del libro, inoltre, dichiara che tornerà presto con il prossimo libro della serie con la spigliata detective Erika Foster, ma ora veniamo alla trama.
Una fredda e nevosa mattina di Gennaio, un ragazzo trova accidentalmente il cadavere di una donna, intrappolato sotto una spessa lastra di ghiaccio. Ha gli occhi spalancati, le labbra socchiuse come se stesse per dire qualcosa, alcune ciocche di capelli strappati all’altezza delle tempie. Viene chiamata per il caso la detective Erika Foster la quale scoprirà che la vittima è una ragazza molto giovane, ricca e molto conosciuta nella “Londra che conta” in quanto figlia di un lord. Apparentemente sembrava condurre una vita perfetta, molto in contrasto con il triste epilogo. Più Erika va avanti con le indagini più viene a contatto con i segreti della famiglia di questa ragazza, fin quando trova dei strani collegamenti con l’uccisione di tre prostitute, assassinate in modi molto simili a come è stata ritrovata quest’ultima donna. La storia continua ad intricarsi, qualcuno vuole far tacere Erika, più scava e più si trova in pericolo, quello che potrebbe scoprire è molto scomodo per alcune persone, ma lei rimane determinata, deve risolvere il caso a qualunque costo, lo deve a sé stessa e a suo marito, morto poco tempo prima.

Erika Foster. Questa detective protagonista della storia non sono ancora sicura che mi convinca a fondo. E’ presentata dall’autore come una grande detective, con un passato lavorativo difficile alle spalle, al quale viene affidato questo caso per farla tornare a lavoro dopo la morte del marito. Inoltre è anche di un grado superiore rispetto agli altri in quanto è detective capo, ma molta differenza con gli altri della squadra sinceramente non l’ho notata molto se non fosse stato che la chiamavano, appunto, “capo”. Sarebbe stato interessante inoltre approfondire la sua storia e quella del marito, alla quale c’è stato solo qualche vago accenno qua e là, sicuramente avrebbe aiutato per entrare più in empatia con il personaggio che a tratti risulta essere altrimenti solo una stacanovista con il marito morto e nessuna vita dal quale tornare alla sera staccato il lavoro. Tuttavia, come detto prima, l’autore ha detto chiaramente che questo è solo il primo capitolo dedicato al personaggio di Erika, quindi confido nel fatto che si sia riservato questi dettagli magari per il prossimo o i prossimi libri.
Per quanto concerne il caso della “donna di ghiaccio”, invece, devo dire che è una storia ben riuscita. Come molte altre cose, ci fa capire quanto i soldi ed il potere di un titolo nobiliare possano passare addirittura sopra la giustizia. La vita delle persone varrà sempre meno dei soldi e di un’immagine da difendere. Sarebbe stato interessante approfondire un po’ di più la psiche dell’assassino, ammetto che la storia mi aveva ingannato, ho pensato quasi fino alla fine che fosse una persona ed invece non era proprio così. Tuttavia non è un thriller psicologico, quindi ci sta che non sia stata una parte rilevante della storia, però qualche dettaglio in più male non faceva. Mi lego a questo discorso per ampliarlo a tutto il libro. L’impressione avuta è stata un po’ quella tutto il tempo della lettura: pochi dettagli su alcune cose che probabilmente meritavano di essere approfondite, al fine di apprezzare proprio meglio tutto il thriller. La storia va via molto fluida in ogni caso, anche grazie anche a capitoli davvero molto, se non troppo, brevi. Molti capitoli occupavano anche solo mezza pagina, di norma mi piacciono i capitoli non molto lunghi perché mi rende la lettura più scorrevole e mi fa sentire meno in colpa quando penso “l’ultimo capitolo e poi vado a dormire”, ma in questo caso direi che è troppo anche per me. All’inizio della storia, questi capitoli brevi, l’hanno resa un po’ lenta a partire e a suscitarti interesse, ad un lettore più svogliato avrebbe fatto perdere interesse molto in fretta. Spesso staccavano la trama in punti in cui potevi pensare solo “ma come? Di già??” e ti ritrovavi nel capitolo successivo magari in un’altra situazione.
Come ho già detto comunque rende la lettura molto veloce e piacevole in ogni caso, è comunque un buon libro e l’autore può solo migliorare sotto questo punto di vista, ho molte aspettative per le prossime vicende della Foster, non vedo l’ora di leggere il prossimo.