Il sole a mezzanotte – Trish Cook

Questo libro è valutato da me:

Raramente mi trovo scontenta o delusa di un libro che ho scelto, ma ogni tanto capita e purtroppo questo è proprio il caso di “Il sole a mezzanotte” di Trish Cook. La sua prima pubblicazione è nel 2017, tradotto da A. Taroni, “Il sole a mezzanotte” diventa subito anche un film. Quest’ultimo ancora non ho avuto modo di vederlo, quindi oggi parlerò chiaramente solo del romanzo.
Katie Price è una ragazzina di 17 anni con una malattia molto rara: non può stare neanche un secondo alla luce del sole, farlo le costerebbe la vita, nel vero senso della parola, le farebbe venire un tumore alla pelle ed una serie di complicazioni che andrebbero a degenerare fino alla morte. Katie, quindi, dorme di giorno e vive di notte, dove talvolta esce di casa e si mette a suonare ovunque le capiti, la chitarra e la musica sono la sua più grande passione, insieme a Charlie Reed, il ragazzo del quale è innamorata da moltissimo tempo. Una sera Charlie incrocia la sua strada, attratto dalla sua musica e questo incontro cambierà per sempre la vita di entrambi.
Che dire, per gli amanti del genere questa trama è più che formidabile, già sognavo ad occhi aperti una storia d’amore degna di Nicholas Sparks, di quelle che mi lasciano sognante di un’amore incontenibile con i lacrimoni dall’inizio alla fine. Peccato che la realtà dei fatti per me è stata totalmente diversa. Intanto ti ritrovi davanti ad un libro di poco più di 200 pagine, che se fosse sviluppato meglio magari sarebbe anche una cosa tralasciabile. Ci sono pochi dettagli, tutto un po’ descritto superficialmente, non viene approfondito nessun aspetto, nulla degno di nota. E’ un libro che si legge davvero in pochissime ore, mi sembra dedicato ad un target under 16 per come è scritto e le terminologie usate, subito nel prologo, infatti, le prime parole di presentazione della protagonista trasudano superficialità da ogni lettera, quando dice che ha 17 anni ed è innamorata da più di 10 anni dello stesso ragazzo. Insomma, chi di noi in seconda elementare non trova l’amore della vita? E’ un vero peccato perché la trama era molto promettente e trovo davvero sprecato un libro in cui venga sviluppata in quel modo, meritava molto di più.
Non nego che, tuttavia, i lacrimoni mi sono comunque scesi e sono rimasta in ogni caso colpita dalla storia, ma era la trama in sé a fare questo effetto e sarebbe potuta essere molto meglio, di questo ne sono sicura. Inoltre, per il costo che ha attualmente, secondo me non li vale proprio quei soldi. Per il target al quale sembra essere dedicato e all’impegno che è stato messo nello scrivere, tanto valeva fare una classica storiella d’amore in cui alla fine vivono tutti felici e contenti. Così sembra tutto estremamente contraddittorio. Insomma, se cercate un libro veloce da leggere sotto l’ombrellone, sicuramente potete dargli una possibilità, altrimenti è meglio orientarvi su qualcosa di più impegnativo e soddisfacente. Spero che il film sia un po’ meglio del libro.

La lettera d’amore – Lucinda Riley

Questo libro è valutato da me:

Per ora questa recensione è quella più difficile da scrivere, ho sentimenti contrastanti riguardo a questa mia ultima lettura e cercare di mettere nero su bianco i miei pensieri sarà tutt’altro che semplice, tuttavia cercherò di fare del mio meglio. Torniamo sul genere thriller, con l’ultimo libro uscito a Giungo 2018 di Lucinda Riley: “La lettera d’amore“, tradotto da Taiuti Leonardo, appartenente a Giunti editore.
Non avevo mai letto un libro di questa autrice, questo è il primo, ma informandomi su internet ho visto che è il suo primo thriller uscito e che di solito si cimenta in romanzi leggermente diversi, intrecci del destino, storie d’amore, mi ha quindi incuriosito molto e senza ombra di dubbio andrò ad approfondire la sua conoscenza leggendo altre sue opere per poi valutarne un confronto, vedere in cosa spicca di più.
Tornando a parlare di “La lettera d’amore“: siamo negli anni ’90 e Joanna è una giovane giornalista proveniente dallo Yorkshire, trasferitasi a Londra in cerca di carriera nel suo settore. Per un articolo viene mandata alla commemorazione del famosissimo attore 95enne, appena venuto a mancare: James Harrison. Alla cerimonia Joanna conosce un’anziana signora, all’apparenza molto malata che siede di fianco a lei, infondo alla stanza. Pochi giorni dopo la giornalista riceve una vecchia lettera d’amore ed un biglietto da Rose, l’anziana signora conosciuta, ma quando cerca di chiedere qualche spiegazione Rose è morta e la casa totalmente svuotata: è come se non fosse mai esistita. Quando anche il suo appartamento viene totalmente ribaltato in modi molto insoliti per dei classici ladri, Joanna capisce di avere tra le mani una storia che va al di là di una semplice storiella d’amore e di un’anziana signora un po’ strana ed inizia così la sua estenuante ricerca della verità, fatta di segreti pericolosi da svelare, di relazioni adultere e molto altro.
Il libro è ben scritto, la storia fluida, benché gli manchi forse l’elemento che contraddistingue un thriller: la suspence. Ammetto che tiene comunque incollati alla lettura senza distrazioni, ma è sfornito di reali momenti di suspence. Durante la narrazione vengono anche dati pochi indizi, risulta quindi difficile anche farsi delle ipotesi e cercare di arrivare da soli alla soluzione, personalmente è una storia talmente intricata che senza indizi è davvero difficile farsi un’idea propria sugli accaduti ed è, secondo me un punto a sfavore per un libro di questo genere, dove magari sarebbe più logico arrivare alla conclusione insieme, gradualmente insieme alla storia. Tuttavia qualche colpo di scena che tira un po’ su i punti a favore e contraddistingue la lettura c’è e mi hanno davvero sbalordita, non me li aspettavo proprio e mi hanno lasciato a bocca aperta nel vero senso della parola.
I sentimenti contrastanti del quale parlavo all’inizio, sono riferiti al finale, non sono ancora convinta che mi piaccia perché da un lato capisco che ci sta, è plausibile ed è la giusta e coerente chiusura della storia, ma d’altro canto non mi soddisfa ed avrei preferito una fine leggermente diversa e “più giusta” dal punto di vista morale. Evitando spoiler è difficile spiegare questo mio contrasto, ma in ogni caso è solo un dettaglio, anche se a tratti è inverosimile, la trama è ottima e da molti spunti di riflessione su cosa sia realmente capace di fare “chi sta sopra di noi” quando c’è un segreto di stato da proteggere a costo della vita di molte persone innocenti.

Segreti sepolti – Lisa Unger

Questo libro è valutato da me:

Mi sono incuriosita molto riguardo a “Segreti sepolti” di Lisa Unger dopo aver visto che è stato eletto da Amazon tra i primi dieci thriller più belli dell’anno.
Dopo altri successi, Lisa Unger ritorna nel 2016 con questo racconto dai toni loschi ed inquietanti. Edito da Giunti e tradotto da Taiuti Leonardo quindi si classifica molto bene secondo Amazon.
Ridley Jones è una giornalista affermata e di successo, ma non sa che quella mattina la sua vita cambierà drasticamente. Mentre cerca un taxi per recarsi a lavoro, salva un bambino che stava per essere investito, così nei giorni successivi il suo viso compare su tutti i giornali. Non immaginerà mai che è proprio questo evento che
le rivolterà totalmente l’intera sua esistenza, apparentemente perfetta. Poco dopo, infatti, riceve una busta misteriosa con due foto e un biglietto con scritta una
semplice e inquietante domanda: “Sei mia figlia?”. Ma cosa significa tutto questo? La busta, le foto, il biglietto.. Ridley un padre lo ha, ha una famiglia. Possibile che tutto ciò sia una bugia, una menzogna e che tutti abbiano qualcosa da nascondere?
La trama per me è stata super entusiasmante. Insomma, come si fa a leggere tutto ciò e non essere super incuriositi?!?
Nel complesso, alla fine, mi è piaciuto abbastanza, molto soddisfacente anche sotto il punto di vista romantico, per chi non disdegna mai una piccola storia d’amore come contorno. Il personaggio di Jack, il tipico bello e tenebroso, crea in Ridley una costante sensazione da “mi fido, ma non mi fido” perché fondamentalmente non capisce come si possa fidare così ciecamente di uno sconosciuto. Ammetto di essermi preoccupata nel corso della storia, avevo quasi la sensazione potesse finire male e che lui potesse essere solo un traditore, ma sono stata piacevolmente smentita dalla storia.
La suspance, inoltre, è creata abbastanza bene, tiene il fiato sospeso ed ha vari colpi di scena da far cadere la mascella! Tuttavia, circa verso metà libro, inizia a delinearsi grosso modo la possibile conclusione della storia. Ed io di solito non sono molto sveglia nell’arrivarci, per farvi capire quanto potesse essere ovvio.
Quindi diciamo che poteva tenere più in sospeso, perché l’effetto finale è stato di vedere il tutto un po’ più scontato.
Per gli amanti del thriller, tuttavia, è decisamente il libro che fa per voi, nonostante qualche piccolo difetto, la storia è davvero bella e particolare, se ci mettiamo poi come ciliegina la storia d’amore, ecco che viene un dolce perfetto.

Hunger Games – Suzanne Collins

Questo libro è valutato da me:

Oggi aggiungiamo una nuova categoria al blog e quale miglior modo di inaugurarla se non parlando di “Hunger Games“? Probabilmente la maggior parte di voi conoscerà la saga per via di quella cinematografica, ma come ovviamente si sa, è tratta dal romanzo fantascientifico di Suzanne Collins. Uscito in Italia in agosto del 2009, “Hunger Games” è stato tradotto in più di 20 lingue, i diritti di pubblicazione son stati venduti in più di 40 nazioni ed ha venduto più di 200 mila copie fin dall’inizio. Quindi che dire, non potevo che iniziare da questo romanzo per inaugurare questa nuova categoria!
In breve, la storia è ambientata in un’America post apocalittica dove Katniss, che è la protagonista, vive nella nazione di Panem, che è a sua volta suddivisa in 13 distretti ed è governata da un sistema totalitario. Katniss viene dal dodicesimo distretto, attualmente il più povero, dopo che il tredicesimo è stato annientato in una tentata rivoluzione. Infatti, in passato i cittadini dei distretti hanno tentato più volte una rivolta contro Capitol City, sede del regime autoritario, che per ricordare il fallimento delle loro ribellioni, ogni anno sceglie da tutti i distretti un ragazzo ed una ragazza per gli “Hunger Games“, un combattimento mortale trasmesso come un reality nelle televisioni di tutti, anche dei più poveri, che vede come vincitore l’unico che riesce a sopravvivere.
Questa è la trama base di tutta la saga, ovviamente il secondo ed il terzo ne hanno una diversa, che si evolve in base alla storia, onde evitare spoiler quindi ci facciamo bastare questa per inquadrare tutto il romanzo.
Come detto prima, appunto, “Hunger Games” è suddiviso in 3 romanzi: “Hunger Games“, “La ragazza di fuoco” ed infine l’ultimo “Il canto della rivolta“. La mia recensione sarà generica per tutta la saga, nonostante secondo me ci siano comunque delle differenze nei vari libri.
Genericamente parlando, la saga è meravigliosa, la lettura scorre fluida, ti tiene gli occhi incollati e totalmente rapiti, molta suspence, specialmente nel primo, che secondo me è in assoluto il più bello, poi va a decrescere fino ad arrivare alla fine che mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca per la fretta con il quale si è conclusa la storia. Se il primo è pieno di azione e di suspence, si arriva fino a “Il canto della rivolta” dove quest’ultime sono state messe un po’ da parte, è innegabile. Il che potrebbe anche non essere del tutto negativa come cosa, se fosse stata sviluppata magari diversamente, perché l’effetto sulla narrazione è stato solo che risultava più lenta e un po’ monotona, con una Katniss del tutto irriconoscibile rispetto a quella che abbiamo imparato ad amare nei primi due. L’eterna e sofferta decisione “Peeta o Gale, Gale o Peeta” probabilmente non ha fatto che accentuare questo aspetto, il tutto condito da una fine che lascia davvero perplessi, perché onestamente non sono riuscita a comprenderne a pieno le motivazioni. Anche il secondo comunque è molto bello ed è proprio una prosecuzione perfetta, con nuovi personaggi positivi e non, che rende tutto più stimolante.
Insomma, come si è capito, l’ultimo non è proprio il mio preferito, ma l’intera saga affievolisce comunque questa cosa rendendo i romanzi da leggere tutti d’un fiato. Trovo molto originale, infatti, l’idea stessa della storia e la capacità che ha avuto l’autrice di farci capire ogni lato di Katniss, come se fossimo proprio nella sua testa e vedessimo le cose dal suo punto di vista, cme se fossimo noi al posto suo, che è una cosa che mi ha catturato totalmente. Tuttavia, meglio essere a leggere sul divano di casa con l’adrenalina a mille piuttosto che nell’arena con Katniss, non pensate?

 

 

Altri titoli simili: Divergent di Veronica Roth ed il suo approfondimento “Fuor

 

La gemella sbagliata – Ann Morgan

Questo libro è valutato da me:

La mia valutazione!

Se spesso mi interessano e mi appassionano i thriller psicologici, quando si parla del fatto che ha come protagonisti dei gemelli, sono molto più propensa alla lettura. Non so bene perché, ma danno modo secondo me di creare più suspance, di suscitare in me comunque più interesse rispetto ad altri. Oggi, quindi, parliamo di “La gemella sbagliata” di Ann Morgan. La prima pubblicazione risale al 2016, da Edizioni Piemme Spa, è stato tradotto da Salerno Rachele.
Helen ed Ellie sono gemelle, agli occhi degli altri totalmente identiche, almeno per l’aspetto. Per quanto concerne il carattere, invece, sono decisamente l’opposto. Helen è la leader delle due, Ellie subisce sempre le decisioni della sorella su ogni cosa, se Helen decide, Ellie obbedisce, in tutto.
Un giorno però, Helen inventa un gioco un po’ pericoloso: invertirsi i ruoli per una giornata. Helen finge di essere Ellie, con gli stessi atteggiamenti sottomessi ed Ellie deve essere la leader. Persino la madre ci casca e le confonde, ma alla fine della giornata, quando il gioco dovrebbe concludere, Ellie per la prima volta dice no. Ormai lei è la leader. Da qui in poi, la vita della vera Helen sarà davvero un incubo.
Parto con il dire che l’ho trovato un libro discreto, ha i suoi lati positivi e negativi. Se da un lato abbiamo una scrittrice ben capace, ti tiene incollata al libro perché vuoi sempre saperne di più, dall’altro abbiamo un thriller che è poco.. thriller! Non ci sono grossi colpi di scena degni di nota, situazioni particolari. Sì, la suspence la tiene molto, in alcuni momenti più di altri, ma thriller forse non è il genere più appropriato per definirlo. La storia non evolve molto ed il finale è quasi scontato più o meno da dopo la metà della storia. La trama rimane sempre quella pressapoco sempre, viene dettagliata e definita la vita delle gemelle da adulte, segreti ed intrighi verranno rivelati poi nel corso del libro, su di loro, la loro famiglia, quindi un velo di mistero c’è sempre, però mi aspettavo molto di più da questa trama. La storia c’era secondo me per fare molto meglio e, soprattutto all’inizio, era scritto molto bene e molto avvincente, ma è andato un po’ calando man mano. Insomma, dal mio punto di vista, c’è margine di crescita per questa autrice, tuttavia il libro in sé è una buona lettura da fare, scorrevole e comunque piacevole, i libri illeggibili sono sicuramente altri, ha in ogni caso del potenziale.

Una ragazza bugiarda – Ali Land

Questo libro è valutato da me:

La mia valutazione!

 

Tornando a parlare un po’ di thriller, oggi ci dedichiamo a “Una ragazza bugiarda” di Ali Land.
Genere thriller psicologico, “Una ragazza bugiarda” esce nel 2017, editore Newton Compton e tradotto da A. Ricci. Quindi parliamo di una ragazza di 15 anni che, per varie vicessitudini, denuncia la sua stessa madre per i suoi crimini, decidendo di testimoniare contro di lei. La ragazza cambia nome, ora si chiama Milly e vive insieme ad una famiglia adottiva con già una figlia biologica. A prendere l’affidamento quindi è la famiglia di Mike, il suo terapeuta, che spera di darle una mano anche nel preparare il processo contro la sua mamma, mentre cerca anche di lavorare su di lei come persona. Infatti Milly si porta con sé molte cicatrici, per quello che le ha fatto passare la madre, e ferite inguaribili, ma con il quale deve solo imparare a convivere. La figlia di Mike, Phoebe, ha preso molto male l’arrivo di Milly e così, anche a scuola, sostenuta dalle sue amiche, inizia a bullizzarla rendendo la sua vita ancora più complicata in attesa del fatidico processo che cambierà per sempre, nel bene e nel male, la sua vita.
Questo libro per me si è presentato in maniera un po’ diversa dai soliti che leggo, sulla storia in sè penso che ci siano davvero pochi dettagli e pochi approfondimenti che avrebbero reso la storia forse più avvincente. Tutto il thriller si focalizza principalmente sulla psiche di Milly, il che comunque è molto interessante, e singolare come scelta dell’autrice, perché risulta veramente contorta, plasmata totalmente dal suo vissuto, ha una vera e propria realtà tutta sua, che si distacca da quella degli altri. Inoltre ha un’ottima capacità di capire le persone, i sentimenti, i pensieri, e tutto ciò lo usa a suo favore nei modi più impensabili. Questa è senz’altro una caratteristica che mi ha tenuta letteralmente incollata al libro.
Un’altra nota dolente, volendo, potrebbe essere in finale, a tratti potrebbe definirsi un po’ banale, ma onestamente per me non lo è stato neanche troppo: avrei preferito sicuramente qualche dettaglio in più, come già detto prima, ma dal punto di vista psicologico della protagonista, purtroppo non sarebbe potuto essere diversamente, perciò è una cosa intuibile prima della fine del libro.
Tirando le somme sì, qualche difetto penso lo abbia, alla fine rimangono delle cose non chiarite, non approfondite che non riescono a farti apprezzare a pieno la lettura. Inoltre penso che non sia una storia per tutti, chi è particolarmente sensibile a tematiche inerenti i serial killer, può pensarci su prima di avventurarsi in questa avventura perché a tratti può colpire la sensibilità ed essere un po’ angosciante. Tuttavia risulta molto scorrevole, quindi non è una lettura che vi ruberà molto tempo tutto sommato.

Ogni respiro – Nicholas Sparks

Questo libro è valutato da me:

Comprato senza che abbia neanche toccato lo scaffale della libreria, “Ogni respiro” è entrato subito nella mia collezione il giorno stesso dell’uscita.
“Ogni respiro” è l’ultimo romanzo di Nicholas Sparks, uscito il 26 Giugno 2018 qui in Italia, distribuito da Sperling&Kupfer e tradotto da Alessandra Petrelli. Per chi non lo sapesse Nicholas Sparks è uno scrittore contemporaneo statunitense, i suoi libri sono spesso ambientati nel North Carolina e parlano di amore, quello puro, vero ed eterno. Insomma, per quanto mi riguarda, il vero significato della parola “amore”.
“Ogni respiro” è il suo ventunesimo libro e narra della storia tra Tru e Hope. Tru è un uomo di 42 anni africano, ha un figlio di 10 anni ed un matrimonio fallito alle spalle, per vivere fa la guida nei safari nello Zimbabwe ed una lettera di un uomo che sostiene di essere suo padre, lo porta a passare qualche giorno a Sunset Beach, una piccola località di mare negli Stati Uniti.
Hope, confusa sul futuro della sua relazione con Josh, è una donna di 36 anni con il desiderio di diventare madre e di avere una famiglia tutta sua, che si porta fin dall’infanzia. Si trova per qualche giorno a Sunset Beach con il suo amato Scottie, il suo cagnolino, ad un matrimonio e per raccogliere tutte le sue cose dalla casa al mare dei genitori, che stanno vendendo per poter pagare le cure del padre malato.
Quando Tru e Hope si incontrano, tra loro nasce subito un’intesa, come se si fossero sempre conosciuti e sempre amati e attendessero solo il momento di incontrarsi e di stare insieme. Purtroppo la realtà è ben diversa e li mette ben presto davanti ad una dolorosa scelta.
Dopo gli ultimi libri forse un po’ sottotono di Nicholas Sparks, devo proprio dire che è tornato col botto. Sebbene il penultimo libro mi fosse piaciuto molto, che era “La vita in due”, perché parlava di un amore diverso rispetto a quello “coniugale”, come quello tra padre e figlia, mi mancava un po’ questa esplosione interiore che mi provocavano le sue storie d’amore. E’ un libro struggente, le lacrime d’altronde non mancano e non possono mancare mai, ma chi apprezza e ama il suo stile lo sa e lo adora proprio per questo.
Quello che più conta nella vita di ciascuno di noi è il destino dell’amore” dice Nicholas in questo libro e nessuna frase può riassumerlo meglio di questa citazione.
Mi mancava proprio una bella storia del genere da parte sua, devo proprio dire che questo libro prende posto nella mia top 5 dei suoi migliori romanzi, talmente mi è piaciuto. La mia storia in assoluto preferita è “Le pagine della nostra vita”, uscito nel 1996, e devo ammettere che “Ogni respiro” me l’ha ricordata molto. Tru e Hope secondo me hanno svariate similitudini con Noah ed Allie. Questo secondo me dovrebbe bastarvi per dare anche solo una chance a questo libro. Io me lo sono letta tutto nel giro di tre giorni, ho pianto, gioito e sorriso assieme ai protagonisti per tutto il weekend, si legge in modo scorrevole, senza risultare mai pesante o noioso. Si presenta diviso in due parti, una ambientata nel passato ed una nel presente, con un epilogo da pelle d’oca e che lascia tanto amore nel cuore. La storia inoltre viene narrata dal personaggio Nicholas Sparks, che conosce Tru e Hope e trovando per caso la loro storia, chiede il permesso di scrivere di loro e poter narrare la loro avventura, quindi è come se fosse lui stesso a raccontarci la storia di due vecchi amici. E’ la prima volta che utilizza uno stile del genere e devo dire che aumenta moltissimo l’affinità con la storia, tanto da chiederti: “Ma li conoscerà per davvero?“.
Per gli amanti dello stile drammatico, romantico, è un romanzo che non può assolutamente mancare nelle vostre librerie. Vi lascio con un’ultima citazione tratta da questo romanzo, così nel caso ancora non foste convinti, non potrete più resistere!

Quando si parla dell’amore, c’è sempre qualcuno che si mostra scettico. Innamorarsi è la parte più semplice; fare in modo che l’amore sopravviva alle tante sfide della vita resta per molti un sogno inafferrabile.

– Nicholas Sparks

La mappa che mi porta a te – J. P. Monninger

Questo libro è valutato da me:

Lacrime ed occhi a cuoricino perenni sono stati i miei fedeli compagni nella lettura di questo libro. “La mappa che mi porta a te” di J. P. Monninger è un libro recentissimo di Sperling & Kupfer, uscito all’inizio del 2018. L’ho trovato in esposizione in libreria, da brava romantica quale sono mi ha attirato all’istante titolo e copertina ed un tagliandino volante che diceva quanto fosse piaciuto questo libro a Nicholas Sparks. Insomma, come facevo a non prenderlo? Impossibile!
In questo romanzo, un misto tra avventura e romanticismo, la protagonista è Heather, una ragazza molto precisa, al quale piace avere sempre tutto controllo e programmare ogni cosa. Sta facendo un viaggio in Europa post laurea con le sue amiche, quando viaggiando verso Amsterdam incontra Jack che, a differenza sua, ha messo da parte ogni certezza ed ogni programma della sua vita per attraversare l’Europa con solo un vecchio taccuino in tasca, appartenente a suo nonno. Successivamente Heather scoprirà che l’unica mappa che Jack sta seguendo per la sua avventura, è proprio quell’unico taccuino. Difatti continueranno il loro viaggio insieme, toccando varie città della nostra Europa e facendoci sognare ad occhi aperti con paesaggi meravigliosi, descritti in modo altrettanto perfetto.
Questo libro mi ha letteralmente entusiasmata! L’autore è stato ben capace di portarmi in ogni singolo posto visitato dai protagonisti, mi ha fatto venire voglia di prendere uno zaino e partire in giro per il mondo, alla ricerca del mio Jack!!
E’ un libro nello stile che io chiamo “un capitolo tira l’altro” e ti ritrovi a notte fonda ancora in un vicolo di Parigi o in un pub ad Amsterdam senza alcuna voglia di tornare alla realtà. Se cercate un buon libro che vi faccia staccare totalmente dalla realtà, beh, questo fa decisamente per voi. Vi farà viaggiare la fantasia, grazie a dettagli descritti minuziosamente senza risultare mai banali o prolissi.
Per gli inguaribili romantici come me, sì, è molto romantico. L’amore che cresce tra i due è palpabile in ogni pagina del libro, lo si vede crescere man mano ed il modo in cui Jack mette continuamente alla prova il “programmatore seriale” carattere di Heather è qualcosa che rende la lettura molto vivace. Inutile proprio dire che Nicholas Sparks aveva decisamente ragione. Tutte le donne vorrebbero un uomo come Jack, non c’è nulla da aggiungere.
Se dovessi trovare una nota dolente di questa lettura, è un po’ il finale, mi ha convinta pochino. L’ho trovato un po’ sbrigativo, così improvviso, cambia tutto all’ultimo capitolo e diciamo che avrei preferito un altro epilogo. Non è che poi si scopre che Jack era un maniaco sessuale che addesca le ragazze sui treni, questa potrebbe essere la trama di un thriller tuttalpiù, state tranquilli. E’ solo che, essendo il finale ciò che ti rimane di più di un libro, avrei preferito qualcosa di leggermente diverso, ma comunque nulla di troppo rilevante. Questa lettura secondo me merita comunque di essere fatta, fa davvero sognare ad occhi aperti, ve lo assicuro.

Libro primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco – George R. R. Martin

Questo libro è valutato da me:

Dopo anni a seguire la serie TV, mi sono inoltrata in questa lettura molto impegnativa. Ho preso le edizioni deluxe, quelle super fighe rilegate per intenderci, divise in 5 libri da circa 800 pagine ognuno, circa 3 libri per “librone”, passatemi il termine.
Mi sembra fin superfluo specificarlo, ma nel caso qualcuno ancora se lo stesse chiedendo, ovviamente è “Il trono di spade” a cui mi riferisco. L’autore è George R. R. Martin e la prima edizione originale risale al 1996, non proprio ieri diciamo. Parliamo di un romanzo di genere fantasy, da cui successivamente è stata tratta l’omonima serie televisiva a partire dal 2011 che ha letteralmente spopolato e si è affermata come una serie innovativa per i temi trattati e il modo in cui vengono sviluppati, ma questo è un altro discorso che magari affronteremo in futuro. Torniamo a noi!
Le nuove edizioni deluxe sono divise in 5 libri e rispettivamente sono elencate in ordine crescente, fino a 5 appunto, come “Libro primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco”, libro secondo e via dicendo. Inoltre queste edizioni hanno qualcosa di super figo come una mappa (grazie al cielo, per una che non si sa orientare neanche nella propria città, è il massimo!!) all’inizio della lettura ed alla fine, quindi tutte le ultime pagine, sono dedicate ad elencare tutte le varie casate, le informazioni generali di ognuna, i loro motti, stemmi ed una sorta di albero genealogico per ognuna.
Certe cose sinceramente non ero riuscita a capirle neanche dalla serie TV, per chi non è sgaggio come me a memorizzare luoghi, strade, nomi di persone, questi extra nella versione deluxe sono davvero una cosa al quale è impossibile rinunciare. Essendo “Il trono di spade” ambientato in un mondo totalmente inventato, con casate, lord, re, principi, principesse, estranei e chi ne ha più ne metta, nella lettura, mappe e riepiloghi di casate sono dei salvavita al fine di comprendere a pieno la storia. Diversamente per me, risultava molto disperdivo perché a distanza di tante pagine, non sempre ricordavo chi era chi, cosa aveva fatto e perché. La genialità dell’aver creato un vero e proprio mondo è una cosa davanti al quale rimango totalmente stupefatta!! E’ così ben fatto e ben preciso che quasi sembra esistere realmente, ma veniamo al primo libro.
Ho appena finito la lettura de “Libro primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco”, che sono circa i primi tre libri della collana Mondadori dedicata, e devo dire che, riassumendo in breve, è praticamente il copione della prima stagione della serie televisiva. Avevo già letto cercando informazioni qui e lì, che i primi sono molto fedeli a ciò che succede e devo dire che è proprio così. Forse viene tralasciato qualcosa e alcune vengono definite meglio, come d’altronde è normale che sia quando si passa dal libro ad una produzione televisiva. Nel complesso sono rimasta molto soddisfatta della lettura, come ben potete immaginare, è una lettura che tiene impegnati per molto tempo essendo una storia molto lunga ed è molto impegnativa essendo appunto così distante da una realtà a noi vicina e contemplando anche cose non reali come draghi, magia, non morti, estranei. Quindi se al momento cercate una lettura più “frivola” e tranquilla, tenete da parte questa opzione per quando potrete dedicarvici con tutta calma per poter godervi al 100% l’esperienza.
Il racconto inizia con una breve introduzione e successivamente parte nel vivo della storia, alternando ad ogni capitolo il narratore. Principalmente sono sempre gli stessi personaggi che raccontano e questo mi ha fatto pensare che non sia un caso. Evito di fare spoiler, anche se sicuramente quasi tutti ormai avranno guardato almeno la serie TV, ma con il senno di poi, avendo visto come evolve la storia, già si può capire qualche messaggio celato. Una storia può essere raccontata e tramandata solo dai vivi, non dai morti, quindi il fatto che venga raccontato solo da alcune persone, mi da l’impressione che sia un messaggio ben chiaro su chi possa in futuro vincere “il gioco del trono”. Forse mi sbaglierò, non avendo ancora finito la lettura di tutta la saga e soprattutto non esistendo un proseguimento dei libri, tutto è possibile, ma la serie TV ha preso una determinata piega che potrebbe darti una vaga idea sul finale.
Insomma, se non si fosse capito, trovo geniali tutti questi intrighi che mi rendono solo più curiosa di continuare la lettura, ci vuole veramente una mente fantasiosa ad elaborare tutto questo e senza ombra di dubbio questo è un libro che va letto, con calma e con attenzione e va proprio assaporato pagina per pagina.
Vi saprò aggiornare terminata la lettura del libro secondo. Come si suol dire? Stay tuned!

L’estraneo – Ursula Poznanski e Arno Strobel

Questo libro è valutato da me:

Dico sempre di essere un’inguaribile romantica, eppure mi ritrovo più spesso a passare il tempo in compagnia di un buon thriller, piuttosto che di una storia d’amore. Vi assicuro, però, che in questi thriller spero sempre che ci sia di sottofondo una bella storiella da “occhi a cuoricino”.
Detto ciò, oggi vi voglio parlare de “L’estraneo”, di Ursula Poznanski e Arno Strobel, pubblicato nel 2017 da Giunti, tradotto da Ferrantini Lucia. Come avrete già intuito, è un thriller psicologico.
La storia ci catapulta letteralmente in una situazione di vita quotidiana, azioni che tutti noi facciamo ogni giorno. Joanna è appena uscita dalla doccia, si sta asciugando i capelli quando avverte dei rumori provenire dal salotto, ma lei è sola in casa, lei vive da sola, non aspettava nessuno. Andando in salotto verso la fonte del rumore, si ritrova davanti un uomo, che sa il suo nome, che dice di essere il suo fidanzato, ma Joanna quell’uomo non l’ha mai visto prima, tanto meno ci convive.
Dall’altra parte abbiamo Erik, dopo una giornata intensa di lavoro torna a casa sua, dove vive con la sua fidanzata che all’improvviso non lo riconosce più, gli urla contro, gli scaglia addosso un fermacarte e scappa a chiudersi in camera. Cercando di capire la situazione, Erik confuso si guarda intorno, in quella che dovrebbe essere casa sua, e nota inquietantemente che non ci sono più le sue cose. Quelle stesse cose che la mattina erano lì, dove son sempre state, ora non c’erano più, non c’era più alcuna traccia della sua presenza in quella casa.

Come si fa a non comprare un libro con una trama simile? Nel momento esatto in cui si inizia la lettura, si entra subito nel vivo della storia, non ci sono introduzioni. La trama è l’esatto inizio della storia che viene raccontata meglio nei primi due capitoli, uno dalla parte di Joanna ed uno di Erik. I capitoli successivi si svolgono esattamente nello stesso modo, prima il punto di vista di lei e poi quello di lui, si alternano in continuazione, il che rende la lettura mai noiosa e dinamica, sempre con due visioni diverse, senza creare ripetezioni inutili a livello di storyline. Con una trama simile, penso sarebbe stato impossibile fare diversamente, Erik e Joanna hanno due pensieri totalmente diversi sulla loro presunta storia d’amore.
Una cosa che mi ha decisamente sorpreso di questo libro, è stato il finale. Per nulla scontato e, oserei dire, inimmaginabile. Ha un risvolto molto particolare, che ti lascia spunti interessanti per riflettere su fatti di attualità. Durante il corso della storia, qualcosa già si può intuire, inizia già a farti pensare, si susseguono situazioni molto attuali, ma mai avrei pensato una conclusioni simile. Da un libro così, sinceramente, era l’ultima cosa che mi aspettavo, ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Finale a parte, la storia è molto lineare, tiene per gran parte della lettura sulle spine, ogni tanto pensi che sia impazzita lei, ogni tanto pensi che sia un maniaco lui, senza riuscire a farti un’idea vera e propria. Per tutto il tempo in ogni caso ho sperato lui non fosse uno psicopatico, troppo romantico e dolce! Anche se non è scontato tuttavia che lo potesse essere.
Se stavate cercando di recepire da qualche mia virgola almeno un minimo indizio su chi aveva ragione tra Erik e Joanna, beh.. tempo perso, dovrete leggervi il libro perchè davvero merita e vi toglierei il gusto di questa piacevole lettura.