I 5 motivi per cui non potrai più fare a meno di un eReader! (Dopo questo articolo, ovviamente)

Io e il mio Kindle Paperwhite. Qui trovate la guida all’acquisto dei vostri futuri Kindle!

Ebook o cartaceo? E’ un po’ come l'”Essere o non essere” dei nostri tempi. eReader o non eReader, Kindle o Kobo. Se ne parla così tanto, se sia giusto abbandonare la carta in favore della tecnologia oppure no, ma vere risposte non ce ne sono. Io credo che il più stia nella via di mezzo.
Personalmente utilizzo entrambi ed uso principalmente il mio eReader per leggere quei libri che non mi convincono, ma che voglio comunque leggere, ma che non mi importa più di tanto avere il cartaceo. Ha senso? Non lo so, ma sono sicura che la maggior parte di voi lettori mi capirà!

Veniamo al fulcro di questo articolo. BUONI MOTIVI PER AVERE UN EREADER!

Qui troverete la guida all’acquisto del vostro futuro KOBO!
  • E’ dannatamente comodo. Potrei mettere la mano sul fuoco che almeno il 90% delle persone che stanno leggendo questo articolo, quando leggono sul divano, sulla poltrona o sul letto cambiano posizione almeno 800 volte. E’ un po’ come il kamasutra dei lettori. Vi può piacere questa metafora estrema??
    Insomma, l’eReader si adatta alla vostra posizione, rimane confortevole tenerlo in mano (ehi, sembra davvero un doppio senso ora!), evitando male ai polsi, alle braccia.
  • Non avrete problemi di luce. Leggere in pieno sole o con molta luminosità è difficile anche su molti tipi di carta, affaticando così di molto gli occhi. Attualmente, la maggior parte degli eReader sono retroilluminati e si adattano da soli alla luce presente in quel momento. Potrete leggere TOTALMENTE al buio, senza preoccuparvi di luci da attaccare alla copertina o piccole lucine da tenere vicino!
  • Se fate l’abbonamento, ad una cifra irrisoria mensile, potrete avere infiniti libri totalmente gratuiti! E non parlo di libri sconosciuti, su Kindle Unlimited, fino a qualche mese fa, c’era tutta la serie completa degli Harry Potter!!
  • La casa di ogni lettore potrebbe essere un buco nero per i libri. I problemi soliti sono “dove lo metto, non ho più spazio”, rischiamo seriamente di dover uscire noi di casa o di dormire sui libri. Con un eReader abbiamo la possibilità di avere infiniti libri sempre e costantemente con noi, con un peso esiguo e con zero ingombro. Lo so, avrei dovuto dirvelo fin da subito, avrebbe fatto più effetto!!
  • Sono PRATICI DA PORTARE OVUNQUE. Andiamo in vacanza e possiamo portarci un sacco di libri dietro senza pesare in valigia, senza doverci preoccupare troppo. Dobbiamo andare dal medico e stare in sala d’attesa? Abbiamo il nostro eReader a tenerci compagnia. Potrei davvero continuare all’infinito nel farvi esempi simili. La comodità di avere sempre a disposizione il nostro libro da leggere è ineguagliabile. Molte persone con cui ho parlato mi hanno confessato che da quando ne hanno uno leggono molto di più rispetto a prima proprio per questo!!!

Ma la vera domanda è: quale scegliere? Dopo tutta questa sbrodolata di informazioni, mi auguro siate arrivati alla saggia conclusione di prenderne uno! Non vi preoccupate, ho pensato anche a questo! Ho stilato una lista degli eReader migliori in circolazione, per qualsiasi tasca!!
I più famosi, pratici e comodi sono i Kindle o i Kobo. Sono i maggiori eReader diffusi attualmente e sono davvero molto resistenti e validi. Quindi vi consiglio di leggere la guida per l’acquisto di un Kindle e la guida per l’acquisto di un Kobo!
Se foste indecisi anche in questa scelta, ho pensato anche a questo! Ho creato per voi un articolo in cui metto a paragone i due sistemi e i due marchi, cercando di aiutarvi a capire qual è il meglio per le vostre esigenze!
Vi ricordo che avere un eReader non significa abbandonare la carta, i miei libri preferiti li vorrò sempre e comunque cartacei, la sensazione e l’emozione della carta è ineguagliabile, ma la comodità e la quotidianità meritano un po’ di considerazione da parte nostra.
Insomma, devo proseguire o vi ho convinti abbastanza????

L’eclissi – Alessio Carmignani

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Quale miglior periodo dell’anno per parlare di bullismo, se non quello dell’inizio della scuola?
L’eclissi” di Alessio Carmignani esce nel 2019, edito Youcanprint ed è un libro che parla di bullismo, toccando molte tematiche adolescenziali.

Il protagonista è Andrea, un ragazzo di 14 anni come tanti, solo più sensibile e introverso. È figlio unico, ma non sente il calore della famiglia come vorrebbe. Si rifugia così nell’astronomia, non un semplice hobby ma una vera passione. La vista della luna infatti è la sola cosa che lo conforta. L’inizio della scuola superiore però sconvolge la sua vita. Oltre alla difficoltà di adattarsi all’ambiente scolastico, tra nuovi compagni e nuovi professori, viene preso di mira da tre bulli, che lo costringono a subire ogni loro prepotenza. Non potendone parlare con nessuno, deve quindi riuscire da solo a liberarsi da loro. Alessio Carmignani ci riporta all’età preadolescenziale e alle emozioni vissute nei primi giorni di scuola e ci racconta, con un linguaggio semplice e diretto, una vicenda incentrata sul bullismo. Ma “L’eclissi” è allo stesso tempo un libro di formazione, sul passaggio definitivo dall’infanzia all’adolescenza e sull’amicizia.

Il tema del bullismo è sempre molto delicato da trattare. L’autore, in questo caso, è riuscito a rendere questo argomento alla portata di tutti e ad alleggerirlo. E’ importante prendere coscienza di questo problema e da tutto quello che ne deriva. Il protagonista, Andrea, mi ha fatto molta tenerezza durante tutta la durata della storia, si entra molto in empatia con lui, soffrendo e gioendo contemporaneamente.
Insomma, come vi dicevo prima, quale miglior periodo dell’anno per parlare di queste tematiche e di problemi adolescenziali? La storia narrante è infatti ambientata nei primi giorni di scuola, in particolare il primo giorno di scuola della prima superiore, quel grande cambiamento nella vita dei ragazzi, quando si passa dalle scuole medie al liceo. Un periodo delicato e importante nella vita di ogni adolescente, che a volte non è reso semplice per ragazzi sensibili come Andrea.
Un altro lato della vita di un ragazzo che viene trattato è quello della famiglia. Il protagonista, infatti, ha anche alle spalle una famiglia non molto presente, che non lo capisce e che non gli presta attenzione. Tutto ciò, ovviamente, non fa che accentuare il suo stato d’animo già forgiato dal bullismo.
Insomma, questo è il libro che con grande semplicità e chiarezza, ti pone di fronte a tematiche molto attuali e che tantissimi ragazzi subiscono ogni giorno. E’ importante esserne consapevoli ed essere pronti a reagire qualora ci rendessimo conto che qualcuno intorno a noi sta subendo situazioni del genere. E’ un libro di consapevolezza e di comprensione: questi sono i valori che mi ha trasmesso dall’inizio alla fine.

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I 3 eReader migliori marcati KOBO!

Dopo aver parlato dei loro diretti concorrenti Amazon, è ora anche di disquisire sui Kobo! Più avanti parleremo anche della differenza fra i due, mettendoli a confronto, ma per ora i protagonisti dell’articolo sono proprio i Kobo. Sarò il più onesta possibile, da fiera padrona di Kindle, devo ammettere che in tantissimi mi hanno parlato molto bene di questi, per cui non potevo non dedicarmi anche a loro.
Ci sono molti modelli di Kobo, per tutte le tasche e per tutte le necessità.

Kobo Clara HD
  • KOBO Aura H2O: costo 179.99 (clicca qui per la scheda completa e per uno sconto!). E’ fra i top della gamma, a partire dalla sua caratteristiche a prova d’acqua e anti-polvere fino alla sua estrema leggerezza e alla luminosità che si adatta alla luce naturale, è il perfetto compagno di letture da portarsi in qualunque posto nel mondo!
  • KOBO Clara HD: costo 129.99 (clicca qui per la scheda completa e per uno sconto!). La forza di questo modello è senz’altro la sua luminosità, insieme alla risoluzione, che si autoregola, non è presente alcun tasto per farlo manualmente. Possiede una buona memoria e si utilizza tranquillamente senza SD aggiuntiva.
  • KOBO Forma: costo 279.99 (clicca qui per la scheda completa e per uno sconto!). Ultimo, ma non per importanza, il top del top della gamma! La sua forza è la possibilità di orientamento sia in posizione orizzontale che verticale. Il tutto oltre alla sua memoria di 8 o 32 GB, il suo essere a prova d’acqua! Questo lo rende assolutamente il partner ideale in tutti i luoghi, ma soprattutto in tutte le posizioni!
Kobo Forma

Questi sono i principali eReader offerti da Kobo, si innovano ogni modello di più. In particolare il Forma lo trovo ideale a qualsiasi lettore, essendo il più adattabile anche fra i Kindle!
Non vi resta che scegliere, di eReader in generale ce ne sono moltissimi, ma secondo me è sempre meglio puntare su marche specializzate perché quelle più durature e che offrono esperienze migliori. Lo si compra una volta e si è sistemati a vita, vi do la mia parola!!

Non siete convinti dei Kobo o se acquistare un eReader? La loro valida alternativa sono gli eReader marcati Amazon: i KINDLE!! Cosa? non li conoscete ancora? Cliccate subito qui e troverete i migliori modelli! Se non sei ancora convinto sull’acquisto di un eReader devi ASSOLUTAMENTE leggere il mio articolo sulle motivazioni per cui non puoi farne a meno!!

Ma tu sei felice? – Federico Baccomo

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Questo è un romanzo diverso dal solito. Forse di libri così non esistono poi così tanti. Mi riferisco a “Ma tu sei felice?” di Federico Baccomo, uscito nel 2019, edito da Solferino Libri, che mi ha gentilmente omaggiata di una copia. Un libro strano e particolare, senza ombra di dubbio lascia il suo segno.

Tutto comincia con una domanda: Ma tu sei felice? È l’inizio di un dialogo all’apparenza ordinario, quello tra Vincenzo e Saverio, due amici seduti al tavolino di un bar per il classico aperitivo. Vincenzo ha un problema che riguarda suo figlio: un incidente con un compagno di classe, una maestra indelicata, un colloquio imbarazzante. Saverio ha un dilemma più immediato: la sua dieta iperproteica funzionerà davvero? Entrambi sono presi dall’epica di una quotidianità le cui tappe obbligate prevedono di prendersi cura della famiglia, sopravvivere al lavoro, arrivare a fine mese, oltre naturalmente a mentire, tradire, imbrogliare. Vincenzo e Saverio, insomma, sono tutti noi. Nel botta e risposta trascinante che questo romanzo mette in scena, ci appassioniamo ai colpi di teatro delle loro vite, e nelle loro vicissitudini di umanissimi antieroi riconosciamo le nostre. Ma le cose, nella letteratura come nella realtà, non sono mai come sembrano. Federico Baccomo si diverte a ribaltare i luoghi comuni e a giocare con le nostre aspettative di lettori, in un romanzo diverso da ogni altro. Un dialogo perturbante, comico, insensato, commovente: come la vita. Una moderna, irresistibile commedia dell’assurdo.

Il romanzo si svolge in tutta la sua totalità come se fosse una normale conversazione fra due amici. E’ un continuo botta e risposta fra di loro, un dialogo lungo duecento pagine che, con ironia e battute, va a toccare molti luoghi comuni attuali. In questo modo totalmente sarcastico ti fa sorridere durante la lettura quando capisci dove sta andando a parare il discorso. I due protagonisti seguono un filo logico nel discorso, ma si perdono continuamente in divagazioni che danno vita a scenette ironiche e divertenti riguardo i problemi della società odierna.
Il libro, secondo me, è un po’ limitato nel senso che non è detto che arrivi a tutti. Se ci si aspetta una solita storia, un romanzo tipico e normale, non è quello che troveremo. Se ci approcciamo ad un libro di questo tipo dobbiamo farlo con la mente aperta per capire dove questa ironia e queste estremizzazioni ci vogliono portare. Se ci fermiamo alle nude e crude parole come possiamo fare in altri libri, non troveremo nulla di particolare in questo romanzo, ma se ci poniamo in tema riflessivo ci si aprirà tutto il significato che si vuole trasmettere.
Il romanzo è molto scorrevole, si fa leggere davvero in poche ore essendo, questi scambi di battute, molto repentini. Il tutto condito da un finale un po’ inaspettato che svela il significato generale di tutto quello che abbiamo appena letto. Insomma, un libro tutto da scoprire, che ha la capacità di farci sorridere di alcune situazioni attuali portati al loro stremo, descritte in modo ironico e spigliato. Un piacevole distacco dalla routine di vita quotidiana.

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Tra di noi una vita intera – Melanie Levensohn

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A volte ci capita di imbatterci in libri che ci fanno sognare solo dal titolo o solo dalla copertina. Per me questo è stato il caso di “Tra di noi una vita intera” di Melanie Levensohn, uscito nel 2019, tradotto da A. Petrelli, edito da Corbaccio Editore che mi ha gentilmente omaggiata di una copia. Vi avverto che, dopo questo libro, non sarete più gli stessi.

Parigi, 1940. Judith, giovane studentessa ebrea, è minacciata dall’occupazione nazista ed è ormai costretta a vivere in clandestinità. Insieme al fidanzato Christian, figlio di un ricco banchiere, progetta una fuga in Svizzera ma, a poche ore dalla partenza, il suo nascondiglio viene scoperto e lei deportata. Da allora non si sa più nulla di lei. Montreal, 1982. Jacobina non ha mai avuto un buon rapporto con il padre e sono decenni che vive a Washington, ma adesso il padre è in punto di morte e le ha chiesto di andare al suo capezzale per farsi fare una promessa solenne: Jacobina deve impegnarsi a cercare Judith, una sorellastra di cui lei ignorava l’esistenza e che il padre ha visto per l’ultima volta a Parigi prima della guerra e prima di abbandonare la Francia per rifarsi una vita in Romania. Washington, 2006. Béatrice, parigina, lavora alla Banca Mondiale e si è trasferita da poco negli Stati Uniti. Nonostante il lavoro massacrante, Béatrice opera anche come volontaria in un centro di assistenza. Le viene affidata una signora anziana, Jacobina, che vive da sola e che non sembra provare alcuna simpatia per chi la assiste: ma quando scopre di avere di fronte una ragazza francese decide di mantenere finalmente la promessa fatta al padre e le chiede di aiutarla a trovare notizie della sorella mai conosciuta. La storia narrata da Jacobina spinge Béatrice ad avviare una ricerca attraverso i decenni e i continenti, una ricerca che la porterà a scoprire una verità che la coinvolge ben più di quanto non pensi.

Vi è mai capitato di finire un libro e, dopo averlo chiuso, guardarvi intorno spaesati perché non sapete più cosa fare? Come se la lettura appena conclusa vi avesse totalmente tolto tutte le energie, come se, chiudendo quella copertina, aveste lasciato qualcosa di voi lì dentro, insieme ai personaggi che più avete amato e odiato. Vi è mai successo? A me sì, molte volte, potrei tranquillamente affermare che nella mia libreria ci sia più di me che in qualsiasi altro angolo della casa. E mi è successo ancora. Le emozioni che mi hanno pervasa durante la conclusione di “Tra di noi una vita intera” sono state molteplici. Ero triste, per la fine del libro, ma felice per i personaggi che hanno trovato il loro posto nel mondo, anche se non sono più gli stessi di prima. Il libro è ambientato in parte al tempo della Seconda Guerra Mondiale, quindi penso che possiate capire cosa intendo quando dico così. Questo romanzo è ispirato ad una storia vera, anche se, da ciò che mi pare di aver capito, c’è molto di romanzato, ma sono sicura che di storie simili in quell’epoca ce ne siano molteplici.
Potrebbe sembrare una storia d’amore, dalla copertina e dal titolo, ma non lo è. O meglio, non completamente. C’è l’amore, com’è giusto che sia, per contrastare la crudezza di certi avvenimenti, ma c’è anche molto altro. “Tra di noi una vita intera” è un libro da amare, da scoprire, da capire. Un libro da cui è giusto farsi emozionare. Sono già tre giorni che l’ho finito e non sono ancora riuscita ad aprire un altro libro perché non sono ancora pronta a lasciare andare questo.
Che dite, sono pazza o è successo anche a voi? Inutile dire che ve lo consiglio di cuore perché questo romanzo merita di essere letto e vissuto fino alla fine.

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La ragazza nel parco – Alafair Burke

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Eccoci qui, finalmente ho letto anch’io un libro di questa autrice. Ne ho sentito molto parlare, il suo libro aveva fatto successo come era capitato a “La ragazza del treno” (clicca per la recensione) e quindi ho voluto leggere anche questo. Mi riferisco a “La ragazza nel parco” di Alafair Burke uscito nel 2016, tradotto da S. Marcolini e edito da Piemme. Ero indeciso su che libro prendere di questa autrice perché, lo ammetto, non me ne incuriosiva neanche uno leggendo le trame. Mi sono convinta su questo, ma mi avrà davvero presa?

Quando Olivia Randall, avvocato newyorchese, viene svegliata da una telefonata, non ha idea di chi sia la ragazzina che, dall’altro lato della cornetta, la implora di aiutarla. Ma basta un nome a farle capire. Jack Harris. Il famoso scrittore, padre della ragazzina, accusato di omicidio e ora in cella, in attesa di processo. Jack Harris è un nome che dice troppe cose a Olivia: perché Jack e Olivia hanno un passato. Un vecchio amore finito male vent’anni prima. Un amore di cui lei porta ancora dentro i segni e forse la colpa di aver lasciato che le cose andassero come sono andate. Di fronte alla richiesta della figlia di Jack, Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack. A costo di lasciare che lui dia sfogo a una vendetta tenuta a bada per tutti questi anni. Jack non ha un alibi, non ha testimoni, e non ha un motivo plausibile per essere dov’era quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. E ben presto Olivia sarà costretta a chiedersi se Jack sia davvero innocente, e non la stia manipolando…

Ci ho pensato un po’ prima di scrivere questa recensione perché di norma mi spiace andare un po’ contro corrente. In tantissimi mi avete detto che questo libro vi era piaciuto molto, ma a me proprio non ha convinto. L’ho trovato abbastanza scontato e banale tutto il tempo, giusto il finale mi ha stupita un po’ perché, effettivamente, ha un piccolo colpo di scena, anche se nulla di originale in ogni caso, ma almeno tira un po’ su la piattezza della storia. Il libro si fa leggere tranquillamente, non è un mattone eterno che non finisce mai, però, in base a ciò che avevo sentito in giro, mi aspettavo molto molto di più.
Il libro viene inserito nel genere giallo/thriller, ma a me pare più sul giallo che thriller, onestamente. Non ha grandi scene di tensione ed azione tipiche di un thriller, ma procede più lentamente con i ritmi di un giallo. Se volete leggere un libro semplice e veloce, sicuramente fa al caso vostro, ma se vi aspettate grandi cose… Beh, io vi consiglio di cambiare libro perché questo non vi stupirà.
La trama non l’avevo già trovata particolarmente convincente, ma come nessun libro di questa autrice. Non so, mi capita raramente, ma ho letto qualche trama dei libri presenti in libreria in quel momento e non sentivo nessun richiamo particolare per nessuno di quelli che ho guardato. Come vi ho detto prima, non è un brutto libro, ma se siete appassionati di gialli e thriller, questo caso mai può farvi solo da antipasto, ve lo posso assicurare.

Avete letto altri libri di questa autrice? Consigliatemene qualcuno, le vorrei dare un’altra possibilità!

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2045: lettere da un passato futuro – Marko D’Abbruzzi

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Oggi andiamo diamo uno sguardo al futuro con la recensione di “2045: lettere di un passato futuro” di Marko D’Abbruzzi, edito da IDEA Immagina Di Essere Altro, uscito nel 2018. Questo libro si presenta come un fantasy, distopico, con tratti storici. Se dovessi recensire in due parole questo romanzo direi “coinvolgente” e “intrigante“. Dare uno sguardo al futuro mi intriga sempre moltissimo ed anche questa volta IDEA non mi ha affatto delusa! Ma prima diamo una letta alla trama!

Luca è un ragazzo come molti, abbagliato dalle luci e dalla tecnologia del 2045, dove ciò che sei si misura in worldcoin. Il mondo vive in un futuro di apparenze, realtà virtuali e frenesia; tutto dev’essere “socialmente sostenibile” e non c’è spazio per i valori e l’etica umana. In un futuro distopico, derivante da un passato di guerre e tecnologia, la vita sulla terra diventa priva di “umanità”. Chi non riesce a stare al passo con la velocità del cloud non ha più valore. La zona rossa vi attende.

Con “2045: lettere da un passato futuro” siamo proiettati totalmente in un futuro non molto prossimo. Andando così avanti nel tempo, vediamo effettivamente dove ci potrebbe portare il nostro stile di vita attuale, sotto ogni punto di vista: ambientale, sociale, politico. Il protagonista, Luca, è un ragazzo nato nel 2019, che è cresciuto e vive in un mondo totalmente diverso dal nostro attuale. Nel corso della lettura, viene marcata molto la differenza fra ciò che abbiamo ora e ciò che è diventato, l’effetto che questo ha avuto sul carattere delle persone, sul loro modo di socializzare e molto altro.
Durante tutto il libro, l’autore ci fornisce svariate citazioni di poeti, film, ecc. In alcuni casi, parlando di teorie sul futuro, fornisce anche i link dove poter approfondire quello che si sta narrando. E’ molto interessante perché si vengono a scoprire cose nuove, altri punti di vista, spunti di riflessione. Questo fantasy è una bellissima storia, ma il suo forte è proprio tutto il contorno. Il messaggio che vuole passare, le allusioni che vengono fatte, ti fanno pensare “caspita, se continuiamo così, finiamo davvero in questo modo“, ti viene quasi da sorridere perché dici “beh, potrebbe starci effettivamente“. Ha messaggi molto importanti su quanto sia fondamentale una comunità, quanto sia importante socializzare, essere e rimanere umani. Sentirlo dire così vi potrà sembrare magari una cavolata, una cosa quasi scontata ed ovvia, ma secondo voi, fra qualche anno, i futuri adolescenti e bambini, cresciuti sempre connessi, sui social network, con delle vite virtuali, potranno dire la stessa cosa? Mentre leggevo, questa domanda me la sono fatta e la mia risposta è stata che non lo so, non ci metterei la mano sul fuoco.
Questo libro non è un semplice fantasy, ma è uno specchio della nostra umanità attuale. E’ un libro adatto a chi vuole semplicemente leggere un fantasy, post-apocalittico, non lontano dalla realtà volendo, ma anche a chi vuole qualcosa di più.
Menzione speciale la farei per il finale che, seppur un po’ amaro, perfettamente coerente con tutto il resto della storia e per nulla banale. Anche da esso si può imparare molto. Inoltre ho trovato davvero speciale e molto fine che alcuni personaggi avessero il nome dei componenti della famiglia IDEA, la casa editrice. Un omaggio al lavoro di questi ragazzi più che doveroso!
In conclusione questo libro mi ha lasciato molto, l’ho divorato e non volevo nemmeno che finisse. I libri IDEA ormai sono una garanzia, li ho amati tutti dall’inizio alla fine, ogni singola pagina di ogni loro libro letto la porto dentro di me. Lasciatevi sopraffare anche voi dalla magia dei loro libri, non potete farveli scappare!

Altri libri IDEA recensiti sul nostro blog:
Caoineadh” di Eva D’amico – “Memorie di sangue I” e “Memorie di sangue II” di Eva D’amico – “La forma della luce” di Arianna Calandra

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La forma della luce – Arianna Calandra

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Se avete voglia di fantasy, siete capitati esattamente nell’articolo giusto! Oggi vi parlerò di “La forma della luce” di Arianna Calandra, uscito nel 2019 ed edito IDEA, Immagina Di Essere Altro, una casa editrice al quale ormai non potrei più rinunciare in fatto di fantasy. Come vi dicevo, se amate il genere, dovete assolutamente guardare il catalogo di questa CE, non vi deluderà! Hanno moltissimi fantasy, alcuni già recensiti da noi (“Caoineadh“, “Memorie di sangue I“, “Memorie di sangue II“), con storie originali, notevoli e delle copertine altrettanto meravigliose, che rimangono davvero impresse! Ma veniamo subito al libro in questione. (Se cliccate per vedere l’ebook, trovate anche un estratto, così potete farvi ulteriormente un’idea.)

Ci dicono sempre che in ognuno di noi esistono Luce ed Ombra in egual misura, sta al singolo decidere quale via intraprendere. La verità è che la Luce ha iniziato ad abbandonare la Terra diversi millenni fa, offuscata dall’odio, dalla vendetta e dall’egoismo che dilagano sul nostro pianeta. Da secoli, gli esseri umani nascono privi di Luce, divorati dall’oscurità già dal grembo materno, perché è difficile fermare la corruzione, prepotente e incentivata dalle Ombre Risvegliate che governano il pianeta, portandolo lentamente alla sua rovina. In questi ultimi anni, però, otto bambini sono venuti al mondo puri, Luci intatte, potenti. Loro verranno messi a conoscenza della vera storia, saranno indirizzati dalle loro guide, terrene e spirituali, verso un cammino che restituirà una speranza all’umanità. Il bene non dipende dalla razza cui appartieni, dal tuo essere umano.

Quando mi trovo davanti ad un fantasy che gioca con lo spazio-tempo, mi piace valutare la tecnica con cui viene gestita una cosa tanto delicata. Il rischio è sempre quello di esagerare, di fare cose forzate essendo una cosa totalmente irreale. L’autrice, in questo caso, può essere promossa a pieni voti perché riesce a far capire il modo in cui ha strutturato il tempo senza che questo risulti forzatamente finto. Può sembrare banale, ma è un equilibrio importante nel caso di fantasy di questo genere, la possibilità di far pensare al lettore “vabè, ma che cavolata è questa” è elevato.
Il romanzo è una perfetta metafora del mondo attuale, privo di luce, pieno di ombre, di guerre, di invidia, di potere e cattiveria. L’autrice immagina già un mondo dove, ormai, la luce è ridotta totalmente al minimo, tanto che i neonati vengono al mondo già privi di essa. Ambientazione apocalittica tanto quanto veritiera. In questo primo capitolo ci viene spiattellata questa cruda realtà senza troppi giri di parole. Mi piace pensare che una persona, dopo aver letto questo libro, possa aver assorbito un po’ della luce che sprigiona, che possa riflettere sui messaggi celati della storia e che possa quindi iniziare un cambiamento, seppur minimo.
Il romanzo è il primo dell’autrice, quindi il suo esordio. Durante tutta la lettura ho assistito ad un continuo crescere nella narrazione, man mano che i capitoli passavano, si faceva sempre più incalzante, dopo un inizio un po’ lento. Nei primi capitoli, si ha un introduzione ai vari personaggi, quindi risulta più lento e meno coinvolgente, anche se necessario al fine di comprendere loro e le varie differenze. I capitoli, infatti, sono a rotazione fra alcuni delle otto luci rimaste.
Detto ciò, una volta superato questo scalino iniziale, il libro scorre che è un piacere. L’autrice scopre man mano una sua identità nella narrazione, andando sempre in meglio. La conclusione, forse, poteva essere un po’ più lasciata in sospeso, passatemi il termine. Alla fine del libro mi è sembrato che la storia fosse semplicemente divisa in due volumi, non ho sentito un vero stacco in questa fine, ma vedremo cosa ci riserverà il seguito per questo.
Nella prima parte non c’è un vero e proprio contatto fra gli otto protagonisti, l’unica correlazione che hanno le parti narranti è che sanno che ci sono altre sette persone, sparse nel mondo, come loro. Questo fa crescere molto le aspettative per il prossimo, essendo questo molto introduttivo a quello che poi avverrà.
Mi aspetto grandi cose dal secondo e ultimo capitolo di questa storia. Per essere un esordio, Arianna ha della stoffa da vendere e un talento da coltivare e far crescere! Non mi rimane che aspettare pazientemente Ottobre per scoprire come si concluderà!

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Stranger things – Suspicious Mind | Gwend Bond

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Non potevo non dedicare un articolo a questo libro. Da amante della serie tv, ho subito acquistato il libro tratto dal telefilm, che altro non è che un prequel dei fatti avvenuti nelle prime due stagioni originali Netflix.
Stranger Things: Suspicious Mind” di Gwenda Bond esce nel 2019, pochi mesi prima dell’attesissima terza stagione, edito da Sperling&Kupfer, tradotto da A. Russo.
La prima domanda che mi è sorta spontanea? C’è davvero un collegamento fra le due cose oppure l’autrice ha fatto una sorta di fan fiction per fatti suoi? Ebbene, dalle ricerche da me effettuate, ho avuto la certezza che gli autori del telefilm hanno autorizzato questo libro, quindi a tutti gli effetti è un prequel ufficiale della serie tv!!

Tutto inizia da qui… Stati Uniti, estate 1969. Una scintillante auto nera varca i cancelli del laboratorio che emerge sinistro dai boschi di Hawkins, in Indiana. L’uomo alla guida è Martin Brenner, lo scienziato che dirigerà una sperimentazione top secret finanziata dal governo. È lì per valutare le cavie umane che lo staff medico ha scelto. Nessuna, a suo giudizio, è all’altezza. Nessuna mostra il potenziale di cui hanno bisogno per ottenere risultati straordinari. Se vogliono far sì che quel progetto segreto allarghi le frontiere della mente umana, occorrono candidati speciali. Come la bambina che ha portato con sé: ha solo cinque anni, un numero al posto del nome e doti così sorprendenti da rendere necessario un rigoroso protocollo di sicurezza. Terry Ives è una ragazza curiosa e irrequieta. Studia all’Università dell’Indiana e fa la cameriera per mantenersi. Invidia i coetanei che, in città come San Francisco e Washington, stanno cambiando il mondo con le loro contestazioni e battaglie civili. Quando viene a sapere che l’università è in cerca di volontari per un ambiguo esperimento psichiatrico, sente che dietro c’è qualcosa di importante e decide di partecipare. Non resterà a guardare dalle retrovie: potrebbe essere la grande occasione per diventare finalmente protagonista della storia. Non sa ancora che rischia di diventarne vittima. Perché dietro quel progetto – nome in codice: MK ULTRA – si nasconde una pericolosa cospirazione, e a Terry non basterà il suo coraggio per combatterla. Occorrono forze sovrumane, come quelle di una bambina che vive nascosta in un laboratorio, ha solo cinque anni e un numero al posto del nome: Otto. E così, mentre il mondo intorno brucia, nella piccola città di Hawkins bene e male si sfidano in una guerra segreta, che ha per campo di battaglia la mente umana.

Mentre leggevo questo libro, ho fatto un sondaggio nelle storie di Instagram del nostro profilo, chiedendo a chi ci segue il parere su questo libro. La domanda era “secondo voi questo libro è solo marketing oppure un lavoro pensato e ponderato?”. La risposta, fra tutte le persone che hanno votato, è stata al 100%, quindi ad unanimità, che è solo marketing. La maggior parte ha comunque specificato che lo comprerebbe lo stesso. Lo capisco, ho fatto così anch’io, anche se prima dell’acquisto, dato il prezzo, ci ho pensato un po’ su. Ebbene, mi sento di confermare, dopo la lettura, che sì, secondo me è solo e puro marketing.
La storia ha poco spessore, non succede praticamente nulla durante tutto il libro, è una storia che leggi in un pomeriggio tanto è corta e di poco conto. Quello che viene descritto nel libro, bastavano 5 minuti in un episodio per dirlo. Per carità, grazie a questo libro probabilmente capisci alcune cose in più rispetto al telefilm in sé, ma neanche chissà quanto. Non si capisce il fine di questo esperimento, del progetto che ha portato Undici ad essere quello che è. Vengono semplicemente spiegate le sue origini, chi sono i suoi genitori e come è arrivata nella condizione in cui la troviamo nel telefilm. Anche qui, neanche troppo in modo approfondito, dal momento in cui il romanzo termina nel momento in cui Undici nasce.
Secondo me è un libro piacevole, per gli amanti della serie tv, da leggere, ma non al prezzo che ha. Quei soldi, secondo me, non li vale proprio. Non dà chissà che valore aggiunto alla storia, non come è stata narrata, per lo meno. Credo anche che di più non potesse raccontare, rischiando eventualmente di andare ad intaccare lati futuri delle prossime stagioni come la vita di Undici, come è stata la sua vita fino alla sua comparsa da ragazzina, ecc. Sarà questo il motivo della piattezza del libro, chissà.
In alcuni momenti ho avuto anche quasi l’impressione che alcuni personaggi che nel telefilm sembrano invincibili, a tratti nel romanzo, risultano neanche troppo furbi. Da chiedersi come sono arrivati a fare una cosa così top secret, davvero!
La cosa piacevole del libro è che introduce anche Otto, la ragazza che si vede all’inizio della seconda stagione, per i primi minuti.
In conclusione sì, posso dire che è piacevole, anche se non vale il prezzo che costa, che dà qualche informazione in più sulla storia di Undici e toglie qualche curiosità, ma, onestamente, ne avremmo fatto anche a meno.

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Memorie di sangue II – Eva D’Amico

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Fermi tutti! Se sei capitato qua per caso, assicurati di aver letto la recensione del primo capitolo “Memorie di sangue I: il castello del giorno eterno“, sempre edito da IDEA, perché altrimenti rischieresti di inciampare in alcuni spoiler.

Veniamo a noi. Questa duologia me la sono divorata, ormai lo sapete. Il secondo capitolo esce nel 2017, edito da Idea – Immagina Di Essere Altro, ed è “Memorie di sangue II: le figlie della corruzione” di Eva D’amico.
Dopo averlo acquistato al Salone del libro di Torino, anche questa copia è tornata a casa con me autografata, con due poster e dei segnalibri meravigliosi, perfettamente a tema.

Convivere con il passato non è mai semplicee scoprire di averne uno che ha già scritto il tuo futuro porta di fronte a una terribile domanda… sei tu a decidere chi essere o la vita sceglie per te? Il percorso di Eva sarà nuovamente sconvolto.

“Cosa avrei dovuto dire dopo le sue parole? Cosa avrei dovuto pensare?
Lo fissai a mia volta rimanendo muta; lui allungò una mano e mi sfiorò il viso.
<<So bene che non potrò mai averti, so quanto ami Jeile e che non ci sarà mai posto per me. Posa per me, ti prego. Posa per me dandomi tutto il tuo spirito perché questo è il solo modo in cui potrò mai farti mia.>> disse infine.”

Questo secondo capitolo l’ho trovato più intenso, pieno di azione, di battaglie, di tensione. L’ho finito più in fretta del primo sia perché più corto, ma anche e soprattutto perché adrenalinico. Mi ha tenuto attenzione e tensione alta costantemente perché non vedevo l’ora di sapere come sarebbe stata risolta la terribile situazione venutasi a creare. Se il primo era più incentrato sulla vita di Eva, la sua crescita, le sue aspettative, il tutto mirato a delineare nel modo più corretto tutti i vari personaggi presenti, questo secondo era la resa dei conti, entriamo nel vivo delle tensioni famigliari e delle faide creatasi nel tempo, in cui Eva si è trovata coinvolta.
Qui ho trovato un’Eva più forte, più decisa, che ha fatto chiarezza nel suo cuore, che sa cosa vuole, ma soprattutto cosa non vuole. L’aspetto che più ho apprezzato è stata infatti la scelta di Eva di voler scegliere sé stessa e cosa la faceva stare bene. A scegliere chi non la usava come un oggetto, ma chi la considerava come suo pari, senza dimenticare mai la sua dignità perché in una vita di coppia bisogna essere complici, non schiavi. Un risvolto un po’ femminista, ma doveroso, non se ne parla mai abbastanza, come dico sempre.
A differenza del primo, viene accantonata un po’ il risvolto romance del fantasy, ma non totalmente perché le situazioni romantiche vengono sempre a crearsi, anche nel pieno di una battaglia o al culmine della tensione e dell’azione, rimangono comunque presenti, seppur in minor quantità
L’autrice l’ho trovata più sicura di sé, come se nel primo si fosse solamente riscaldata per dare il meglio al momento del bisogno. Una scrittura più fluida e interessante, incentrata sempre sulla protagonista, dando comunque spazio ad altri punti di vista, rendendo tutto più chiaro agli occhi del lettore.
Insomma, “Memorie di sangue” non è una saga che non lascia il segno. A me il segno l’ha lasciato e ben profondo perché dopo averlo finito la sensazione provata è stata “Ed ora? Cosa faccio?“. Un senso di smarrimento totale come se il vuoto lasciato dalla conclusione di questo fantasy non potesse essere colmato da null’altro. Cosa si può desiderare di più da un libro? Davvero niente. Amanti dei fantasy, non fatevelo scappare perché non sapete cosa vi perdete!

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