In attesa di me – Eleonora Pizzi

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Avete presente quei libri che vi entrano dentro, che vi prendono, vi catturano totalmente e vi portano a spasso con la fantasia, a spasso nel mondo? Ecco, questo è senza ombra di dubbio uno di quei libri. Non esagero a dirvi che l’ho letto in pochissimo tempo, usando ogni momento libero avessi per finirlo e durante il giorno ci pensavo un sacco! Questa cosa solo chi legge e si fa trasportare la può capire realmente! Veniamo al dunque: parlo di “In attesa di me” di Eleonora Pizzi, edito da StreetLib, uscito nel 2018.

Un’assistente sociale con il sarcasmo di un funambolo zoppo. Un alcolista innominabile, purtroppo non nell’ufficio di lei, ma tra le pareti domestiche. Il migliore amico di costui, principe azzurro-cielo-nella-canicola-di-luglio. Due lati del triangolo si spezzano, e il rimanente si arrampica verso nord. Odino, evidentemente, aveva la bussola a riparare nel momento in cui l’ha buttato su questo pianeta. Si può imparare dagli errori del passato con le sole proprie forze?
P.S.: quando arriverete alla pagina in cui penserete che c’è un errore di stampa… credetemi, non c’è. Anche se, forse, vorrete aver ragione.

Dalla trama può sembrare il solito romanzo rosa, la solita storia d’amore.. ma, credetemi, non è così. E’ molto, molto di più. Mi sono immersa dalla prima all’ultima pagina in questa lettura, come vi dicevo all’inizio. Mi ha toccata moltissimo, mi ha trasportato molto. Mi sono identificata in Iris, la protagonista, davvero tanto. Mi sono trovata molto affine a lei negli atteggiamenti, in alcuni lati del carattere e questo non ha fatto altro che accentuare l’affinità con questa lettura.
Al di là di questo, il libro è molto scorrevole, molto ironico e piacevole proprio per questo. Vari colpi di scena rendono frizzante la lettura, rinnovando il romanzo e facendogli prendere strade che non avremmo mai potuto pensare ad inizio libro. Mi sono trovata molto spiazzata da questi dettagli tanto che non capivo veramente come potesse finire e in che direzioni si sarebbe diretto. Mi piacciono i libri che ti sanno sorprendere.
Una menzione particolare va anche al lato riguardante la violenza domestica o l’avere a che fare con una persona con una dipendenza. Non fa mai male sinceramente infilare queste tematiche, ho apprezzato moltissimo. Non viene trattato con pesantezza o malinconia, ma la protagonista narra tutto con ironia, senza abbandonare l’obbiettivo iniziale.
Come chiunque, mi sono innamorata perdutamente di Erik, il protagonista maschile. Seriamente, voglio un uomo come Erik nella mia vita, l’autrice me lo deve!!
In conclusione, se volete leggere una bella storia d’amore, una trama frizzante e scorrevole, “In attesa di me” non può mancare nella vostra lista di libri.

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Spyros. Il marinaio italiano – Rita Giammaresi

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Grandi progetti scaturiscono da queste bellissime collaborazioni, quindi state assolutamente sintonizzati che a breve ne saprete molto di più. Nel frattempo oggi, in collaborazione con Bonfirraro Editore, vi voglio proporre questo bellissimo libro: “Spyros. Il marinaio italiano” di Rita Giammaresi, edito dalla sopracitata casa editrice, uscito nel 2018, che ci narra la vita a ritroso nel tempo di Spyros, il marinaio italiano e delle sue avventure, in particolare nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.

È un giorno d’inverno. Giuseppe, dopo una lunga vita vissuta tra gioie, dolori, entusiasmo, tenacia e tante avventure, ha appena esalato il suo ultimo respiro. La morte lo ha preso, ma inizia a percepirsi più vivo che mai e incomincia a ripercorrere a ritroso un viaggio nelle memorie del proprio passato.
Partendo dall’infanzia, i suoi ricordi si snodano tra gli anni ’20 e ’30 nel colorito rione del Capo, storico quartiere di Palermo. Le sue rievocazioni continuano in Grecia poiché, a seguito dello scoppio del Secondo conflitto mondiale, Giuseppe riceve la chiamata alle armi. Divenuto un marinaio della Regia Marina Italiana, apprende una nuova lingua e si integra per quattro lunghi anni nella piccola comunità di Navarino, in Grecia, i cui abitanti gli danno il soprannome Spyros e dove lascerà un pezzo del suo cuore e della sua giovinezza. Giuseppe narra il suo ritorno in una Palermo da ricostruire insieme alla sua stessa vita, un cammino di sofferenza, ma anche e soprattutto di riscatto e di speranza tracciando con serenità, fin dalla prima pagina, un intenso percorso di riflessione che terrà il lettore con il fiato sospeso fino alla fine.

Cosa mi ha attratto di questo libro? In primis la copertina, che vedete all’inizio dell’articolo. Da amante del mare e di quei posti è difficile per me non esserne attratta. In secondo luogo il titolo, particolarmente attraente e accattivante ai miei occhi. Devo essere onesta: questo libro mi ha totalmente stregata. L’ho letto in due pomeriggi. E’ uno di quei libri che ti prende per mano e ti porta in quello strano posto dove non esiste lo spazio-tempo e sei solo tu, il tuo libro e i personaggi della storia che stai leggendo. Solo chi ama leggere penso possa capire cosa voglia dire e, credo, per un lettore non c’è cosa più bella. Cosa si può desiderare di più da un libro se non questo??
Il romanzo è scritto molto bene, scorrevole, sebbene sia una sorta di biografia del protagonista, quindi priva di grandi dialoghi e cose di questo tipo. Nonostante ciò mi ha tenuta incollata tutto il tempo, bramosa di saperne di più e di andare avanti, fino alla fine, per leggere tutto delle avventure di Spyros. Come sapete, non sono mai stata amante dei libri incentrati sulla Seconda Guerra Mondiale, se sono troppo storici o dettagliati, mi annoiano abbastanza. Se siete come me, la storia di Spyros non vi farà assolutamente questo effetto, anzi, lo amerete follemente, insieme a tutti i personaggi che lo circondano e che fanno da perfetto contorno alla sua vita.
Cosa si può trarre da questo libro? Tutto. Voglia di vivere, che oggi è decisamente meno di molti anni fa. Ambizione, forza d’animo, voglia di fare, voglia di spaccare il mondo.
State cercando un libro che vi cambi un po’, che vi renda persone diverse rispetto a come eravate all’inizio della lettura? Fidatevi, l’avete trovato.
State sintonizzati, a breve grandi novità con Bonfirraro Editore e con l’autrice!!

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Così venne la notte – Francesco Morga

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Posso dire che ero un po’ a digiuno del genere horror? Anzi, peggio ancora.. Credo di non averne mai letto uno perché avevo paura sinceramente mi facesse strani effetti. Ormai aboliti da anni i film, non avevo mai preso in considerazione i libri pensando che mi facessero troppa impressione. E invece… Sì, è proprio così, mi impressionano e mi inquietano un po’! Sicuramente con questa collaborazione non sono andata sul leggero, lo ammetto, ma tant’è che, nonostante tutto, posso dire di averlo apprezzato lo stesso.
Iniziamo subito:”Così venne la notte” di Francesco Morga, edito a Casta Editore e uscito a Febbraio 2019.

Quando l’ultima grande notte scese sulla Terra, la battaglia finale fra Lui e L’altro ebbe inizio. Al centro l’umanità, in fuga dai demoni sotto un cielo sull’orlo del collasso. L’Apocalisse si presente come un Vaso di Pandora impossibile da richiudere. Se ne renderanno conto Alessandro, Laura, Giovanni, Davide, Angela e Andrea, vittime e carnefici di loro stessi, imprigionati in un labirinto di macerie e orrori alla ricerca di una salvezza che non esiste. O forse sì?

Francesco Morga, classe 1983, è laureato in Lettere e specializzato in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Bari. Autore e blogger casuale, è appassionato di horror, libri, musica, cinema e serie TV. Si definisce un “collezionista di cose inutili”. “Così venne la notte” è il suo primo romanzo.

Beh, che dire. Come esordio dell’autore non c’è male veramente. Come vi accennavo all’inizio, mi ha un po’ inquietata questo libro perché, come ogni horror che si rispetti, ci sono scene molto crude che vengono descritte per altro in modo egregio, ma potendo usare l’immaginazione è decisamente molto più gestibile di dover guardare un film horror che rimane ancora una cosa impossibile per me!
Il libro è davvero notevole, scritto molto bene e ben definito. L’unico problema che ho avuto leggendo è che a volte mi perdevo un po’ i dettagli dei personaggi, non capendo subito qual era il passato e quale il presente. Questo può anche essere dovuto in ogni caso alla mia mancata esperienza in questo campo. Eccetto questo, il romanzo risulta molto scorrevole, capire dove vuole andare a parare e quali fossero le sorti del pianeta sono stati la chiave per tenermi incollata totalmente alla lettura.
Una menzione specifica la merita il finale. Davvero notevole, l’ho apprezzato moltissimo, molto coerente e del tutto improbabile. Non me lo aspettavo proprio, vi giuro. Non so se questo dipenda dalla mia, sopracitata, inesperienza, ma mi ha lasciata sconvolta davvero e ha contribuito al mio apprezzamento generale della storia e del libro.
In conclusione, se vi piacciono gli horror, questo davvero non ve lo potete far scappare. L’autore merita fiducia e può solo migliorare!

Bosco bianco – Diego Galdino

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Questo è uno di quegli articoli scritti davvero con il cuore perché Diego Galdino, oltre ad essere uno dei miei scrittori preferiti, è anche una bellissima persona. Ed è con immenso piacere che oggi vi presento e recensisco il suo ultimo romanzo che l’autore ha autopubblicato, nonostante la sua esperienza come scrittore e le sue vittorie come tale. Parlo di “Bosco Bianco“, il suo ultimo romanzo, appena uscito e che trovate su Amazon già disponibile.

Nel suo testamento, la signora Chiara Pizzi lascia in eredità Bosco Bianco, una bellissima e storica tenuta affacciata sulla costiera amalfitana, a suo nipote Samuele Milleri, figlio di sua sorella e alla signorina Maia Antonini, figlia della sua più cara amica d’infanzia. Si racconta che a Bosco Bianco sia nascosto il diario segreto del leggendario scrittore americano Albert Grant. Proprio per questo motivo Andrea Razzi, ricco uomo d’affari, con velleità politiche, vuole entrarne in possesso a qualsiasi costo, tanto da acquistare da Samuele Milleri la sua metà di Bosco Bianco appena ereditata, approfittando dei suoi gravi problemi finanziari, per poi obbligare Giorgio Betti, il suo migliore e fascinoso agente immobiliare, a fingersi il nipote della vecchia proprietaria per cercare di convincere Maia Antonini a vendergli la sua parte della tenuta, anche a costo di farla innamorare di lui. Ma vivere a Bosco Bianco, seppur per pochissimo tempo, può cambiare il destino delle persone. Lo sapeva bene lo scrittore americano Albert Grant, che aveva fatto dell’amore la sua ragione di vita perchè come scritto alla fine del suo libro più famoso… “Per perdersi non serve un posto, basta una persona”.

“Bosco bianco” esce un po’ fuori dagli schemi rispetto ai libri precedenti dell’autore, è un viaggio bellissimo in una storia d’amore dolce e romantica. Difficile far capire quanto “Bosco bianco” sia in grado di emozionarti dolcemente. Questo romanzo ha toccato le corde più profonde della mia anima, sarebbe in grado di smuovere gli animi più gelidi e negativi con la sua dolcezza e il suo amore. L’insieme di citazioni provenienti da romanzi e film d’amore sono la perfetta ciliegina sulla torta alla storia di Giorgio e Maia, il tutto amalgamato dalla capacità dell’autore di parlare d’amore. E’ indescrivibile, inoltre, l’enorme crescita di Diego rispetto ai suoi primi libri. E’ sempre stato bravissimo e la sua capacità di parlare d’amore è in grado di sciogliere i ghiacciai (e ne ho avuto la conferma anche quando ho avuto il piacere di conoscerlo dal vivo, è davvero così!), ma in ogni romanzo me ne innamoro sempre di più. L’ho letto in neanche due giorni talmente mi aveva presa, mi sono ritrovata con il Kindle di fianco mentre cenavo, e di solito l’ora di cena per me è sacra. Per farvi capire quanto realmente mi abbia toccata questo romanzo. Inoltre, la tenuta di Bosco bianco mi ha ricordato tantissimo la casa di Noah e Allie, i protagonisti di “Le pagine della nostra vita” di Nicholas Sparks e, questo dolce ricordo, ha creato una base più che solida a questa bellissima storia. Durante la lettura, inoltre, avrete modo di poter ammirare dei piccoli colpi di scena, inusuali per libri di questo genere, ma che, alla fine, renderà il tutto ancora più speciale.
“Bosco bianco” è un libro per tutti, per chi ama l’amore, per chi è innamorato di qualcuno, per chi è ferito, per chi non crede nell’amore e non ci ha mai creduto. Saprà infilarsi fra i vostri sentimenti facendosi largo fino a dove le emozioni nascono, fino a toccarvi il cuore. Alla fine di questa lettura un po’ del vostro amore e un po’ del vostro cuore rimarrà in quella bellissima tenuta che è Bosco Bianco, insieme a Giorgio e Maia, i protagonisti, che sapranno averne molta cura.

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L’amore che ti cambia – Gianni Decimo

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Oggi parliamo di “L’amore che ti cambia” di Gianni Decimo, edito da Bibliotheka Edizioni, uscito a Gennaio 2019. Quindi fresco fresco di stampa è arrivato fino a noi di 50 mila pagine sottoponendoci una lettura emozionale, ma anche molto impegnativa!

Un romanzo sulla consapevolezza, la voglia di lottare ed andare avanti, di non arrendersi mai malgrado le difficoltà della vita. Gian Giacomo, bambino come tanti, viene additato in paese come strano. Non è un eroe, un predestinato, nemmeno un prescelto. È solo un timido, un riflessivo, un introverso, e tanto basta a farlo percepire come diverso. Negli anni della fanciullezza vive la turbolenta separazione dei genitori. In adolescenza perde prima l’amatissimo padre, poi, dopo pochi anni, anche la madre. Trovatosi orfano, dagli abissi più oscuri e profondi della solitudine, percepisce l’esistenza di una forza inaudita, lucida e razionale, in grado di riportarlo in superficie. Il percorso per arrivarci, però, sarà accidentato, cosparso di rovine e pesanti ricordi da rielaborare. Un cammino sempre in curva, la cui destinazione finale è la più appagante delle felicità. Perché la vita è bella, nonostante tutto. Perché non vi è dolore al mondo per cui non valga la pena vivere.

“Solo dopo aver concluso questo libro, mi sono reso conto davvero di quanto avevo scritto. Si è trattato di un trauma non ancora superato.”

Se c’è una cosa che mi ha proprio colpita dell’autore è senza dubbio la sua capacità di scrittura, è davvero molto notevole. Ha poco da invidiare ai grandi scrittori perché dal punto di vista del lessico è davvero su un altro livello. Per questo motivo non credo che sia una lettura adatta a tutti, anche se a tutti un viaggio nella vita del protagonista male non farebbe. Devo ammettere che di norma non leggo libri di questo tipo perché preferisco un altro genero di romanzo, ma mi piace comunque variare, specialmente grazie alle possibilità che mi offrono collaborazioni come queste, e cimentarmi quindi in letture di questo tipo, così particolari.
In ogni caso, con questa maestria nella scrittura, l’autore ci accompagna nella vita del protagonista, alla fine della lettura senza dubbio potremmo quasi dire che è un nostro amico da tanto apprendiamo di lui e della sua famiglia. Alternando un po’ di ironia e attimi di serietà, vediamo gli alti e bassi della sua vita, il modo in cui vengono superati. Come recita la trama, è un romanzo sulla consapevolezza, il messaggio di fondo non è affatto scontato, ma l’autore ci accompagna anche in questo.
Se vi piacciono delle letture un po’ impegnative, che ogni tanto non fanno mai male, e volete fare un tuffo in una trama così particolare, articolata e ben scritta, sicuramente è il libro che fa per voi!

Una morte perfetta – Angela Marsons

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Chi mi segue su Instagram e nelle storie sa quanto abbia sofferto con questo libro. Avevo sentito parlare così bene di questa autrice che l’ho acquistato ad occhi chiusi, per poi pentirmene un pochino. Mi riferisco a “Una morte perfetta” di Angela Marsons, uscito a Maggio 2016, edito da Newton Compton Editori.

Se sei un debole di cuore, il laboratorio di Westerley non fa per te. E’ una struttura che si occupa di studiare i cadaveri in decomposizione. E’ una calda sera quando la detective Kim Stone e la sua squadra scoprono proprio ai limiti di quel laboratorio un corpo di una donna ancora caldo. L’assassino ha trovato il posto perfetto per coprire i suoi delitti. Indagando i sospetti di Kim si fanno sempre più inquietanti, quando una seconda ragazza viene aggredita, ma trovata in fin di vita con la bocca riempita di terra, esattamente come l’ultima ritrovata, nello stesso posto. Chi sarà la prossima vittima e quale schema sta realmente seguendo il serial killer? Riuscirà Kim a decifrare la mente contorta e spietata del killer, prima che continui il suo terribile piano?

Come vi dicevo su Instagram, il rapporto con questo libro è stato di amore e odio. Ci ho messo tre settimane a leggerlo, se non di più, perché non volevo interromperlo comunque e per me è tantissimo. Era questione di principio ragazzi.
Finalmente quindi sono riuscita a finirlo e che posso dirvi. Ho letto di meglio. Come thriller l’ho trovato abbastanza deludente, lo reputo più adatto a un genere giallo, per il decorso della storia e il modo di descrivere le indagini effettuate dalla protagonista.
Per quanto riguarda i personaggi preferisco non professarmi troppo in quanto ho visto che questo è il quarto capitolo dedicato a Kim e alla sua squadra e ho anche letto che nei precedenti libri vengono spiegati bene i protagonisti e le loro storie. Leggendoli in fila sicuramente si ha più modo di capirli e capire le loro azioni e i loro modi di essere. In particolare mi affascina molto la protagonista e mi piacerebbe leggere altro su di lei per poterla capire, perché nel corso della trama viene accennato giusto qualcosa qui e lì e sembra molto interessante. Tuttavia sono un po’ restia perché il modo di narrare dell’autrice non l’ho trovato particolarmente coinvolgente. Spesso, nel corso della lettura, abbiamo capitoli di mezza pagina che lasciano in sospeso delle situazioni che vengono poi riprese in terza persona, raccontate come già successe.
Inoltre, un tasto dolente per me è stata la trama che è scritta sul libro e dovunque sui siti web. L’ho volutamente modificata leggermente in questo articolo perché secondo me contiene troppe informazioni che sarebbe meglio scoprire strada facendo per il mio punto di vista. Altra cosa di questo tipo viene fatta nei primi capitoli, dove ce n’è uno che fa uno spoiler gigante sul movente del killer. Insomma, anche questa è stata una cosa che mi ha bloccata nella lettura perché quanto è brutto leggere qualcosa del quale sai già gran parte della soluzione a venti pagine dall’inizio?
Avevo sentito parlare così bene della Marsons che credevo mi avrebbe presa molto di più. Cercherò di darle un’altra possibilità, magari con la prima avventura di Kim.
Voi che ne pensate? Vi piace la Marsons e avete letto i primi libri riguardanti Kim e la sua squadra?

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Un killer dal passato – Tiziana Privitera

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Abbiamo conosciuto già Tiziana Privitera con “Il killer del decalogo“, un appassionante giallo, e proseguiamo la sua conoscenza con “Un killer dal passato“, uscito nel 2018, edito da Robin editore.

Trama:
Pierre Lacroix, personaggio televisivo e chef di fama mondiale, viene ucciso con un colpo di pistola in uno dei ristoranti di sua proprietà. Le indagini della Omicidi di Los Angeles si indirizzano subito nel mondo dell’arte culinaria, tra cuochi invidiosi e feroci critici gastronomici. Qualcosa però non torna e quando l’assassino uccide ancora, le detective Taylor McNeil e Casey Warner, insieme ai colleghi dell’Unità Speciale, si ritroveranno tra le mani un mistero. Due omicidi, due vittime, un segreto sepolto nel tempo che può avere terrificanti conseguenze nel presente.

Se vi ricordate la scorsa recensione, sapete che avevamo comunque trovato un punto debole nella storia. Mangiando “pane e crime” fin dall’infanzia, avevo un po’ capito il colpevole un po’ prima della fine. Ebbene, vi posso confessare che invece “Un killer dal passato” me l’ha fatta sotto il naso perché il suo finale è davvero sbalorditivo e non ci ero seriamente arrivata. Sebbene la trama del primo mi appassionasse di più a leggerla così, ho apprezzato molto di più quest’ultima uscita perché si nota una crescita non indifferente dell’autrice. Il suo modo di esprimersi rimane sempre molto professionale e molto competente, si vede senza ombra di dubbio che non è un libro buttato lì, scritto a caso. I vocaboli che utilizza spesso e volentieri sono professionali, il che dona un impatto perfetto ad un libro già molto promettente.
I protagonisti, inoltre, sono gli stessi del primo, ma in questo caso assumono una loro identità perché, a mio parere, vengono definiti meglio e si riesce a capirli totalmente. Nonostante questo, comunque, non è indispensabile leggerli entrambi per capire la storia perché sono due libri comunque indipendenti, viene fatto solo un leggero accenno al caso passato, ma nulla di vincolante, la storia si capisce senza alcun problema.
La trama è molto intricata, merita davvero molto come libro e consiglio a tutti gli amanti del genere di cimentarsi nella lettura di questo giallo, non ve ne pentirete assolutamente, avrete tutto il crime che ricercate!

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Un momento di chiarezza – Silvia Trevisone

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Fin’ora non mi è mai capitato di interfacciarmi con libri simili a questo, così duri e difficili dal punto di vista emotivo, ma, come dico sempre, c’è sempre una prima volta, giusto? “Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisone è stata la mia prima volta in questo. E’ un libro edito da Book a book, uscito nel 2018.

“Secondo me ha avuto un momento di chiarezza. Ha cominciato a ballare quando aveva sei anni. All’inizio si divertiva… poi è arrivato il peso del talento. Ha cominciato a mangiare poco e si è allenata fino a svenire dalla stanchezza. Poi tutti i pezzi del puzzle si sono finalmente incastrati. Non sarebbe mai stata una ballerina. Non poteva esserlo. Non voleva esserlo. Un momento di chiarezza.”

Trama:
Daisy non ha ancora capito qual è il suo posto nel mondo. Ha buttato all’aria una promettente carriera come chimico e ora vive di lavoretti saltuari. Non ha rapporti con nessuno, neanche con la sua famiglia, di cui non si è mai sentita davvero parte, e abita in un monolocale che la nasconde come una tana dal resto del genere umano. Finché un giorno entra in una strana caffetteria e si avvicina a un ragazzo con lo sguardo triste. Improvvisamente il meccanismo della vita si rimette in moto.
Un prete comprensivo, una vicina di casa con un brutto segreto e un cane intuitivo irromperanno nella fortezza di solitudine in cui Daisy ha vissuto negli ultimi dieci anni, portandola a confrontarsi con i genitori e la sorella e, soprattutto, con la persona che vede riflessa nello specchio ogni mattina.

L’autrice:
Silvia Trevisone è nata a Milano nel 1982. Ha conseguito la laurea in Sociologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha svolto vari lavori, tra cui la selezione del personale e la gestione di un sito Internet per un’associazione dei consumatori. Ha scritto articoli per il web ed è co-fondatrice di un blog di racconti. “Un momento di chiarezza” è il suo primo romanzo.

Un libro molto interessante per me è stato “Un momento di chiarezza” perché partecipiamo alla rinascita totale della protagonista che da dieci anni è l’ombra di sé stessa, come può capitare a moltissime persone purtroppo. Daisy, la protagonista, con degli aiuti importanti, fra cui quello di Ercole, un cane, la parte che più ho amato del libro, riesce ad uscirne senza quasi accorgersene, esattamente come ci era entrata in questa fase. Molto appassionante questa rinascita, mi ha davvero incuriosita moltissimo la trama, ma anche fatta arrabbiare perché, a tratti, l’estrema passività di Daisy nell’affrontare quello che aveva intorno e l’estremo cinismo mi dava un po’ ai nervi, lo ammetto. Volevo quasi entrare nel libro e farla svegliare in fuori perché le succedevano cose intorno, anche gravi, senza che lei facesse nulla, crogiolandosi un po’ in questo suo stato emotivo. Andando avanti nella lettura comunque l’autrice abilmente ricompone tutti i pezzi del puzzle. Il tutto condito con un’adorabile contorno romantico davvero delizioso, che mi ha appassionata ancora di più. Tuttavia, la storia d’amore più bella rimane quella con il cane, Ercole. Con questa parentesi ha reso ben chiaro l’amore che un cane è in grado di dare ad una persona, anche se sconosciuta totalmente, spesso lo diamo per scontato.
All’interno di questo libro troverete davvero un po’ di tutto. L’amore, in ogni sua forma, una lotta contro la violenza, tutto messo insieme nel modo più dolce, cinico e romantico possibile!
Inoltre, per i possessori di Kindle Unlimited (per l’iscrizione gratuita per 30 giorni clicca qui!), è del tutto gratuito.. Avete bisogno di altro? Tuffatevi anche voi nel vostro “momento di chiarezza”, che male non ci fa mai.

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Adam 1.0 – La fenice | Gemma Trimarco

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Ultimamente mi sto riappassionando ai fantasy e ad ambientazioni post-apocalittiche, quindi è con molta felicità che oggi vi presento “Adam 1.0 – La fenice” di Gemma Trimarco, che è il primo libro di questa bellissima saga, uscito nel 2017.

Trama:
Si dice che le prescelte siano le più belle. E che non facciano più ritorno. Si dice che Immune sia diverso. E che diverso non sia bene. Si dice che oltre i confini sia male. E che non vadano oltrepassati. Mevlyn ha appena compiuto quindici anni, ed è spaventata. Perché sa di essere una delle “Libellule”, le bellissime ragazze che, scelte durante i Munia, non faranno più ritorno. Mevlyn, tuttavia, ha un problema anche più grande da affrontare, perché lei è un'”Immune”. E, in un mondo in cui l’Ordine detiene il potere attraverso il monopolio delle dosi, unica cura contro la terribile infezione da PrP24, gli “Immuni” sono considerati un’anomalia, e quindi perseguitati. Mentre la Regione è scossa da avvenimenti che mettono in pericolo la sorte di ognuno, Mevlyn incontra Natan che, con coraggio e generosità, non esita a mettere a repentaglio la propria vita per aiutarla.

Non so da dove iniziare per descrivere questo libro che mi ha profondamente appassionata e mi ha tenuta incollata alla lettura fino a notte fonda perché non riuscivo più a staccarmi da Mevlyn, Nathan e le loro avventure.
Il libro si presenta ben scritto e davvero avvincente, mai banale, tiene costantemente la tensione alta e in più punti mi ha fatto venire il batticuore talmente ero immersa nella lettura, come fossi di fianco a loro fra i boschi, nei sotterranei, dovunque andassero, c’ero anche io. Questo primo libro fa parte di una trilogia e, a fine lettura, volevo già avere il seguito da iniziare per proseguire direttamente! Il finale è ben scritto, crea molta aspettativa per il suo seguito, rivela qualcosa, ma non troppo. Diciamo che incuriosisce e rivela al punto giusto per portare il lettore a volerne sapere di più.
La storia è raccontata da più punti di vista che si alternano nei vari capitoli e questo ci permette di capire a fondo i personaggi con i loro sentimenti e i loro caratteri, oltre che ad avere una visione a trecentosessanta gradi delle varie situazioni. Unica pecca di questa cosa è che a volte non capivo chi stesse parlando perché non c’è nessuna indicazione a riguardo e lo capivo poi proseguendo nella lettura del capitolo, ma penso sarebbe stato meglio avere un indicazione più chiara per questo.
Il libro parte un po’ lento, per le prime trenta pagine ho arrancato un pochino perché non riuscivo ad entrare nella storia e a capirla fino infondo. Detto ciò, una volta superato questo mio scoglio iniziale ho cominciato ad amarlo follemente e, ciliegina sulla torta, la storia che fa da contorno fra Nathan e Mevlyn, i due protagonisti, rende il tutto più avvincente e bello. Una piccola storiella d’amore non fa mai male in trame di questo genere, anzi, arricchisce la trama e l’autrice è stata in grado di gestire molto bene la cosa non sfociando in un romanzo rosa, ma tenendo comunque un perfetto sottofondo.
Cosa state aspettando? “Adam 1.0” vi aspetta, se vi sono piaciute storie come “Hunger Games” o “Divergent” questa vi farà letteralmente impazzire, ve lo posso assicurare!

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Caoineadh – Eva D’Amico

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Dopo aver letto questo libro, vi posso assicurare che toglierò ogni mio pregiudizio o ogni mia barriera verso alcuni generi e stili. Sono partita un po’ reticente perché di norma non scelgo questo genere fantasy inerente alla magia e cose di questo tipo. In questo caso, invece, ho avuto l’immenso piacere di collaborare con la casa editrice IDEA Immagina Di Essere Altro che mi ha sottoposto la lettura di “Caoineadh” di Eva D’Amico, un romanzo fantasy uscito nel 2018 e sono rimasta piacevolmente sorpresa!

Trama:
Aibhill, giovane nipote della capo villaggio, è una caoineadh molto dotata che sta terminando la sua istruzione. Ignara dei segreti che hanno portato Daoine, capostipite della sua specie, a svelarsi agli uomini e ben lontana dal comprendere a pieno la dualità tra la magia della Madre (intesa come forza naturale della vita) e il potere della Signora (allegoria della morte, come forma inevitabile e necessaria per l’equilibrio di tutte le cose), sarà costretta a intraprendere un viaggio al seguito della scorta reale. Durante tale percorso sceglierà di redimere il suo popolo agli occhi degli uomini, nonostante il lampante odio di questi ultimi nei suoi confronti. Non sarà facile la strada che la porterà a raggiungere il suo obiettivo; dovrà subire angherie e sopportare le catene ai polsi, sventare un intrigo ai danni del principe ereditario e convincere il rampollo dell’Accademia di magia di Auril che lei non è il nemico ma un valido alleato.

Innanzitutto sono stata piacevolmente sorpresa dall’autrice perché ha avuto la capacità di creare un mondo e, come sapete, a prescindere stimo molto chi si cimenta in queste ambientazioni perché, secondo me, è più difficile del creare una storia nel mondo nostro, che conosciamo per bene.
L’autrice ha una bellissima inventiva e nonostante parlasse di un mondo nuovo è stata ben chiara, le ambientazioni sono descritte in modo esaustivo, ma non in modo esagerato rischiando di annoiare. Alla fine della lettura abbiamo una visione totale del mondo in cui vivono le Caoineadh e il loro regno come se fosse il nostro. E questa è già una cosa di immenso valore.
I personaggi sono ben definiti e ben descritti nel loro mondo e nella loro personalità. La narrazione avviene in prima persona, cambiando di tanto in tanto il soggetto. Gran parte della storia è raccontato da Aibhill, ma abbiamo più volte i punti di vista delle persone che le stanno intorno. Questo ci consente di comprendere a pieno tutti i personaggi, i loro pensieri e il loro modo di essere, permettendoci così di capire le loro azioni.
Più volte durante il romanzo sono rimasta a bocca aperta perché l’autrice ha in serbo per il lettore dei colpi di scena non indifferenti che hanno dato un tono alla trama, rendendola non banale e mai noiosa. E quando dico “colpi di scena” lo intendo nel vero senso della parole. Cose che non avrei pensato leggendo il libro!
Unica nota dolente che è estremamente soggettiva è sul finale. Insomma, l’ho trovata la strada chiaramente più coerente e non forzata, però c’è stato qualcosa nel modo di concludere che non mi ha convinta fino infondo. Tuttavia questo finale non va a ledere l’immagine finale che mi rimane di questo libro, mi è piaciuto davvero moltissimo e l’ho trovato molto originale e molto ben scritto. Se non avesse avuto una fine così conclusiva, avrei quasi sperato in un seguito e con questo ho detto davvero tutto!

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