Il ladro di baci – L. J. Shen

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E rieccoci con un nuovo appuntamento tutto a tema romance! Oggi parliamo de “Il ladro di baci” di L. J. Shen, edito da Always Publishing.. Vi consiglio caldamente i loro romance, a me fino ad ora non mi ha deluso nulla! Uscito il 14 Gennaio, è svettato dritto nelle vette dei miei romance preferiti, ma andiamo con ordine passando prima dalla trama.

Un bacio rubato a una principessa. Due re in cerca di vendetta. Tre vite intrecciate. Figlia di uno degli uomini più influenti di Chicago, a diciannove anni, Francesca ha sempre vissuto dentro una gabbia dorata con un futuro ben delineato davanti a sé: ciò che la aspetta non è il college, bensì un matrimonio organizzato. E lei è già certa dell’uomo che sceglierà tra i suoi pretendenti, il suo amore di infanzia. La sera della sua presentazione in società, Francesca è pronta a donare il suo primo bacio ad Angelo ma invece, complice il buio della notte nera di Chicago, la giovane si ritroverà con l’inganno tra le labbra del perfido senatore Wolfe Keaton. Il giovane senatore Wolfe ha ordito un piano di vendetta nei confronti del padre di Francesca: il suo primo passo sarà ricattarlo per avere la mano di sua figlia. Francesca si ritrova così costretta a sposare Wolfe, e il suo intero mondo crolla. Il senatore incarna tutto ciò che la giovane donna disprezza in un uomo: arrogante, spietato, ambizioso e donnaiolo, una persona senza scrupoli. Eppure la ragazza scoprirà ben presto che sotto la corazza di cinismo e antipatia che Wolfe Keaton si è costruito c’è molto, molto di più. L’unico desiderio di Francesca è tornare tra le braccia di Angelo, l’unico obiettivo di Wolfe è la vendetta. Ma forse entrambi hanno sottovalutato il potere dei sentimenti che provano l’uno per l’altra. Sullo sfondo di una Chicago fiabesca in mano a famiglie illustri e potenti, si dipana una storia dal gusto antico e sognante, narrata da personaggi moderni. Il ladro di baci è un romanzo autoconclusivo e non è collegato a nessuna serie.

Secondo me qui ci troviamo di fronte ad una nuova storia che ha qualche sfumatura che ricorda, appunto, la saga de “50 sfumature di grigio”. Non so perché, ma il protagonista Wolfe mi ricordava moltissimo un sicuramente più sobrio Christian Grey, non in tutto, però c’era qualche ispirazione che l’autrice sicuramente ha preso dalla famosissima saga.
Il romance è scritto molto bene, in pieno stile romance da divorare, quindi dialoghi un po’ surreali, situazioni e scene portati un po’ all’inverosimile, ma con capitoli che si susseguono così velocemente che in men che non si dica ti ritrovi alla fine con ore passate sul libro, senza sapere come questo possa essere successo, è una lettura molto veloce e coinvolgente per chi apprezza il genere, senza ombra di dubbio. Se inizierete a leggerlo e vi ritroverete con i primi capitoli un po’ più lenti o che magari vi travolgono poco, vi posso dire di aspettare e dargli una chance, anche per me è stato così! Lo ammetto, all’inizio mi aveva presa molto poco, pensavo di aver preso un buco nell’acqua, ma dopo la prima introduzione e i primi capitoli, la storia prende un ritmo costante e travolgente, una alternarsi fra colpi di scena e scene che fanno sognare ad occhi aperti, la noia sicuramente viene scacciata via dalle emozioni. Vi consiglio caldamente questo romance, il senatore Wolfe Keaton aspetta solo che voi.

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Il giardino degli incontri segreti – Lucinda Riley

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Rieccoci dopo un po’ di tempo tornare sui libri della Riley. A questo giro recensisco “Il giardino degli incontri segreti”, edito da Giunti Editore e uscito nell’ormai lontano 2010. Insomma, come ben sapete, dopo aver letto “La lettera d’amore” e “Il segreto della bambina sulla scogliera“, mi sono innamorata di questa autrice, del suo modo di scrivere e delle sue storie, da amante anche del romance un po’ drammatico. Andiamo con ordine e veniamo prima alla trama.

Da bambina Julia Forrester ha trascorso molte ore felici nell’incantevole tenuta di Wharton Park, dove suo nonno coltivava con passione le specie più rare ed esotiche di fiori. Quando un terribile incidente sconvolge la sua vita, Julia, ormai bella e affermata pianista, torna istintivamente nei luoghi della sua infanzia, nella speranza che la aiutino a capire che direzione prendere, come è avvenuto in passato. Da poco, la tenuta di Wharton Park è stata rilevata dall’affascinante e ribelle Kit Crawford, che durante i lavori di ristrutturazione ha trovato un diario datato 1940, forse appartenuto al nonno di Julia. E mentre con l’avanzare dell’inverno la tensione tra Julia e Kit cresce di ora in ora, Julia si rivolge alla nonna Elsie per scoprire quale verità si nasconda dietro quelle pagine annotate. Ed è così che un terribile segreto sepolto per anni viene alla luce, un segreto potente, che ha quasi distrutto Wharton Park e che è destinato a cambiare per sempre anche la vita di Julia.

Come al solito, la scrittura della Riley mi coinvolge e mi tiene incollata al libro, c’è poco da fare. Io amo il romance, ma non quello semplice, ma quello con un po’ di dramma, un po’ travagliato, che fa un po’ soffire.. Lo so, sarò un po’ masochista, ma è così, poco posso farci davvero. La Riley quindi mi offre esattamente ciò che mi piace, con una scrittura fluida e coinvolgente, sebbene abbia comunque trovato dei difetti in questo libro, rispetto agli altri che invece ho trovato simili alla perfezione per quanto concerne i miei gusti.
Vi dirò un po’ questi difetti, pur ricordando che a me la scrittura ha coinvolto ugualmente, ma ad un lettore un po’ meno appassionato, sinceramente capisco che possa invece non piacere o non concordare con certe scelte. Il primo difetto riscontrato è senza dubbio la lunghezza. Non tanto perché è lungo, ma quanto perché verso la fine si ha un po’ la sensazione che siano stati aggiunti eventi e colpi di scena messi ad HOC per allungare il brodo, che non è mai cosa piacevole da riscontrare in una lettura. Il secondo difetto è sempre legato a questo: per allungare la storia di un centinaio di pagine almeno, è stato aggiunto un colpo di scena.. si può dire assurdo? Non dico che sia totalmente improbabile, per carità, ma l’ho trovato decisamente forzato e un po’ inutile. Inoltre succede proprio verso la fine, io l’ho trovato fuori contesto e troppo forzato per apprezzarlo, il carattere e alcune cose di alcuni personaggi erano portati veramente allo stremo, in una situazione poco plausibile.
Il finale non posso dire che sia a sorpresa perché era abbastanza scontato da metà libro in poi, ammetto che forse anche questo è un po’ esagerato e forzato, ma ehi, io l’ho amato soprattutto per questo. Essendo un dramma un po’ tormentato e surreale per tanti aspetti, avere un finale diverso sarebbe stato.. strano.
Ultima cosa, ma meno importante delle altre, è senz’altro il titolo. La traduzione italiana non ha alcun senso ed è assolutamente fuorviante. Vi giuro che arrivata alla fine del libro non ho ancora capito quali fossero questi incontri segreti nel giardino. Poco chiaro e fa intendere davvero tutt’altro, per come è impostata la trama, beh, non c’entra proprio nulla. Non che sia qualcosa di vincolante, per carità, però non è mai carino avere queste diversità.
Insomma, se avete letto le altre mie recensioni dell’autrice, capirete che questo libro rispetto a quelli è un po’ più sottotono, ma risale anche a 10 anni fa, dopo l’autrice magari era anche meno esperta, e anche se non fosse, un libro un po’ più giù degli altri, in una fitta carriera ci può sempre stare, non pensate? Nonostante tutto quello che vi ho detto, a me è piaciuto molto e mi ha coinvolta fino alla fine, l’ho divorato, in tutta la sua lunghezza nelle pagine, e, a modo mio, sono riuscita comunque ad apprezzare i personaggi, sebbene non sia entrata perfettamente in empatia con tutti. Ho letto anche recensioni di chi diceva che una dei protagonisti della storia era cattiva e vendicativa, per me è una di quelle con cui sono rimasta più in empatia, quindi direi che è tutto davvero molto soggettivo e soprattutto, essendo ambientato in un periodo storico come la Seconda Guerra Mondiale, devo dire che giudicare diventa troppo anche per il lettore più ardito. Insomma, a voi l’ardua sentenza dopo questo sproloquio, che ne pensate?

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Il quaderno dell’amore perduto – Valérie Perrin

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Eccoci tornati a parlare d’amore, perché non ce n’è mai abbastanza. Torniamo a parlare d’amore con “Il quaderno dell’amore perduto” di Valérie Perrin, uscito questa estate 2020, edito dalla casa Editrice Nord. Cosa ha attirato il mio sguardo verso questo romanzo in libreria? La copertina, il titolo. Il titolo forse più di tutto, mi ha rubato il cuore prima ancora di leggerlo e, moltissime persone, su Instagram mi hanno detto che valeva veramente la pena leggerlo. Insomma, chi sono io per tirarmi indietro? Assolutamente nessuno. Così l’ho letto e non potevo fare cosa migliore. Andiamo tuttavia per ordine.

La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino?

Come vi dicevo prima, in tanti mi hanno detto quanto valesse questo libro, così ho deciso di leggerlo quanto prima. Devo essere sincera però, all’inizio non sono riuscita ad appassionarmi. L’autrice ha un modo di narrare e raccontare la storia che non mi faceva impazzire, non riuscivo a trovare un ritmo e un significato a questo modo strano di raccontare, a volte mi sono un po’ confusa. Questo è accaduto per i primi capitoli circa. Dopo, quando ho preso il ritmo dell’autrice e mi sono adattata, devo dire che non sono più riuscita a staccarmi e mi sono appassionata veramente moltissimo alla storia che mi ha lasciata senza fiato, proprio come copertina, titolo e trama mi avevano promesso.
Alla conclusione, tuttavia, sono rimasta un po’ interdetta, non sono sicura di aver compreso il finale e di averlo interiorizzato, mi sono sentita un po’ incompleta, come se fosse stato tagliata via qualche pagina. Insomma, un rapporto di amore-odio quello che ho avuto con questo libro, ma alla fine i rapporti migliori non sono anche quelli un po’ litigiosi? Ecco, questo è il mio pensiero su questo romanzo. L’ho amato, tantissimo, ma infondo anche un po’ odiato, ma senza ombra di dubbio, è uno di quelli che, proprio per questo, hanno lasciato il segno e non è mica questo l’obbiettivo di un libro? Io credo proprio di sì.

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La magia del ritorno – Nicholas Sparks

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Eccoci qui con un nuovo libro di Nicholas Sparks di cui parlare. Quest’oggi vi parlo del nuovo libro uscito questo anno “La magia del ritorno“, uscito il 30 Giugno 2020, edito come sempre da Sperling&Kupfer per un totale di 400 pagine. Aspettavo questo momento come un bambino aspetta il Natale perché quando sta per uscire un nuovo libro di Sparks sono sempre su di giri e non vedo l’ora di averlo fra le mani e leggerlo, sebbene alla fine aspetto sempre il momento giusto prima di finirlo. Andiamo con ordine e vediamo la trama.

Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima. In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Ed eccoci arrivati alla nota dolente, uno di quei momenti che pensavo non sarebbe mai arrivato: quando il tuo autore preferito ti delude (trovate il podcast inerente alla situazione esattamente qui). Sì, perché è questo che mi è successo leggendo questo libro. So che magari vado contro corrente perché in realtà ho letto molte recensioni positive, ma a me questo libro, proprio non mi ha convinta. Non sono riuscita a trovarci un feeling, l’ho trovato scarno di pathos, di emozione. I due protagonisti mi sapevano già di visto, come se Sparks avesse convogliato in questi due poveri disgraziati le caratteristiche di tutti i protagonisti delle sue storie migliori.
La storia a tratta mi è risultata noiosa, banale e scontata, non sono proprio riuscita ad apprezzarlo, ne all’inizio, ne tanto meno alla fine che ho trovato la conclusione forse peggiore della storia stessa tanto fosse prevedibile e buttata un po’ lì così. Non avrei mai pensato di recensire così un libro del mio autore preferito, ma d’altronde, diamo a Cesare quello che è di Cesare, mentirei a me stessa se vi dicessi cose differenti, davvero.
Sono convinta tuttavia che qualche opera sottotono gliela posso anche perdonare, volendo perché ha scritto tanti libri, tutti molto belli, che toglievano il fiato, quindi posso perdonarlo per ora, ma spero vivamente che ritrovi se stesso ed il suo talento perché non voglio pensare sia ormai al fine della sua carriera e che stia continuando a scrivere solo per inerzia, penso che noi fan che lo supportiamo da così tanti anni non ce lo meritiamo per niente.
Detto ciò, se voi l’avete letto e vi è piaciuto, sono veramente contenta per voi perché non è bello ritrovarsi così delusi dal proprio autore preferito, dietro al quale riponiamo sempre così tante speranze. Cosa ne pensate? Vi è mai successo di essere così delusi?
Vi comunico tuttavia che resterò fiduciosa per il prossimo, sono pronta a passarci sopra, per Sparks questo e altro.

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Noi in un istante – Jewel E. Ann

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Benritrovati carissimi lettori, oggi recensiamo un bellissimo romance, quindi.. amanti delle storie d’amore, venite a me, ho qualcosa per voi!!
Ebbene sì, oggi recensiamo un romance, dopo un po’ di tempo, mi sembrava giusto. Quello di cui vi parlo è “Noi in un istante” di Jewel E. Ann, edito Always Publishing, uscito esattamente OGGI 19 Novembre 2020. Ho avuto la fortuna di leggerlo in anteprima e letteralmente adorarlo. Andiamo per gradi, vi dico prima la trama!

Tutto sembra passeggero quando hai vissuto una tragedia sconvolgente, ed è così per Henna Lane fino al momento in cui incontra Bodhi Malone durante un festival musicale.  Giovani e impulsivi, si innamorano a prima vista e si lasciano trasportare dall’esaltante esperienza che condividono, con la consapevolezza che il loro istante è destinato a concludersi. Quando lui è costretto a partire senza dirle addio, Henna è convinta che non riuscirà mai a dimenticarlo. Ma poi torna al liceo e incontra il nuovo consulente per l’orientamento: il signor Bodhi Malone. Sconsiderati, riuniti dal destino, Henna e Bodhi non riescono a fare a meno di cercarsi, toccarsi e amarsi. Ma adesso il loro è un rapporto assolutamente proibito e quando i segreti non potranno più essere celati, Bodhi si troverà di fronte a una scelta: seguire l’amore o continuare a occuparsi delle proprie responsabilità. Ferita da un amore tanto profondo quanto crudele, Henna decide di seguire il suo sogno e di vivere una vita il più intensa e piena possibile, anche se lontano da Bodhi. Eppure, col passare del tempo, imparerà che l’esistenza non è un viaggio o una meta, e che alcune esperienze sono destinate a durare più di un solo effimero istante. Ma se Henna decide di tornare per lui, Bodhi sarà finalmente disposto a volerla accanto a sé?

Il destino li fa incontrare, la vita li divide perché tutto è temporaneo… tranne l’amore vero.

Dopo un periodo di astinenza da lettura, sono tornata con questo spumeggiante e drammatico romance. Sì, lo definirei a tratti drammatico perché è una storia un po’ tormentata, ma.. Insomma, a chi non piacciono le storielle un po’ tormentate e romantiche? Io le amo, l’ho letto tutto d’un fiato questo ultimo weekend in lockdown e non ho avuto pace finché non l’ho concluso. L’ho vissuto a pieno, in ogni tormento della protagonista, che ho davvero adorato e apprezzato dall’inizio alla fine. Sì perché Henna è un personaggio femminile forte, risoluto e pieno di sì, a tratti forse un po’ arrogante, ma eternamente sincera, impaziente e senza peli sulla lunga, mi ci sono rispecchiata davvero moltissimo in lei, l’ho compresa e capita quasi sempre (eccetto per alcune cosucce, ma piccolezze). In un periodo simile, mi piace leggere di personaggi femminili così forti ed indipendenti, non scordando, nonostante tutto, il suo bisogno di essere amata.
Che dire di Bodhi? Un bel personaggio, un completamento perfetto oserei dire per quello di Henna, insieme li ho trovati veramente perfetti, ho avuto le farfalle nello stomaco durante tutta la lettura, è uno di quei libri che ti fa credere un po’ ancora nel principe azzurro e ti fa sentire le farfalle allo stomaco.
La lettura è fluida, semplice e molto veloce, cadenzata da un rimbalzo fra la narrazione dei due protagonisti che aiuta a rendere il tutto dinamico e poco pesante. Ogni capitolo, inoltre, ha un piccolo pulmino (quelli stile hippie) con il nome del narratore del momento. E’ una cosa che ho apprezzato tantissimo, è molto carino, in pieno stile romance e perfettamente inerente alla storia. Il libro ha poco più di 300 pagine, lo potete davvero leggere tutto d’un fiato, in men che non si dica, vi ritroverete felici e contenti alla fine, con un bel sorriso stampato in faccia, garantito.
Se ti piace il romance, questo deve assolutamente essere il tuo prossimo!

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Dormire in un mare di stelle VOL. 1 e VOL. 2 – Christopher Paolini

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Eccoci tornati finalmente con una bellissima recensione. Insomma, torno proprio con il botto, dopo questo periodo di assenza dovuto un terribile trasloco da dover effettuare. Così, ancora fra uno scatolone e l’altro, mi sono ritrovata a tornare a leggere, innamorandomi follemente di questa storia. Come avrete già intuito dal titolo, mi riferisco ai due capitoli di “Dormire in un mare di stelle” di Christopher Paolini (l’autore di Eragon, giusto un libretto insomma), uscito da pochissimo, Ottobre 2020, edito da Rizzoli.
Come vi ho detto tante volte, di norma non amo il genere fantascientifico, ma molto dipende dalla “penna” dell’autore e come decide di impostarne la storia. In questo caso mi è piaciuto molto proprio perché è ambientato, ovviamente, in uno scenario di questo genere, ma la cosa non mi ha disturbata perché non è fatto in modo eccessivamente scientifico, ad esempio, come mi è capitato nei libri di Andy Weir, l’autore che ha scritto “L’uomo di Marte”, da cui è stato tratto un bellissimo film con Matt Damon. I suoi libri non sono mai riuscita a concluderli per questo. Se siete come me, potrete leggere tranquillamente questi due volumi di cui vi vado a parlare!

Trama Vol. 1 (Da Amazon)

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Il sogno di un futuro d’amore con Alan sta per realizzarsi. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi. Una guerra universale è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un’odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà affrontare il destino a cui è chiamata e combattere per i propri simili. Sarà il secondo volume di questa visionaria impresa di Christopher Paolini a svelare fino a dove si spinge il viaggio di Kira, quali conflitti dovrà superare il genere umano per sopravvivere, nel vasto mare di stelle. 

Trama Vol. 2 (Da Amazon)

È l’ultima missione nello spazio per la scienziata Kira Navárez. Semplici rilievi di routine su un pianeta non ancora colonizzato. Ma il giorno della partenza accade qualcosa di inatteso. Qualcosa di terribile. Spinta dalla curiosità, Kira si imbatte in un reperto alieno. Il terrore la invade quando il pulviscolo intorno a lei comincia a muoversi. Una guerra tra le stelle è alle porte, e Kira è trascinata nelle profondità della galassia in un’odissea di scoperte e trasformazioni. Lei ha dalla sua compagni formidabili e un coraggio immenso. Ma soltanto fidandosi davvero di se stessa potrà combattere per i propri simili e affrontare il suo prodigioso destino.

Ovviamente, se leggete il primo capitolo, non dovete perdervi il secondo. Per me è stato un dolce compagno per il periodo in cui mi ha accompagnata, non poco visto che entrambi hanno qualche pagina, sono due bei volumi, ve lo assicuro: 691 pagina il primo e 490 pagine secondo, vi terrà un’ottima compagnia. Dato che ci aspetta inevitabilmente tanto tempo a casa, vi posso già dire che vi potete fare questo bel regalo.
Il libro si presenta molto scorrevole e dettagliato, narrato in terza persona. Fin da subito è possibile instaurare una forte empatia con la protagonista Kira, che è una donna davvero determinata ed indipendente, personalmente mi è davvero piaciuto moltissimo il suo personaggio e come l’autore l’ha plasmata anche nel corso della storia di entrambi i due volumi.
La trama, di per sé, è abbastanza impegnativa, anche per la mole di pagine e di storia, ma scorre via in modo piacevole e non pesante, l’autore riesce a non perdersi dei frammenti nella narrazione, questo lo ha reso un libro molto adatto anche a chi, come me, non ama moltissimo il genere.
Se siete invece già degli appassionati di fantascienza, sono più che certa che riuscirete ad amarlo ancora più di me.
Nel corso della narrazione, inoltre, l’autore fa porre al lettore anche delle riflessioni in generale sulla natura umana delle cose e sul mondo, quindi oltre ad essere un ottimo intrattenitore, avremo anche piacevoli spunti a riguardo, cosa che personalmente amo molto. Sono convinta che, senza risultare pesanti, è giusto porre sempre una riflessione in una storia, che sia una cosa appena accennata, in modo da lasciare la scelta al lettore, o più profonda, in modo che il romanzo ci possa lasciare il segno, anche indirettamente.
In conclusione mi sento di consigliare questi due volumi, anche se vi approcciate per le prime volte a generi come questo. Qual ora non dovesse piacervi.. il genere non fa proprio per voi, ma intanto provate a buttarvi anche voi in un mare di stelle.

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Un diavolo arrogante – R. S. Grey

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Dal 3 Luglio è approdato in libreria il nuovo libo di R.S. Grey, “Un diavolo arrogante“, edito da Always Publishing e tradotto da Tiziana Pennato. Un nuovo romanzo rosa è finalmente tornato su 50milapagine!

A ventotto anni Meredith Avery, stella del jet set di Beverly Hills è sposata a un celebre produttore cinematografico, vive una vita da sogno, fatta di glamour e feste. Ma la realtà quotidiana del matrimonio di Meredith è molto lontana da una favola e così lei, da donna caparbia e determinata qual è, una notte decide che ne ha abbastanza del marito insensibile e offensivo e scappa via con solo gli abiti che ha addosso.
La sua destinazione? Cedar Creek, Texas, dove ad accoglierla ci sarà sua sorella maggiore. Nella sua impulsività, però Meredith non ha fatto bene i conti e ben presto scopre che Helen è in viaggio e la sua casa inagibile.
Jack McNight è la sua ultima speranza: il capo di sua sorella può offrirle un lavoro temporaneo al Ranch Blue Stone, e un tetto sulla testa. Peccato che si tratti di un cowboy burbero che si è già fatto una pessima opinione di lei ancor prima di conoscerla. Jack pensa che Meredith sia una principessa viziata di città in cerca di attenzione, giunta in Texas per fare un dispetto al marito e portare problemi nel suo ranch. Ebbene, ha sottovalutato la forza della disperazione di Meredith, che non si lascia scoraggiare dal dover pulire bagni per tutto il giorno, dormire in una catapecchia, o dar da mangiare a un golden retriever troppo espansivo.
Il problema di Meredith, in effetti, potrebbe essere un altro… Si sa, i diavoli sono maestri di tentazione, e per quanto lei vada d’accordo con Jack quanto l’olio con l’acqua, non può negare il suo fascino diabolico, la voglia di zittire le sue proteste con un bacio per farlo arrabbiare ancora di più. Con il passare delle settimane, quella che era cominciata come una battaglia si trasforma in una alleanza.

Ero a digiuno da romanzo rosa da un po’, lo ammetto, ma riprendere con “Un diavolo arrogante” devo proprio dire che è stato un’ottima idea! Ho divorato il libro in pochissimi giorni, mi ha totalmente presa. Io ve lo dico, se avete intenzione di passare anche un solo giorno sotto l’ombrellone, fatelo con questo libro perché non c’è compagno migliore che potreste scegliere. La storia fra Meredith e Jack fa sognare dall’inizio alla fine, questo personaggio arrogante e un po’ spocchioso che nasconde sotto un animo buono e gentile, mi ha intrigato e sciolto il cuore, quello che un libro rosa dovrebbe fare alla fine.
I protagonisti e i vari personaggi che ci girano intorno sono ben costruiti, ognuno ha un proprio ruolo fondamentale e aggiunge qualcosa alla trama, c’è un evoluzione per molti di loro, fra cui in particolare, senza dubbio, su Meredith, che alla fine impari ad apprezzare e trovare persino simpatica. Insomma, a una certa empatizzi tantissimo con loro ed è quasi difficile staccarsene, tant’è che ora, a libro concluso, un po’ mi mancano e vorrei rileggere di loro!
Che dire, questo romanzo ha tutte le caratteristiche per essere un grande best seller, fidatevi. Io non leggo molti rosa, ma questo senza dubbio non deve mancare nelle vostre librerie, nelle vostre borse o sotto i vostri ombrelloni, garantito.

Un momento fa, forse – Giovanni Ardemagni

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Oggi parliamo di un libro di narrativa contemporanea, che è “Un momento fa, forse” di Giovanni Ardemagni, un romano uscito nel 2019, edito da Pegasus Edition. Si appresta ad essere un libro contemporaneo, andando a toccare tematiche “calde” del giorno d’oggi, come la disoccupazione non giovanile. Andiamo per gradi tuttavia.

In una Zurigo frenetica, il tempo si ferma, un momento fa, forse. Due amici, Marcel e “G” Vengono licenziato dalla loro azienda. Essere licenziati a 50 anni non dovrebbe essere una condanna ma un’opportunità di proseguire il proprio cammino verso una realizzazione personale in crescendo, invece, il romanzo di Giovanni Ardemagni ci rimanda in modo implacabile alla fragilità di una società mediatizzata, convulsa e sterile di soluzioni appropriate alla grandezza dell’uomo, lasciando i due protagonisti al loro libero arbitrio.

Come vi dicevo prima, questo libro va a toccare una tematica molto importante e “calda” al giorno d’oggi: la disoccupazione non giovanile. I due protagonisti infatti sono due uomini sopra i cinquant’anni che vengono licenziati dall’azienda in cui hanno sempre lavorato.
Durante il corso della storia vediamo due modi distinti in cui vengono prese queste notizie, senza dubbio è facile entrare in empatia con i personaggi perché è un tema, al giorno d’oggi, che ci tocca un po’ tutti quello del mondo del lavoro, è difficile rimanerne inermi.
Il romanzo tocca questa tematica in modo non eccessivamente pesante, è di facile e piacevole lettura. Non è uno stile che amo particolarmente, i dialoghi talvolta li ho trovati un po’ estremamente poetici e surreali, ma ho percepito che l’intento del libro fosse proprio questo genere di scrittura, quindi mi sono presa un po’ tutto il pacchetto completo. Questo modo di scrivere, tuttavia, da un buon carattere ai propri personaggi andandoli a caratterizzare molto. Tutto ciò fa in modo che la lettura, nonostante il tema complesso e “pesante”, risulti scorrevole e comunque piacevole, avendo qualche interruzione un po’ ironica.
Sicuramente l’autore non si è scelto una tematica leggera da trattare, ma l’ha fatto con grande maestria e, sebbene non sia il mio genere, sono riuscita ad apprezzarlo molto, sono certa che possa piacere anche di più a chi è solito leggere questo tipo di scrittura.

Una storia straordinaria – Diego Galdino

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Causa Covid-19, questo libro non ha avuto l’attenzione che meritava. “Una storia straordinaria” di Diego Galdino esce a metà Febbraio 2020, edito da Leggere Editore e personalmente non vedo anche l’ora di partecipare ad un firma copie perché son stata fin da subito molto entusiasta di questo libro. Andiamo per gradi: la trama!

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure, due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme?

Se vi piace sognare ad occhi aperti mentre leggere, avete trovato il libro giusto per voi. Ora è estate, se volete una dolce e tenera compagnia sotto l’ombrellone in spiaggia, in piscina, in giardino oppure semplicemente sul divano con l’aria condizionata, avete il vostro compagno ideale.
Anche in questo caso, dopo “Il primo caffè del mattino” e il suo seguito e “Bosco bianco“, Galdino si rivela sempre uno scrittore sensibile e romantico, in grado di dare una voce ai sentimenti. E’ difficile parlare di emozioni e sensazioni, ma, non si sa come, lui ci riesce in modo così naturale ed io me ne stupisco ogni romanzo che passa. “Una storia straordinaria” è una storia straordinaria per definizione. La dolcezza e la tenerezza trasmesse da questo romanzo, sono emozioni che ti permangono addosso anche giorni dopo che hai finito di leggerlo, è una storia che ti entra nelle viscere per non abbandonarti mai. Tutt’ora quando ripenso a Luca e Silvia provo un moto d’amore verso di loro e per la bellissima storia d’amore che hanno vissuto.
In questo romanzo in particolare, i due protagonisti sono due appassionati di film, dei veri e propri nerd, diciamocelo. Esprimono le situazioni, ciò che provano, tramite le scene di film che conoscono perfettamente. Molti film citati io li ho visti ed è stato davvero strano poter capire benissimo che cosa stessero intendendo, non mi era mai successo in un libro, ha instaurato in me una fortissima empatia e feeling.
Il tutto, inoltre, è stato condito, come ogni suo libro, da descrizioni di Roma davvero superlative ed emozionanti, credo che, se la professione di scrittore e di barista non gli bastassero, potrebbe tranquillamente fare anche la guida turistica, facendo così innamorare ogni persona del mondo delle sue storie e di questa bellissima città che ne fa sempre da sfondo.
Leggete “Una storia straordinaria” e non ve ne pentirete, ve ne sentirete arricchiti, garantito.

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L’enigma della camera 622 – Joel Dicker

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Finalmente l’attesa è finita: dopo “La verità sul caso Harry Quebert” e “La scomparsa di Stephanie Mailer“, ecco che il 12 Giugno 2020 esce il nuovo libro di Joel Dicker, “L’enigma della camera 622“, edito da La nave di Teseo, tradotto da Milena Zemira Ciccimarra.
Mi incuriosiva già fin dall’inizio, ha una trama molto accattivante e in pieno stile Dicker!

Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente.
La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero.
L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità.
Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

Tanto discusso tanto quanto atteso è questo nuovo libro di Joel Dicker. Lo ammetto, l’ho comprato che non era neanche stato messo sullo scaffale in libreria, era appena arrivato con il corriere che me ne sono subito accaparrata una copia. L’ho letto velocemente e con tanta ansia e tensione di andare avanti. Avevo le aspettative a mille ed ora posso dirvi se ne è valsa la pena oppure no. Io credo di sì, se vi piace lo stile un po’ prolisso di Dicker, senz’altro questo libro non è da meno, sebbene non lo reputi all’altezza di un libro bellissimo come “La verità sul caso Harry Quebert” che tutt’ora reputo uno dei migliori libri che io abbia letto e che, di conseguenza, rimane al suo posto. E’ nel complesso un buon libro, quello che scrive questo autore lo leggerei anche se scrivesse 2000 pagine per raccontare una storia, anche se sono consapevole del fatto che le sue trame si potrebbero asciugare un po’ e che, per alcuni, possa essere considerato noioso avere tutti quei giri nella storia.
Di questo libro in particolare ho percepito tanta voglia dell’autore di rendere un omaggio al suo defunto editore, colui che, da ciò che racconta, l’ha portato ad essere il grande scrittore che è ora, ma ho visto anche tanta voglia di voler stupire, a tutti i costi. Non so come definirlo, ma si sentiva una voglia di dare un risvolto di trama, un finale a sorpresa, come nei suoi vecchi libri, ma che in questo caso è stato molto meno forte, dal mio punto di vista. Quello che nella storia di Harry Quebert ha davvero funzionato, è il fatto che, per quanto ci giri intorno, la trama funziona ed è reale, potrebbe essere plausibile. E’ ciò che non funziona molto in quest’ultimo, è proprio una cosa estrema e improbabile, poco reale e, ai miei occhi, è parsa davvero molto forzata.
Detto ciò, come vi dicevo prima, è sempre bello per me leggere Dicker, sebbene non mi abbia offerto uno stupore come ha fatto precedentemente, amo il suo modo di scrivere e di raccontare, la maniera in cui struttura la storia e decide di raccontarla al suo lettore, è davvero molto singolare e non mi stanca mai.
In conclusione vi posso dire che, se apprezzate l’autore, sarete in grado di apprezzare anche questo libro, se invece in precedenza non vi ha colpito particolarmente, potreste fare un po’ fatica, ma io una chance, partendo dal presupposto di tutto ciò che vi ho detto prima, gliela darei comunque.
Forza Joel, sono già in attesa del prossimo!!

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