Il segreto della bambina sulla scogliere – Lucinda Riley

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Finalmente sono riuscita a leggere un altro libro di questa autrice! Dopo aver letto, l’anno scorso, “La lettera d’amore“, me ne sono totalmente innamorata e, con il tempo, sarà mia premura recuperarli un po’ tutti, compresa la saga delle sette sorelle che mi state dicendo tutti da mesi che devo assolutamente leggere: ce la farò, lo prometto! Ora ho letto “Il segreto della bambina sulla scogliera” di Lucinda Riley, appunto, Edito da Giunti, il romanzo esce a Ottobre 2011.

Dopo un aborto che le ha spezzato il cuore, Grania Ryan lascia New York e la sua carriera di scultrice per tornare nel villaggio irlandese in cui è cresciuta. Un giorno, in mezzo alla tempesta, sulla scogliera a picco sul mare dove è solita fare lunghe passeggiate, scorge Aurora, una bimba orfana di madre da cui è subito attratta in modo misterioso. Ma quando la madre di Grania, nonostante i suoi numerosi ammonimenti, si accorge che la figlia si sta affezionando ad Aurora e al padre di lei, le consegna un plico di lettere gelosamente custodite negli anni. In quelle lettere è contenuta la storia dei Ryan e dei Lisle, due famiglie legate fin dai tempi della guerra e sui cui destini si stendono ombre oscure. Sarà proprio la piccola Aurora e la devozione che Grania prova per lei a spezzare le catene del passato.

Ho divorato questo libro in due giorni. Fine recensione.
No dai, cerco di articolare di più, anche se quello esprime più di mille parole per quanto mi riguarda. Ormai è sempre più raro ottenere da un libro una totale immersione nella storia e, con questo, mi è davvero successo. Mi sono sentita parte della famiglia Ryan e della famiglia Lisle, su quelle scogliere irlandesi descritte tanto bene dall’autrice. Della Riley si può dire tutto, davvero, tranne che non sappia creare e descrivere paesaggi pazzeschi. Mi sarei comprata un biglietto aereo sola andata per l’Irlanda già a metà libro. La descrizione della scogliera, della spiaggia, del mare.. E’ tutto troppo meraviglioso, quei paesaggi lasciano senza fiato descritti da lei, che sa rendere molta giustizia ai suoi luoghi natii.
A metà libro, circa, l’autrice inserisce un albero genealogico per rendere più chiari gli intrecci che vengono a crearsi fra le due famiglie. Ciò aiuta molto nella lettura per non perdersi alcun passaggio, ma comunque non ho trovato forzati i legami che sono stati fatti. Li ho trovati realistici, la spiegazione che viene data per ogni avvenimento è sufficiente a farti pensare “beh, sì, ci sta“. E’ tutta una reazione a catena che si instaura, con una buona e sana dose di mistero che, secondo me, l’autrice sa gestire egregiamente.
Come faccio di solito, prima di una recensione, leggo pareri sui maggiori siti di vendita online. Ho notato molte critiche a riguardo, specialmente sul finale: reputato scontato, inverosimile e da “e vissero per sempre tutti felici e contenti”. A me non è sembrato. Per me il finale è plausibile, anche nella realtà. Non trovo alcun elemento che lo possa rendere poco credibile sotto questo punto di vista e non finisce come se fosse una fiaba. E’ vero, non ha un finale triste e drammatico, ma neanche da commedia. Secondo me rimane tutto molto coerente con l’intento del libro, verso la fine inizi a capire dove la storia andrà a parare, ma ci sta.
In conclusione, per me è un libro bellissimo da leggere. Se vuoi leggere un libro leggero, ma non troppo, con un po’ di mistero e molti intrecci famigliari, in paesaggi fantastici, “Il segreto della bambina sulla scogliera” è quello che fa al caso tuo!

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Nella cattiva sorte – Giustina Gnasso

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Immergiamoci insieme nel crime e nel grottesco con il nuovo libro di Giustina Gnasso: “Nella cattiva sorte“. “Nella cattiva sorte” esce ad Aprile 2019, pubblicato da Delos Digital e, dalla sua trama, promette di essere molto accattivante e particolare!

Quattro ragazzi rincorrono i soldi facili con scarsi risultati. Ma ora hanno un piano così stupido che potrebbe funzionare…
Un vegetariano misogino a cui saltano facilmente i nervi, una giovanissima e cinica prostituta, uno spacciatore ossessivo compulsivo, un ragazzino che gioca a fare l’adulto: sono la banda di rapinatori peggio assortita e disorganizzata di Milano, ma hanno un piano così assurdo che, se non dovessero restare ammazzati, potrebbe funzionare.

Giustina Gnasso è nata ad Aversa nel 1980. Da 13 anni vive a Milano dove lavora come copywriter. Prima di questo Nella cattiva sorte ha pubblicato i romanzi Zona Infetta, Zerounoundici Edizioni e Camera N°15, Libromania.

La parte caratterizzante di questo libro sono senza dubbio i personaggi. I vari protagonisti vanno a rappresentare quello che, oggi, è la nostra società, sotto molti punti di vista. La difficoltà di giovani ragazzi nell’integrarsi, nel soddisfare le proprie attitudini e molto altro. Il tutto con un gradevole sfondo di Milano e le sue bellissime vie. Questa parte in particolare viene molto dettagliata nel corso della storia, tramite descrizioni accurate dell’autrice di vie e angoli di Milano.
Lo definirei un mix fra il grottesco e il crime, in generale, con una buona dose di attualità. Insomma, un libro davvero molto particolare, su questo non c’è proprio dubbio!
La lettura è molto scorrevole, non vedevo l’ora di arrivare al punto perché nel corso della storia mi ero davvero affezionata ai protagonisti, specialmente Chiara, la prostituta, che si è rivelata un personaggio molto forte e determinato.
Un fatto, inoltre, aiuta a mantenere alta la tensione e il mistero, prometteva di essere un colpo di scena, ma alla fine mi aspettavo un po’ di più a riguardo. Detto ciò, il libro è ben scritto e piacevole, di veloce lettura. Unico neo per me è il finale che rimane troppo aperto ed è come se si interrompesse nel momento di massima tensione e al punto cruciale di tutta la storia. Anche se ciò potrebbe essere semplicemente per indicare che i soldi facili non esistono e che, anche nelle vie che ti sembrano semplici per ottenerli, c’è il rischio di farsi del male, fisico o morale che sia. Potrebbe essere una chiave di lettura anche questa, dipende come si legge e cosa ci si aspetta da una storia. Inoltre speravo anche di avere più materiale caratterizzante per i personaggi che, secondo me, meritavano di essere approfonditi di più.
In conclusione spero che questo venga fatto magari con un seguito, l’autrice è promettente e la storia accattivante, la trama molto particolare e grottesca, è una lettura piacevole da fare e, per il costo dell’ebook, ne vale davvero la pena!

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Che cosa aspetti – Eleonora Pizzi

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NB: Il libro ha cambiato titolo. Da “In attesa di me” a “Che cosa aspetti”.

Avete presente quei libri che vi entrano dentro, che vi prendono, vi catturano totalmente e vi portano a spasso con la fantasia, a spasso nel mondo? Ecco, questo è senza ombra di dubbio uno di quei libri. Non esagero a dirvi che l’ho letto in pochissimo tempo, usando ogni momento libero avessi per finirlo e durante il giorno ci pensavo un sacco! Questa cosa solo chi legge e si fa trasportare la può capire realmente! Veniamo al dunque: parlo di “Che cosa aspetti” di Eleonora Pizzi, edito da StreetLib, uscito nel 2018.

Un’assistente sociale con il sarcasmo di un funambolo zoppo. Un alcolista innominabile, purtroppo non nell’ufficio di lei, ma tra le pareti domestiche. Il migliore amico di costui, principe azzurro-cielo-nella-canicola-di-luglio. Due lati del triangolo si spezzano, e il rimanente si arrampica verso nord. Odino, evidentemente, aveva la bussola a riparare nel momento in cui l’ha buttato su questo pianeta. Si può imparare dagli errori del passato con le sole proprie forze?
P.S.: quando arriverete alla pagina in cui penserete che c’è un errore di stampa… credetemi, non c’è. Anche se, forse, vorrete aver ragione.

Dalla trama può sembrare il solito romanzo rosa, la solita storia d’amore.. ma, credetemi, non è così. E’ molto, molto di più. Mi sono immersa dalla prima all’ultima pagina in questa lettura, come vi dicevo all’inizio. Mi ha toccata moltissimo, mi ha trasportato molto. Mi sono identificata in Iris, la protagonista, davvero tanto. Mi sono trovata molto affine a lei negli atteggiamenti, in alcuni lati del carattere e questo non ha fatto altro che accentuare l’affinità con questa lettura.
Al di là di questo, il libro è molto scorrevole, molto ironico e piacevole proprio per questo. Vari colpi di scena rendono frizzante la lettura, rinnovando il romanzo e facendogli prendere strade che non avremmo mai potuto pensare ad inizio libro. Mi sono trovata molto spiazzata da questi dettagli tanto che non capivo veramente come potesse finire e in che direzioni si sarebbe diretto. Mi piacciono i libri che ti sanno sorprendere.
Una menzione particolare va anche al lato riguardante la violenza domestica o l’avere a che fare con una persona con una dipendenza. Non fa mai male sinceramente infilare queste tematiche, ho apprezzato moltissimo. Non viene trattato con pesantezza o malinconia, ma la protagonista narra tutto con ironia, senza abbandonare l’obbiettivo iniziale.
Come chiunque, mi sono innamorata perdutamente di Erik, il protagonista maschile. Seriamente, voglio un uomo come Erik nella mia vita, l’autrice me lo deve!!
In conclusione, se volete leggere una bella storia d’amore, una trama frizzante e scorrevole, “In attesa di me” non può mancare nella vostra lista di libri.

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Un momento di chiarezza – Silvia Trevisone

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Fin’ora non mi è mai capitato di interfacciarmi con libri simili a questo, così duri e difficili dal punto di vista emotivo, ma, come dico sempre, c’è sempre una prima volta, giusto? “Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisone è stata la mia prima volta in questo. E’ un libro edito da Book a book, uscito nel 2018.

“Secondo me ha avuto un momento di chiarezza. Ha cominciato a ballare quando aveva sei anni. All’inizio si divertiva… poi è arrivato il peso del talento. Ha cominciato a mangiare poco e si è allenata fino a svenire dalla stanchezza. Poi tutti i pezzi del puzzle si sono finalmente incastrati. Non sarebbe mai stata una ballerina. Non poteva esserlo. Non voleva esserlo. Un momento di chiarezza.”

Trama:
Daisy non ha ancora capito qual è il suo posto nel mondo. Ha buttato all’aria una promettente carriera come chimico e ora vive di lavoretti saltuari. Non ha rapporti con nessuno, neanche con la sua famiglia, di cui non si è mai sentita davvero parte, e abita in un monolocale che la nasconde come una tana dal resto del genere umano. Finché un giorno entra in una strana caffetteria e si avvicina a un ragazzo con lo sguardo triste. Improvvisamente il meccanismo della vita si rimette in moto.
Un prete comprensivo, una vicina di casa con un brutto segreto e un cane intuitivo irromperanno nella fortezza di solitudine in cui Daisy ha vissuto negli ultimi dieci anni, portandola a confrontarsi con i genitori e la sorella e, soprattutto, con la persona che vede riflessa nello specchio ogni mattina.

L’autrice:
Silvia Trevisone è nata a Milano nel 1982. Ha conseguito la laurea in Sociologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha svolto vari lavori, tra cui la selezione del personale e la gestione di un sito Internet per un’associazione dei consumatori. Ha scritto articoli per il web ed è co-fondatrice di un blog di racconti. “Un momento di chiarezza” è il suo primo romanzo.

Un libro molto interessante per me è stato “Un momento di chiarezza” perché partecipiamo alla rinascita totale della protagonista che da dieci anni è l’ombra di sé stessa, come può capitare a moltissime persone purtroppo. Daisy, la protagonista, con degli aiuti importanti, fra cui quello di Ercole, un cane, la parte che più ho amato del libro, riesce ad uscirne senza quasi accorgersene, esattamente come ci era entrata in questa fase. Molto appassionante questa rinascita, mi ha davvero incuriosita moltissimo la trama, ma anche fatta arrabbiare perché, a tratti, l’estrema passività di Daisy nell’affrontare quello che aveva intorno e l’estremo cinismo mi dava un po’ ai nervi, lo ammetto. Volevo quasi entrare nel libro e farla svegliare in fuori perché le succedevano cose intorno, anche gravi, senza che lei facesse nulla, crogiolandosi un po’ in questo suo stato emotivo. Andando avanti nella lettura comunque l’autrice abilmente ricompone tutti i pezzi del puzzle. Il tutto condito con un’adorabile contorno romantico davvero delizioso, che mi ha appassionata ancora di più. Tuttavia, la storia d’amore più bella rimane quella con il cane, Ercole. Con questa parentesi ha reso ben chiaro l’amore che un cane è in grado di dare ad una persona, anche se sconosciuta totalmente, spesso lo diamo per scontato.
All’interno di questo libro troverete davvero un po’ di tutto. L’amore, in ogni sua forma, una lotta contro la violenza, tutto messo insieme nel modo più dolce, cinico e romantico possibile!
Inoltre, per i possessori di Kindle Unlimited (per l’iscrizione gratuita per 30 giorni clicca qui!), è del tutto gratuito.. Avete bisogno di altro? Tuffatevi anche voi nel vostro “momento di chiarezza”, che male non ci fa mai.

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Mi chiamo Beba – Palma Lavecchia

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Dopo aver trattato questo tema nel giorno dedicato contro alla violenza sulle donne, ho avuto l’occasione di collaborare con Infinito Edizioni (per il loro catalogo clicca qui) ed ho scelto proprio “Mi chiamo Beba” che, per la sua forte personalità, mi stava proprio chiamando!

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Trama:
La violenza contro le donne è una terribile piaga sociale che assume forme che vanno dall’estremo del femminicidio allo stalking e alle tante declinazioni di violenze quotidiane e famigliari, fisiche e psicologiche.
Beba, diminutivo di Benedetta, la protagonista di questo libro, è vittima di violenza da parte del compagno. La sua è una storia di persecuzione, resistenza e rinascita che rappresenta il paradigma dei pericoli a cui vanno incontro le donne in un Paese maschilista e ipocrita qual è l’Italia. La storia di Beba e della sua lotta per amore del figlio Mattia e della vita insegna a resistere e a non darsi mai per vinte. Ma soprattutto spiega, una volta per tutte, che se un uomo picchia una donna non lo fa per amore, ma solo per un senso distorto e malato di possesso. Quell’uomo non va protetto e le vittime non possono pensare di cambiarlo immolando la loro vita, ma va denunciato e fatto curare. È l’unico modo per farla finita col femminicidio e per avere una società migliore.

Come è facilmente intuibile dalla trama, “Mi chiamo Beba” è un libro con un messaggio molto forte e ripeterò fino allo sfinimento che non se ne parla mai abbastanza perché se tutti avessimo bene in testa il rispetto per chiunque, non avremmo bisogno di sentire o leggere queste storie.
Il libro si presenta quindi come una sorta di denuncia a quello che tipicamente viene chiamato “femminicidio” e Benedetta, la protagonista, è una donna che si ritrova proprio in una di quelle terribili situazioni insieme a Mattia, il suo bambino di pochissimi anni di vita.
Quello che più ho apprezzato della storia è che non si limita a raccontare cosa succede, ma nel suo piccolo cerca di fare un’analisi sulle motivazioni che spesso ci possono essere dietro l’attrazione che si può provare verso una persona che non ci considera e non ci ama. E’ stato un risvolto inaspettato per me perché questa fa ancora parte delle cose che non si possono dire ne accennare perché è sconvolgente, ma che nonostante tutto esistono. Una persona stabile e forte, tendenzialmente non si ritrova ingarbugliata in una relazione simile, ma ci sono delle debolezze caratteriali che ci possono portare a queste situazioni ed è importante cercare di identificarle e capire come poterle abbattere per salvaguardarci. Questo libro potrebbe arrivare a persone che non lo sanno, non si rendono conto e potrebbe aiutarle a comprendere la situazione per poi uscirne.
La storia l’ho letto tutta d’un soffio praticamente quindi è di veloce lettura, non stanca mai e la fine l’ho divorata perché non riuscivo a staccarmici. Ho trovato giusto qualche difetto per quanto riguarda i dialoghi fra i personaggi perché a volte li ho trovati un po’ forzati e fuori luogo, ma tutto sommato, e dato il tema, il libro merita davvero molto. E’ un mix di amore, di forza, di voglia di farcela, di famiglia.
In conclusione ci tengo a menzionare il catalogo della casa editrice, Infinito edizioni, perché ha davvero tantissimi libri su tematiche sociali di questo genere, variando su tantissime cose. E’ davvero molto interessante e se vi piacciono i libri di questo genere, avete trovato la casa editrice che fa per voi!

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Tiger blues – Jimi B. Jones

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Tiger blues” di Jimi B. Jones esce ad Ottobre 2018, edito da Watson Edizioni nella collana “luci“. All’inizio ho avuto un po’ paura nel leggere questo libro, ma questo ve lo spiegherò meglio recensione facendo.

Trama:
Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm. Le vicende partono da quando Jim era piccolo, viveva in un recinto e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl è il figlio adolescente del proprietario di Cottonfarm, un allevamento di tigri nei dintorni di Lovelock, in Nevada, e Jim è una tigre. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le diversità tra la razza umana del primo e quella felina del secondo.

Un po’ paura a leggerlo.. perché? Beh, perché sono una persona molto sensibile a queste tematiche ed una volta appreso che la protagonista fosse una tigre tenuta in cattività, ho davvero avuto paura di come potesse svolgersi la storia, che mi sarei trovata ad arrancare fino alla fine. Invece stranamente no. Sebbene descriva determinate cose, non è in modo crudo, sebbene alcuni capitoli ho fatto chiaramente più fatica a leggerli rispetto ad altri, son riuscita tranquillamente ad andare avaanti e a non farmi trasportare troppo in quei casi. Tuttavia, nonostante questo, terminata la lettura, so che mi mancherà quel gattaccio che era Jim Beam.
Si è concluso nel modo migliore in cui una storia del genere potesse concludersi e sono stata davvero molto contenta, quindi se, come me, siete un po’ sensibili, potete tranquillamente fare questa lettura a cuor leggero, ve lo assicuro.
Detto ciò, posso affermare sinceramente che questo libro me lo sono divorato davvero in due/tre giorni, facendo continuamente il tifo per Jim in ogni momento, anche quando, essendo soggiogato ormai dagli umani all’inizio della storia, decide di rinunciare alla sua libertà per tornare dal suo amico. Una storia di amicizia e molto di più quindi, oserei dire, dove l’amicizia è la vera protagonista indiscussa. Il rapporto che si crea tra Axl e Jim è davvero qualcosa di unico, è una trama che si presterebbe molto anche a diventare un bel film talmente interessante.
La storia di Jim è raccontata in terza persona e così siamo accompagnati da un’abile narratore nella sua vita, dall’infanzia fino alla fine della storia, attraversando i quattro elementi, acqua, terra, fuoco e aria. Molto particolare e singolare come scelta narrativa, l’ho davvero gradita. Il libro scorre fluido, mai pesante o noioso, è davvero una chicca! Per il modo in cui è scritto si adatta a tutti i tipi di lettori, bambini, adulti, ragazzi, anziani. Davvero chiunque può leggere e amare questo libro.
Durante la lettura ho pensato a cosa volesse significare questa storia, dove stava la morale ed il significato che andava al di là della storia di Jim fine a sé stessa e devo dire che viene anche tutto spiegato nelle ultime pagine del libro, quindi per questo non svelerò nulla, perché è davvero una cosa bella che mi ha colpita particolarmente e merita di essere letta dopo la storia di Jim. Fidatevi, non ve ne pentirete davvero.

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Matrimonio di convenienza – Felicia Kingsley

Questo libro è valutato da me:

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Ebbene sì, dopo “Una cenerentola a Manatthan” ho deciso di recuperare tutti i libri di Felicia Kingsley. Da buona amante del genere rosa e di Anna Premoli, mi sono buttata anche su Felicia che, come già vi ho spiegato, ha uno stile molto simile. Il libro in questione è “Matrimonio di convenienza“, che esce nel 2017, edito sempre da Newton Compton Editori, ed ha riscosso molti consensi sul web.

Jemma ha un lavoro inusuale: fa la truccatrice teatrale, vive in una casa di dubbio gusto e colleziona solo delusioni sotto il punto di vista sentimentale.
Un giorno riceve una chiamata dal suo avvocato che le cambierà la vita. Sua nonna materna, che ha diseredato sua mamma per essersi innamorata e sposata con un uomo non nobile, ha lasciato a lei tutte le ricchezze della famiglia, ma ad una sola ed unica condizione: riceverà quei soldi solamente quando sposerà un uomo nobile, a differenza di sua madre. La coincidenza vuole che il suo avvocato, parallelamente, stia seguendo il dodicesimo duca di Burlingham, che attualmente non naviga nell’oro, è totalmente al verde e sta rischiando di perdere tutti i beni di famiglia, anche il suo titolo. La cosa è presto fatta, Jemma ha bisogno di un nobile, Ashford di soldi, lui è un duca e lei ha molti soldi.
Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a lei di avere i soldi e a lui di mantenersi il titolo, ma che cosa avranno mai in comune un lord molto formale e composto con una donna, figlia di una coppia hippy, che ama girare nuda per casa? Apparentemente nulla, ma Jemma non sa cosa l’attende una volta sbarcata alla residenza del duca dove l’attende galateo, formalità molto rigide, ricevimenti, feste ed un’odiosa suocera aristocratica.

Rapportato a “Una cenerentola a Manatthan“, qui abbiamo una storia meno intricata e meno ingarbugliata negli eventi. Tuttavia, se nel primo avevamo una coppia già presa ed innamorata, qui possiamo ammirare per tutta la durata del romanzo un amore che nasce quasi da un odio e che, man mano, cresce fino a sbocciare. Molto interessante questo punto di vista, la storia di per sé è molto affascinante e rocambolesca. Insomma, la visione di lei, abituata da sempre a vivere in modo libertino in casa propria, che si ritrova a vivere in casa di nobili dove la compostezza è la padrona indiscussa in ogni momento, fa molto ridere, è molto buffo.
Amo le idee della Kingsley per i romanzi rosa perché non sono banali o scontati, ma sempre un qualcosa di inusuale c’è, il che li rende comunque particolari, nonostante nel genere non sia una cosa proprio facile.
Questo romanzo in particolare è molto romantico, molto rosa, si legge molto in fretta, non mi sarei mai staccata da questo libro perché mi aveva presa moltissimo e divertita altrettanto. In particolare il personaggio di Jemma l’ho adorato un sacco, figlia di hippy un po’ pazzi e nudisti, troppo simpatica!
In conclusione, se cercate un romanzo rosa un po’ particolare, divertente, super romantico, “Matrimonio di convenienza” non deve proprio mancare tra le vostre prossime letture!

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Articoli simili: “E’ solo una storia d’amore“, “L’amore è sempre in ritardo“, “Una cenerentola a Manatthan

L’istinto materno nuoce gravemente alla salute – Debora Porfiri

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Credo di non aver mai letto un libro del genere. Non perché non mi piacciano, ma forse perché questo tema ancora non mi ha toccata.. Almeno non personalmente, perché la gravidanza di mia sorella è stata un po’ come se fosse la mia!! No scherzo… Ma non troppo.
Sono comunque sempre stata sensibile alla tematica, essendo un po’ anche spesso sottovalutata come cosa. Quindi è con immenso piacere che ho letto “L’istinto materno nuoce gravemente alla salute” di Debora Porfiri (Il profilo dell’autrice qui). Il titolo è provocatorio, ironico ed intrigante, non sapevo realmente che cosa aspettarmi! Il libro esce nel 2018, edito da Pellegrini.

Trama:
Attraverso 52 cronache e altrettante settimane, l’io narrante racconta la propria nascita: dal parto al primo compleanno della figlia, in un tortuoso percorso che la vede nascere ogni settimana in una nuova versione di sé. La protagonista si ridefinisce man mano che si confronta con sua figlia, con il mondo esterno, ma – soprattutto – con se stessa, in un doloroso eppure divertente faccia a faccia. Il libro spazia da una dolorosa comicità a uno sguardo disincantato e polemico sulla società; da una nostalgia per un ideale irrealizzabile a un consapevole ma sofferto bisogno di far esplodere gli stereotipi. Superando la consueta dicotomia della maternità come benedizione o malaugurata sorte, questa raccolta di cronache dolce-amare descrive con ironia e schiettezza la costruzione di una nuova identità multivalente: quella di una M.A.M.M.A.

L’autrice dice di sé:
Debora Porfiri è nata e cresciuta a Lugano. Dopo la maturità conseguita al Liceo Lugano1, ha intrapreso gli studi di Lettere all’Università di Ginevra. Ha insegnato italiano e inglese al Liceo, alla Scuola di Commercio, alla Scuola di Cultura Generale e alle Medie, nel Canton Ginevra.
È tutt’ora insegnante a Ginevra e M.A.M.M.A. di due bambini.
L’istinto materno nuoce gravemente alla salute: cronache estemporanee di una M.A.M.M.A. in divenire è il suo primo libro.

“L’istinto materno nuoce gravemente alla salute” è un libro spigliato ed ironico. Con ironia l’autrice ci accompagna nel primo anno di vita della figlia, seguendo settimana per settimana una mamma che si forma, che forma il suo rapporto con la bambina, che torna a lavorare, che lotta per i suoi diritti. Devo dire che parlare di tutto ciò in modo non pesante è una cosa molto ardua. Eppure Debora ci è riuscita egregiamente.
Il libro l’ho letto in un pomeriggio, è una lettura simpatica e veloce che attraversa tutte le varie difficoltà dell’essere M.A.M.M.A. divise in 52 settimane, quindi il primo anno dopo il parto. Dalla difficoltà delle routine che si instaurano dopo la nascita di un figlio, ai risvegli notturni, all’allattamento e le poppate notturne, insomma, tutte cose che chi è mamma conosce anche fin troppo bene.
Sebbene io non sia una mamma, ho provato molta empatia verso questo racconto, perché sono riuscita ad immedesimarmi nella situazione, nonostante non mi abbia mai toccata realmente. Sicuramente non sono fasi che attraversano tutte le donne durante la maternità, ma indubbiamente più di quante si possa credere. Semplicemente le persone, dopo una gravidanza, si aspettano da una donna un determinato comportamento ed atteggiamento che non sempre può essere quello effettivo che noi sentiamo, ma, dato il fatto sopracitato, ci si sente obbligate a sentire determinate emozioni e a comportarsi in un determinato modo, anche se forzato.
Non scontato è anche il fatto che parla, seppur per poco, delle condizioni che spesso le donne sono costrette a sopportare sul lavoro, una volta rientrate dalla maternità, sugli orari dell’allattamento, sulle pretese dei datori di lavoro e via dicendo. Di questo non se ne parla davvero mai abbastanza, essendo una cosa davvero terribile, una piaga della società.
Il racconto è incentrato sul ruolo di mamma, anche se mi sarebbe piaciuto sentire parlare anche più della figura paterna, che nella storia risulta assente e che anche questa spesso non calcolata molto, ma che ha comunque le sue difficoltà. Ovviamente questo è un parere strettamente personale essendo il libro palesemente incentrato sul ruolo materno e basta.
In ogni caso, se siete mamme, ma anche non, come me, è una bellissima lettura, ci permette di sapere che non siamo sole a sentire, o a non sentire, determinate cose e a capire che non tutte ci dobbiamo sentire strettamente nello stesso modo, ma che ci sono moltissimi modi di vivere la maternità ed ognuno di questi fa di una donna una MAMMA, non solo alcuni, come si è più portati a pensare.

Influencer: 8 segreti per diventarlo – Elemento Neutro

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Se pensate di leggere un libro comune, non è proprio questo il caso. Come abitudine, quando mi arriva un libro, lo prendo in mano, lo sfoglio, guardo il fronte, il retro. Insomma, me lo rigiro per bene, per curiosità, per assaporare un po’ dell’autore, capire che cos’ho in mano e da lì mi faccio una mia idea sul libro. Quando mi è arrivato “La lista della spesa per diventare influencers” di Elemento Neutro, che è uscito da poco, sono rimasta un po’ perplessa, ovviamente in positivo. Tra le mani non avevo un tipico libro. Non trovo neanche le parole per definirlo, ma andiamo per gradi.

Trama:
INFLUENCER è il libro per tutte le persone che si sentono arrivate alla frutta, per quelle che devono ancora ordinare l’antipasto e soprattutto per le persone che mangiano e non ingrassano. INFLUENCER è il libro per tutte le persone L, G, B, T e per tutte le persone di tutte le lettere dell’alfabeto. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che ci mettono passione in ogni cosa e anche per le persone che se ne sbattono di tutto e anche di sé stessi. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che hanno preso un treno senza restituirlo. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che vanno a camminare alle 6 del mattino di domenica e anche per le persone che non si alzano dal divano nemmeno se minacciate da un apocalisse zombie. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che non hanno nulla da dire ma parlano anche per il… oppure per le persone che devono dirti qualcosa ma non si ricordano. INFLUENCER è il libro per tutte le persone che sono in pace con sé stesse e per tutte le persone che fanno la guerra alla polvere dentro di sé. Insomma INFLUENCER è il libro per tutte le persone che hanno qualcosa, qualsiasi cosa, da condividere nell’era della rivoluzione digitale. E se sei arrivat@ fin qui, il più lo hai superato, leggere il libro sarà una passeggiata. Attraverso ortiche, rovi, acacie spinose, piante carnivore e cani a tre teste; ma sono dettagli. INFLUENCER è il libro non ordinario, che non ti aspetti, che ti porta via da questa realtà e ti dà la possibilità di visitare altri mondi, tornare qui, e dire di poter essere stato in un altro pianeta. Pronto a questo viaggio insieme? Non tornerai come prima. Promesso.

Può forse sembrare di avere tra le mani una cosa fatta giusto per pubblicare qualcosa, ma nel suo modo di essere fatto, questo libro, è molto particolare e, in realtà, contiene non poche cose interessanti. Il modo dell’autore di rivolgersi è particolare, ma molto d’impatto. Rimane più impresso rispetto ad un libro normale. L’ho letto in una sera, me lo sono portato in viaggio a Parigi, è stato un ottimo compagno insomma. Mi ha divertita, mi ha fatta riflettere e mi ha lasciato davvero tanto. In modo ironico e fresco, l’autore comunque parla dell’importanza della figura dell’influencers, non dimenticando che non è una figura nata da qualche anno, ma che c’è sempre stata, semplicemente sotto forma di altri nomi. Difatti ha citato vari personaggi di storia che, a loro modo, hanno influenzato pensieri e pareri delle persone, esattamente come oggi giorno fanno le persone definite influencers. Molto importante è stato specificare anche l’importanza di questa figura, di una sorta di obbligo morale e non che è giusto che ci sia nei confronti delle persone che seguono questi personaggi, perché è possibile influenzare in modo positivo, ma anche in modo negativo, come appunto può essere successo in passato, la storia insegna. A questo riguardo non aggiungo altro, perché penso che l’autore, all’interno del libro, sia stato sufficientemente esaustivo e più spigliato di me nel definire il concetto, quindi lascio a lui l’onore.
Molto simpatico è anche il modo dell’autore di rivolgersi al lettore, qualunque esso sia, uomo o donna, parla in modo del tutto neutro, considerando il lettore solo per quello che è: una persona.
Non è un libro dove si trova la parola magica su come si diventa influencers, come d’altronde non ce l’ha nessuno, e per fortuna aggiungerei, ma è un libro divertente, simpatico che con i suoi modi ironici ci pone davanti a riflessioni per nulla scontate, e ciò lo rende davvero una lettura più che piacevole. Come ho detto, l’ho concluso in una serata, non è una lettura impegnativa, ma penso che chiunque sogni un lavoro simile, debba leggere questo libro e rendersi conto a cosa si va incontro e fare determinate riflessioni a riguardo.
Insomma, lasciatevi conquistare dalla particolarità di questo libro e siate pronti a farvi qualche risata e ad essere stupiti dalla spigliatezza (ed un po’ di pura sfacciataggine, in senso positivo) dell’autore e della sua lista della spesa.

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Storie fantastiche di gente comune – Stefano Valente

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Eccoci di nuovo con i miei autori emergenti! Rispetto a “I fiumi sotterranei“, cambiamo un po’ genere. Oggi parliamo di “Storie fantastiche di gente comune“, romanzo di esordio di Stefano Valente (per il profilo dell’autore, cliccate qui). Quanto è bello poter parlare di autori italiani ed emergenti. Sembra quasi impossibile al giorno d’oggi, invece ce ne sono davvero tanti e tantissimi molto validi! Quando Stefano mi ha scritto per mail, io già avevo visto qualche suo post perché direi che il titolo non passa inosservato e, secondo me, è proprio il punto di forza di questo romanzo. E’ come se dicesse tutto, ma anche niente, ma ti incuriosisce da morire!

Breve biografia dell’autore
Stefano Valente (Roma, 1990),ha conseguito la Laurea in Scienze Organizzative e Gestionali presso l’Università degli Studi della Tuscia a Viterbo. Storie Fantastiche di Gente Comune è il suo libro d’esordio.

Trama
Un eroe non è un impavido guerriero, un martire o un conquistatore di consensi popolari. Un eroe è semplicemente una persona. Un eroe è il prescelto di se stesso, colui che compie una scelta per un bene a lui caro. Naturalmente, una scelta audace. Io, la Voce Narrante, canterò le gesta di tre eroi che hanno compiuto la loro scelta. Paolo, un militare devoto all’uniforme e fedele alla Patria, che ha rinunciato al suo status di militare per inseguire il suo bene. Il secondo eroe è Chiara, un’affascinante ragazza dall’intelligenza fuori dal comune che, attraverso la ragione, vi condurrà in un viaggio fantastico tra nozioni scientifiche e colpi di scena. Infine c’è Matteo, un brillante avvocato che dovrà rimediare ad un imperdonabile errore. Casi irrisolti, verità nascoste e false speranze comporranno la strada che Matteo dovrà percorrere fino all’attuazione della giustizia.

“L’importante è che ci sia una storia. Basta che ci faccia ridere o piangere; che ci faccia rimanere incollati davanti allo schermo o all’ultima pagina di un libro; che ci faccia stupire o spaventare. Perché una storia regala a tutti un’emozione; non importa quale.”

Proprio così, ci basta una storia, una qualsiasi storia per rimanere attenti e concentrati. Basta che ci venga raccontato qualcosa. E’ così dalla notte dei tempi proprio. Mi sono infatti rimaste impresse queste parole dell’autore, in questo caso dette dalla Voce Narrante.
Le tre storie raccontate all’interno del romanzo, forse non saranno le più originali del mondo, ma è questo il senso del libro. Gente comune, come possiamo essere tutti. Ogni singola storia trasmette un’emozione, una sua morale che, al giorno d’oggi, credo non faccia mai male da ricordare. La prima, quella di Paolo che ci ricorda l’importanza dell’amore per la nostra patria, di come tutti dovremmo metterci del nostro per un benessere comune. Per niente scontato, se ci riflettete su un attimo. La storia di Chiara ci ricorda, invece, di come i soldi non debbano farci passare sopra i nostri principi e sopra la nostra dignità, che comunque si possono mettere le nostre capacità al servizio di tutti, invece che usarle contro di tutti. Ed infine, la storia di Matteo, forse quella più dolente, che ci ricorda di come la giustizia a volte non funzioni perfettamente e di come possa essere non corretta, ma che è comunque importante cercarla sempre.
Questi sono i valori a me trasmessi da questo romanzo e da queste tre storie, dove la Voce Narrante fa da perfetta cornice a questi racconti, come supporto al lettore. Difatti la storia è raccontata come se sia la Voce che i protagonisti parlassero direttamente con il lettore, togliendo quella tipica barriera che si può porre tra scrittore e lettore. Qui, invece, siamo tutti in prima linea, nel pieno della storia, perché, come dice il titolo, siamo tutti gente comune ed anche le nostre singole storie possono essere, nella loro semplicità, fantastiche.

 

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