2045: lettere da un passato futuro – Marko D’Abbruzzi

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Oggi andiamo diamo uno sguardo al futuro con la recensione di “2045: lettere di un passato futuro” di Marko D’Abbruzzi, edito da IDEA Immagina Di Essere Altro, uscito nel 2018. Questo libro si presenta come un fantasy, distopico, con tratti storici. Se dovessi recensire in due parole questo romanzo direi “coinvolgente” e “intrigante“. Dare uno sguardo al futuro mi intriga sempre moltissimo ed anche questa volta IDEA non mi ha affatto delusa! Ma prima diamo una letta alla trama!

Luca è un ragazzo come molti, abbagliato dalle luci e dalla tecnologia del 2045, dove ciò che sei si misura in worldcoin. Il mondo vive in un futuro di apparenze, realtà virtuali e frenesia; tutto dev’essere “socialmente sostenibile” e non c’è spazio per i valori e l’etica umana. In un futuro distopico, derivante da un passato di guerre e tecnologia, la vita sulla terra diventa priva di “umanità”. Chi non riesce a stare al passo con la velocità del cloud non ha più valore. La zona rossa vi attende.

Con “2045: lettere da un passato futuro” siamo proiettati totalmente in un futuro non molto prossimo. Andando così avanti nel tempo, vediamo effettivamente dove ci potrebbe portare il nostro stile di vita attuale, sotto ogni punto di vista: ambientale, sociale, politico. Il protagonista, Luca, è un ragazzo nato nel 2019, che è cresciuto e vive in un mondo totalmente diverso dal nostro attuale. Nel corso della lettura, viene marcata molto la differenza fra ciò che abbiamo ora e ciò che è diventato, l’effetto che questo ha avuto sul carattere delle persone, sul loro modo di socializzare e molto altro.
Durante tutto il libro, l’autore ci fornisce svariate citazioni di poeti, film, ecc. In alcuni casi, parlando di teorie sul futuro, fornisce anche i link dove poter approfondire quello che si sta narrando. E’ molto interessante perché si vengono a scoprire cose nuove, altri punti di vista, spunti di riflessione. Questo fantasy è una bellissima storia, ma il suo forte è proprio tutto il contorno. Il messaggio che vuole passare, le allusioni che vengono fatte, ti fanno pensare “caspita, se continuiamo così, finiamo davvero in questo modo“, ti viene quasi da sorridere perché dici “beh, potrebbe starci effettivamente“. Ha messaggi molto importanti su quanto sia fondamentale una comunità, quanto sia importante socializzare, essere e rimanere umani. Sentirlo dire così vi potrà sembrare magari una cavolata, una cosa quasi scontata ed ovvia, ma secondo voi, fra qualche anno, i futuri adolescenti e bambini, cresciuti sempre connessi, sui social network, con delle vite virtuali, potranno dire la stessa cosa? Mentre leggevo, questa domanda me la sono fatta e la mia risposta è stata che non lo so, non ci metterei la mano sul fuoco.
Questo libro non è un semplice fantasy, ma è uno specchio della nostra umanità attuale. E’ un libro adatto a chi vuole semplicemente leggere un fantasy, post-apocalittico, non lontano dalla realtà volendo, ma anche a chi vuole qualcosa di più.
Menzione speciale la farei per il finale che, seppur un po’ amaro, perfettamente coerente con tutto il resto della storia e per nulla banale. Anche da esso si può imparare molto. Inoltre ho trovato davvero speciale e molto fine che alcuni personaggi avessero il nome dei componenti della famiglia IDEA, la casa editrice. Un omaggio al lavoro di questi ragazzi più che doveroso!
In conclusione questo libro mi ha lasciato molto, l’ho divorato e non volevo nemmeno che finisse. I libri IDEA ormai sono una garanzia, li ho amati tutti dall’inizio alla fine, ogni singola pagina di ogni loro libro letto la porto dentro di me. Lasciatevi sopraffare anche voi dalla magia dei loro libri, non potete farveli scappare!

Altri libri IDEA recensiti sul nostro blog:
Caoineadh” di Eva D’amico – “Memorie di sangue I” e “Memorie di sangue II” di Eva D’amico – “La forma della luce” di Arianna Calandra

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La forma della luce – Arianna Calandra

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Se avete voglia di fantasy, siete capitati esattamente nell’articolo giusto! Oggi vi parlerò di “La forma della luce” di Arianna Calandra, uscito nel 2019 ed edito IDEA, Immagina Di Essere Altro, una casa editrice al quale ormai non potrei più rinunciare in fatto di fantasy. Come vi dicevo, se amate il genere, dovete assolutamente guardare il catalogo di questa CE, non vi deluderà! Hanno moltissimi fantasy, alcuni già recensiti da noi (“Caoineadh“, “Memorie di sangue I“, “Memorie di sangue II“), con storie originali, notevoli e delle copertine altrettanto meravigliose, che rimangono davvero impresse! Ma veniamo subito al libro in questione. (Se cliccate per vedere l’ebook, trovate anche un estratto, così potete farvi ulteriormente un’idea.)

Ci dicono sempre che in ognuno di noi esistono Luce ed Ombra in egual misura, sta al singolo decidere quale via intraprendere. La verità è che la Luce ha iniziato ad abbandonare la Terra diversi millenni fa, offuscata dall’odio, dalla vendetta e dall’egoismo che dilagano sul nostro pianeta. Da secoli, gli esseri umani nascono privi di Luce, divorati dall’oscurità già dal grembo materno, perché è difficile fermare la corruzione, prepotente e incentivata dalle Ombre Risvegliate che governano il pianeta, portandolo lentamente alla sua rovina. In questi ultimi anni, però, otto bambini sono venuti al mondo puri, Luci intatte, potenti. Loro verranno messi a conoscenza della vera storia, saranno indirizzati dalle loro guide, terrene e spirituali, verso un cammino che restituirà una speranza all’umanità. Il bene non dipende dalla razza cui appartieni, dal tuo essere umano.

Quando mi trovo davanti ad un fantasy che gioca con lo spazio-tempo, mi piace valutare la tecnica con cui viene gestita una cosa tanto delicata. Il rischio è sempre quello di esagerare, di fare cose forzate essendo una cosa totalmente irreale. L’autrice, in questo caso, può essere promossa a pieni voti perché riesce a far capire il modo in cui ha strutturato il tempo senza che questo risulti forzatamente finto. Può sembrare banale, ma è un equilibrio importante nel caso di fantasy di questo genere, la possibilità di far pensare al lettore “vabè, ma che cavolata è questa” è elevato.
Il romanzo è una perfetta metafora del mondo attuale, privo di luce, pieno di ombre, di guerre, di invidia, di potere e cattiveria. L’autrice immagina già un mondo dove, ormai, la luce è ridotta totalmente al minimo, tanto che i neonati vengono al mondo già privi di essa. Ambientazione apocalittica tanto quanto veritiera. In questo primo capitolo ci viene spiattellata questa cruda realtà senza troppi giri di parole. Mi piace pensare che una persona, dopo aver letto questo libro, possa aver assorbito un po’ della luce che sprigiona, che possa riflettere sui messaggi celati della storia e che possa quindi iniziare un cambiamento, seppur minimo.
Il romanzo è il primo dell’autrice, quindi il suo esordio. Durante tutta la lettura ho assistito ad un continuo crescere nella narrazione, man mano che i capitoli passavano, si faceva sempre più incalzante, dopo un inizio un po’ lento. Nei primi capitoli, si ha un introduzione ai vari personaggi, quindi risulta più lento e meno coinvolgente, anche se necessario al fine di comprendere loro e le varie differenze. I capitoli, infatti, sono a rotazione fra alcuni delle otto luci rimaste.
Detto ciò, una volta superato questo scalino iniziale, il libro scorre che è un piacere. L’autrice scopre man mano una sua identità nella narrazione, andando sempre in meglio. La conclusione, forse, poteva essere un po’ più lasciata in sospeso, passatemi il termine. Alla fine del libro mi è sembrato che la storia fosse semplicemente divisa in due volumi, non ho sentito un vero stacco in questa fine, ma vedremo cosa ci riserverà il seguito per questo.
Nella prima parte non c’è un vero e proprio contatto fra gli otto protagonisti, l’unica correlazione che hanno le parti narranti è che sanno che ci sono altre sette persone, sparse nel mondo, come loro. Questo fa crescere molto le aspettative per il prossimo, essendo questo molto introduttivo a quello che poi avverrà.
Mi aspetto grandi cose dal secondo e ultimo capitolo di questa storia. Per essere un esordio, Arianna ha della stoffa da vendere e un talento da coltivare e far crescere! Non mi rimane che aspettare pazientemente Ottobre per scoprire come si concluderà!

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Stranger things – Suspicious Mind | Gwend Bond

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Non potevo non dedicare un articolo a questo libro. Da amante della serie tv, ho subito acquistato il libro tratto dal telefilm, che altro non è che un prequel dei fatti avvenuti nelle prime due stagioni originali Netflix.
Stranger Things: Suspicious Mind” di Gwenda Bond esce nel 2019, pochi mesi prima dell’attesissima terza stagione, edito da Sperling&Kupfer, tradotto da A. Russo.
La prima domanda che mi è sorta spontanea? C’è davvero un collegamento fra le due cose oppure l’autrice ha fatto una sorta di fan fiction per fatti suoi? Ebbene, dalle ricerche da me effettuate, ho avuto la certezza che gli autori del telefilm hanno autorizzato questo libro, quindi a tutti gli effetti è un prequel ufficiale della serie tv!!

Tutto inizia da qui… Stati Uniti, estate 1969. Una scintillante auto nera varca i cancelli del laboratorio che emerge sinistro dai boschi di Hawkins, in Indiana. L’uomo alla guida è Martin Brenner, lo scienziato che dirigerà una sperimentazione top secret finanziata dal governo. È lì per valutare le cavie umane che lo staff medico ha scelto. Nessuna, a suo giudizio, è all’altezza. Nessuna mostra il potenziale di cui hanno bisogno per ottenere risultati straordinari. Se vogliono far sì che quel progetto segreto allarghi le frontiere della mente umana, occorrono candidati speciali. Come la bambina che ha portato con sé: ha solo cinque anni, un numero al posto del nome e doti così sorprendenti da rendere necessario un rigoroso protocollo di sicurezza. Terry Ives è una ragazza curiosa e irrequieta. Studia all’Università dell’Indiana e fa la cameriera per mantenersi. Invidia i coetanei che, in città come San Francisco e Washington, stanno cambiando il mondo con le loro contestazioni e battaglie civili. Quando viene a sapere che l’università è in cerca di volontari per un ambiguo esperimento psichiatrico, sente che dietro c’è qualcosa di importante e decide di partecipare. Non resterà a guardare dalle retrovie: potrebbe essere la grande occasione per diventare finalmente protagonista della storia. Non sa ancora che rischia di diventarne vittima. Perché dietro quel progetto – nome in codice: MK ULTRA – si nasconde una pericolosa cospirazione, e a Terry non basterà il suo coraggio per combatterla. Occorrono forze sovrumane, come quelle di una bambina che vive nascosta in un laboratorio, ha solo cinque anni e un numero al posto del nome: Otto. E così, mentre il mondo intorno brucia, nella piccola città di Hawkins bene e male si sfidano in una guerra segreta, che ha per campo di battaglia la mente umana.

Mentre leggevo questo libro, ho fatto un sondaggio nelle storie di Instagram del nostro profilo, chiedendo a chi ci segue il parere su questo libro. La domanda era “secondo voi questo libro è solo marketing oppure un lavoro pensato e ponderato?”. La risposta, fra tutte le persone che hanno votato, è stata al 100%, quindi ad unanimità, che è solo marketing. La maggior parte ha comunque specificato che lo comprerebbe lo stesso. Lo capisco, ho fatto così anch’io, anche se prima dell’acquisto, dato il prezzo, ci ho pensato un po’ su. Ebbene, mi sento di confermare, dopo la lettura, che sì, secondo me è solo e puro marketing.
La storia ha poco spessore, non succede praticamente nulla durante tutto il libro, è una storia che leggi in un pomeriggio tanto è corta e di poco conto. Quello che viene descritto nel libro, bastavano 5 minuti in un episodio per dirlo. Per carità, grazie a questo libro probabilmente capisci alcune cose in più rispetto al telefilm in sé, ma neanche chissà quanto. Non si capisce il fine di questo esperimento, del progetto che ha portato Undici ad essere quello che è. Vengono semplicemente spiegate le sue origini, chi sono i suoi genitori e come è arrivata nella condizione in cui la troviamo nel telefilm. Anche qui, neanche troppo in modo approfondito, dal momento in cui il romanzo termina nel momento in cui Undici nasce.
Secondo me è un libro piacevole, per gli amanti della serie tv, da leggere, ma non al prezzo che ha. Quei soldi, secondo me, non li vale proprio. Non dà chissà che valore aggiunto alla storia, non come è stata narrata, per lo meno. Credo anche che di più non potesse raccontare, rischiando eventualmente di andare ad intaccare lati futuri delle prossime stagioni come la vita di Undici, come è stata la sua vita fino alla sua comparsa da ragazzina, ecc. Sarà questo il motivo della piattezza del libro, chissà.
In alcuni momenti ho avuto anche quasi l’impressione che alcuni personaggi che nel telefilm sembrano invincibili, a tratti nel romanzo, risultano neanche troppo furbi. Da chiedersi come sono arrivati a fare una cosa così top secret, davvero!
La cosa piacevole del libro è che introduce anche Otto, la ragazza che si vede all’inizio della seconda stagione, per i primi minuti.
In conclusione sì, posso dire che è piacevole, anche se non vale il prezzo che costa, che dà qualche informazione in più sulla storia di Undici e toglie qualche curiosità, ma, onestamente, ne avremmo fatto anche a meno.

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Memorie di sangue II – Eva D’Amico

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Fermi tutti! Se sei capitato qua per caso, assicurati di aver letto la recensione del primo capitolo “Memorie di sangue I: il castello del giorno eterno“, sempre edito da IDEA, perché altrimenti rischieresti di inciampare in alcuni spoiler.

Veniamo a noi. Questa duologia me la sono divorata, ormai lo sapete. Il secondo capitolo esce nel 2017, edito da Idea – Immagina Di Essere Altro, ed è “Memorie di sangue II: le figlie della corruzione” di Eva D’amico.
Dopo averlo acquistato al Salone del libro di Torino, anche questa copia è tornata a casa con me autografata, con due poster e dei segnalibri meravigliosi, perfettamente a tema.

Convivere con il passato non è mai semplicee scoprire di averne uno che ha già scritto il tuo futuro porta di fronte a una terribile domanda… sei tu a decidere chi essere o la vita sceglie per te? Il percorso di Eva sarà nuovamente sconvolto.

“Cosa avrei dovuto dire dopo le sue parole? Cosa avrei dovuto pensare?
Lo fissai a mia volta rimanendo muta; lui allungò una mano e mi sfiorò il viso.
<<So bene che non potrò mai averti, so quanto ami Jeile e che non ci sarà mai posto per me. Posa per me, ti prego. Posa per me dandomi tutto il tuo spirito perché questo è il solo modo in cui potrò mai farti mia.>> disse infine.”

Questo secondo capitolo l’ho trovato più intenso, pieno di azione, di battaglie, di tensione. L’ho finito più in fretta del primo sia perché più corto, ma anche e soprattutto perché adrenalinico. Mi ha tenuto attenzione e tensione alta costantemente perché non vedevo l’ora di sapere come sarebbe stata risolta la terribile situazione venutasi a creare. Se il primo era più incentrato sulla vita di Eva, la sua crescita, le sue aspettative, il tutto mirato a delineare nel modo più corretto tutti i vari personaggi presenti, questo secondo era la resa dei conti, entriamo nel vivo delle tensioni famigliari e delle faide creatasi nel tempo, in cui Eva si è trovata coinvolta.
Qui ho trovato un’Eva più forte, più decisa, che ha fatto chiarezza nel suo cuore, che sa cosa vuole, ma soprattutto cosa non vuole. L’aspetto che più ho apprezzato è stata infatti la scelta di Eva di voler scegliere sé stessa e cosa la faceva stare bene. A scegliere chi non la usava come un oggetto, ma chi la considerava come suo pari, senza dimenticare mai la sua dignità perché in una vita di coppia bisogna essere complici, non schiavi. Un risvolto un po’ femminista, ma doveroso, non se ne parla mai abbastanza, come dico sempre.
A differenza del primo, viene accantonata un po’ il risvolto romance del fantasy, ma non totalmente perché le situazioni romantiche vengono sempre a crearsi, anche nel pieno di una battaglia o al culmine della tensione e dell’azione, rimangono comunque presenti, seppur in minor quantità
L’autrice l’ho trovata più sicura di sé, come se nel primo si fosse solamente riscaldata per dare il meglio al momento del bisogno. Una scrittura più fluida e interessante, incentrata sempre sulla protagonista, dando comunque spazio ad altri punti di vista, rendendo tutto più chiaro agli occhi del lettore.
Insomma, “Memorie di sangue” non è una saga che non lascia il segno. A me il segno l’ha lasciato e ben profondo perché dopo averlo finito la sensazione provata è stata “Ed ora? Cosa faccio?“. Un senso di smarrimento totale come se il vuoto lasciato dalla conclusione di questo fantasy non potesse essere colmato da null’altro. Cosa si può desiderare di più da un libro? Davvero niente. Amanti dei fantasy, non fatevelo scappare perché non sapete cosa vi perdete!

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Memorie di sangue I – Eva D’amico

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Iniziamo a parlare finalmente degli acquisti del mio Salone del libro di Torino! Uno di questi è stata la saga di “Memorie di sangue” di Eva D’amico, edito da IDEA – Immagina Di Essere Altro. “Memorie di sangue: il castello del giorno eterno” è il primo capitolo di due, uscito nel 2016, ed è l’esordio ufficiale dell’autrice. Ho avuto l’immensa fortuna al salone di conoscere di persona tutti i ragazzi di IDEA e Eva, l’autrice, che mi ha autografato entrambe le copie della duologia, arricchendo la mia libreria nel migliore dei modi. Ho già avuto il piacere di collaborare con loro per l’uscita di “Caoineadh“, per questo sono andata proprio sul sicuro acquistando altri suoi libri, avendo anche avuto il piacere di intervistarla!

Una ragazza con troppi nomi, un passato sconosciuto e povero che diventa una vita ricca di eleganza e finte conoscenze, un futuro incerto. Eva è una ragazza condizionata dalla sua educazione, rigida e relegata nel “Castello del Giorno Eterno”, illusa di vivere in una condizione privilegiata, circondata da persone che si mostreranno troppo tardi per ciò che sono realmente. Cosa succede quando il tuo nome non rispecchia la persona che sei, quando ti viene rubato e ti accorgi di non essere nulla nonostante una vita di trascorsi? Cosa accade quando reagisci alle troppe vessazioni subite e tiri fuori gli artigli per combattere? Chi è Eva? Una privilegiata? Una bambola? Una serva? Cercherà di scoprire se stessa all’interno di una vita piena di bugie e lotterò contro i suoi signori per guadagnare l’amore, il rispetto e la libertà.

Questo primo capitolo è incentrato principalmente sulla vita di Eva, la protagonista, sul suo modo di sopravvivere a questa vita che le è stata imposta, il suo modo di vedere le cose. Il suo bellissimo rapporto con Gabrida, la donna che le farà da madre. Questo capitolo è pieno di bellissimi messaggi, come il non arrendersi mai, il lottare sempre, rialzarsi sempre.
L’ho letto tutto d’un fiato, quando non lo leggevo mi mancava e mi ritrovavo a leggerlo fino a notte fonda perché non riuscivo a staccarmi da quelle casate e dal loro mondo, dal mondo che l’autrice è riuscita a creare.
Il libro è l’esordio dell’autrice e, dopo aver letto tutti i suoi libri, posso tranquillamente affermare che questa ragazza ha del talento da vendere e che può solo migliorare. Questo capitolo è un po’ acerbo, dal punto di vista della scrittura, dei refusi, ecc, anche rispetto al secondo, ma sono cose che, talmente ero presa, ho notato davvero molto poco. Ero interessata a ben altro! Come dicevo comunque, nel secondo capitolo è già migliorata notevolmente. La narrazione è prevalentemente da parte di Eva, ma talvolta c’è qualche altro punto di vista che permette di assistere a più scene contemporaneamente ed avere una visione completa della situazione. Il filo conduttore rimane in ogni caso la protagonista.
Questo fantasy, inoltre, è condito da una buona dose di romance, mischiata a vampiri, licantropi, casate, è davvero una combinazione esplosiva. Ci sono tantissime situazioni molto romantiche che fanno sempre bene al cuore, veramente.
Ho potuto apprezzare anche una dose di girl power, in quanto la protagonista ha il coraggio di ribellarsi ad una situazione al quale è stata condannata, essendo considerata praticamente meno di niente.

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Gli occhi degli orologi – Giorgia Spurio

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Di storie post-apocalittiche ne abbiamo abbastanza? Direi proprio di no. Mi sto appassionando sempre di più a questo genere di libro e non ne avrei mai abbastanza. Attualmente, per dire, ne ho un altro di questo genere in lettura!
Gli occhi degli orologi” di Giorgia Spurio, edito da Il Camaleonte Edizioni, è uscito nel 2018 e, già dalla copertina, si presenta come un libro molto particolare, in un mondo futuro post-apocalittico, difatti ci catapulta direttamente nel 2048!

Anno 2048. Dopo le Nuove Crociate contro il terrorismo e l’immigrazione, gli Orologi sono diventati il dio del Tempo, lo strumento di controllo dei Governi. Gli alberi cadono come polvere d’argento a causa della contaminazione dall’amianto e dalle scorie radioattive, il buco dell’ozono si è ingigantito sempre più, la terra è prosciugata. Per le strade non si vedono bambini ma emarginati, gli adolescenti si bucano, le persone sono diventate degli automi e chi si libera sparisce come i desaparecidos, il peccato di essere diventa punibile. In questo mondo post apocalittico Julienne non vuole arrendersi alla desolazione. Lotta contro se stessa per dimenticare la propria famiglia e soprattutto suo padre ridotto dalla Grande Guerra a un alieno, e rivuole la sua infanzia felice. Un pensiero su tutti la ossessiona: diventare madre tramite la clinica Le Monde, all’apparenza un motel per appuntamenti, dove incontra Frèd. Tra flashback del passato e narrazione presente, il miraggio di una via di fuga rappresentata dalle «lucciole verdi» che lampeggiano all’orizzonte.

Durante tutta la durata del libro, l’autrice ci pone davanti alla situazione della Terra nel 2048, dopo una Grande Guerra, l’ennesima. Di reale è rimasto proprio poco e sembra davvero tutto finto: è questo quello che ci trasmette Julienne, la protagonista, durante la narrazione, tramite i suoi pensieri e le sue emozioni.
Questo libro mi ha lasciato sensazioni contrastanti, da un lato mi è piaciuto davvero moltissimo, la storia originale e molto particolare, perché quest’idea dei grandi orologi che osservano tutti, che scandiscono a gran voce il tempo e la vita delle persone, è molto interessante. Quello che mi ha lasciato un po’ perplessa è che sono rimasta, durante tutta la lettura, in attesa che ci fosse un po’ di azione o un momento di svolta, cosa che non è praticamente mai avvenuta. Questo tipo di scelta è comunque coerente, è molto reale, in pochi mesi nessuna persona cambierebbe una situazione similare, però insomma, in un certo senso ci speravo! Mi piace pensare che il finale lasci largamente spazio ad una prossima risoluzione, essendo un finale relativamente aperto e che dà modo al lettore di far vagare la fantasia e darsi da solo delle risposte. Non sono un’amante dei finali aperti, ma li rispetto, come si suol dire.
Fatta questa precisazione, il libro è scorrevole e piacevole, si legge tutto d’un fiato, l’autrice ci fa scoprire piano piano quella che è stata la Grande Guerra, le nuove Crociate, la situazione post guerra e via dicendo. Queste rivelazioni arrivano nel corso della storia ed aiuta a dare un ritmo alla trama, anche se sarebbe stato meglio marcare di più la differenza fra presente e passato.
In conclusione, se vi piacciono le storie post-apocalittiche e i loro scenari tetri e malinconici, “Gli occhi degli orologi” fa decisamente per voi, ma non se non potete fare a meno di azione e tensione.

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Adam 1.0 – La fenice | Gemma Trimarco

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Ultimamente mi sto riappassionando ai fantasy e ad ambientazioni post-apocalittiche, quindi è con molta felicità che oggi vi presento “Adam 1.0 – La fenice” di Gemma Trimarco, che è il primo libro di questa bellissima saga, uscito nel 2017.

Trama:
Si dice che le prescelte siano le più belle. E che non facciano più ritorno. Si dice che Immune sia diverso. E che diverso non sia bene. Si dice che oltre i confini sia male. E che non vadano oltrepassati. Mevlyn ha appena compiuto quindici anni, ed è spaventata. Perché sa di essere una delle “Libellule”, le bellissime ragazze che, scelte durante i Munia, non faranno più ritorno. Mevlyn, tuttavia, ha un problema anche più grande da affrontare, perché lei è un'”Immune”. E, in un mondo in cui l’Ordine detiene il potere attraverso il monopolio delle dosi, unica cura contro la terribile infezione da PrP24, gli “Immuni” sono considerati un’anomalia, e quindi perseguitati. Mentre la Regione è scossa da avvenimenti che mettono in pericolo la sorte di ognuno, Mevlyn incontra Natan che, con coraggio e generosità, non esita a mettere a repentaglio la propria vita per aiutarla.

Non so da dove iniziare per descrivere questo libro che mi ha profondamente appassionata e mi ha tenuta incollata alla lettura fino a notte fonda perché non riuscivo più a staccarmi da Mevlyn, Nathan e le loro avventure.
Il libro si presenta ben scritto e davvero avvincente, mai banale, tiene costantemente la tensione alta e in più punti mi ha fatto venire il batticuore talmente ero immersa nella lettura, come fossi di fianco a loro fra i boschi, nei sotterranei, dovunque andassero, c’ero anche io. Questo primo libro fa parte di una trilogia e, a fine lettura, volevo già avere il seguito da iniziare per proseguire direttamente! Il finale è ben scritto, crea molta aspettativa per il suo seguito, rivela qualcosa, ma non troppo. Diciamo che incuriosisce e rivela al punto giusto per portare il lettore a volerne sapere di più.
La storia è raccontata da più punti di vista che si alternano nei vari capitoli e questo ci permette di capire a fondo i personaggi con i loro sentimenti e i loro caratteri, oltre che ad avere una visione a trecentosessanta gradi delle varie situazioni. Unica pecca di questa cosa è che a volte non capivo chi stesse parlando perché non c’è nessuna indicazione a riguardo e lo capivo poi proseguendo nella lettura del capitolo, ma penso sarebbe stato meglio avere un indicazione più chiara per questo.
Il libro parte un po’ lento, per le prime trenta pagine ho arrancato un pochino perché non riuscivo ad entrare nella storia e a capirla fino infondo. Detto ciò, una volta superato questo mio scoglio iniziale ho cominciato ad amarlo follemente e, ciliegina sulla torta, la storia che fa da contorno fra Nathan e Mevlyn, i due protagonisti, rende il tutto più avvincente e bello. Una piccola storiella d’amore non fa mai male in trame di questo genere, anzi, arricchisce la trama e l’autrice è stata in grado di gestire molto bene la cosa non sfociando in un romanzo rosa, ma tenendo comunque un perfetto sottofondo.
Cosa state aspettando? “Adam 1.0” vi aspetta, se vi sono piaciute storie come “Hunger Games” o “Divergent” questa vi farà letteralmente impazzire, ve lo posso assicurare!

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Caoineadh – Eva D’Amico

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Dopo aver letto questo libro, vi posso assicurare che toglierò ogni mio pregiudizio o ogni mia barriera verso alcuni generi e stili. Sono partita un po’ reticente perché di norma non scelgo questo genere fantasy inerente alla magia e cose di questo tipo. In questo caso, invece, ho avuto l’immenso piacere di collaborare con la casa editrice IDEA Immagina Di Essere Altro che mi ha sottoposto la lettura di “Caoineadh” di Eva D’Amico, un romanzo fantasy uscito nel 2018 e sono rimasta piacevolmente sorpresa!

Trama:
Aibhill, giovane nipote della capo villaggio, è una caoineadh molto dotata che sta terminando la sua istruzione. Ignara dei segreti che hanno portato Daoine, capostipite della sua specie, a svelarsi agli uomini e ben lontana dal comprendere a pieno la dualità tra la magia della Madre (intesa come forza naturale della vita) e il potere della Signora (allegoria della morte, come forma inevitabile e necessaria per l’equilibrio di tutte le cose), sarà costretta a intraprendere un viaggio al seguito della scorta reale. Durante tale percorso sceglierà di redimere il suo popolo agli occhi degli uomini, nonostante il lampante odio di questi ultimi nei suoi confronti. Non sarà facile la strada che la porterà a raggiungere il suo obiettivo; dovrà subire angherie e sopportare le catene ai polsi, sventare un intrigo ai danni del principe ereditario e convincere il rampollo dell’Accademia di magia di Auril che lei non è il nemico ma un valido alleato.

Innanzitutto sono stata piacevolmente sorpresa dall’autrice perché ha avuto la capacità di creare un mondo e, come sapete, a prescindere stimo molto chi si cimenta in queste ambientazioni perché, secondo me, è più difficile del creare una storia nel mondo nostro, che conosciamo per bene.
L’autrice ha una bellissima inventiva e nonostante parlasse di un mondo nuovo è stata ben chiara, le ambientazioni sono descritte in modo esaustivo, ma non in modo esagerato rischiando di annoiare. Alla fine della lettura abbiamo una visione totale del mondo in cui vivono le Caoineadh e il loro regno come se fosse il nostro. E questa è già una cosa di immenso valore.
I personaggi sono ben definiti e ben descritti nel loro mondo e nella loro personalità. La narrazione avviene in prima persona, cambiando di tanto in tanto il soggetto. Gran parte della storia è raccontato da Aibhill, ma abbiamo più volte i punti di vista delle persone che le stanno intorno. Questo ci consente di comprendere a pieno tutti i personaggi, i loro pensieri e il loro modo di essere, permettendoci così di capire le loro azioni.
Più volte durante il romanzo sono rimasta a bocca aperta perché l’autrice ha in serbo per il lettore dei colpi di scena non indifferenti che hanno dato un tono alla trama, rendendola non banale e mai noiosa. E quando dico “colpi di scena” lo intendo nel vero senso della parole. Cose che non avrei pensato leggendo il libro!
Unica nota dolente che è estremamente soggettiva è sul finale. Insomma, l’ho trovata la strada chiaramente più coerente e non forzata, però c’è stato qualcosa nel modo di concludere che non mi ha convinta fino infondo. Tuttavia questo finale non va a ledere l’immagine finale che mi rimane di questo libro, mi è piaciuto davvero moltissimo e l’ho trovato molto originale e molto ben scritto. Se non avesse avuto una fine così conclusiva, avrei quasi sperato in un seguito e con questo ho detto davvero tutto!

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L’artificio dell’illuminato -Sarah Helmuth

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Finalmente un bel fantasy nella rubrica dedicata agli autori emergenti! Ok, ok, lo ammetto, come già saprà chi mi segue da un po’, non vado pazza per questo genere. O è davvero ben fatto o proprio non lo tollero. Spesso mi annoiano, ma non è stato davvero il caso di “L’artificio dell’illuminato” di Sarah Helmuth (per il profilo dell’autrice qui)! Il libro attualmente è in campagna su bookabook e siamo davvero contenti di contribuire alla causa, perché crediamo davvero in questo progetto! Veniamo al dunque in ogni caso, i pareri dopo, prima che mi perda via subito, di norma quando qualcosa mi emoziona davvero è sempre così!

Trama:
A sud del Continente si annidano forze oscure. I contadini narrano di anime vagabonde, di morti che camminano, di aberrazioni in cerca di vendetta.
Più a nord, gli alchimisti hanno occupato la Fortezza di Andria e al suo interno perpetrano i loro macabri esperimenti. Seraphita, una delle loro cavie, riesce a evadere e fugge per i boschi circostanti con l’unico intento di trovare un posto sicuro dove rifugiarsi. Affamata e sfinita, ormai senza più alcuna speranza, s’imbatterà nell’unico individuo in grado di proteggerla. Ma potrà davvero fidarsi di lui?
Cinque giovani sono chiamati a rispondere a ciò che il fato ha in serbo per loro, cinque giovani il cui destino sarà quello di contrastare i piani dell’Illuminato.
Seraphita è solo il primo capitolo della serie, cui seguiranno le vicende di Mair-Lynn, Adam, Jormun e Yavin.

L’autrice di sè:
Sono una genovese cresciuta nei vicoli della Superba, “nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”… Mi sono appassionata della bellezza in ogni sua forma, pittura, scultura, fotografia, lettura, e da ognuna di queste arti ho tentato di recepire il meglio per formare la persona che sono oggi.
Mi piace scrivere perché mi rilassa, perché mi permette di sfogare la mia fantasia, perché dà vita ai miei sogni. Quando ero bambina disegnavo in continuazione, la mattina a colazione, a scuola nella ricreazione, i pomeriggi tra un compito e l’altro, poi ho scoperto che i miei disegni erano prima di tutto accompagnati da delle storie e ho cominciato a soffermarmi su ciò che scrivevo. In quel preciso istante ho capito, ho deciso, che avrei cercato di vivere una vita d’artista.

Avete presente quando leggete un libro ed avete la sensazione che l’autore sia davvero stato in grado di aver creato un mondo intero? Ecco, questa è stato quello che ho provato io quando ho concluso la lettura di “L’artificio dell’illuminato”. Come già è stato detto nella trama, questo è solo l’inizio ed onestamente io non vedo davvero l’ora di andare avanti! Appassionante è la parola chiave. Mi sono davvero appassionata a questa storia, a questo mondo che è stato creato. La costruzione di questo nuovo mondo, l’ho trovato molto simile a come è stato fatto “Il trono di spade”. L’autore lì ha creato un mondo intero, diverso dal nostro, per lo meno da quello attuale, ed ha pensato ad una storia così intricata da poter scrivere di tante altre storie, avere molti spin-off sempre interessanti per approfondire sempre di più la trama realizzata. Insomma, l’autrice in questo caso ha creato la stessa identica situazione! E’ incredibile, per me è una delle cose più difficili nell’arte dello scrivere e farlo in modo così appassionante ed originale significa avere proprio del talento ed è una delle cose che più mi affascina negli autori.
La protagonista di questo libro è Seraphita, una ragazza che scappa dalla Fortezza che per lei è stata la sua prigione per molti anni, dove veniva torturata e seviziata per gli scopi degli alchimisti. Nonostante l’età, nonostante tutto, si dimostra una ragazza forte e coraggiosa, riesce a fuggire, fino all’incontro con Gareth, un uomo del quale deciderà di fidarsi, senza sapere esattamente se può farlo oppure no.
Il libro è ben scritto, la trama ben sviluppata, è un’ottima introduzione a quello che verrà poi. Per i seguiti mi aspetto solamente più azione, più coinvolgimento nella storia perché si entrerà sempre di più nel vivo della storia.
Insomma, sinceramente io non vedo l’ora di leggere ancora di questa storia perché è molto avvincente, fantasiosa e mai banale. Ogni tanto, durante la lettura, l’autrice inserisce spunti, probabilmente per i prossimi libri, che aumenta solamente la curiosità e l’attenzione del lettore verso la trama.
Credo che un’autrice simile, per giunta nostrana, vada supportata. Al giorno d’oggi avere questa fantasia, questo talento non è cosa da tutti, ha creato davvero qualcosa di originale e notevole. Questa autrice mi ha davvero fatto dimenticare di leggere un libro di un autrice emergente.

Never never – Diego Cabras

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Oggi tocchiamo il tema dei videogiochi per il nuovo libro della rubrica autori emergenti! Mi riferisco a “Never never” di Diego Cabras (per il profilo dell’autore clicca qui). Il libro in questione è edito book a book, è stato in campagna sul sito della casa editrice ed è stato scelto dai lettori e, di conseguenza, successivamente pubblicato! Per chi non sapesse il funzionamento di questo casa editrice, vi rimando qui, al loro sito che spiega tutto nei minimi dettagli, meglio di come eventualmente farei io. Quindi, abbiamo un libro scelto dai lettori in primis, uscito a fine Novembre 2018. La cosa più interessante del libro è che tutto il ricavato dei diritti d’autore andrà all’associazione Tommasino Bacciotti, che si occupa di cura ed assistenza ai bambini malati di rumori cerebrali. Comprando il libro aiuterete qualcuno!

Trama:
Quando Jack accetta con entusiasmo l’invito a passare un week-end nella megavilla fuori Roma di Gloria, il suo attraente capo, crede di essere finalmente riuscito a farla capitolare: non sa, invece, che sarà l’inizio dell’apocalisse e che proprio lui ne sarà l’artefice. Jack, programmatore esperto, è stato infatti invitato da Gloria per testare un nuovo videogioco per smartphone su cui l’azienda ha investito tutti i suoi utili: Never Never. Attraverso la realtà aumentata il gioco permette agli utenti di compiere impunemente tutte quelle azioni che nella vita di ogni giorno non sono permesse dalla morale e dalle convenzioni sociali. È un successo planetario e Jack diventa ricco e famoso, fino a quando il gioco inizia a mostrare i primi effetti: sembra creare una strana dipendenza nei giocatori psicologicamente più deboli, che non riescono più a distinguere la realtà dal gioco, diventando violenti e molto pericolosi.

L’autore dice di sé:
Sono diplomato al liceo classico e sono laureato in Storia delle dottrine politiche ma ho sempre preferito una vita più vagabonda e attualmente gestisco un B&B a Firenze dopo aver passato circa venti anni a giro per il mondo lavorando come guida equestre, marinaio su barche a vela e istruttore subacqueo. Sono da sempre un lettore ‘compulsivo’ e abbastanza onnivoro, pur prediligendo su tutto il romanzo storico. Due anni fa ho iniziato a scrivere dei racconti per divertimento personale e alcuni amici, dopo averli letti, mi hanno spinto a farli vedere da qualcuno ‘del mestiere’ perché (a detta loro) sono buoni. Nel 2018 ho pubblicato il romanzo “Never Never” con Bookabook editore, attualmente in fase di promozione.

Beh, che dire di questo libro? Penso che senza ombra di dubbio dovremmo smettere di credere sempre ai professori e qui vi rimando ad una foto di Instagram dell’autore dove dice che la sua professoressa gli ha messo sempre 5 dicendogli che scriveva proprio di merda.
In un pomeriggio mi sono totalmente divorata “Never never”, seppur breve, in quanto possiede circa 170 pagine, contiene tutto quello che un buon libro poteva contenere. La storia forse può risultare a tratti un po’ striminzita e un elenco di eventi che si susseguono, senza una vera e propria narrazione. Questo, in ogni caso, avviene solamente in alcuni punti, specialmente verso la fine, non è una costante di tutto il romanzo. Penso, tutto sommato, che avrebbe arricchito di più il romanzo inserire più dettagli in molte situazioni, sarebbe stato molto interessante e particolare ed un bell’approfondimento della storia che era molto interessante e particolare.
Escludendo questa cosa, il libro è ben fatto, scorrevolissimo e molto piacevole nella lettura, la storia è originale e per nulla scontata conclusa con un finale altrettanto non banale. La cosa più semplice, con una storia simile, sarebbe stata farla finire nel modo più banale possibile ed invece mi ha sorpresa moltissimo. Non so dire se in positivo o negativo, nel senso che, infondo, sono una fan degli happy ending e non sono ancora ben riuscita a capire se mi trovo davanti ad una conclusione simile oppure no, ma questo è solo un parere personale. Dal punto di vista puramente “tecnico” a parte alcune vicende trattate superficialmente, come detto prima, il romanzo ha tutto al posto giusto e non mi stupisce che sia stato scelto da book a book per la pubblicazione. Spero di leggere presto altro dell’autore perché la fantasia di una storia simile non è senz’altro da tutti.

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