Un momento fa, forse – Giovanni Ardemagni

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Oggi parliamo di un libro di narrativa contemporanea, che è “Un momento fa, forse” di Giovanni Ardemagni, un romano uscito nel 2019, edito da Pegasus Edition. Si appresta ad essere un libro contemporaneo, andando a toccare tematiche “calde” del giorno d’oggi, come la disoccupazione non giovanile. Andiamo per gradi tuttavia.

In una Zurigo frenetica, il tempo si ferma, un momento fa, forse. Due amici, Marcel e “G” Vengono licenziato dalla loro azienda. Essere licenziati a 50 anni non dovrebbe essere una condanna ma un’opportunità di proseguire il proprio cammino verso una realizzazione personale in crescendo, invece, il romanzo di Giovanni Ardemagni ci rimanda in modo implacabile alla fragilità di una società mediatizzata, convulsa e sterile di soluzioni appropriate alla grandezza dell’uomo, lasciando i due protagonisti al loro libero arbitrio.

Come vi dicevo prima, questo libro va a toccare una tematica molto importante e “calda” al giorno d’oggi: la disoccupazione non giovanile. I due protagonisti infatti sono due uomini sopra i cinquant’anni che vengono licenziati dall’azienda in cui hanno sempre lavorato.
Durante il corso della storia vediamo due modi distinti in cui vengono prese queste notizie, senza dubbio è facile entrare in empatia con i personaggi perché è un tema, al giorno d’oggi, che ci tocca un po’ tutti quello del mondo del lavoro, è difficile rimanerne inermi.
Il romanzo tocca questa tematica in modo non eccessivamente pesante, è di facile e piacevole lettura. Non è uno stile che amo particolarmente, i dialoghi talvolta li ho trovati un po’ estremamente poetici e surreali, ma ho percepito che l’intento del libro fosse proprio questo genere di scrittura, quindi mi sono presa un po’ tutto il pacchetto completo. Questo modo di scrivere, tuttavia, da un buon carattere ai propri personaggi andandoli a caratterizzare molto. Tutto ciò fa in modo che la lettura, nonostante il tema complesso e “pesante”, risulti scorrevole e comunque piacevole, avendo qualche interruzione un po’ ironica.
Sicuramente l’autore non si è scelto una tematica leggera da trattare, ma l’ha fatto con grande maestria e, sebbene non sia il mio genere, sono riuscita ad apprezzarlo molto, sono certa che possa piacere anche di più a chi è solito leggere questo tipo di scrittura.

Una storia straordinaria – Diego Galdino

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Causa Covid-19, questo libro non ha avuto l’attenzione che meritava. “Una storia straordinaria” di Diego Galdino esce a metà Febbraio 2020, edito da Leggere Editore e personalmente non vedo anche l’ora di partecipare ad un firma copie perché son stata fin da subito molto entusiasta di questo libro. Andiamo per gradi: la trama!

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure, due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme?

Se vi piace sognare ad occhi aperti mentre leggere, avete trovato il libro giusto per voi. Ora è estate, se volete una dolce e tenera compagnia sotto l’ombrellone in spiaggia, in piscina, in giardino oppure semplicemente sul divano con l’aria condizionata, avete il vostro compagno ideale.
Anche in questo caso, dopo “Il primo caffè del mattino” e il suo seguito e “Bosco bianco“, Galdino si rivela sempre uno scrittore sensibile e romantico, in grado di dare una voce ai sentimenti. E’ difficile parlare di emozioni e sensazioni, ma, non si sa come, lui ci riesce in modo così naturale ed io me ne stupisco ogni romanzo che passa. “Una storia straordinaria” è una storia straordinaria per definizione. La dolcezza e la tenerezza trasmesse da questo romanzo, sono emozioni che ti permangono addosso anche giorni dopo che hai finito di leggerlo, è una storia che ti entra nelle viscere per non abbandonarti mai. Tutt’ora quando ripenso a Luca e Silvia provo un moto d’amore verso di loro e per la bellissima storia d’amore che hanno vissuto.
In questo romanzo in particolare, i due protagonisti sono due appassionati di film, dei veri e propri nerd, diciamocelo. Esprimono le situazioni, ciò che provano, tramite le scene di film che conoscono perfettamente. Molti film citati io li ho visti ed è stato davvero strano poter capire benissimo che cosa stessero intendendo, non mi era mai successo in un libro, ha instaurato in me una fortissima empatia e feeling.
Il tutto, inoltre, è stato condito, come ogni suo libro, da descrizioni di Roma davvero superlative ed emozionanti, credo che, se la professione di scrittore e di barista non gli bastassero, potrebbe tranquillamente fare anche la guida turistica, facendo così innamorare ogni persona del mondo delle sue storie e di questa bellissima città che ne fa sempre da sfondo.
Leggete “Una storia straordinaria” e non ve ne pentirete, ve ne sentirete arricchiti, garantito.

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La scelta – Nicholas Sparks

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La scelta” è uno dei tanti libri di Nicholas Sparks, edito da Sperling&Kupfer, uscito nel Settembre 2007 e tradotto da A. Petrelli. Sono pochi i libri che mi mancano da leggere di Sparks, questo in particolare l’ho sempre lasciato indietro perché non mi ispirava troppo, ma arriviamo al dunque: la trama.

Travis Parker è un giovane veterinario del South Carolina e la vita gli sorride: ha un lavoro appassionante, una villetta affacciata sull’oceano, un cane affettuoso e instancabile, dei cari vecchi amici… e fascino da vendere, ma ha anche la convinzione di non essere destinato alle relazioni a lungo termine. Qualcosa cambia nel suo cuore quando Gabby Holland, assistente medico in una clinica pediatrica, e Molly, la sua dolce collie, si trasferiscono nella casa accanto. Il primo incontro è burrascoso: Molly aspetta i cuccioli e la sua padrona incolpa il boxer del vicino. Eppure l’attrazione è forte e lentamente Travis riesce a conquistare la diffidente e fidanzatissima Gabby, pian piano i due si avvicinano, fino a rendersi conto di non poter fare a meno l’uno dell’altra. Un giorno, però, accade l’irreparabile e la vita di Travis subisce una drammatica svolta. Straziato dal dolore e dal rimorso, e dilaniato dai dubbi, per settimane continua a domandarsi: fino a che punto si deve arrivare per amore?

Come dicevo prima, non mi ispirava moltissimo, ma, per amor di leggere ogni libro prodotto da Sparks, ho voluto comunque leggerlo. Ammetto che, infine, mi è piaciuto invece abbastanza, quasi fino alla fine. La nota dolente risiede proprio nel finale che ho trovato molto poco da Nicholas Sparks. Non perché non ne sia stata contenta, ma perché è abbastanza inverosimile. E’ inverosimile e molto da romanzo rosa, quando lui di solito si presta a storie veritiere, sentimenti reali e situazioni altrettanto reali.
A parte questo dettaglio, il libro è sempre romantico, spigliato, molto sentimentale. Insomma, in piena linea con tutte le altre sue opere. Non lo reputo uno dei suoi migliori libri, che come sapete, secondo me è assolutamente “Le pagine della nostra vita“, ma si legge piacevolmente e molto velocemente, quindi come lettura leggere e confortante, ve la consiglio caldamente, a patto che non abbiate eccessive aspettative a riguardo.

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Eleanor Oliphant sta benissimo – Gail Honeyman

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Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman esce nel 2017, edito da Garzanti editore e tradotto da S. Beretta. Questo romanzo era l’esordio dell’autore ed ha venuto centinaia di migliaia di copie. Io ne ho sentito parlare tantissimo e sempre benissimo. Dopo due anni dalla sua uscita, mi son finalmente decisa a leggerlo! Intanto, quello che vi posso dire, mi sono chiesta perché non l’avessi fatto prima!

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

Dicevo: quando mai non l’ho letto prima! Io che amo questi libri psicologici, vado a nozze con “Eleanor Oliphant sta benissimo”. Quello che l’autore fa, è una totale immersione nella psiche della protagonista che si presenta come una donna che non sa minimamente stare al mondo. Quello che per una persona è normale, per lei è una follia pura. Insomma, in tanti momenti la cosa fa sorridere e ti viene da darle anche un po’ ragione, in altri invece ti sembra una totalmente fuori di testa. Insomma, grazie a questo si alternano quindi momenti divertenti a delle vere e proprie riflessioni. Ti fa aprire gli occhi su tante cose, ti fa battere il cuore, ti fa provare le stesse emozioni e sensazioni di Eleanor.
Sì, fondamentalmente questo è il libro. Un’immersione in una testa con qualche problema, con tanti angoli bui, con un mondo intero da scoprire. E’ bello scoprire tante cose insieme a lei, durante la lettura si ha proprio la sensazione di essere sua amica, di provare insieme a lei ttto quello che è il suo bagaglio emotivo. Alla fine della lettura, avrete sicuramente guadagnato un’ottima amica, del quale farete fatica a vivere senza.

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Vi svelo i miei 5 libri preferiti di Nicholas Sparks!

Non so bene per quale motivazione io non abbia fatto questo articolo prima. Sta di fatto che mancava e, sul mio blog, non è possibile!
Chi mi segue da un po’, qui o su Instagram, saprà bene che, fra i miei autori preferiti, c’è Nicholas Sparks. I suoi libri per me hanno fatto parte della transizione fra i libri per bambini e i libri per adolescenti/adulti.
Quando avevo circa dieci anni, vidi su un canale in TV un film insieme a mia sorella. Mi piacque così tanto che lo cercai in lungo e in largo in DVD. Quando finalmente internet diventò alla portata di tutti, scoprii che quel film era tratto da un romanzo. Quel film si chiamava “I passi dell’amore” ed era tratto dall’omonimo libro, di Nicholas Sparks. Da lì nacque il mio amore per le sue storie ed i suoi libri, che dura tutt’ora. I suoi romanzi rappresentano per me un porto sicuro, un punto in cui tornare quando mi sento persa. Si avvicina ai miei pensieri perché io, in amore, ho le sue stesse convinzioni, mi sento molto affine a ciò che scrive e alle emozioni che trasmette.
Beh, veniamo al dunque. QUALI SONO I MIEI LIBRI PREFERITI DI NICHOLAS SPARKS?

  • Partiamo dal re dei suoi libri per me. Quello che fa da termini di paragone per tutto, quello che, qualsiasi libro tu leggerai, non sarà mai più bello di quello. “Le pagine della nostra vita” (per la mia recensione, clicca qui!). Neanche 200 pagine di libro che mi emozionano e mi fanno venire la pelle d’oca ogni volta. Insomma, che vi devo dire. Noah e Allie mi hanno rapito il cuore, come faccio a negarglielo? Anche da questo libro è stato tratto un film, omonimo, ed è fra le trasposizioni meglio riuscite secondo me!
    Cliccate qui per leggere la trama del libro e qui per il film.
  • Al secondo posto mi tocca davvero mettere uno dei ultimi libri. “Ogni respiro” (per la mia recensione completa, clicca qui!). Forse perché mi ha ricordato moltissimo Noah e Allie, essendo la storia simile, ma mi ha toccato nel profondo. In questo libro ho rivisto tutto quello che più amo di Sparks: l’amore vero, quello con la A maiuscola, quello indimenticabile e che resiste a qualsiasi cosa. Mi auguro venga fatto un film anche di questo, ma per ora dovremo accontentarci del libro. Per leggere la trama del libro clicca qui!
  • Le parole che non ti ho detto“. Già solo il titolo rende questo libro amabile. Quanto ho amato il personaggio di Garrett lo so solo io, ogni donna meriterebbe un amore simile dal proprio uomo. Questo romanzo è davvero indimenticabile, romantico, emotivo e forte. E’ fra i suoi primi libri scritti, ma nonostante tutto lo considero fra i migliori. Anche da questo è stato tratto un film omonimo, molto bello ed emozionante. Per leggere la trama, clicca qui, e poi qui per il film dedicato.
  • Come potrei lasciare fuori da questa piccola lista “Come un uragano“. Libro dal titolo molto importante, che esprime l’emozione e le sensazioni che ti procura. Sarò ripetitiva, ma Sparsk è un poeta dell’amore e di questo parla nei suoi libri. Non parla d’amore come si fa in un romanzo rosa o nelle commedie, ma in un modo molto più profondo, scavando nelle vere emozioni. Questo romanzo non è da meno e neanche il film omonimo tratto da esso. Vi travolgerà per davvero come un uragano. Se volete farvi travolgere leggendo la trama completa clicca qui. Per il film invece clicca pure qui!
  • Ultimo, ma non per importanza, vi citerò “Ho cercato il tuo nome“. “Un dettaglio, anche il più insignificante, può cambiarci la vita in un attimo. Quando meno ce lo aspettiamo succede qualcosa che ci porta su un sentiero che non avevamo scelto e verso un futuro che non avremmo mai immaginato. Dove conduce quel sentiero? È il viaggio della vita, la ricerca di una luce; a volte però trovare la luce significa attraversare la più fitta oscurità.” Che altro aggiungo? Non saprei, vi dico solamente che anche da questo è stato tratto un bellissimo film. Per la trama completa del libro clicca qui, per il film invece qui!

Eccoci qua alla fine di questa lunga lista. Questi sono i miei libri preferiti in assoluto di Nicholas Sparks. Ovviamente ce ne sarebbero altri da dire, ma alla fine dovrei dirli tutti quanto, quindi ho cercato di fare una top five dei migliori, secondo il mio punto di vista.
E i vostri, quali sono? Sono molto curiosa di sapere quelli che scegliereste voi!!

Ma tu sei felice? – Federico Baccomo

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Questo è un romanzo diverso dal solito. Forse di libri così non esistono poi così tanti. Mi riferisco a “Ma tu sei felice?” di Federico Baccomo, uscito nel 2019, edito da Solferino Libri, che mi ha gentilmente omaggiata di una copia. Un libro strano e particolare, senza ombra di dubbio lascia il suo segno.

Tutto comincia con una domanda: Ma tu sei felice? È l’inizio di un dialogo all’apparenza ordinario, quello tra Vincenzo e Saverio, due amici seduti al tavolino di un bar per il classico aperitivo. Vincenzo ha un problema che riguarda suo figlio: un incidente con un compagno di classe, una maestra indelicata, un colloquio imbarazzante. Saverio ha un dilemma più immediato: la sua dieta iperproteica funzionerà davvero? Entrambi sono presi dall’epica di una quotidianità le cui tappe obbligate prevedono di prendersi cura della famiglia, sopravvivere al lavoro, arrivare a fine mese, oltre naturalmente a mentire, tradire, imbrogliare. Vincenzo e Saverio, insomma, sono tutti noi. Nel botta e risposta trascinante che questo romanzo mette in scena, ci appassioniamo ai colpi di teatro delle loro vite, e nelle loro vicissitudini di umanissimi antieroi riconosciamo le nostre. Ma le cose, nella letteratura come nella realtà, non sono mai come sembrano. Federico Baccomo si diverte a ribaltare i luoghi comuni e a giocare con le nostre aspettative di lettori, in un romanzo diverso da ogni altro. Un dialogo perturbante, comico, insensato, commovente: come la vita. Una moderna, irresistibile commedia dell’assurdo.

Il romanzo si svolge in tutta la sua totalità come se fosse una normale conversazione fra due amici. E’ un continuo botta e risposta fra di loro, un dialogo lungo duecento pagine che, con ironia e battute, va a toccare molti luoghi comuni attuali. In questo modo totalmente sarcastico ti fa sorridere durante la lettura quando capisci dove sta andando a parare il discorso. I due protagonisti seguono un filo logico nel discorso, ma si perdono continuamente in divagazioni che danno vita a scenette ironiche e divertenti riguardo i problemi della società odierna.
Il libro, secondo me, è un po’ limitato nel senso che non è detto che arrivi a tutti. Se ci si aspetta una solita storia, un romanzo tipico e normale, non è quello che troveremo. Se ci approcciamo ad un libro di questo tipo dobbiamo farlo con la mente aperta per capire dove questa ironia e queste estremizzazioni ci vogliono portare. Se ci fermiamo alle nude e crude parole come possiamo fare in altri libri, non troveremo nulla di particolare in questo romanzo, ma se ci poniamo in tema riflessivo ci si aprirà tutto il significato che si vuole trasmettere.
Il romanzo è molto scorrevole, si fa leggere davvero in poche ore essendo, questi scambi di battute, molto repentini. Il tutto condito da un finale un po’ inaspettato che svela il significato generale di tutto quello che abbiamo appena letto. Insomma, un libro tutto da scoprire, che ha la capacità di farci sorridere di alcune situazioni attuali portati al loro stremo, descritte in modo ironico e spigliato. Un piacevole distacco dalla routine di vita quotidiana.

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Tra di noi una vita intera – Melanie Levensohn

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A volte ci capita di imbatterci in libri che ci fanno sognare solo dal titolo o solo dalla copertina. Per me questo è stato il caso di “Tra di noi una vita intera” di Melanie Levensohn, uscito nel 2019, tradotto da A. Petrelli, edito da Corbaccio Editore che mi ha gentilmente omaggiata di una copia. Vi avverto che, dopo questo libro, non sarete più gli stessi.

Parigi, 1940. Judith, giovane studentessa ebrea, è minacciata dall’occupazione nazista ed è ormai costretta a vivere in clandestinità. Insieme al fidanzato Christian, figlio di un ricco banchiere, progetta una fuga in Svizzera ma, a poche ore dalla partenza, il suo nascondiglio viene scoperto e lei deportata. Da allora non si sa più nulla di lei. Montreal, 1982. Jacobina non ha mai avuto un buon rapporto con il padre e sono decenni che vive a Washington, ma adesso il padre è in punto di morte e le ha chiesto di andare al suo capezzale per farsi fare una promessa solenne: Jacobina deve impegnarsi a cercare Judith, una sorellastra di cui lei ignorava l’esistenza e che il padre ha visto per l’ultima volta a Parigi prima della guerra e prima di abbandonare la Francia per rifarsi una vita in Romania. Washington, 2006. Béatrice, parigina, lavora alla Banca Mondiale e si è trasferita da poco negli Stati Uniti. Nonostante il lavoro massacrante, Béatrice opera anche come volontaria in un centro di assistenza. Le viene affidata una signora anziana, Jacobina, che vive da sola e che non sembra provare alcuna simpatia per chi la assiste: ma quando scopre di avere di fronte una ragazza francese decide di mantenere finalmente la promessa fatta al padre e le chiede di aiutarla a trovare notizie della sorella mai conosciuta. La storia narrata da Jacobina spinge Béatrice ad avviare una ricerca attraverso i decenni e i continenti, una ricerca che la porterà a scoprire una verità che la coinvolge ben più di quanto non pensi.

Vi è mai capitato di finire un libro e, dopo averlo chiuso, guardarvi intorno spaesati perché non sapete più cosa fare? Come se la lettura appena conclusa vi avesse totalmente tolto tutte le energie, come se, chiudendo quella copertina, aveste lasciato qualcosa di voi lì dentro, insieme ai personaggi che più avete amato e odiato. Vi è mai successo? A me sì, molte volte, potrei tranquillamente affermare che nella mia libreria ci sia più di me che in qualsiasi altro angolo della casa. E mi è successo ancora. Le emozioni che mi hanno pervasa durante la conclusione di “Tra di noi una vita intera” sono state molteplici. Ero triste, per la fine del libro, ma felice per i personaggi che hanno trovato il loro posto nel mondo, anche se non sono più gli stessi di prima. Il libro è ambientato in parte al tempo della Seconda Guerra Mondiale, quindi penso che possiate capire cosa intendo quando dico così. Questo romanzo è ispirato ad una storia vera, anche se, da ciò che mi pare di aver capito, c’è molto di romanzato, ma sono sicura che di storie simili in quell’epoca ce ne siano molteplici.
Potrebbe sembrare una storia d’amore, dalla copertina e dal titolo, ma non lo è. O meglio, non completamente. C’è l’amore, com’è giusto che sia, per contrastare la crudezza di certi avvenimenti, ma c’è anche molto altro. “Tra di noi una vita intera” è un libro da amare, da scoprire, da capire. Un libro da cui è giusto farsi emozionare. Sono già tre giorni che l’ho finito e non sono ancora riuscita ad aprire un altro libro perché non sono ancora pronta a lasciare andare questo.
Che dite, sono pazza o è successo anche a voi? Inutile dire che ve lo consiglio di cuore perché questo romanzo merita di essere letto e vissuto fino alla fine.

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Non dirmi che è solo un gioco – Simone Nasso

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Alla Fiera Internazionale del Libro di Torino ho avuto il piacere di andare allo stand di Edizioni Effetto. Nel loro stand potevi lasciare al destino la scelta del tuo prossimo libro, pescando un foglietto al cui interno erano racchiuse varie frasi dei loro libri. Io, da bravo Juventino, ho pescato un libro sul calcio e dedicato alla Juve. Ho avuto quindi il piacere di leggere “Non dirmi che è solo un gioco” di Simone Nasso, uscito nel 2018 ed edito, appunto, da Edizioni Effetto.

Mikael è un bambino di otto anni che sta per vivere una delle giornate più importanti per un bambino: la sua prima Comunione. Ma qualcosa di inaspettato cambierà la sua vita: sacro e profano si mischieranno in un caleidoscopio di emozioni inaspettate che gli cambieranno la vita; iniziandolo verso una passione a volte più grande di lui. Era il 5 maggio 2002.

Come dicevo prima, bizzarro che il destino mi abbia fatto sorteggiare proprio un libro sul calcio e, più nello specifico, alla Juve. L’ho letto davvero con molto piacere e, per uno juventino, ci sono tante cose bellissime da ricordare, nella storia della squadra, senza tuttavia dimenticare quelle brutte. Un susseguirsi di alti e bassi come quello che è stato nella realtà. L’autore infatti narra la storia di Mikael, fin dall’infanzia, che è un bambino con la passione del calcio e della Juve. Lo so, lo so, potreste pensare “che noia, non lo leggerei mai” se non amate particolarmente questo sport, ma vi posso dire che è un libro per tutti. Anzi, aiuta forse a capire quanto una passione possa aiutarci nel corso della vita e quanto possa essere importante averne, sia che questa sia il calcio, come un qualsiasi altro sport o attività.
Nel corso della storia, infatti, viene evidenziato molto quanto sia importante per il protagonista questo sport e questa squadra, quanto lo abbiano aiutato nella vita, nei momenti difficili.
Durante la lettura, tuttavia, ho notato svariati salti temporali, anche piuttosto importanti, che non ho gradito molto. Avrei preferito qualcosa di più lineare, che accompagnasse in tutto e per tutto la vita di Mikael. In ogni caso, il romanzo è un libro piacevole e scorrevole, che si legge molto velocemente e che, ad uno juventino più di tutti, risveglia tanti bellissimi ricordi, come ogni passione che si rispetti, senza essere pesante, per chi non è un fan del calcio o della squadra in questione. Resta un piacevole ricordo anche l’aver pescato proprio questo romanzo, come si suol dire, la casualità.

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La figlia della libertà – Luca Di Fulvio

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Avete presente l’amore a prima vista? Fra me e questo libro è stato proprio così. Sono andata in cassa in libreria, con tutt’altri libri, e la commessa mi ha consigliato questo nuovo libro uscito. Un po’ restia ho guardato la copertina, che non mi ha attirata particolarmente. Associo questo genere di copertina a libri un po’ più pesanti da leggere, dalle trame più complesse e non era proprio quello di cui avevo bisogno in quel momento. Tuttavia la trama mi incuriosiva, così ho deciso di ascoltare il consiglio della ragazza e far venire a casa con me questo libro. Mi riferisco a “La figlia della libertà” di Luca Di Fulvio. Il libro esce nel 2019, edito da Rizzoli.

Raechel, sguardo vispo nascosto da un cespuglio di ricci scuri e crespi, sogna di diventare libraia, nonostante nel suo villaggio, sepolto dalla neve della steppa russa, alle ragazze non sia permesso neanche leggere. Rosetta ha ereditato un pezzo di terra, ma subisce ogni giorno le angherie dei suoi compaesani, convinti che una donna sola e bella non possa restare troppo tempo senza un marito a cui sottomettersi. Rocco, figlio di un uomo d’onore, è costretto a una scelta: se non vuole morire, deve diventare anche lui un mafioso. Tutti e tre sanno che c’è un solo modo per essere liberi: fuggire, scappare lontano, al di là dell’oceano. Arrivano a Buenos Aires per ricominciare, ma l’Argentina è terra di nessuno: per sopravvivere, gli emigranti accettano anche ciò che sembra inaccettabile, e sono le donne a pagare il prezzo più alto, in una città piena di uomini soli e senza scrupoli. Tra le grida del porto e i vicoli del barrio si annidano pericoli e fantasmi del passato, ma Raechel, Rocco e Rosetta sono pronti a tutto: inganni, travestimenti, loschi affari e fughe rocambolesche, per salvarsi ancora una volta e ricominciare, finalmente, a vivere senza paura.

Io stavo già amando moltissimo questo libro, ma dopo la conclusione e dopo aver letto le note d’autore finali, l’ho amato anche di più, nel caso fosse possibile. La storia è ispirata a fatti realmente accaduti e il parere dell’autore a riguardo pone a un importante riflessione finale. Ho pensato a questa storia costantemente durante la lettura ed anche dopo. E’ un romanzo che ti rimane dentro, che non ti molla quando smetti di leggerlo. Continui a pensare ai protagonisti, alle loro vite, a quanto la loro vita possa essere stata ingiusta. Lo scrittore non si è comunque dimenticato delle amanti del romance e l’ha inserito in modo perfetto nel romanzo. Romance al punto giusto, non prende il sopravvento, ma rimane costante come sottofondo in ogni capitolo.
Il libro è di circa seicento pagine, ma non le ho neanche sentite, era troppo bello. Sono entrata fin dalla prima pagina nel vivo della storia e non sono mai riuscita a lasciarla. La scrittura di Luca Di Fulvio è ammaliante, arriva dritta al punto, senza tanti giri di parole. I dettagli sono curati nei minimi particolari, abbiamo una visione totale di una Buenos Aires del tempo. Con i suoi quartieri ricchi, ma anche poveri. I bordelli, le condizioni dei poveri e dell’umanità e i suoi meccanismi in quel periodo storico, sono tutti dettagli caratteristici che l’autore ha reso perfettamente. Angoscia e tristezza mi hanno accompagnato in queste descrizioni, al pensiero che quelle condizioni fossero reali e la normalità una volta. Il fatto che una donna non contasse niente, che fosse solo un sacco di organi buono solo per fare sesso e soddisfare la voglia degli uomini. E’ incredibile quanta strada sia stata fatta e tanta ce ne sia ancora da fare. Donne come le protagoniste sono le donne che ci hanno permesso di avere la condizioni attuale.
Queste sono le riflessioni che l’autore e la sua storia, tratta da vari fatti realmente accaduti, mi hanno suscitato. Sono molto contenta di aver scoperto questo libro, che me l’abbiano consigliato. Questo autore ha un modo di narrare molto simile a Markus Zusak, l’autore di “Storia di una ladra di libri” e “Il ponte d’argilla“. Fino ad ora non avevo mai trovato questa scrittura in un autore italiano, mi ha piacevolmente sorpresa e sicuramente leggerò altro, me ne sono totalmente innamorata. E cosa desiderare di più da un libro? Quando un libro ti entra dentro e non ti abbandona mai, neanche dopo averlo finito, è un libro degno di essere letto, conosciuto, un libro di cui tutti dovrebbero parlare.

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Spyros. Il marinaio italiano – Rita Giammaresi

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Grandi progetti scaturiscono da queste bellissime collaborazioni, quindi state assolutamente sintonizzati che a breve ne saprete molto di più. Nel frattempo oggi, in collaborazione con Bonfirraro Editore, vi voglio proporre questo bellissimo libro: “Spyros. Il marinaio italiano” di Rita Giammaresi, edito dalla sopracitata casa editrice, uscito nel 2018, che ci narra la vita a ritroso nel tempo di Spyros, il marinaio italiano e delle sue avventure, in particolare nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.

È un giorno d’inverno. Giuseppe, dopo una lunga vita vissuta tra gioie, dolori, entusiasmo, tenacia e tante avventure, ha appena esalato il suo ultimo respiro. La morte lo ha preso, ma inizia a percepirsi più vivo che mai e incomincia a ripercorrere a ritroso un viaggio nelle memorie del proprio passato.
Partendo dall’infanzia, i suoi ricordi si snodano tra gli anni ’20 e ’30 nel colorito rione del Capo, storico quartiere di Palermo. Le sue rievocazioni continuano in Grecia poiché, a seguito dello scoppio del Secondo conflitto mondiale, Giuseppe riceve la chiamata alle armi. Divenuto un marinaio della Regia Marina Italiana, apprende una nuova lingua e si integra per quattro lunghi anni nella piccola comunità di Navarino, in Grecia, i cui abitanti gli danno il soprannome Spyros e dove lascerà un pezzo del suo cuore e della sua giovinezza. Giuseppe narra il suo ritorno in una Palermo da ricostruire insieme alla sua stessa vita, un cammino di sofferenza, ma anche e soprattutto di riscatto e di speranza tracciando con serenità, fin dalla prima pagina, un intenso percorso di riflessione che terrà il lettore con il fiato sospeso fino alla fine.

Cosa mi ha attratto di questo libro? In primis la copertina, che vedete all’inizio dell’articolo. Da amante del mare e di quei posti è difficile per me non esserne attratta. In secondo luogo il titolo, particolarmente attraente e accattivante ai miei occhi. Devo essere onesta: questo libro mi ha totalmente stregata. L’ho letto in due pomeriggi. E’ uno di quei libri che ti prende per mano e ti porta in quello strano posto dove non esiste lo spazio-tempo e sei solo tu, il tuo libro e i personaggi della storia che stai leggendo. Solo chi ama leggere penso possa capire cosa voglia dire e, credo, per un lettore non c’è cosa più bella. Cosa si può desiderare di più da un libro se non questo??
Il romanzo è scritto molto bene, scorrevole, sebbene sia una sorta di biografia del protagonista, quindi priva di grandi dialoghi e cose di questo tipo. Nonostante ciò mi ha tenuta incollata tutto il tempo, bramosa di saperne di più e di andare avanti, fino alla fine, per leggere tutto delle avventure di Spyros. Come sapete, non sono mai stata amante dei libri incentrati sulla Seconda Guerra Mondiale, se sono troppo storici o dettagliati, mi annoiano abbastanza. Se siete come me, la storia di Spyros non vi farà assolutamente questo effetto, anzi, lo amerete follemente, insieme a tutti i personaggi che lo circondano e che fanno da perfetto contorno alla sua vita.
Cosa si può trarre da questo libro? Tutto. Voglia di vivere, che oggi è decisamente meno di molti anni fa. Ambizione, forza d’animo, voglia di fare, voglia di spaccare il mondo.
State cercando un libro che vi cambi un po’, che vi renda persone diverse rispetto a come eravate all’inizio della lettura? Fidatevi, l’avete trovato.
State sintonizzati, a breve grandi novità con Bonfirraro Editore e con l’autrice!!

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