Il ladro di baci – L. J. Shen

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E rieccoci con un nuovo appuntamento tutto a tema romance! Oggi parliamo de “Il ladro di baci” di L. J. Shen, edito da Always Publishing.. Vi consiglio caldamente i loro romance, a me fino ad ora non mi ha deluso nulla! Uscito il 14 Gennaio, è svettato dritto nelle vette dei miei romance preferiti, ma andiamo con ordine passando prima dalla trama.

Un bacio rubato a una principessa. Due re in cerca di vendetta. Tre vite intrecciate. Figlia di uno degli uomini più influenti di Chicago, a diciannove anni, Francesca ha sempre vissuto dentro una gabbia dorata con un futuro ben delineato davanti a sé: ciò che la aspetta non è il college, bensì un matrimonio organizzato. E lei è già certa dell’uomo che sceglierà tra i suoi pretendenti, il suo amore di infanzia. La sera della sua presentazione in società, Francesca è pronta a donare il suo primo bacio ad Angelo ma invece, complice il buio della notte nera di Chicago, la giovane si ritroverà con l’inganno tra le labbra del perfido senatore Wolfe Keaton. Il giovane senatore Wolfe ha ordito un piano di vendetta nei confronti del padre di Francesca: il suo primo passo sarà ricattarlo per avere la mano di sua figlia. Francesca si ritrova così costretta a sposare Wolfe, e il suo intero mondo crolla. Il senatore incarna tutto ciò che la giovane donna disprezza in un uomo: arrogante, spietato, ambizioso e donnaiolo, una persona senza scrupoli. Eppure la ragazza scoprirà ben presto che sotto la corazza di cinismo e antipatia che Wolfe Keaton si è costruito c’è molto, molto di più. L’unico desiderio di Francesca è tornare tra le braccia di Angelo, l’unico obiettivo di Wolfe è la vendetta. Ma forse entrambi hanno sottovalutato il potere dei sentimenti che provano l’uno per l’altra. Sullo sfondo di una Chicago fiabesca in mano a famiglie illustri e potenti, si dipana una storia dal gusto antico e sognante, narrata da personaggi moderni. Il ladro di baci è un romanzo autoconclusivo e non è collegato a nessuna serie.

Secondo me qui ci troviamo di fronte ad una nuova storia che ha qualche sfumatura che ricorda, appunto, la saga de “50 sfumature di grigio”. Non so perché, ma il protagonista Wolfe mi ricordava moltissimo un sicuramente più sobrio Christian Grey, non in tutto, però c’era qualche ispirazione che l’autrice sicuramente ha preso dalla famosissima saga.
Il romance è scritto molto bene, in pieno stile romance da divorare, quindi dialoghi un po’ surreali, situazioni e scene portati un po’ all’inverosimile, ma con capitoli che si susseguono così velocemente che in men che non si dica ti ritrovi alla fine con ore passate sul libro, senza sapere come questo possa essere successo, è una lettura molto veloce e coinvolgente per chi apprezza il genere, senza ombra di dubbio. Se inizierete a leggerlo e vi ritroverete con i primi capitoli un po’ più lenti o che magari vi travolgono poco, vi posso dire di aspettare e dargli una chance, anche per me è stato così! Lo ammetto, all’inizio mi aveva presa molto poco, pensavo di aver preso un buco nell’acqua, ma dopo la prima introduzione e i primi capitoli, la storia prende un ritmo costante e travolgente, una alternarsi fra colpi di scena e scene che fanno sognare ad occhi aperti, la noia sicuramente viene scacciata via dalle emozioni. Vi consiglio caldamente questo romance, il senatore Wolfe Keaton aspetta solo che voi.

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Il giardino degli incontri segreti – Lucinda Riley

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Rieccoci dopo un po’ di tempo tornare sui libri della Riley. A questo giro recensisco “Il giardino degli incontri segreti”, edito da Giunti Editore e uscito nell’ormai lontano 2010. Insomma, come ben sapete, dopo aver letto “La lettera d’amore” e “Il segreto della bambina sulla scogliera“, mi sono innamorata di questa autrice, del suo modo di scrivere e delle sue storie, da amante anche del romance un po’ drammatico. Andiamo con ordine e veniamo prima alla trama.

Da bambina Julia Forrester ha trascorso molte ore felici nell’incantevole tenuta di Wharton Park, dove suo nonno coltivava con passione le specie più rare ed esotiche di fiori. Quando un terribile incidente sconvolge la sua vita, Julia, ormai bella e affermata pianista, torna istintivamente nei luoghi della sua infanzia, nella speranza che la aiutino a capire che direzione prendere, come è avvenuto in passato. Da poco, la tenuta di Wharton Park è stata rilevata dall’affascinante e ribelle Kit Crawford, che durante i lavori di ristrutturazione ha trovato un diario datato 1940, forse appartenuto al nonno di Julia. E mentre con l’avanzare dell’inverno la tensione tra Julia e Kit cresce di ora in ora, Julia si rivolge alla nonna Elsie per scoprire quale verità si nasconda dietro quelle pagine annotate. Ed è così che un terribile segreto sepolto per anni viene alla luce, un segreto potente, che ha quasi distrutto Wharton Park e che è destinato a cambiare per sempre anche la vita di Julia.

Come al solito, la scrittura della Riley mi coinvolge e mi tiene incollata al libro, c’è poco da fare. Io amo il romance, ma non quello semplice, ma quello con un po’ di dramma, un po’ travagliato, che fa un po’ soffire.. Lo so, sarò un po’ masochista, ma è così, poco posso farci davvero. La Riley quindi mi offre esattamente ciò che mi piace, con una scrittura fluida e coinvolgente, sebbene abbia comunque trovato dei difetti in questo libro, rispetto agli altri che invece ho trovato simili alla perfezione per quanto concerne i miei gusti.
Vi dirò un po’ questi difetti, pur ricordando che a me la scrittura ha coinvolto ugualmente, ma ad un lettore un po’ meno appassionato, sinceramente capisco che possa invece non piacere o non concordare con certe scelte. Il primo difetto riscontrato è senza dubbio la lunghezza. Non tanto perché è lungo, ma quanto perché verso la fine si ha un po’ la sensazione che siano stati aggiunti eventi e colpi di scena messi ad HOC per allungare il brodo, che non è mai cosa piacevole da riscontrare in una lettura. Il secondo difetto è sempre legato a questo: per allungare la storia di un centinaio di pagine almeno, è stato aggiunto un colpo di scena.. si può dire assurdo? Non dico che sia totalmente improbabile, per carità, ma l’ho trovato decisamente forzato e un po’ inutile. Inoltre succede proprio verso la fine, io l’ho trovato fuori contesto e troppo forzato per apprezzarlo, il carattere e alcune cose di alcuni personaggi erano portati veramente allo stremo, in una situazione poco plausibile.
Il finale non posso dire che sia a sorpresa perché era abbastanza scontato da metà libro in poi, ammetto che forse anche questo è un po’ esagerato e forzato, ma ehi, io l’ho amato soprattutto per questo. Essendo un dramma un po’ tormentato e surreale per tanti aspetti, avere un finale diverso sarebbe stato.. strano.
Ultima cosa, ma meno importante delle altre, è senz’altro il titolo. La traduzione italiana non ha alcun senso ed è assolutamente fuorviante. Vi giuro che arrivata alla fine del libro non ho ancora capito quali fossero questi incontri segreti nel giardino. Poco chiaro e fa intendere davvero tutt’altro, per come è impostata la trama, beh, non c’entra proprio nulla. Non che sia qualcosa di vincolante, per carità, però non è mai carino avere queste diversità.
Insomma, se avete letto le altre mie recensioni dell’autrice, capirete che questo libro rispetto a quelli è un po’ più sottotono, ma risale anche a 10 anni fa, dopo l’autrice magari era anche meno esperta, e anche se non fosse, un libro un po’ più giù degli altri, in una fitta carriera ci può sempre stare, non pensate? Nonostante tutto quello che vi ho detto, a me è piaciuto molto e mi ha coinvolta fino alla fine, l’ho divorato, in tutta la sua lunghezza nelle pagine, e, a modo mio, sono riuscita comunque ad apprezzare i personaggi, sebbene non sia entrata perfettamente in empatia con tutti. Ho letto anche recensioni di chi diceva che una dei protagonisti della storia era cattiva e vendicativa, per me è una di quelle con cui sono rimasta più in empatia, quindi direi che è tutto davvero molto soggettivo e soprattutto, essendo ambientato in un periodo storico come la Seconda Guerra Mondiale, devo dire che giudicare diventa troppo anche per il lettore più ardito. Insomma, a voi l’ardua sentenza dopo questo sproloquio, che ne pensate?

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La magia del ritorno – Nicholas Sparks

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Eccoci qui con un nuovo libro di Nicholas Sparks di cui parlare. Quest’oggi vi parlo del nuovo libro uscito questo anno “La magia del ritorno“, uscito il 30 Giugno 2020, edito come sempre da Sperling&Kupfer per un totale di 400 pagine. Aspettavo questo momento come un bambino aspetta il Natale perché quando sta per uscire un nuovo libro di Sparks sono sempre su di giri e non vedo l’ora di averlo fra le mani e leggerlo, sebbene alla fine aspetto sempre il momento giusto prima di finirlo. Andiamo con ordine e vediamo la trama.

Per Trevor Benson, i più bei ricordi d’infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. È a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell’anima. In quell’estate sospesa tra un capitolo e l’altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d’amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell’istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell’amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Ed eccoci arrivati alla nota dolente, uno di quei momenti che pensavo non sarebbe mai arrivato: quando il tuo autore preferito ti delude (trovate il podcast inerente alla situazione esattamente qui). Sì, perché è questo che mi è successo leggendo questo libro. So che magari vado contro corrente perché in realtà ho letto molte recensioni positive, ma a me questo libro, proprio non mi ha convinta. Non sono riuscita a trovarci un feeling, l’ho trovato scarno di pathos, di emozione. I due protagonisti mi sapevano già di visto, come se Sparks avesse convogliato in questi due poveri disgraziati le caratteristiche di tutti i protagonisti delle sue storie migliori.
La storia a tratta mi è risultata noiosa, banale e scontata, non sono proprio riuscita ad apprezzarlo, ne all’inizio, ne tanto meno alla fine che ho trovato la conclusione forse peggiore della storia stessa tanto fosse prevedibile e buttata un po’ lì così. Non avrei mai pensato di recensire così un libro del mio autore preferito, ma d’altronde, diamo a Cesare quello che è di Cesare, mentirei a me stessa se vi dicessi cose differenti, davvero.
Sono convinta tuttavia che qualche opera sottotono gliela posso anche perdonare, volendo perché ha scritto tanti libri, tutti molto belli, che toglievano il fiato, quindi posso perdonarlo per ora, ma spero vivamente che ritrovi se stesso ed il suo talento perché non voglio pensare sia ormai al fine della sua carriera e che stia continuando a scrivere solo per inerzia, penso che noi fan che lo supportiamo da così tanti anni non ce lo meritiamo per niente.
Detto ciò, se voi l’avete letto e vi è piaciuto, sono veramente contenta per voi perché non è bello ritrovarsi così delusi dal proprio autore preferito, dietro al quale riponiamo sempre così tante speranze. Cosa ne pensate? Vi è mai successo di essere così delusi?
Vi comunico tuttavia che resterò fiduciosa per il prossimo, sono pronta a passarci sopra, per Sparks questo e altro.

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Noi in un istante – Jewel E. Ann

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Benritrovati carissimi lettori, oggi recensiamo un bellissimo romance, quindi.. amanti delle storie d’amore, venite a me, ho qualcosa per voi!!
Ebbene sì, oggi recensiamo un romance, dopo un po’ di tempo, mi sembrava giusto. Quello di cui vi parlo è “Noi in un istante” di Jewel E. Ann, edito Always Publishing, uscito esattamente OGGI 19 Novembre 2020. Ho avuto la fortuna di leggerlo in anteprima e letteralmente adorarlo. Andiamo per gradi, vi dico prima la trama!

Tutto sembra passeggero quando hai vissuto una tragedia sconvolgente, ed è così per Henna Lane fino al momento in cui incontra Bodhi Malone durante un festival musicale.  Giovani e impulsivi, si innamorano a prima vista e si lasciano trasportare dall’esaltante esperienza che condividono, con la consapevolezza che il loro istante è destinato a concludersi. Quando lui è costretto a partire senza dirle addio, Henna è convinta che non riuscirà mai a dimenticarlo. Ma poi torna al liceo e incontra il nuovo consulente per l’orientamento: il signor Bodhi Malone. Sconsiderati, riuniti dal destino, Henna e Bodhi non riescono a fare a meno di cercarsi, toccarsi e amarsi. Ma adesso il loro è un rapporto assolutamente proibito e quando i segreti non potranno più essere celati, Bodhi si troverà di fronte a una scelta: seguire l’amore o continuare a occuparsi delle proprie responsabilità. Ferita da un amore tanto profondo quanto crudele, Henna decide di seguire il suo sogno e di vivere una vita il più intensa e piena possibile, anche se lontano da Bodhi. Eppure, col passare del tempo, imparerà che l’esistenza non è un viaggio o una meta, e che alcune esperienze sono destinate a durare più di un solo effimero istante. Ma se Henna decide di tornare per lui, Bodhi sarà finalmente disposto a volerla accanto a sé?

Il destino li fa incontrare, la vita li divide perché tutto è temporaneo… tranne l’amore vero.

Dopo un periodo di astinenza da lettura, sono tornata con questo spumeggiante e drammatico romance. Sì, lo definirei a tratti drammatico perché è una storia un po’ tormentata, ma.. Insomma, a chi non piacciono le storielle un po’ tormentate e romantiche? Io le amo, l’ho letto tutto d’un fiato questo ultimo weekend in lockdown e non ho avuto pace finché non l’ho concluso. L’ho vissuto a pieno, in ogni tormento della protagonista, che ho davvero adorato e apprezzato dall’inizio alla fine. Sì perché Henna è un personaggio femminile forte, risoluto e pieno di sì, a tratti forse un po’ arrogante, ma eternamente sincera, impaziente e senza peli sulla lunga, mi ci sono rispecchiata davvero moltissimo in lei, l’ho compresa e capita quasi sempre (eccetto per alcune cosucce, ma piccolezze). In un periodo simile, mi piace leggere di personaggi femminili così forti ed indipendenti, non scordando, nonostante tutto, il suo bisogno di essere amata.
Che dire di Bodhi? Un bel personaggio, un completamento perfetto oserei dire per quello di Henna, insieme li ho trovati veramente perfetti, ho avuto le farfalle nello stomaco durante tutta la lettura, è uno di quei libri che ti fa credere un po’ ancora nel principe azzurro e ti fa sentire le farfalle allo stomaco.
La lettura è fluida, semplice e molto veloce, cadenzata da un rimbalzo fra la narrazione dei due protagonisti che aiuta a rendere il tutto dinamico e poco pesante. Ogni capitolo, inoltre, ha un piccolo pulmino (quelli stile hippie) con il nome del narratore del momento. E’ una cosa che ho apprezzato tantissimo, è molto carino, in pieno stile romance e perfettamente inerente alla storia. Il libro ha poco più di 300 pagine, lo potete davvero leggere tutto d’un fiato, in men che non si dica, vi ritroverete felici e contenti alla fine, con un bel sorriso stampato in faccia, garantito.
Se ti piace il romance, questo deve assolutamente essere il tuo prossimo!

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Un diavolo arrogante – R. S. Grey

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Dal 3 Luglio è approdato in libreria il nuovo libo di R.S. Grey, “Un diavolo arrogante“, edito da Always Publishing e tradotto da Tiziana Pennato. Un nuovo romanzo rosa è finalmente tornato su 50milapagine!

A ventotto anni Meredith Avery, stella del jet set di Beverly Hills è sposata a un celebre produttore cinematografico, vive una vita da sogno, fatta di glamour e feste. Ma la realtà quotidiana del matrimonio di Meredith è molto lontana da una favola e così lei, da donna caparbia e determinata qual è, una notte decide che ne ha abbastanza del marito insensibile e offensivo e scappa via con solo gli abiti che ha addosso.
La sua destinazione? Cedar Creek, Texas, dove ad accoglierla ci sarà sua sorella maggiore. Nella sua impulsività, però Meredith non ha fatto bene i conti e ben presto scopre che Helen è in viaggio e la sua casa inagibile.
Jack McNight è la sua ultima speranza: il capo di sua sorella può offrirle un lavoro temporaneo al Ranch Blue Stone, e un tetto sulla testa. Peccato che si tratti di un cowboy burbero che si è già fatto una pessima opinione di lei ancor prima di conoscerla. Jack pensa che Meredith sia una principessa viziata di città in cerca di attenzione, giunta in Texas per fare un dispetto al marito e portare problemi nel suo ranch. Ebbene, ha sottovalutato la forza della disperazione di Meredith, che non si lascia scoraggiare dal dover pulire bagni per tutto il giorno, dormire in una catapecchia, o dar da mangiare a un golden retriever troppo espansivo.
Il problema di Meredith, in effetti, potrebbe essere un altro… Si sa, i diavoli sono maestri di tentazione, e per quanto lei vada d’accordo con Jack quanto l’olio con l’acqua, non può negare il suo fascino diabolico, la voglia di zittire le sue proteste con un bacio per farlo arrabbiare ancora di più. Con il passare delle settimane, quella che era cominciata come una battaglia si trasforma in una alleanza.

Ero a digiuno da romanzo rosa da un po’, lo ammetto, ma riprendere con “Un diavolo arrogante” devo proprio dire che è stato un’ottima idea! Ho divorato il libro in pochissimi giorni, mi ha totalmente presa. Io ve lo dico, se avete intenzione di passare anche un solo giorno sotto l’ombrellone, fatelo con questo libro perché non c’è compagno migliore che potreste scegliere. La storia fra Meredith e Jack fa sognare dall’inizio alla fine, questo personaggio arrogante e un po’ spocchioso che nasconde sotto un animo buono e gentile, mi ha intrigato e sciolto il cuore, quello che un libro rosa dovrebbe fare alla fine.
I protagonisti e i vari personaggi che ci girano intorno sono ben costruiti, ognuno ha un proprio ruolo fondamentale e aggiunge qualcosa alla trama, c’è un evoluzione per molti di loro, fra cui in particolare, senza dubbio, su Meredith, che alla fine impari ad apprezzare e trovare persino simpatica. Insomma, a una certa empatizzi tantissimo con loro ed è quasi difficile staccarsene, tant’è che ora, a libro concluso, un po’ mi mancano e vorrei rileggere di loro!
Che dire, questo romanzo ha tutte le caratteristiche per essere un grande best seller, fidatevi. Io non leggo molti rosa, ma questo senza dubbio non deve mancare nelle vostre librerie, nelle vostre borse o sotto i vostri ombrelloni, garantito.

Una storia straordinaria – Diego Galdino

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Causa Covid-19, questo libro non ha avuto l’attenzione che meritava. “Una storia straordinaria” di Diego Galdino esce a metà Febbraio 2020, edito da Leggere Editore e personalmente non vedo anche l’ora di partecipare ad un firma copie perché son stata fin da subito molto entusiasta di questo libro. Andiamo per gradi: la trama!

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure, due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme?

Se vi piace sognare ad occhi aperti mentre leggere, avete trovato il libro giusto per voi. Ora è estate, se volete una dolce e tenera compagnia sotto l’ombrellone in spiaggia, in piscina, in giardino oppure semplicemente sul divano con l’aria condizionata, avete il vostro compagno ideale.
Anche in questo caso, dopo “Il primo caffè del mattino” e il suo seguito e “Bosco bianco“, Galdino si rivela sempre uno scrittore sensibile e romantico, in grado di dare una voce ai sentimenti. E’ difficile parlare di emozioni e sensazioni, ma, non si sa come, lui ci riesce in modo così naturale ed io me ne stupisco ogni romanzo che passa. “Una storia straordinaria” è una storia straordinaria per definizione. La dolcezza e la tenerezza trasmesse da questo romanzo, sono emozioni che ti permangono addosso anche giorni dopo che hai finito di leggerlo, è una storia che ti entra nelle viscere per non abbandonarti mai. Tutt’ora quando ripenso a Luca e Silvia provo un moto d’amore verso di loro e per la bellissima storia d’amore che hanno vissuto.
In questo romanzo in particolare, i due protagonisti sono due appassionati di film, dei veri e propri nerd, diciamocelo. Esprimono le situazioni, ciò che provano, tramite le scene di film che conoscono perfettamente. Molti film citati io li ho visti ed è stato davvero strano poter capire benissimo che cosa stessero intendendo, non mi era mai successo in un libro, ha instaurato in me una fortissima empatia e feeling.
Il tutto, inoltre, è stato condito, come ogni suo libro, da descrizioni di Roma davvero superlative ed emozionanti, credo che, se la professione di scrittore e di barista non gli bastassero, potrebbe tranquillamente fare anche la guida turistica, facendo così innamorare ogni persona del mondo delle sue storie e di questa bellissima città che ne fa sempre da sfondo.
Leggete “Una storia straordinaria” e non ve ne pentirete, ve ne sentirete arricchiti, garantito.

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La scelta – Nicholas Sparks

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La scelta” è uno dei tanti libri di Nicholas Sparks, edito da Sperling&Kupfer, uscito nel Settembre 2007 e tradotto da A. Petrelli. Sono pochi i libri che mi mancano da leggere di Sparks, questo in particolare l’ho sempre lasciato indietro perché non mi ispirava troppo, ma arriviamo al dunque: la trama.

Travis Parker è un giovane veterinario del South Carolina e la vita gli sorride: ha un lavoro appassionante, una villetta affacciata sull’oceano, un cane affettuoso e instancabile, dei cari vecchi amici… e fascino da vendere, ma ha anche la convinzione di non essere destinato alle relazioni a lungo termine. Qualcosa cambia nel suo cuore quando Gabby Holland, assistente medico in una clinica pediatrica, e Molly, la sua dolce collie, si trasferiscono nella casa accanto. Il primo incontro è burrascoso: Molly aspetta i cuccioli e la sua padrona incolpa il boxer del vicino. Eppure l’attrazione è forte e lentamente Travis riesce a conquistare la diffidente e fidanzatissima Gabby, pian piano i due si avvicinano, fino a rendersi conto di non poter fare a meno l’uno dell’altra. Un giorno, però, accade l’irreparabile e la vita di Travis subisce una drammatica svolta. Straziato dal dolore e dal rimorso, e dilaniato dai dubbi, per settimane continua a domandarsi: fino a che punto si deve arrivare per amore?

Come dicevo prima, non mi ispirava moltissimo, ma, per amor di leggere ogni libro prodotto da Sparks, ho voluto comunque leggerlo. Ammetto che, infine, mi è piaciuto invece abbastanza, quasi fino alla fine. La nota dolente risiede proprio nel finale che ho trovato molto poco da Nicholas Sparks. Non perché non ne sia stata contenta, ma perché è abbastanza inverosimile. E’ inverosimile e molto da romanzo rosa, quando lui di solito si presta a storie veritiere, sentimenti reali e situazioni altrettanto reali.
A parte questo dettaglio, il libro è sempre romantico, spigliato, molto sentimentale. Insomma, in piena linea con tutte le altre sue opere. Non lo reputo uno dei suoi migliori libri, che come sapete, secondo me è assolutamente “Le pagine della nostra vita“, ma si legge piacevolmente e molto velocemente, quindi come lettura leggere e confortante, ve la consiglio caldamente, a patto che non abbiate eccessive aspettative a riguardo.

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Eleanor Oliphant sta benissimo – Gail Honeyman

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Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman esce nel 2017, edito da Garzanti editore e tradotto da S. Beretta. Questo romanzo era l’esordio dell’autore ed ha venuto centinaia di migliaia di copie. Io ne ho sentito parlare tantissimo e sempre benissimo. Dopo due anni dalla sua uscita, mi son finalmente decisa a leggerlo! Intanto, quello che vi posso dire, mi sono chiesta perché non l’avessi fatto prima!

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

Dicevo: quando mai non l’ho letto prima! Io che amo questi libri psicologici, vado a nozze con “Eleanor Oliphant sta benissimo”. Quello che l’autore fa, è una totale immersione nella psiche della protagonista che si presenta come una donna che non sa minimamente stare al mondo. Quello che per una persona è normale, per lei è una follia pura. Insomma, in tanti momenti la cosa fa sorridere e ti viene da darle anche un po’ ragione, in altri invece ti sembra una totalmente fuori di testa. Insomma, grazie a questo si alternano quindi momenti divertenti a delle vere e proprie riflessioni. Ti fa aprire gli occhi su tante cose, ti fa battere il cuore, ti fa provare le stesse emozioni e sensazioni di Eleanor.
Sì, fondamentalmente questo è il libro. Un’immersione in una testa con qualche problema, con tanti angoli bui, con un mondo intero da scoprire. E’ bello scoprire tante cose insieme a lei, durante la lettura si ha proprio la sensazione di essere sua amica, di provare insieme a lei ttto quello che è il suo bagaglio emotivo. Alla fine della lettura, avrete sicuramente guadagnato un’ottima amica, del quale farete fatica a vivere senza.

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Memorie di sangue II – Eva D’Amico

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Fermi tutti! Se sei capitato qua per caso, assicurati di aver letto la recensione del primo capitolo “Memorie di sangue I: il castello del giorno eterno“, sempre edito da IDEA, perché altrimenti rischieresti di inciampare in alcuni spoiler.

Veniamo a noi. Questa duologia me la sono divorata, ormai lo sapete. Il secondo capitolo esce nel 2017, edito da Idea – Immagina Di Essere Altro, ed è “Memorie di sangue II: le figlie della corruzione” di Eva D’amico.
Dopo averlo acquistato al Salone del libro di Torino, anche questa copia è tornata a casa con me autografata, con due poster e dei segnalibri meravigliosi, perfettamente a tema.

Convivere con il passato non è mai semplicee scoprire di averne uno che ha già scritto il tuo futuro porta di fronte a una terribile domanda… sei tu a decidere chi essere o la vita sceglie per te? Il percorso di Eva sarà nuovamente sconvolto.

“Cosa avrei dovuto dire dopo le sue parole? Cosa avrei dovuto pensare?
Lo fissai a mia volta rimanendo muta; lui allungò una mano e mi sfiorò il viso.
<<So bene che non potrò mai averti, so quanto ami Jeile e che non ci sarà mai posto per me. Posa per me, ti prego. Posa per me dandomi tutto il tuo spirito perché questo è il solo modo in cui potrò mai farti mia.>> disse infine.”

Questo secondo capitolo l’ho trovato più intenso, pieno di azione, di battaglie, di tensione. L’ho finito più in fretta del primo sia perché più corto, ma anche e soprattutto perché adrenalinico. Mi ha tenuto attenzione e tensione alta costantemente perché non vedevo l’ora di sapere come sarebbe stata risolta la terribile situazione venutasi a creare. Se il primo era più incentrato sulla vita di Eva, la sua crescita, le sue aspettative, il tutto mirato a delineare nel modo più corretto tutti i vari personaggi presenti, questo secondo era la resa dei conti, entriamo nel vivo delle tensioni famigliari e delle faide creatasi nel tempo, in cui Eva si è trovata coinvolta.
Qui ho trovato un’Eva più forte, più decisa, che ha fatto chiarezza nel suo cuore, che sa cosa vuole, ma soprattutto cosa non vuole. L’aspetto che più ho apprezzato è stata infatti la scelta di Eva di voler scegliere sé stessa e cosa la faceva stare bene. A scegliere chi non la usava come un oggetto, ma chi la considerava come suo pari, senza dimenticare mai la sua dignità perché in una vita di coppia bisogna essere complici, non schiavi. Un risvolto un po’ femminista, ma doveroso, non se ne parla mai abbastanza, come dico sempre.
A differenza del primo, viene accantonata un po’ il risvolto romance del fantasy, ma non totalmente perché le situazioni romantiche vengono sempre a crearsi, anche nel pieno di una battaglia o al culmine della tensione e dell’azione, rimangono comunque presenti, seppur in minor quantità
L’autrice l’ho trovata più sicura di sé, come se nel primo si fosse solamente riscaldata per dare il meglio al momento del bisogno. Una scrittura più fluida e interessante, incentrata sempre sulla protagonista, dando comunque spazio ad altri punti di vista, rendendo tutto più chiaro agli occhi del lettore.
Insomma, “Memorie di sangue” non è una saga che non lascia il segno. A me il segno l’ha lasciato e ben profondo perché dopo averlo finito la sensazione provata è stata “Ed ora? Cosa faccio?“. Un senso di smarrimento totale come se il vuoto lasciato dalla conclusione di questo fantasy non potesse essere colmato da null’altro. Cosa si può desiderare di più da un libro? Davvero niente. Amanti dei fantasy, non fatevelo scappare perché non sapete cosa vi perdete!

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Memorie di sangue I – Eva D’amico

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Iniziamo a parlare finalmente degli acquisti del mio Salone del libro di Torino! Uno di questi è stata la saga di “Memorie di sangue” di Eva D’amico, edito da IDEA – Immagina Di Essere Altro. “Memorie di sangue: il castello del giorno eterno” è il primo capitolo di due, uscito nel 2016, ed è l’esordio ufficiale dell’autrice. Ho avuto l’immensa fortuna al salone di conoscere di persona tutti i ragazzi di IDEA e Eva, l’autrice, che mi ha autografato entrambe le copie della duologia, arricchendo la mia libreria nel migliore dei modi. Ho già avuto il piacere di collaborare con loro per l’uscita di “Caoineadh“, per questo sono andata proprio sul sicuro acquistando altri suoi libri, avendo anche avuto il piacere di intervistarla!

Una ragazza con troppi nomi, un passato sconosciuto e povero che diventa una vita ricca di eleganza e finte conoscenze, un futuro incerto. Eva è una ragazza condizionata dalla sua educazione, rigida e relegata nel “Castello del Giorno Eterno”, illusa di vivere in una condizione privilegiata, circondata da persone che si mostreranno troppo tardi per ciò che sono realmente. Cosa succede quando il tuo nome non rispecchia la persona che sei, quando ti viene rubato e ti accorgi di non essere nulla nonostante una vita di trascorsi? Cosa accade quando reagisci alle troppe vessazioni subite e tiri fuori gli artigli per combattere? Chi è Eva? Una privilegiata? Una bambola? Una serva? Cercherà di scoprire se stessa all’interno di una vita piena di bugie e lotterò contro i suoi signori per guadagnare l’amore, il rispetto e la libertà.

Questo primo capitolo è incentrato principalmente sulla vita di Eva, la protagonista, sul suo modo di sopravvivere a questa vita che le è stata imposta, il suo modo di vedere le cose. Il suo bellissimo rapporto con Gabrida, la donna che le farà da madre. Questo capitolo è pieno di bellissimi messaggi, come il non arrendersi mai, il lottare sempre, rialzarsi sempre.
L’ho letto tutto d’un fiato, quando non lo leggevo mi mancava e mi ritrovavo a leggerlo fino a notte fonda perché non riuscivo a staccarmi da quelle casate e dal loro mondo, dal mondo che l’autrice è riuscita a creare.
Il libro è l’esordio dell’autrice e, dopo aver letto tutti i suoi libri, posso tranquillamente affermare che questa ragazza ha del talento da vendere e che può solo migliorare. Questo capitolo è un po’ acerbo, dal punto di vista della scrittura, dei refusi, ecc, anche rispetto al secondo, ma sono cose che, talmente ero presa, ho notato davvero molto poco. Ero interessata a ben altro! Come dicevo comunque, nel secondo capitolo è già migliorata notevolmente. La narrazione è prevalentemente da parte di Eva, ma talvolta c’è qualche altro punto di vista che permette di assistere a più scene contemporaneamente ed avere una visione completa della situazione. Il filo conduttore rimane in ogni caso la protagonista.
Questo fantasy, inoltre, è condito da una buona dose di romance, mischiata a vampiri, licantropi, casate, è davvero una combinazione esplosiva. Ci sono tantissime situazioni molto romantiche che fanno sempre bene al cuore, veramente.
Ho potuto apprezzare anche una dose di girl power, in quanto la protagonista ha il coraggio di ribellarsi ad una situazione al quale è stata condannata, essendo considerata praticamente meno di niente.

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