Una storia straordinaria – Diego Galdino

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Causa Covid-19, questo libro non ha avuto l’attenzione che meritava. “Una storia straordinaria” di Diego Galdino esce a metà Febbraio 2020, edito da Leggere Editore e personalmente non vedo anche l’ora di partecipare ad un firma copie perché son stata fin da subito molto entusiasta di questo libro. Andiamo per gradi: la trama!

Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell’altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un’altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure, due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all’altra alla prima di un film d’amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall’ordinario. Ma l’amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme?

Se vi piace sognare ad occhi aperti mentre leggere, avete trovato il libro giusto per voi. Ora è estate, se volete una dolce e tenera compagnia sotto l’ombrellone in spiaggia, in piscina, in giardino oppure semplicemente sul divano con l’aria condizionata, avete il vostro compagno ideale.
Anche in questo caso, dopo “Il primo caffè del mattino” e il suo seguito e “Bosco bianco“, Galdino si rivela sempre uno scrittore sensibile e romantico, in grado di dare una voce ai sentimenti. E’ difficile parlare di emozioni e sensazioni, ma, non si sa come, lui ci riesce in modo così naturale ed io me ne stupisco ogni romanzo che passa. “Una storia straordinaria” è una storia straordinaria per definizione. La dolcezza e la tenerezza trasmesse da questo romanzo, sono emozioni che ti permangono addosso anche giorni dopo che hai finito di leggerlo, è una storia che ti entra nelle viscere per non abbandonarti mai. Tutt’ora quando ripenso a Luca e Silvia provo un moto d’amore verso di loro e per la bellissima storia d’amore che hanno vissuto.
In questo romanzo in particolare, i due protagonisti sono due appassionati di film, dei veri e propri nerd, diciamocelo. Esprimono le situazioni, ciò che provano, tramite le scene di film che conoscono perfettamente. Molti film citati io li ho visti ed è stato davvero strano poter capire benissimo che cosa stessero intendendo, non mi era mai successo in un libro, ha instaurato in me una fortissima empatia e feeling.
Il tutto, inoltre, è stato condito, come ogni suo libro, da descrizioni di Roma davvero superlative ed emozionanti, credo che, se la professione di scrittore e di barista non gli bastassero, potrebbe tranquillamente fare anche la guida turistica, facendo così innamorare ogni persona del mondo delle sue storie e di questa bellissima città che ne fa sempre da sfondo.
Leggete “Una storia straordinaria” e non ve ne pentirete, ve ne sentirete arricchiti, garantito.

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La scelta – Nicholas Sparks

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La scelta” è uno dei tanti libri di Nicholas Sparks, edito da Sperling&Kupfer, uscito nel Settembre 2007 e tradotto da A. Petrelli. Sono pochi i libri che mi mancano da leggere di Sparks, questo in particolare l’ho sempre lasciato indietro perché non mi ispirava troppo, ma arriviamo al dunque: la trama.

Travis Parker è un giovane veterinario del South Carolina e la vita gli sorride: ha un lavoro appassionante, una villetta affacciata sull’oceano, un cane affettuoso e instancabile, dei cari vecchi amici… e fascino da vendere, ma ha anche la convinzione di non essere destinato alle relazioni a lungo termine. Qualcosa cambia nel suo cuore quando Gabby Holland, assistente medico in una clinica pediatrica, e Molly, la sua dolce collie, si trasferiscono nella casa accanto. Il primo incontro è burrascoso: Molly aspetta i cuccioli e la sua padrona incolpa il boxer del vicino. Eppure l’attrazione è forte e lentamente Travis riesce a conquistare la diffidente e fidanzatissima Gabby, pian piano i due si avvicinano, fino a rendersi conto di non poter fare a meno l’uno dell’altra. Un giorno, però, accade l’irreparabile e la vita di Travis subisce una drammatica svolta. Straziato dal dolore e dal rimorso, e dilaniato dai dubbi, per settimane continua a domandarsi: fino a che punto si deve arrivare per amore?

Come dicevo prima, non mi ispirava moltissimo, ma, per amor di leggere ogni libro prodotto da Sparks, ho voluto comunque leggerlo. Ammetto che, infine, mi è piaciuto invece abbastanza, quasi fino alla fine. La nota dolente risiede proprio nel finale che ho trovato molto poco da Nicholas Sparks. Non perché non ne sia stata contenta, ma perché è abbastanza inverosimile. E’ inverosimile e molto da romanzo rosa, quando lui di solito si presta a storie veritiere, sentimenti reali e situazioni altrettanto reali.
A parte questo dettaglio, il libro è sempre romantico, spigliato, molto sentimentale. Insomma, in piena linea con tutte le altre sue opere. Non lo reputo uno dei suoi migliori libri, che come sapete, secondo me è assolutamente “Le pagine della nostra vita“, ma si legge piacevolmente e molto velocemente, quindi come lettura leggere e confortante, ve la consiglio caldamente, a patto che non abbiate eccessive aspettative a riguardo.

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Eleanor Oliphant sta benissimo – Gail Honeyman

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Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman esce nel 2017, edito da Garzanti editore e tradotto da S. Beretta. Questo romanzo era l’esordio dell’autore ed ha venuto centinaia di migliaia di copie. Io ne ho sentito parlare tantissimo e sempre benissimo. Dopo due anni dalla sua uscita, mi son finalmente decisa a leggerlo! Intanto, quello che vi posso dire, mi sono chiesta perché non l’avessi fatto prima!

Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.

Dicevo: quando mai non l’ho letto prima! Io che amo questi libri psicologici, vado a nozze con “Eleanor Oliphant sta benissimo”. Quello che l’autore fa, è una totale immersione nella psiche della protagonista che si presenta come una donna che non sa minimamente stare al mondo. Quello che per una persona è normale, per lei è una follia pura. Insomma, in tanti momenti la cosa fa sorridere e ti viene da darle anche un po’ ragione, in altri invece ti sembra una totalmente fuori di testa. Insomma, grazie a questo si alternano quindi momenti divertenti a delle vere e proprie riflessioni. Ti fa aprire gli occhi su tante cose, ti fa battere il cuore, ti fa provare le stesse emozioni e sensazioni di Eleanor.
Sì, fondamentalmente questo è il libro. Un’immersione in una testa con qualche problema, con tanti angoli bui, con un mondo intero da scoprire. E’ bello scoprire tante cose insieme a lei, durante la lettura si ha proprio la sensazione di essere sua amica, di provare insieme a lei ttto quello che è il suo bagaglio emotivo. Alla fine della lettura, avrete sicuramente guadagnato un’ottima amica, del quale farete fatica a vivere senza.

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Memorie di sangue II – Eva D’Amico

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Fermi tutti! Se sei capitato qua per caso, assicurati di aver letto la recensione del primo capitolo “Memorie di sangue I: il castello del giorno eterno“, sempre edito da IDEA, perché altrimenti rischieresti di inciampare in alcuni spoiler.

Veniamo a noi. Questa duologia me la sono divorata, ormai lo sapete. Il secondo capitolo esce nel 2017, edito da Idea – Immagina Di Essere Altro, ed è “Memorie di sangue II: le figlie della corruzione” di Eva D’amico.
Dopo averlo acquistato al Salone del libro di Torino, anche questa copia è tornata a casa con me autografata, con due poster e dei segnalibri meravigliosi, perfettamente a tema.

Convivere con il passato non è mai semplicee scoprire di averne uno che ha già scritto il tuo futuro porta di fronte a una terribile domanda… sei tu a decidere chi essere o la vita sceglie per te? Il percorso di Eva sarà nuovamente sconvolto.

“Cosa avrei dovuto dire dopo le sue parole? Cosa avrei dovuto pensare?
Lo fissai a mia volta rimanendo muta; lui allungò una mano e mi sfiorò il viso.
<<So bene che non potrò mai averti, so quanto ami Jeile e che non ci sarà mai posto per me. Posa per me, ti prego. Posa per me dandomi tutto il tuo spirito perché questo è il solo modo in cui potrò mai farti mia.>> disse infine.”

Questo secondo capitolo l’ho trovato più intenso, pieno di azione, di battaglie, di tensione. L’ho finito più in fretta del primo sia perché più corto, ma anche e soprattutto perché adrenalinico. Mi ha tenuto attenzione e tensione alta costantemente perché non vedevo l’ora di sapere come sarebbe stata risolta la terribile situazione venutasi a creare. Se il primo era più incentrato sulla vita di Eva, la sua crescita, le sue aspettative, il tutto mirato a delineare nel modo più corretto tutti i vari personaggi presenti, questo secondo era la resa dei conti, entriamo nel vivo delle tensioni famigliari e delle faide creatasi nel tempo, in cui Eva si è trovata coinvolta.
Qui ho trovato un’Eva più forte, più decisa, che ha fatto chiarezza nel suo cuore, che sa cosa vuole, ma soprattutto cosa non vuole. L’aspetto che più ho apprezzato è stata infatti la scelta di Eva di voler scegliere sé stessa e cosa la faceva stare bene. A scegliere chi non la usava come un oggetto, ma chi la considerava come suo pari, senza dimenticare mai la sua dignità perché in una vita di coppia bisogna essere complici, non schiavi. Un risvolto un po’ femminista, ma doveroso, non se ne parla mai abbastanza, come dico sempre.
A differenza del primo, viene accantonata un po’ il risvolto romance del fantasy, ma non totalmente perché le situazioni romantiche vengono sempre a crearsi, anche nel pieno di una battaglia o al culmine della tensione e dell’azione, rimangono comunque presenti, seppur in minor quantità
L’autrice l’ho trovata più sicura di sé, come se nel primo si fosse solamente riscaldata per dare il meglio al momento del bisogno. Una scrittura più fluida e interessante, incentrata sempre sulla protagonista, dando comunque spazio ad altri punti di vista, rendendo tutto più chiaro agli occhi del lettore.
Insomma, “Memorie di sangue” non è una saga che non lascia il segno. A me il segno l’ha lasciato e ben profondo perché dopo averlo finito la sensazione provata è stata “Ed ora? Cosa faccio?“. Un senso di smarrimento totale come se il vuoto lasciato dalla conclusione di questo fantasy non potesse essere colmato da null’altro. Cosa si può desiderare di più da un libro? Davvero niente. Amanti dei fantasy, non fatevelo scappare perché non sapete cosa vi perdete!

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Memorie di sangue I – Eva D’amico

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Iniziamo a parlare finalmente degli acquisti del mio Salone del libro di Torino! Uno di questi è stata la saga di “Memorie di sangue” di Eva D’amico, edito da IDEA – Immagina Di Essere Altro. “Memorie di sangue: il castello del giorno eterno” è il primo capitolo di due, uscito nel 2016, ed è l’esordio ufficiale dell’autrice. Ho avuto l’immensa fortuna al salone di conoscere di persona tutti i ragazzi di IDEA e Eva, l’autrice, che mi ha autografato entrambe le copie della duologia, arricchendo la mia libreria nel migliore dei modi. Ho già avuto il piacere di collaborare con loro per l’uscita di “Caoineadh“, per questo sono andata proprio sul sicuro acquistando altri suoi libri, avendo anche avuto il piacere di intervistarla!

Una ragazza con troppi nomi, un passato sconosciuto e povero che diventa una vita ricca di eleganza e finte conoscenze, un futuro incerto. Eva è una ragazza condizionata dalla sua educazione, rigida e relegata nel “Castello del Giorno Eterno”, illusa di vivere in una condizione privilegiata, circondata da persone che si mostreranno troppo tardi per ciò che sono realmente. Cosa succede quando il tuo nome non rispecchia la persona che sei, quando ti viene rubato e ti accorgi di non essere nulla nonostante una vita di trascorsi? Cosa accade quando reagisci alle troppe vessazioni subite e tiri fuori gli artigli per combattere? Chi è Eva? Una privilegiata? Una bambola? Una serva? Cercherà di scoprire se stessa all’interno di una vita piena di bugie e lotterò contro i suoi signori per guadagnare l’amore, il rispetto e la libertà.

Questo primo capitolo è incentrato principalmente sulla vita di Eva, la protagonista, sul suo modo di sopravvivere a questa vita che le è stata imposta, il suo modo di vedere le cose. Il suo bellissimo rapporto con Gabrida, la donna che le farà da madre. Questo capitolo è pieno di bellissimi messaggi, come il non arrendersi mai, il lottare sempre, rialzarsi sempre.
L’ho letto tutto d’un fiato, quando non lo leggevo mi mancava e mi ritrovavo a leggerlo fino a notte fonda perché non riuscivo a staccarmi da quelle casate e dal loro mondo, dal mondo che l’autrice è riuscita a creare.
Il libro è l’esordio dell’autrice e, dopo aver letto tutti i suoi libri, posso tranquillamente affermare che questa ragazza ha del talento da vendere e che può solo migliorare. Questo capitolo è un po’ acerbo, dal punto di vista della scrittura, dei refusi, ecc, anche rispetto al secondo, ma sono cose che, talmente ero presa, ho notato davvero molto poco. Ero interessata a ben altro! Come dicevo comunque, nel secondo capitolo è già migliorata notevolmente. La narrazione è prevalentemente da parte di Eva, ma talvolta c’è qualche altro punto di vista che permette di assistere a più scene contemporaneamente ed avere una visione completa della situazione. Il filo conduttore rimane in ogni caso la protagonista.
Questo fantasy, inoltre, è condito da una buona dose di romance, mischiata a vampiri, licantropi, casate, è davvero una combinazione esplosiva. Ci sono tantissime situazioni molto romantiche che fanno sempre bene al cuore, veramente.
Ho potuto apprezzare anche una dose di girl power, in quanto la protagonista ha il coraggio di ribellarsi ad una situazione al quale è stata condannata, essendo considerata praticamente meno di niente.

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Due cuori in affitto – Felicia Kingsley

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Finalmente sono riuscita a mettermi in pari con questa lettura. Dopo il salone del libro di Torino, la mia copia di “Due cuori in affitto” di Felicia Kingsley, è tornata a casa con autografo e dedica dell’autrice! Difatti, allo stand Newton Compton, CE del libro, c’è stato il firma-copie di varie scrittrici, fra cui proprio lei!
Ricapitolando, “Due cuori in affitto” esce il 6 Maggio 2019, scalando subito nella prima settimana d’uscita la vetta dei libri più venduti.

Summer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

Mi sono preparata alla lettura di questo libro leggendo l’ultimo dell’autrice che mi mancava, “Stronze si nasce“. In occasione del salone di Torino ho avuto anche l’opportunità di assistere ad un incontro organizzato da Newton Compton dal titolo “Il romance salverà l’editoria?”. A presenziare a questo incontro, come autrici del genere, c’erano Anna Premoli e Felicia Kingsley e, ragazzi, vi auguro un giorno di assistere ad un incontro simile perché queste donne sono pazzesche, anche se non vi piace il genere che scrivono, sono davvero uno spasso e molto intelligenti, ascoltarle è stato davvero un piacere! Dopo tutto questo, non vedevo davvero l’ora di leggere il tanto atteso libro, carica come una molla.
Come sapete, considero le due autrici sopracitate, una garanzia per il genere del romance, sono sempre spigliate, divertenti, alla mano. Il loro modo di scrivere attira anche i più reticenti, contribuiscono ad avvicinare alla lettura anche persone che di norma non leggono e questo è SEMPRE un bene. “Due cuori in affitto” non è da meno! La scrittura della Kingsley è sempre spigliata, divertente, piena di botta e risposta. Insomma, una lettura leggera e simpatica che tira sempre su il morale, una garanzia appunto. I personaggi protagonisti, i due cactus (cit.), sono ben delineati e descritti, si riesce tranquillamente a immaginarseli interamente, sia dal punto di vista caratteriale che estetico. Summer e Blake insieme sono davvero uno spasso insieme, mi sono innamorata del personaggio di Summer ragazzi, seriamente!
Come anche “Una cenerentola a Manatthan“, quest’ultimo è pieno di intrighi e intrecci che portano i protagonisti a prendere strade inimmaginabili. Rispetto al penultimo, tuttavia, ho trovato meno forti questi intrecci. Probabilmente è perché “Una cenerentola a Manatthan” mi è piaciuto talmente tanto che eguagliarlo era più complesso. La storia e la trama sono perfettamente funzionanti, ma a tratti molto fantasiosi e talvolta forzati. E’ un altro stile di trama nel suo sviluppo, a chi piace questo genere e le trame molto fantasiose e spensierate, questo è il libro che fa proprio al caso vostro, pronti ad innamorarvi anche voi dei due cactus, symbol di questo romanzo!! Nel caso lo leggiate, dopo dedicate del tempo anche al suo penultimo che è il mio preferito fino ad ora, così mi saprete dire quale sarà il vostro preferito fra i due.

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Il segreto della bambina sulla scogliere – Lucinda Riley

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Finalmente sono riuscita a leggere un altro libro di questa autrice! Dopo aver letto, l’anno scorso, “La lettera d’amore“, me ne sono totalmente innamorata e, con il tempo, sarà mia premura recuperarli un po’ tutti, compresa la saga delle sette sorelle che mi state dicendo tutti da mesi che devo assolutamente leggere: ce la farò, lo prometto! Ora ho letto “Il segreto della bambina sulla scogliera” di Lucinda Riley, appunto, Edito da Giunti, il romanzo esce a Ottobre 2011.

Dopo un aborto che le ha spezzato il cuore, Grania Ryan lascia New York e la sua carriera di scultrice per tornare nel villaggio irlandese in cui è cresciuta. Un giorno, in mezzo alla tempesta, sulla scogliera a picco sul mare dove è solita fare lunghe passeggiate, scorge Aurora, una bimba orfana di madre da cui è subito attratta in modo misterioso. Ma quando la madre di Grania, nonostante i suoi numerosi ammonimenti, si accorge che la figlia si sta affezionando ad Aurora e al padre di lei, le consegna un plico di lettere gelosamente custodite negli anni. In quelle lettere è contenuta la storia dei Ryan e dei Lisle, due famiglie legate fin dai tempi della guerra e sui cui destini si stendono ombre oscure. Sarà proprio la piccola Aurora e la devozione che Grania prova per lei a spezzare le catene del passato.

Ho divorato questo libro in due giorni. Fine recensione.
No dai, cerco di articolare di più, anche se quello esprime più di mille parole per quanto mi riguarda. Ormai è sempre più raro ottenere da un libro una totale immersione nella storia e, con questo, mi è davvero successo. Mi sono sentita parte della famiglia Ryan e della famiglia Lisle, su quelle scogliere irlandesi descritte tanto bene dall’autrice. Della Riley si può dire tutto, davvero, tranne che non sappia creare e descrivere paesaggi pazzeschi. Mi sarei comprata un biglietto aereo sola andata per l’Irlanda già a metà libro. La descrizione della scogliera, della spiaggia, del mare.. E’ tutto troppo meraviglioso, quei paesaggi lasciano senza fiato descritti da lei, che sa rendere molta giustizia ai suoi luoghi natii.
A metà libro, circa, l’autrice inserisce un albero genealogico per rendere più chiari gli intrecci che vengono a crearsi fra le due famiglie. Ciò aiuta molto nella lettura per non perdersi alcun passaggio, ma comunque non ho trovato forzati i legami che sono stati fatti. Li ho trovati realistici, la spiegazione che viene data per ogni avvenimento è sufficiente a farti pensare “beh, sì, ci sta“. E’ tutta una reazione a catena che si instaura, con una buona e sana dose di mistero che, secondo me, l’autrice sa gestire egregiamente.
Come faccio di solito, prima di una recensione, leggo pareri sui maggiori siti di vendita online. Ho notato molte critiche a riguardo, specialmente sul finale: reputato scontato, inverosimile e da “e vissero per sempre tutti felici e contenti”. A me non è sembrato. Per me il finale è plausibile, anche nella realtà. Non trovo alcun elemento che lo possa rendere poco credibile sotto questo punto di vista e non finisce come se fosse una fiaba. E’ vero, non ha un finale triste e drammatico, ma neanche da commedia. Secondo me rimane tutto molto coerente con l’intento del libro, verso la fine inizi a capire dove la storia andrà a parare, ma ci sta.
In conclusione, per me è un libro bellissimo da leggere. Se vuoi leggere un libro leggero, ma non troppo, con un po’ di mistero e molti intrecci famigliari, in paesaggi fantastici, “Il segreto della bambina sulla scogliera” è quello che fa al caso tuo!

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Stronze si nasce – Felicia Kingsley

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In attesa del nuovo libro di Felicia Kingsley in uscita il prossimo 6 Maggio 2019, ho deciso di recuperare tutti quanti i suoi libri precedenti. Il nuovo libro sembra davvero molto interessante, quindi mi sembrava l’ideale entrare nel mood in questa maniera. Quindi dopo “Una cenerentola a Manatthan” e “Matrimonio di convenienza“, è l’ora di “Stronze si nasce“, edito sempre da Newton Compton Editore, uscite nel 2018.

Allegra Hill è brillante, onesta e altruista. Ma anche un’eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c’è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po’. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkle Jones. Non solo la vita di Sparkle è perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutta per sé e un lavoro nell’agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un’altra luce… E tutto questo proprio quando l’incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sparigliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l’ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno!

Insieme alla sua collega Anna Premoli, Felicia Kingsley è una garanzia vera e propria per il romanzo rosa. Se voglio leggere un romanzo rosa ben fatto e piacevolissimo da leggere, senza ombra di dubbio so dove dirigere la mia scelta. Ogni suo libro letto fino ad ora è incalzante, frizzante e appassionante. Un bel sorriso di divertimento è il compagno ideale per questa lettura, insieme agli occhi a cuore perché l’amore comunque è sempre il protagonista. Lo so, può sembrare sempre scontato leggere una recensione di questi libri, ma non fatevi ingannare, scrivere un romanzo rosa non è semplice, la banalità e lo scontato sono dietro l’angolo ad attendere ogni autore del genere, quindi non mi stancherò mai di dire che, anche in questo caso, si parla di talento vero e proprio!
Il libro si legge quindi tutto d’un fiato, un capitolo tira l’altro e ti trovi già alla fine con la voglia di ricominciarne subito un altro oppure che quest’ultimo non finisca mai e continui ad accompagnarci sempre! Quindi che dire? Attendiamo con molta impazienza la nuova uscita, con la consapevolezza di andare ad acquistare una garanzia del genere!

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Bosco bianco – Diego Galdino

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Questo è uno di quegli articoli scritti davvero con il cuore perché Diego Galdino, oltre ad essere uno dei miei scrittori preferiti, è anche una bellissima persona. Ed è con immenso piacere che oggi vi presento e recensisco il suo ultimo romanzo che l’autore ha autopubblicato, nonostante la sua esperienza come scrittore e le sue vittorie come tale. Parlo di “Bosco Bianco“, il suo ultimo romanzo, appena uscito e che trovate su Amazon già disponibile.

Nel suo testamento, la signora Chiara Pizzi lascia in eredità Bosco Bianco, una bellissima e storica tenuta affacciata sulla costiera amalfitana, a suo nipote Samuele Milleri, figlio di sua sorella e alla signorina Maia Antonini, figlia della sua più cara amica d’infanzia. Si racconta che a Bosco Bianco sia nascosto il diario segreto del leggendario scrittore americano Albert Grant. Proprio per questo motivo Andrea Razzi, ricco uomo d’affari, con velleità politiche, vuole entrarne in possesso a qualsiasi costo, tanto da acquistare da Samuele Milleri la sua metà di Bosco Bianco appena ereditata, approfittando dei suoi gravi problemi finanziari, per poi obbligare Giorgio Betti, il suo migliore e fascinoso agente immobiliare, a fingersi il nipote della vecchia proprietaria per cercare di convincere Maia Antonini a vendergli la sua parte della tenuta, anche a costo di farla innamorare di lui. Ma vivere a Bosco Bianco, seppur per pochissimo tempo, può cambiare il destino delle persone. Lo sapeva bene lo scrittore americano Albert Grant, che aveva fatto dell’amore la sua ragione di vita perchè come scritto alla fine del suo libro più famoso… “Per perdersi non serve un posto, basta una persona”.

“Bosco bianco” esce un po’ fuori dagli schemi rispetto ai libri precedenti dell’autore, è un viaggio bellissimo in una storia d’amore dolce e romantica. Difficile far capire quanto “Bosco bianco” sia in grado di emozionarti dolcemente. Questo romanzo ha toccato le corde più profonde della mia anima, sarebbe in grado di smuovere gli animi più gelidi e negativi con la sua dolcezza e il suo amore. L’insieme di citazioni provenienti da romanzi e film d’amore sono la perfetta ciliegina sulla torta alla storia di Giorgio e Maia, il tutto amalgamato dalla capacità dell’autore di parlare d’amore. E’ indescrivibile, inoltre, l’enorme crescita di Diego rispetto ai suoi primi libri. E’ sempre stato bravissimo e la sua capacità di parlare d’amore è in grado di sciogliere i ghiacciai (e ne ho avuto la conferma anche quando ho avuto il piacere di conoscerlo dal vivo, è davvero così!), ma in ogni romanzo me ne innamoro sempre di più. L’ho letto in neanche due giorni talmente mi aveva presa, mi sono ritrovata con il Kindle di fianco mentre cenavo, e di solito l’ora di cena per me è sacra. Per farvi capire quanto realmente mi abbia toccata questo romanzo. Inoltre, la tenuta di Bosco bianco mi ha ricordato tantissimo la casa di Noah e Allie, i protagonisti di “Le pagine della nostra vita” di Nicholas Sparks e, questo dolce ricordo, ha creato una base più che solida a questa bellissima storia. Durante la lettura, inoltre, avrete modo di poter ammirare dei piccoli colpi di scena, inusuali per libri di questo genere, ma che, alla fine, renderà il tutto ancora più speciale.
“Bosco bianco” è un libro per tutti, per chi ama l’amore, per chi è innamorato di qualcuno, per chi è ferito, per chi non crede nell’amore e non ci ha mai creduto. Saprà infilarsi fra i vostri sentimenti facendosi largo fino a dove le emozioni nascono, fino a toccarvi il cuore. Alla fine di questa lettura un po’ del vostro amore e un po’ del vostro cuore rimarrà in quella bellissima tenuta che è Bosco Bianco, insieme a Giorgio e Maia, i protagonisti, che sapranno averne molta cura.

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A un passo dalla felicità – Cristina Mencarelli

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Quello che più mi ha colpita di questo libro è che quando l’autrice mi ha contattata per la recensione, nella presentazione allegata c’era una bellissima frase che ha detto. Dice che ha scritto questo libro in un linguaggio semplice ed efficacie in modo che tutti possano leggerlo, anche chi non è un lettore abituale. Che dire, è davvero una bellissima cosa, voler arrivare a tutti, rendere la lettura alla portata di tutti perché di gente che legge penso non ce ne sia mai davvero abbastanza.
E’ con lieto piacere, quindi, che vi parlo oggi di “A un passo dalla felicità” di Cristina Mencarelli.

Trama:
Elizabeth Scott, una giovane giornalista italo-inglese, si trova a Roma per cercare lavoro in una delle riviste di cinema più affermate d’Italia, la Red Carpet, e per stabilirsi definitivamente nella sua amata città.
Il giorno del colloquio di lavoro, superato con successo grazie all’ottimo curriculum, la ragazza incrocia fugacemente il suo sguardo con quello di un uomo in corridoio che si rivelerà il suo capo, Samuele De Luca, trentenne plurilaureato con una carriera affermata alle spalle, nonostante la giovane età. Un ragazzo schivo, impenetrabile e con un trascorso doloroso alle spalle che lo ha portato ad alzare un muro verso le emozioni. Entrambi dovranno combattere contro se stessi per reprimere i propri sentimenti e nascondere segreti che rischiano di compromettere ogni tentativo di lasciarsi andare.
Tra le mura della redazione, fra Roma e Londra, tra amici sorprendenti, avventure rocambolesche che potrebbero innescare la miccia per una storia romantica senza tempo, i due ragazzi dovranno affrontare le proprie paure e il proprio coraggio per far fronte ai duri imprevisti della vita.

A proposito dell’autrice:
“Ho scritto con un linguaggio semplice – ha detto l’autrice – perché voglio arrivare a tutti, in particolare a coloro che non hanno mai aperto un libro in vita loro, perché sono fermamente convinta che la cultura debba essere alla portata e a disposizione di tutti”. Questa è Cristina Mencarelli, un passato da giornalista e un presente da scrittrice arguta e attenta che sa quali corde toccare per arrivare al cuore dei lettori.

Ho riflettuto molto prima di scrivere questa recensione perché mi ha un po’ spiazzata. La trama mi risultava molto interessante e proprio nel genere rosa che mi piace, romantico, dolce. Tuttavia durante la lettura mi è risultato sempre tutto un po’ troppo enfatizzato e troppo pesantino alla lunga. La protagonista risulta davvero troppo inverosimile ed esageratamente perfetta. Questo rende la lettura comunque un po’ più lenta e prolissa, anche se la storia prende ed incuriosisce sempre. Nonostante ciò ho proseguito nella lettura non facendomi scoraggiare da questo “troppo”. Alla conclusione sono stata contenta di questa scelta perché sono stata davvero ripagata di tutto. La storia è molto bella, particolare ed alla fine, con il colpo di scena finale che lascia davvero senza parole. In questo l’autrice è stata davvero molto abile perché la conclusione davvero ribalta ogni singolo pensiero che ci si era potuti fare fino a quel momento del libro e della storia in sé. Ovviamente non posso e non voglio dire nulla a riguardo perché è tutta una cosa che si gusta nella lettura del libro. Durante la lettura ogni tanto c’è qualche sentore di cosa può succedere, ma questo con il senno di poi, altrimenti difficili da cogliere. Insomma, se vi piace il genere rosa, sicuramente potete apprezzare “A un passo dalla felicità” e, se iniziate la lettura, portatela a termine perché saprà davvero trovare il modo di ripagarvi.