Due cuori in affitto – Felicia Kingsley

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Finalmente sono riuscita a mettermi in pari con questa lettura. Dopo il salone del libro di Torino, la mia copia di “Due cuori in affitto” di Felicia Kingsley, è tornata a casa con autografo e dedica dell’autrice! Difatti, allo stand Newton Compton, CE del libro, c’è stato il firma-copie di varie scrittrici, fra cui proprio lei!
Ricapitolando, “Due cuori in affitto” esce il 6 Maggio 2019, scalando subito nella prima settimana d’uscita la vetta dei libri più venduti.

Summer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

Mi sono preparata alla lettura di questo libro leggendo l’ultimo dell’autrice che mi mancava, “Stronze si nasce“. In occasione del salone di Torino ho avuto anche l’opportunità di assistere ad un incontro organizzato da Newton Compton dal titolo “Il romance salverà l’editoria?”. A presenziare a questo incontro, come autrici del genere, c’erano Anna Premoli e Felicia Kingsley e, ragazzi, vi auguro un giorno di assistere ad un incontro simile perché queste donne sono pazzesche, anche se non vi piace il genere che scrivono, sono davvero uno spasso e molto intelligenti, ascoltarle è stato davvero un piacere! Dopo tutto questo, non vedevo davvero l’ora di leggere il tanto atteso libro, carica come una molla.
Come sapete, considero le due autrici sopracitate, una garanzia per il genere del romance, sono sempre spigliate, divertenti, alla mano. Il loro modo di scrivere attira anche i più reticenti, contribuiscono ad avvicinare alla lettura anche persone che di norma non leggono e questo è SEMPRE un bene. “Due cuori in affitto” non è da meno! La scrittura della Kingsley è sempre spigliata, divertente, piena di botta e risposta. Insomma, una lettura leggera e simpatica che tira sempre su il morale, una garanzia appunto. I personaggi protagonisti, i due cactus (cit.), sono ben delineati e descritti, si riesce tranquillamente a immaginarseli interamente, sia dal punto di vista caratteriale che estetico. Summer e Blake insieme sono davvero uno spasso insieme, mi sono innamorata del personaggio di Summer ragazzi, seriamente!
Come anche “Una cenerentola a Manatthan“, quest’ultimo è pieno di intrighi e intrecci che portano i protagonisti a prendere strade inimmaginabili. Rispetto al penultimo, tuttavia, ho trovato meno forti questi intrecci. Probabilmente è perché “Una cenerentola a Manatthan” mi è piaciuto talmente tanto che eguagliarlo era più complesso. La storia e la trama sono perfettamente funzionanti, ma a tratti molto fantasiosi e talvolta forzati. E’ un altro stile di trama nel suo sviluppo, a chi piace questo genere e le trame molto fantasiose e spensierate, questo è il libro che fa proprio al caso vostro, pronti ad innamorarvi anche voi dei due cactus, symbol di questo romanzo!! Nel caso lo leggiate, dopo dedicate del tempo anche al suo penultimo che è il mio preferito fino ad ora, così mi saprete dire quale sarà il vostro preferito fra i due.

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Il segreto della bambina sulla scogliere – Lucinda Riley

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Finalmente sono riuscita a leggere un altro libro di questa autrice! Dopo aver letto, l’anno scorso, “La lettera d’amore“, me ne sono totalmente innamorata e, con il tempo, sarà mia premura recuperarli un po’ tutti, compresa la saga delle sette sorelle che mi state dicendo tutti da mesi che devo assolutamente leggere: ce la farò, lo prometto! Ora ho letto “Il segreto della bambina sulla scogliera” di Lucinda Riley, appunto, Edito da Giunti, il romanzo esce a Ottobre 2011.

Dopo un aborto che le ha spezzato il cuore, Grania Ryan lascia New York e la sua carriera di scultrice per tornare nel villaggio irlandese in cui è cresciuta. Un giorno, in mezzo alla tempesta, sulla scogliera a picco sul mare dove è solita fare lunghe passeggiate, scorge Aurora, una bimba orfana di madre da cui è subito attratta in modo misterioso. Ma quando la madre di Grania, nonostante i suoi numerosi ammonimenti, si accorge che la figlia si sta affezionando ad Aurora e al padre di lei, le consegna un plico di lettere gelosamente custodite negli anni. In quelle lettere è contenuta la storia dei Ryan e dei Lisle, due famiglie legate fin dai tempi della guerra e sui cui destini si stendono ombre oscure. Sarà proprio la piccola Aurora e la devozione che Grania prova per lei a spezzare le catene del passato.

Ho divorato questo libro in due giorni. Fine recensione.
No dai, cerco di articolare di più, anche se quello esprime più di mille parole per quanto mi riguarda. Ormai è sempre più raro ottenere da un libro una totale immersione nella storia e, con questo, mi è davvero successo. Mi sono sentita parte della famiglia Ryan e della famiglia Lisle, su quelle scogliere irlandesi descritte tanto bene dall’autrice. Della Riley si può dire tutto, davvero, tranne che non sappia creare e descrivere paesaggi pazzeschi. Mi sarei comprata un biglietto aereo sola andata per l’Irlanda già a metà libro. La descrizione della scogliera, della spiaggia, del mare.. E’ tutto troppo meraviglioso, quei paesaggi lasciano senza fiato descritti da lei, che sa rendere molta giustizia ai suoi luoghi natii.
A metà libro, circa, l’autrice inserisce un albero genealogico per rendere più chiari gli intrecci che vengono a crearsi fra le due famiglie. Ciò aiuta molto nella lettura per non perdersi alcun passaggio, ma comunque non ho trovato forzati i legami che sono stati fatti. Li ho trovati realistici, la spiegazione che viene data per ogni avvenimento è sufficiente a farti pensare “beh, sì, ci sta“. E’ tutta una reazione a catena che si instaura, con una buona e sana dose di mistero che, secondo me, l’autrice sa gestire egregiamente.
Come faccio di solito, prima di una recensione, leggo pareri sui maggiori siti di vendita online. Ho notato molte critiche a riguardo, specialmente sul finale: reputato scontato, inverosimile e da “e vissero per sempre tutti felici e contenti”. A me non è sembrato. Per me il finale è plausibile, anche nella realtà. Non trovo alcun elemento che lo possa rendere poco credibile sotto questo punto di vista e non finisce come se fosse una fiaba. E’ vero, non ha un finale triste e drammatico, ma neanche da commedia. Secondo me rimane tutto molto coerente con l’intento del libro, verso la fine inizi a capire dove la storia andrà a parare, ma ci sta.
In conclusione, per me è un libro bellissimo da leggere. Se vuoi leggere un libro leggero, ma non troppo, con un po’ di mistero e molti intrecci famigliari, in paesaggi fantastici, “Il segreto della bambina sulla scogliera” è quello che fa al caso tuo!

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Stronze si nasce – Felicia Kingsley

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In attesa del nuovo libro di Felicia Kingsley in uscita il prossimo 6 Maggio 2019, ho deciso di recuperare tutti quanti i suoi libri precedenti. Il nuovo libro sembra davvero molto interessante, quindi mi sembrava l’ideale entrare nel mood in questa maniera. Quindi dopo “Una cenerentola a Manatthan” e “Matrimonio di convenienza“, è l’ora di “Stronze si nasce“, edito sempre da Newton Compton Editore, uscite nel 2018.

Allegra Hill è brillante, onesta e altruista. Ma anche un’eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c’è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po’. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkle Jones. Non solo la vita di Sparkle è perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutta per sé e un lavoro nell’agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un’altra luce… E tutto questo proprio quando l’incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sparigliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l’ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno!

Insieme alla sua collega Anna Premoli, Felicia Kingsley è una garanzia vera e propria per il romanzo rosa. Se voglio leggere un romanzo rosa ben fatto e piacevolissimo da leggere, senza ombra di dubbio so dove dirigere la mia scelta. Ogni suo libro letto fino ad ora è incalzante, frizzante e appassionante. Un bel sorriso di divertimento è il compagno ideale per questa lettura, insieme agli occhi a cuore perché l’amore comunque è sempre il protagonista. Lo so, può sembrare sempre scontato leggere una recensione di questi libri, ma non fatevi ingannare, scrivere un romanzo rosa non è semplice, la banalità e lo scontato sono dietro l’angolo ad attendere ogni autore del genere, quindi non mi stancherò mai di dire che, anche in questo caso, si parla di talento vero e proprio!
Il libro si legge quindi tutto d’un fiato, un capitolo tira l’altro e ti trovi già alla fine con la voglia di ricominciarne subito un altro oppure che quest’ultimo non finisca mai e continui ad accompagnarci sempre! Quindi che dire? Attendiamo con molta impazienza la nuova uscita, con la consapevolezza di andare ad acquistare una garanzia del genere!

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Bosco bianco – Diego Galdino

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Questo è uno di quegli articoli scritti davvero con il cuore perché Diego Galdino, oltre ad essere uno dei miei scrittori preferiti, è anche una bellissima persona. Ed è con immenso piacere che oggi vi presento e recensisco il suo ultimo romanzo che l’autore ha autopubblicato, nonostante la sua esperienza come scrittore e le sue vittorie come tale. Parlo di “Bosco Bianco“, il suo ultimo romanzo, appena uscito e che trovate su Amazon già disponibile.

Nel suo testamento, la signora Chiara Pizzi lascia in eredità Bosco Bianco, una bellissima e storica tenuta affacciata sulla costiera amalfitana, a suo nipote Samuele Milleri, figlio di sua sorella e alla signorina Maia Antonini, figlia della sua più cara amica d’infanzia. Si racconta che a Bosco Bianco sia nascosto il diario segreto del leggendario scrittore americano Albert Grant. Proprio per questo motivo Andrea Razzi, ricco uomo d’affari, con velleità politiche, vuole entrarne in possesso a qualsiasi costo, tanto da acquistare da Samuele Milleri la sua metà di Bosco Bianco appena ereditata, approfittando dei suoi gravi problemi finanziari, per poi obbligare Giorgio Betti, il suo migliore e fascinoso agente immobiliare, a fingersi il nipote della vecchia proprietaria per cercare di convincere Maia Antonini a vendergli la sua parte della tenuta, anche a costo di farla innamorare di lui. Ma vivere a Bosco Bianco, seppur per pochissimo tempo, può cambiare il destino delle persone. Lo sapeva bene lo scrittore americano Albert Grant, che aveva fatto dell’amore la sua ragione di vita perchè come scritto alla fine del suo libro più famoso… “Per perdersi non serve un posto, basta una persona”.

“Bosco bianco” esce un po’ fuori dagli schemi rispetto ai libri precedenti dell’autore, è un viaggio bellissimo in una storia d’amore dolce e romantica. Difficile far capire quanto “Bosco bianco” sia in grado di emozionarti dolcemente. Questo romanzo ha toccato le corde più profonde della mia anima, sarebbe in grado di smuovere gli animi più gelidi e negativi con la sua dolcezza e il suo amore. L’insieme di citazioni provenienti da romanzi e film d’amore sono la perfetta ciliegina sulla torta alla storia di Giorgio e Maia, il tutto amalgamato dalla capacità dell’autore di parlare d’amore. E’ indescrivibile, inoltre, l’enorme crescita di Diego rispetto ai suoi primi libri. E’ sempre stato bravissimo e la sua capacità di parlare d’amore è in grado di sciogliere i ghiacciai (e ne ho avuto la conferma anche quando ho avuto il piacere di conoscerlo dal vivo, è davvero così!), ma in ogni romanzo me ne innamoro sempre di più. L’ho letto in neanche due giorni talmente mi aveva presa, mi sono ritrovata con il Kindle di fianco mentre cenavo, e di solito l’ora di cena per me è sacra. Per farvi capire quanto realmente mi abbia toccata questo romanzo. Inoltre, la tenuta di Bosco bianco mi ha ricordato tantissimo la casa di Noah e Allie, i protagonisti di “Le pagine della nostra vita” di Nicholas Sparks e, questo dolce ricordo, ha creato una base più che solida a questa bellissima storia. Durante la lettura, inoltre, avrete modo di poter ammirare dei piccoli colpi di scena, inusuali per libri di questo genere, ma che, alla fine, renderà il tutto ancora più speciale.
“Bosco bianco” è un libro per tutti, per chi ama l’amore, per chi è innamorato di qualcuno, per chi è ferito, per chi non crede nell’amore e non ci ha mai creduto. Saprà infilarsi fra i vostri sentimenti facendosi largo fino a dove le emozioni nascono, fino a toccarvi il cuore. Alla fine di questa lettura un po’ del vostro amore e un po’ del vostro cuore rimarrà in quella bellissima tenuta che è Bosco Bianco, insieme a Giorgio e Maia, i protagonisti, che sapranno averne molta cura.

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A un passo dalla felicità – Cristina Mencarelli

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Quello che più mi ha colpita di questo libro è che quando l’autrice mi ha contattata per la recensione, nella presentazione allegata c’era una bellissima frase che ha detto. Dice che ha scritto questo libro in un linguaggio semplice ed efficacie in modo che tutti possano leggerlo, anche chi non è un lettore abituale. Che dire, è davvero una bellissima cosa, voler arrivare a tutti, rendere la lettura alla portata di tutti perché di gente che legge penso non ce ne sia mai davvero abbastanza.
E’ con lieto piacere, quindi, che vi parlo oggi di “A un passo dalla felicità” di Cristina Mencarelli.

Trama:
Elizabeth Scott, una giovane giornalista italo-inglese, si trova a Roma per cercare lavoro in una delle riviste di cinema più affermate d’Italia, la Red Carpet, e per stabilirsi definitivamente nella sua amata città.
Il giorno del colloquio di lavoro, superato con successo grazie all’ottimo curriculum, la ragazza incrocia fugacemente il suo sguardo con quello di un uomo in corridoio che si rivelerà il suo capo, Samuele De Luca, trentenne plurilaureato con una carriera affermata alle spalle, nonostante la giovane età. Un ragazzo schivo, impenetrabile e con un trascorso doloroso alle spalle che lo ha portato ad alzare un muro verso le emozioni. Entrambi dovranno combattere contro se stessi per reprimere i propri sentimenti e nascondere segreti che rischiano di compromettere ogni tentativo di lasciarsi andare.
Tra le mura della redazione, fra Roma e Londra, tra amici sorprendenti, avventure rocambolesche che potrebbero innescare la miccia per una storia romantica senza tempo, i due ragazzi dovranno affrontare le proprie paure e il proprio coraggio per far fronte ai duri imprevisti della vita.

A proposito dell’autrice:
“Ho scritto con un linguaggio semplice – ha detto l’autrice – perché voglio arrivare a tutti, in particolare a coloro che non hanno mai aperto un libro in vita loro, perché sono fermamente convinta che la cultura debba essere alla portata e a disposizione di tutti”. Questa è Cristina Mencarelli, un passato da giornalista e un presente da scrittrice arguta e attenta che sa quali corde toccare per arrivare al cuore dei lettori.

Ho riflettuto molto prima di scrivere questa recensione perché mi ha un po’ spiazzata. La trama mi risultava molto interessante e proprio nel genere rosa che mi piace, romantico, dolce. Tuttavia durante la lettura mi è risultato sempre tutto un po’ troppo enfatizzato e troppo pesantino alla lunga. La protagonista risulta davvero troppo inverosimile ed esageratamente perfetta. Questo rende la lettura comunque un po’ più lenta e prolissa, anche se la storia prende ed incuriosisce sempre. Nonostante ciò ho proseguito nella lettura non facendomi scoraggiare da questo “troppo”. Alla conclusione sono stata contenta di questa scelta perché sono stata davvero ripagata di tutto. La storia è molto bella, particolare ed alla fine, con il colpo di scena finale che lascia davvero senza parole. In questo l’autrice è stata davvero molto abile perché la conclusione davvero ribalta ogni singolo pensiero che ci si era potuti fare fino a quel momento del libro e della storia in sé. Ovviamente non posso e non voglio dire nulla a riguardo perché è tutta una cosa che si gusta nella lettura del libro. Durante la lettura ogni tanto c’è qualche sentore di cosa può succedere, ma questo con il senno di poi, altrimenti difficili da cogliere. Insomma, se vi piace il genere rosa, sicuramente potete apprezzare “A un passo dalla felicità” e, se iniziate la lettura, portatela a termine perché saprà davvero trovare il modo di ripagarvi.

Matrimonio di convenienza – Felicia Kingsley

Questo libro è valutato da me:

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Ebbene sì, dopo “Una cenerentola a Manatthan” ho deciso di recuperare tutti i libri di Felicia Kingsley. Da buona amante del genere rosa e di Anna Premoli, mi sono buttata anche su Felicia che, come già vi ho spiegato, ha uno stile molto simile. Il libro in questione è “Matrimonio di convenienza“, che esce nel 2017, edito sempre da Newton Compton Editori, ed ha riscosso molti consensi sul web.

Jemma ha un lavoro inusuale: fa la truccatrice teatrale, vive in una casa di dubbio gusto e colleziona solo delusioni sotto il punto di vista sentimentale.
Un giorno riceve una chiamata dal suo avvocato che le cambierà la vita. Sua nonna materna, che ha diseredato sua mamma per essersi innamorata e sposata con un uomo non nobile, ha lasciato a lei tutte le ricchezze della famiglia, ma ad una sola ed unica condizione: riceverà quei soldi solamente quando sposerà un uomo nobile, a differenza di sua madre. La coincidenza vuole che il suo avvocato, parallelamente, stia seguendo il dodicesimo duca di Burlingham, che attualmente non naviga nell’oro, è totalmente al verde e sta rischiando di perdere tutti i beni di famiglia, anche il suo titolo. La cosa è presto fatta, Jemma ha bisogno di un nobile, Ashford di soldi, lui è un duca e lei ha molti soldi.
Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a lei di avere i soldi e a lui di mantenersi il titolo, ma che cosa avranno mai in comune un lord molto formale e composto con una donna, figlia di una coppia hippy, che ama girare nuda per casa? Apparentemente nulla, ma Jemma non sa cosa l’attende una volta sbarcata alla residenza del duca dove l’attende galateo, formalità molto rigide, ricevimenti, feste ed un’odiosa suocera aristocratica.

Rapportato a “Una cenerentola a Manatthan“, qui abbiamo una storia meno intricata e meno ingarbugliata negli eventi. Tuttavia, se nel primo avevamo una coppia già presa ed innamorata, qui possiamo ammirare per tutta la durata del romanzo un amore che nasce quasi da un odio e che, man mano, cresce fino a sbocciare. Molto interessante questo punto di vista, la storia di per sé è molto affascinante e rocambolesca. Insomma, la visione di lei, abituata da sempre a vivere in modo libertino in casa propria, che si ritrova a vivere in casa di nobili dove la compostezza è la padrona indiscussa in ogni momento, fa molto ridere, è molto buffo.
Amo le idee della Kingsley per i romanzi rosa perché non sono banali o scontati, ma sempre un qualcosa di inusuale c’è, il che li rende comunque particolari, nonostante nel genere non sia una cosa proprio facile.
Questo romanzo in particolare è molto romantico, molto rosa, si legge molto in fretta, non mi sarei mai staccata da questo libro perché mi aveva presa moltissimo e divertita altrettanto. In particolare il personaggio di Jemma l’ho adorato un sacco, figlia di hippy un po’ pazzi e nudisti, troppo simpatica!
In conclusione, se cercate un romanzo rosa un po’ particolare, divertente, super romantico, “Matrimonio di convenienza” non deve proprio mancare tra le vostre prossime letture!

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Articoli simili: “E’ solo una storia d’amore“, “L’amore è sempre in ritardo“, “Una cenerentola a Manatthan

Non ho tempo per amarti – Anna Premoli

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Terzo libro di Anna Premoli nel blog. Lo so, lo so, ad alcuni questo genere può annoiare o non ispirare, ma è anche vero che, se non fosse per i libri rosa, molta gente magari non leggerebbe o leggerebbe molto di meno. Non tutti siamo fatti tutti per letture impegnative, io penso che l’importante sia leggere, che in ogni caso aiuta sempre. Quindi, fatta questa premesse, oggi parliamo di “Non ho tempo per amarti“, uscito all’inizio del 2018, edito sempre da Newton Compton Editore e Anna Premoli si conferma sempre l’autrice da mezzo milione di copie.

Julie Morgan non è una ragazza come le altre: è una scrittrice di romanzi ambientati nell’Ottocento. Julie, oltre a scrivere di quell’epoca, sembra anche viverci, in quanto molto distaccata dalla realtà odierna. Dell’Ottocento ama tutto: i vestiti lunghi e pomposi, gli uomini eleganti e gentili, le storie romantiche che non nascono da uno smartphone, ma dagli sguardi o dallo sfiorarsi di una mano. Lo shopping online è l’unica cosa che salva del mondo di oggi. In questo modo può evitare di uscire e rimanere, per lo meno per la maggior parte del tempo, nel suo adorato appartamento. Di norma anche silenziosa è la casa di Julie, almeno finché, dopo anni, arriva al piano di sopra un giovane ragazzo, vestito in modo che a Julie proprio non piace. Per fortuna che lei è in cerca di un uomo di altri tempi, perché il suo vicino, ben troppo moderno per i suoi gusti, potrebbe risultarle più simpatico di quanto vorrebbe.

Questo romanzo si può tranquillamente riassumere dicendo “l’amore non ha età“. E’ il filo conduttore di tutto. Sebbene i libri della Premoli siano tutti genere rosa, non si può dire che qualche messaggio non lo trasmetta sempre.
Julie, come quasi la maggior parte delle persone al suo posto, è restia ad avere una relazione con il suo bel vicino, proprio a causa dell’età. Ammetto che io stessa ero un po’ combattuta nel leggerlo. Mi piace molto la Premoli, ma dopo aver letto la trama ho continuato a rimandare questa lettura perché, lo ammetto, colta dal pregiudizio, non mi ispirava. Tuttavia mi sono decisa ed ho cominciato a leggerlo ed il mio pensiero poi si è tramutato molto in fretta in “Ma perché non l’ho iniziato prima, mannaggia a me!“.
Lui è il ragazzo che tutte le donne vorrebbero, ricco, bello, una vera rock star, ma con un minimo di morale, non gli importa delle belle donne che potrebbe avere, vuole una relazione.. sì, insomma, il ragazzo perfetto e inesistente!
Tuttavia il libro ci regala qualche spunto di riflessione, sulla differenza di età appunto, di come la cosa sia vissuta diversamente da uomo a donna. Una donna più va avanti con l’età, più fatica magari a farsi una famiglia e tutto il suo contorno. L’uomo invece soffre meno di questo avanzare dell’età, di conseguenza questo fa in modo che da un lato la differenza pesi più che dall’altro. Non è una cosa poi così scontata, è estremamente reale, non ci avevo mai pensato prima d’ora.
Tutto il libro è un continuo susseguirsi di battutine, frecciatine tra i protagonisti, che rendono la lettura super scorrevole, frizzante e mai noiosa. Francamente mi sono divertita molto nella lettura, non vedevo l’ora, ogni volta, di andare avanti e proseguire perché mi faceva ridere un sacco! Julie specialmente è un personaggio molto autoironico, che si prende poco sul serio e ciò contribuisce molto a rendere simpatico il libro.
Insomma, che dire. La Premoli non perde mai colpi, la ritroviamo sempre sul pezzo, instancabile e sempre sarcastica. Come tutti gli altri, è un libro leggero, simpatico, scorrevole da leggere. Se fossimo nella stagione vi direi “un libro adatto sotto l’ombrellone da spiaggia”, ma data la situazione va più che benone anche sul divano di casa vostra, con le prime luci di Natale che iniziano ad accendersi.

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Una cenerentola a Manatthan – Felicia Kingsley

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L’8 Novembre di quest’anno, esce “Una cenerentola a Manatthan” di Felicia Kingsley. L’ennesima storia banale ispirata alla fiaba Cenerentola? Forse sì, ma in questo caso l’autrice ha saputo davvero stupirmi per gli intrighi e gli intrecci durante il romanzo. “Una Cenerentola a Manhattan” possiamo considerarlo un romanzo rosa, molto simile alla Premoli. Mi hanno consigliato in libreria questo romanzo, mentre cercavo l’unico che mi mancava di quest’ultima e, siccome la trama era assai intrigante, ho accettato il consiglio e l’ho acquistato! Edito da Newton Compton Editori, l’ultimo libro di Felicia Kingsley non è certo da meno rispetto a quelli precedenti.

Riley non è di certo la tipica donna tacchi e fiocchettini. “Un paio di scarpe possono cambiarti la vita” è una frase al quale Riley non ha mai creduto e per lei i colpi di fulmine non esistono, se non in cielo.
Rimasta orfana alla tenera età di dieci anni, a ventisette ha ben altre cose per la testa di scarpe e amore. La sua matrigna è una vera macchina succhia-soldi che pur di fregarla e ostacolarla nella sua vita se ne inventa di ogni. Non da meno sono le sue due sorellastre che aspirano ad una carriera da web star e sono sempre pronte a remarle contro. Riley per mantenersi fa tre lavori, sennò non riuscirebbe proprio a vivere nella Grande Mela e, oltre a ciò, sta lavorando da due anni al suo romanzo che un giorno sogna di vedere sullo scaffale di una libreria. A New York, tuttavia le occasioni sono dietro l’angolo e un galà in maschera a Central Park potrebbe poterla aiutare a realizzare il suo sogno più grande. Quello che pare Riley non abbia imparato dalle grandi storie, è che a feste così grandi si possono fare incontri del tutto inaspettati. Alla fine, proprio per colpa di un paio di scarpe, si ritrova a diventare il personaggio principale di una delle favole più romantiche di sempre.

Come ho detto all’inizio, mi hanno stupita molto gli intrighi e gli intrecci nella storia che l’autrice ha saputo creare. Secondo me non sono per nulla scontati e semplici. Alla fine il romanzo si svolge in 402 pagine, ma la storia è talmente intensa che mi sembrava di averne lette molte di più in pochissimo tempo! E’ davvero incredibile perché poteva tranquillamente prendere la storia di Cenerentola, ambientarla a Manatthan ed il gioco era fatto. Invece trovo che abbia dato un tono in più alla storia e che questo contribuisca a farla risultare non banale o scontata, come possono essere molte altre rivisitazioni.
Il romanzo è pieno di continui botta e risposta fra i protagonisti, la fine di un capitolo significa desiderare di leggere il più presto possibile il prossimo e non stufa davvero mai. Mi ha molto divertita, è una lettura simpatica, fresca e leggera e molto in stile moderno.
La scrittura della Kingsley non stanca mai, è sempre ironica, pungente al punto giusto, senza dimenticare i risvolti romantici e dolci di ogni romanzo rosa che si rispetti. Trovo che questo sia un degno successore di “Matrimonio di convenienza”, del quale uscirà la recensione a breve, che mi era piaciuto davvero moltissimo.
Ho trovato molti aspetti simili alla scrittura della Premoli, quindi se amate il suo genere o comunque vi piace e vi intrattiene, avete trovato una valida rivale per i prossimi romanzi rosa che leggerete.
“Una cenerentola a Manatthan” vi farà sognare in ogni pagina, rivivrete ogni attimo più bello di questa famosissima fiaba, ma raccontata in chiave moderna e del tutto legata al mondo attuale, lavorativo e non. Insomma, cimentatevi in questa lettura divertente e lasciatevi trasportare da Riley e la sua fiaba.

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Choose me, choose you, choose us – Jasmine Hashem

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Eccoci per un altro autore emergente. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli autori emergenti che si stanno affidando a noi per avere una recensione, non ci aspettavamo sinceramente un’adesione così numerosa a questa rubrica, eppure ci sono arrivate tantissime richieste che spesso fatichiamo a stare dietro a tutte le vostre mail!
Oggi parliamo di “Choose me, choose you, choose us” di Jasmine Hashem. La ragazza è in campagna su bookabook, quindi non è ancora stata pubblicata ufficialmente, quindi vi lascio tutti i link del caso per supportarla ed anche per il suo profilo Instagram.

Trama:
Ognuno affronta il dolore come meglio crede. Jane e Vince sono due ragazzi, compagni di liceo, che all’età di diciotto anni si ritrovano ad affrontare la perdita di un genitore. Una stessa storia che innesca però due reazioni totalmente differenti. Se Jane, dopo la morte del padre, inizia a mangiare a dismisura e a ingrassare, Vince, dopo la morte della madre, si chiude in se stesso scegliendo di vivere in totale apatia. Sono conoscenti, non amici, eppure lei si sente inspiegabilmente legata a lui. Dopo aver compreso ciò che sta facendo a se stessa, Jane decide di cambiare stile di vita. A venticinque anni è una donna sicura e serena. Studia, ama lo sport e pratica la boxe. Un ragazzo conosciuto al corso di boxe sarà per lei il primo appuntamento. Prima di questo decide però di rivedere Vince. Il loro incontro sarà decisivo e le incomprensioni non mancheranno. Non è facile esporsi e aprirsi, né tanto meno lo è arrendersi. L’amore a volte è una questione di scelta. Scegliere spesso richiede estremo coraggio. Ci sono situazioni, però, in cui scegliersi non rappresenta una scelta. Se fosse questo il caso?

Scrivere la recensione di un autore emergente la vivo come una seria responsabilità, sia nei confronti dell’autore che nei confronti del lettore che mi legge e mi ascolta. Questo libro l’abbiamo scelto perché tratta una tematica molto particolare, come quella della perdita di una persona cara e di due modi totalmente opposti di vivere questo lutto, che secondo me è la particolarità del libro, la parte che fa più riflettere. Questo è un po’ il cuore del romanzo rosa in oggetto, al quale la storia tra Jane e Vince fa da perfetta cornice. Avrei gradito una descrizione migliore dell’amore tra i due protagonisti, perché non si percepisce molto, secondo me, la ragione per il quale Vince sia così infatuato e preso da Jane, che apparentemente è stata solo una compagna di scuola con il quale lui non parlava neanche granché. Insomma, questo lato andava più approfondito ed articolato.
Il romanzo non è stato corretto o ripassato dall’editore ancora, ma si presenta “nudo e crudo” così com’è stato scritto, non essendo appunto ancora stato pubblicato. sono presenti alcuni errori grammaticali, di punteggiatura e linguistici. Tuttavia una rilettura dovrebbe bastare a renderlo già meglio sotto questo punto di vista, anche prima del passaggio dell’editore.
La storia tra Vince e Jane è molto romantica alla fine. Come detto prima, hanno entrambi avuto uno dei lutti più brutti da patire: la perdita di un genitore. La descrizione della reazione e del modo di vivere questo periodo della vita è molto strutturato e dettagliato, trasporta molto nella storia ed aiuta ad immedesimarsi e capire i personaggi. Se lei ingrassa a dismisura e si ritrova obesa, introversa ed insicura, lui si chiude in sé stesso, chiude rapporti con amici, con il padre e rantola nel buio.
Un’ultima unica pecca è che il romanzo non è ambientato in un luogo specifico, non viene detto o specificato, quindi ogni lettore si fa una propria idea sul posto dove si svolge il tutto. Tuttavia i nomi ed i cognomi dei personaggi sono tutti inglesi/americani, ma le ambientazioni della scuola, da ciò che si può dedurre, anche se non specificato direttamente, delle canzoni di cui si parla, è tutto italiano. Questo crea una sorta di incoerenza, ma diciamo che è più una sottigliezza che altro.
In conclusione il romanzo si chiude come ogni romanzo rosa che si rispetti meriti di finire, quindi occhi super a cuore e l’amore trionfa sempre. L’idea è molto bella, il dettaglio sui lutti, i modi di reagire, sono molto particolari ed i veri protagonisti della storia ed offre molti spunti di riflessione e, perché no, un aiuto a superare un evento così drammatico della vita.

E’ solo una storia d’amore – Anna Premoli

Questo libro è valutato da me:

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Dopo aver parlato della sua ultima uscita, “L’amore è sempre in ritardo“, mi è venuta voglia di parlare di altri suoi libri. Ovviamente sto parlando di Anna Premoli ed oggi vi volevo parlare di “E’ solo una storia d’amore”.
E’ solo una storia d’amore” di Anna Premoli esce nel 2016, edito da Newton Compton, e viene definito il suo nuovo libro scoppiettante e super romantico! Ormai si sa, la Premoli è una scrittrice di romanzi rosa, la prima autrice italiana che ha iniziato dal self-publishing facendo diventare i suoi romanzi dei best-seller molto amati.

Sono passati cinque anni da quando Aidan Tyler ha lasciato New York. Ha lasciato la grande mela da vincitore del premio Pulitzer e diretto verso il sole ed il divertimento della California. Imbonito e viziato dalla critica e soddisfatto dalle tantissime copie del suo romanzo vendute, si adagia un po’ troppo sugli allori, sebbene si fosse ormai convinto che quello sarebbe stato solo l’inizio di una grande carriera da scrittore. Le cose non stanno andando proprio come Aidan aveva sognato. E’ da cinque anni che non scrive nulla, neanche mezzo capitolo, ed ormai ha il suo agente letterario, Norman, alle calcagna, insieme alla casa editrice che gli ha già dato un lauto anticipo sul suo nuovo romanzo, che ancora non esiste. Scoraggiato decide quindi di far rientro a casa, dove tutto è iniziato, fiducioso di ritrovare così la sua perduta ispirazione.
E’ proprio nella grande mela che conoscerà Lauren, una scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Ovviamente Aidan non la conosce, in quanto considera il genere dei romanzi rosa della “robaccia” ben lontana dalla letteratura. Chiunque potrebbe scrivere un libro di questo tipo per Aidan. Avrà ragione oppure sarà costretto a ricredersi?

“Quello che la gente spesso non capisce è che la magia del rosa non sta nella capacità di predire chi si innamorerà di chi – non scriviamo mica gialli – ma nella bellezza di un percorso condiviso. Tutte le volte che due persone si innamorano accade qualcosa di magico.”

Questo romanzo è senz’altro tra le mie storie preferite della Premoli. La sua freschezza e la sua scioltezza nella narrazione è sempre il lato che la distingue da molti nel genere. I suoi romanzi scorrono velocemente e piacevolmente, ironici, pratici e leggeri.
In questo caso, come nella maggior parte dei suoi libri, abbiamo una narrazione alternata tra Aiden e Lauren, quindi abbiamo una visione a trecentosessanta gradi della situazione e di ciò che succede. Questo ci permette di ammirare nel decorso della lettura, la crescita dei personaggi. Infatti, all’inizio della storia abbiamo dei protagonisti ben diversi rispetto alla fine. Aidan è uno scrittore pieno di sé, con il suo premio Pulitzer, considerando non-scrittori quelli come Lauren, ed alla fine cambia molto la sua visione della letteratura, imparando a rispettare anche il diverso e, magari, “frivolo” come può essere un romanzo rosa. Lauren, invece, convinta di scrivere un genere sempre mal etichettato e preso sotto gamba da tutti, alla fine capisce che l’importante è piacere ai suoi lettori e soddisfarli. Tutto ciò è ben chiaro nella narrazione, quindi si assiste ad una vera e propria crescita del personaggio.
La cornice perfetta di questa situazione è appunto il suo stile di scrittura, che è un continuo botta-risposta tra i protagonisti e credo sia davvero la risposta a tutti quelli che pensano, anche nella nostra realtà, che il romanzo rosa non sia considerabile scrittura, che è prevedibile e scontato e spesso non degno di lettura.
Per me questo tema è curioso, essendo il genere rosa proprio quello del quale si occupa l’autrice. Sicuramente questo ha aiutato a fare sembrare la storia più vera e simpatica possibile, essendo che, probabilmente, ci è passata seriamente nella realtà. E’ un romanzo che consiglio quindi anche a tutti gli scettici del genere. Insomma, non si può sempre leggere classici o fare letture impegnative in generale. Il genere rosa, secondo me, è quello che si adatta a molte più persone di tutti gli altri generi, anche a lettori non abituali, proprio per la sua leggerezza, freschezza e velocità. Ed alla fine quello è l’importante, non è ciò che leggiamo che ci identifica, ma il solo fatto di leggere, qualsiasi cosa, ci lascia qualcosa in più rispetto a prima ed è questo che deve fare un libro, di qualsiasi genere.

 

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