Una cenerentola a Manatthan – Felicia Kingsley

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L’8 Novembre di quest’anno, esce “Una cenerentola a Manatthan” di Felicia Kingsley. L’ennesima storia banale ispirata alla fiaba Cenerentola? Forse sì, ma in questo caso l’autrice ha saputo davvero stupirmi per gli intrighi e gli intrecci durante il romanzo. “Una Cenerentola a Manhattan” possiamo considerarlo un romanzo rosa, molto simile alla Premoli. Mi hanno consigliato in libreria questo romanzo, mentre cercavo l’unico che mi mancava di quest’ultima e, siccome la trama era assai intrigante, ho accettato il consiglio e l’ho acquistato! Edito da Newton Compton Editori, l’ultimo libro di Felicia Kingsley non è certo da meno rispetto a quelli precedenti.

Riley non è di certo la tipica donna tacchi e fiocchettini. “Un paio di scarpe possono cambiarti la vita” è una frase al quale Riley non ha mai creduto e per lei i colpi di fulmine non esistono, se non in cielo.
Rimasta orfana alla tenera età di dieci anni, a ventisette ha ben altre cose per la testa di scarpe e amore. La sua matrigna è una vera macchina succhia-soldi che pur di fregarla e ostacolarla nella sua vita se ne inventa di ogni. Non da meno sono le sue due sorellastre che aspirano ad una carriera da web star e sono sempre pronte a remarle contro. Riley per mantenersi fa tre lavori, sennò non riuscirebbe proprio a vivere nella Grande Mela e, oltre a ciò, sta lavorando da due anni al suo romanzo che un giorno sogna di vedere sullo scaffale di una libreria. A New York, tuttavia le occasioni sono dietro l’angolo e un galà in maschera a Central Park potrebbe poterla aiutare a realizzare il suo sogno più grande. Quello che pare Riley non abbia imparato dalle grandi storie, è che a feste così grandi si possono fare incontri del tutto inaspettati. Alla fine, proprio per colpa di un paio di scarpe, si ritrova a diventare il personaggio principale di una delle favole più romantiche di sempre.

Come ho detto all’inizio, mi hanno stupita molto gli intrighi e gli intrecci nella storia che l’autrice ha saputo creare. Secondo me non sono per nulla scontati e semplici. Alla fine il romanzo si svolge in 402 pagine, ma la storia è talmente intensa che mi sembrava di averne lette molte di più in pochissimo tempo! E’ davvero incredibile perché poteva tranquillamente prendere la storia di Cenerentola, ambientarla a Manatthan ed il gioco era fatto. Invece trovo che abbia dato un tono in più alla storia e che questo contribuisca a farla risultare non banale o scontata, come possono essere molte altre rivisitazioni.
Il romanzo è pieno di continui botta e risposta fra i protagonisti, la fine di un capitolo significa desiderare di leggere il più presto possibile il prossimo e non stufa davvero mai. Mi ha molto divertita, è una lettura simpatica, fresca e leggera e molto in stile moderno.
La scrittura della Kingsley non stanca mai, è sempre ironica, pungente al punto giusto, senza dimenticare i risvolti romantici e dolci di ogni romanzo rosa che si rispetti. Trovo che questo sia un degno successore di “Matrimonio di convenienza”, del quale uscirà la recensione a breve, che mi era piaciuto davvero moltissimo.
Ho trovato molti aspetti simili alla scrittura della Premoli, quindi se amate il suo genere o comunque vi piace e vi intrattiene, avete trovato una valida rivale per i prossimi romanzi rosa che leggerete.
“Una cenerentola a Manatthan” vi farà sognare in ogni pagina, rivivrete ogni attimo più bello di questa famosissima fiaba, ma raccontata in chiave moderna e del tutto legata al mondo attuale, lavorativo e non. Insomma, cimentatevi in questa lettura divertente e lasciatevi trasportare da Riley e la sua fiaba.

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Choose me, choose you, choose us – Jasmine Hashem

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Eccoci per un altro autore emergente. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli autori emergenti che si stanno affidando a noi per avere una recensione, non ci aspettavamo sinceramente un’adesione così numerosa a questa rubrica, eppure ci sono arrivate tantissime richieste che spesso fatichiamo a stare dietro a tutte le vostre mail!
Oggi parliamo di “Choose me, choose you, choose us” di Jasmine Hashem. La ragazza è in campagna su bookabook, quindi non è ancora stata pubblicata ufficialmente, quindi vi lascio tutti i link del caso per supportarla ed anche per il suo profilo Instagram.

Trama:
Ognuno affronta il dolore come meglio crede. Jane e Vince sono due ragazzi, compagni di liceo, che all’età di diciotto anni si ritrovano ad affrontare la perdita di un genitore. Una stessa storia che innesca però due reazioni totalmente differenti. Se Jane, dopo la morte del padre, inizia a mangiare a dismisura e a ingrassare, Vince, dopo la morte della madre, si chiude in se stesso scegliendo di vivere in totale apatia. Sono conoscenti, non amici, eppure lei si sente inspiegabilmente legata a lui. Dopo aver compreso ciò che sta facendo a se stessa, Jane decide di cambiare stile di vita. A venticinque anni è una donna sicura e serena. Studia, ama lo sport e pratica la boxe. Un ragazzo conosciuto al corso di boxe sarà per lei il primo appuntamento. Prima di questo decide però di rivedere Vince. Il loro incontro sarà decisivo e le incomprensioni non mancheranno. Non è facile esporsi e aprirsi, né tanto meno lo è arrendersi. L’amore a volte è una questione di scelta. Scegliere spesso richiede estremo coraggio. Ci sono situazioni, però, in cui scegliersi non rappresenta una scelta. Se fosse questo il caso?

Scrivere la recensione di un autore emergente la vivo come una seria responsabilità, sia nei confronti dell’autore che nei confronti del lettore che mi legge e mi ascolta. Questo libro l’abbiamo scelto perché tratta una tematica molto particolare, come quella della perdita di una persona cara e di due modi totalmente opposti di vivere questo lutto, che secondo me è la particolarità del libro, la parte che fa più riflettere. Questo è un po’ il cuore del romanzo rosa in oggetto, al quale la storia tra Jane e Vince fa da perfetta cornice. Avrei gradito una descrizione migliore dell’amore tra i due protagonisti, perché non si percepisce molto, secondo me, la ragione per il quale Vince sia così infatuato e preso da Jane, che apparentemente è stata solo una compagna di scuola con il quale lui non parlava neanche granché. Insomma, questo lato andava più approfondito ed articolato.
Il romanzo non è stato corretto o ripassato dall’editore ancora, ma si presenta “nudo e crudo” così com’è stato scritto, non essendo appunto ancora stato pubblicato. sono presenti alcuni errori grammaticali, di punteggiatura e linguistici. Tuttavia una rilettura dovrebbe bastare a renderlo già meglio sotto questo punto di vista, anche prima del passaggio dell’editore.
La storia tra Vince e Jane è molto romantica alla fine. Come detto prima, hanno entrambi avuto uno dei lutti più brutti da patire: la perdita di un genitore. La descrizione della reazione e del modo di vivere questo periodo della vita è molto strutturato e dettagliato, trasporta molto nella storia ed aiuta ad immedesimarsi e capire i personaggi. Se lei ingrassa a dismisura e si ritrova obesa, introversa ed insicura, lui si chiude in sé stesso, chiude rapporti con amici, con il padre e rantola nel buio.
Un’ultima unica pecca è che il romanzo non è ambientato in un luogo specifico, non viene detto o specificato, quindi ogni lettore si fa una propria idea sul posto dove si svolge il tutto. Tuttavia i nomi ed i cognomi dei personaggi sono tutti inglesi/americani, ma le ambientazioni della scuola, da ciò che si può dedurre, anche se non specificato direttamente, delle canzoni di cui si parla, è tutto italiano. Questo crea una sorta di incoerenza, ma diciamo che è più una sottigliezza che altro.
In conclusione il romanzo si chiude come ogni romanzo rosa che si rispetti meriti di finire, quindi occhi super a cuore e l’amore trionfa sempre. L’idea è molto bella, il dettaglio sui lutti, i modi di reagire, sono molto particolari ed i veri protagonisti della storia ed offre molti spunti di riflessione e, perché no, un aiuto a superare un evento così drammatico della vita.

E’ solo una storia d’amore – Anna Premoli

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Dopo aver parlato della sua ultima uscita, “L’amore è sempre in ritardo“, mi è venuta voglia di parlare di altri suoi libri. Ovviamente sto parlando di Anna Premoli ed oggi vi volevo parlare di “E’ solo una storia d’amore”.
E’ solo una storia d’amore” di Anna Premoli esce nel 2016, edito da Newton Compton, e viene definito il suo nuovo libro scoppiettante e super romantico! Ormai si sa, la Premoli è una scrittrice di romanzi rosa, la prima autrice italiana che ha iniziato dal self-publishing facendo diventare i suoi romanzi dei best-seller molto amati.

Sono passati cinque anni da quando Aidan Tyler ha lasciato New York. Ha lasciato la grande mela da vincitore del premio Pulitzer e diretto verso il sole ed il divertimento della California. Imbonito e viziato dalla critica e soddisfatto dalle tantissime copie del suo romanzo vendute, si adagia un po’ troppo sugli allori, sebbene si fosse ormai convinto che quello sarebbe stato solo l’inizio di una grande carriera da scrittore. Le cose non stanno andando proprio come Aidan aveva sognato. E’ da cinque anni che non scrive nulla, neanche mezzo capitolo, ed ormai ha il suo agente letterario, Norman, alle calcagna, insieme alla casa editrice che gli ha già dato un lauto anticipo sul suo nuovo romanzo, che ancora non esiste. Scoraggiato decide quindi di far rientro a casa, dove tutto è iniziato, fiducioso di ritrovare così la sua perduta ispirazione.
E’ proprio nella grande mela che conoscerà Lauren, una scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Ovviamente Aidan non la conosce, in quanto considera il genere dei romanzi rosa della “robaccia” ben lontana dalla letteratura. Chiunque potrebbe scrivere un libro di questo tipo per Aidan. Avrà ragione oppure sarà costretto a ricredersi?

“Quello che la gente spesso non capisce è che la magia del rosa non sta nella capacità di predire chi si innamorerà di chi – non scriviamo mica gialli – ma nella bellezza di un percorso condiviso. Tutte le volte che due persone si innamorano accade qualcosa di magico.”

Questo romanzo è senz’altro tra le mie storie preferite della Premoli. La sua freschezza e la sua scioltezza nella narrazione è sempre il lato che la distingue da molti nel genere. I suoi romanzi scorrono velocemente e piacevolmente, ironici, pratici e leggeri.
In questo caso, come nella maggior parte dei suoi libri, abbiamo una narrazione alternata tra Aiden e Lauren, quindi abbiamo una visione a trecentosessanta gradi della situazione e di ciò che succede. Questo ci permette di ammirare nel decorso della lettura, la crescita dei personaggi. Infatti, all’inizio della storia abbiamo dei protagonisti ben diversi rispetto alla fine. Aidan è uno scrittore pieno di sé, con il suo premio Pulitzer, considerando non-scrittori quelli come Lauren, ed alla fine cambia molto la sua visione della letteratura, imparando a rispettare anche il diverso e, magari, “frivolo” come può essere un romanzo rosa. Lauren, invece, convinta di scrivere un genere sempre mal etichettato e preso sotto gamba da tutti, alla fine capisce che l’importante è piacere ai suoi lettori e soddisfarli. Tutto ciò è ben chiaro nella narrazione, quindi si assiste ad una vera e propria crescita del personaggio.
La cornice perfetta di questa situazione è appunto il suo stile di scrittura, che è un continuo botta-risposta tra i protagonisti e credo sia davvero la risposta a tutti quelli che pensano, anche nella nostra realtà, che il romanzo rosa non sia considerabile scrittura, che è prevedibile e scontato e spesso non degno di lettura.
Per me questo tema è curioso, essendo il genere rosa proprio quello del quale si occupa l’autrice. Sicuramente questo ha aiutato a fare sembrare la storia più vera e simpatica possibile, essendo che, probabilmente, ci è passata seriamente nella realtà. E’ un romanzo che consiglio quindi anche a tutti gli scettici del genere. Insomma, non si può sempre leggere classici o fare letture impegnative in generale. Il genere rosa, secondo me, è quello che si adatta a molte più persone di tutti gli altri generi, anche a lettori non abituali, proprio per la sua leggerezza, freschezza e velocità. Ed alla fine quello è l’importante, non è ciò che leggiamo che ci identifica, ma il solo fatto di leggere, qualsiasi cosa, ci lascia qualcosa in più rispetto a prima ed è questo che deve fare un libro, di qualsiasi genere.

 

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L’amore è sempre in ritardo – Anna Premoli

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Oggi andiamo in un tema più leggero per il nuovo romanzo di Anna Premoli, nota scrittrice di romanzi rosa. Parliamo di “L’amore è sempre in ritardo“, uscito a Settembre 2018 in tutte le librerie, edito da Newton Compton Editori. Nel giro di poco è salita in vetta alle classiche dei libri più venduti.

Il primo amore è il protagonista di questo romanzo. Di norma dovrebbe far sorridere o risvegliare dolci ricordi, ma non è il caso di Alexandra “Alex” Tyler che prova ben altri sentimenti per Norman Morrison, migliore amico di suo fratello. A nove anni Alex scriveva per lui delle terrificanti lettere d’amore, persino in rima. Oggi, invece, ventiseienne specializzanda in Geologia, quando si incontrano, e ciò accade frequentemente a casa Tyler, il malumore la fa da padrone. Le sue relazioni sono sempre state un fallimento e lei ne imputa a lui la colpa e al suo rifiuto ricevuto in adolescenza.
Stufa di tutti gli appuntamenti andati male e Norman stanco di pranzi tesi con la famiglia del suo migliore amico, decide di proporle una tregua e lasciarsi tutto alle spalle e comportarsi in modo quantomeno amichevole. Per Alex sembra quasi una sfida e non può quindi tirarsi indietro. Infondo non deve essere poi così difficile comportarsi in modo cordiale con lui, o no?

“Mi rendo conto che la mia presenza qui fa a pugni con quello che ti ho detto quella famosa sera, ma sono reduce da una lezione di vita sorprendentemente banale e potente allo stesso tempo: l’amore è un atto di fede.”

Come al solito, Anna Premoli ci delizia della sua verve divertente e piena di intrattenimento. Questo si tratta del terzo capitolo di una serie di libri, collegati tra di loro per via dei protagonisti, ma non in modo vincolante. Nel corso del romanzo incontriamo quasi tutti i personaggi principali dei libri precedenti, ma ai fini della storia non è determinante, quindi si può leggere tranquillamente anche singolarmente.
Caratterizzato da capitoli narrati alternativamente da i due protagonisti, come spesso accade nei suoi romanzi, la lettura scorre veloce e leggera, siamo deliziati dalla sua solita ironia, che è un suo tratto distintivo. Questa divisione della narrazione e i caratteri ben definiti dall’autrice, ci permettono di avere una visione a trecentosessanta gradi della storia e di comprendere, di conseguenza, a pieno sentimenti ed emozioni di Alex e Norman. Inoltre, questo modo di narrare rende la lettura in stile “un capitolo tira l’altro“, perché arrivato alla fine di uno, vuoi sapere cosa pensa l’altro o come si evolve la situazione dall’altra parte.
Se cercate una lettura impegnativa, sicuramente questo libro non fa per voi, ma per chi conosce la Premoli o è in cerca di un libro leggero, divertente e romantico, avete proprio trovato quello giusto.
Seppur personalmente, tra tutta la sua bibliografia, non sia proprio quello che mi ha fatto sognare di più, si tratta pur sempre di una storia che consiglio di leggere, con i presupposti specificati prima. Non è tra i miei preferiti perché, se nelle altre storie vedi l’amore nascere e crescere nel corso della storia, qui si tratta di un amore già vivo, ma represso da entrambi da molto tempo, sebbene in maniera diversa. Tuttavia, come in ogni libro che mi piace leggere, l’amore ed il romanticismo trionfano sempre, e sono trasmessi in ogni pagina del romanzo perché ogni tanto è bello staccare dalla realtà e sognare ad occhi aperti.

 

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L’ultimo caffè della sera – Diego Galdino

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Eccoci di nuovo qui, dopo “Il primo caffè del mattino“. Come è giusto fare, mi sono cimentata nella lettura del seguito: “L’ultimo caffè della sera” di Diego Galdino, uscito ad Aprile 2018, è già stato tradotto in più lingue ed inoltre sono stati venduti i diritti cinematografici del primo, ha dichiarato l’ufficio stampa della casa editrice Sperling&Kupfer! Ma veniamo a noi!

“Il primo caffè del mattino” si conclude con una domanda. Più che una domanda, quasi una dichiarazione d’amore bella e buona ed una promessa per l’eternità. La domanda non riceve risposta alla fine e la dichiarazione a Massimo, proprietario di un datato bar di Roma, non è bastata a far funzionare la relazione e far rimanere la ragazza francese in Italia con lui.
Da allora sono passati due anni e tante, troppe cose nella vita di Massimo sono cambiate. Tante persone se ne sono andate dalla sua vita, altrettante sono arrivate, ma l’atmosfera nel bar, per fortuna, è rimasta sempre quella. Il cuore del barista è ancora a pezzi quando un giorno, come un déja-vu, entra nel bar una ragazza dai lunghi capelli neri e lisci e dai grandi occhi blu che chiede a Massimo se il suo è il bar dove si prepara il caffè alla Nutella più buono del mondo. La ragazza si chiama Mina, è di Verona e lavora come responsabile in un noto negozio di Roma e con una sua amica aveva appunto sentito tanto parlare di questo squisito caffè molto particolare. Massimo non riesce a proferire parole, limitandosi ad arrossire ed annuire.
Per fortuna quello sarà il primo di tanti caffè presi assieme, ma proprio quando le cose tra loro diventano serie e Massimo ormai è innamorato perso, il passato gli piomba addosso come un uragano e sarà costretto a prendere una scelta, perché il cuore da donare è uno solo.

Quando ho letto il primo, sinceramente non mi aspettavo un secondo. La fine era così perfetta e romantica che quasi avevo paura di questo seguito. Avevo paura potesse rovinare un po’ la storia, come mi è capitato di vedere con “Io prima di te” di Jojo Moyes ed il suo relativo seguito “Dopo di te“. In questo caso, però, sono stata piacevolmente sorpresa. In questo secondo romanzo vediamo un Massimo molto provato dalla fine della storia con la ragazza francese, nonostante lo rivediamo a distanza di due anni dalla rottura, lui è ancora in alto mare. Arriva Mina, come un uragano a rivoluzionargli la vita ed è davvero tutto perfetto. Ho avuto paura anche della fine, mentre leggevo, perché avevo paura mi deludesse ed invece, a libro finito, mi sono trovata pienamente soddisfatta dell’epilogo raggiunto.
Mi piace che in questo libro non si veda solo la perfezione ed il romanticismo di Massimo, ma anche le sue fragilità ed i suoi difetti, perché come mi ha fatto notare l’autore, anche lui ne ha. Qui penso ne vengano fuori un po’, ma devo dire che è umano anche lui e sbagliamo tutti quanti. Tuttavia è davvero in grado di riscattarsi. Alla fine del romanzo la lacrimuccia di commozione mi è scesa, lo ammetto. L’epilogo finale mi ha fatto venire la pelle d’oca, un inno all’amore ed al romanticismo come pochi sanno fare, non c’è che dire.
Inoltre, altra menzione a Nicholas Sparks in questo romanzo, questa volta a “Le pagine della nostra vita“, che è il mio preferito, quindi punti in più facili per me!
Sono pienamente soddisfatta di questa mia lettura e credo proprio leggerò anche altri libri dell’autore, perché, insomma, dell’amore non ci può stancare mai, specialmente di quello vero, autentico.

 

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Il primo caffè del mattino – Diego Galdino

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Un romanzo tutto al gusto di caffè è quello di cui parlo oggi: “Il primo caffè del mattino” di Diego Galdino. Purtroppo non sono solita leggere molti libri di autori nostrani, ma sto rimediando piano piano. E quale miglior modo se non leggendo un libro del “Nicholas Sparks italiano“? Praticamente la versione italiana del mio autore preferito!
Il primo caffè del mattino” esce nel 2013, edito da Sperling&Kupfer.

Massimo è il proprietario di un bar nel cuore di Roma, ha poco più di trent’anni e pensa di non essersi mai innamorato seriamente, sebbene nasconda un animo estremamente romantico e sensibile. Continua a dirsi che alla fine sta benissimo da solo e che non ha bisogno di una donna. Buoni propositi fin quando un giorno entra nel locale una turista straniera, dall’aria molto confusa e smarrita. Quello che più colpisce Massimo sono i suoi bellissimi occhi verdi e una leggera spolverata di lentiggini. La ragazza non parla italiano, quindi non riesce in nessun modo a farsi capire o aiutarla in alcun modo. Dopo qualche minuto in questa condizione, lei spazientita esce dal bar, lasciando Massimo con qualcosa di molto simile ad un cuore andato in frantumi. Quello che non sa è che il segreto che l’ha condotta lì, la lega profondamente al suo bar, così che lui riuscirà poi a corteggiarla con le armi che meglio sa usare: caffè e il fascino eterno di Roma.

“<<E tu? Tu cosa vuoi, Massimo?>>
<<Io voglio soltanto bere con te il primo caffè del mattino, mi basta questo. Ma dev’essere ogni mattina, per il resto della nostra vita. Ti va?>>”

Occhi a cuore per questo romanzo al sapore di caffè. Magari anche caffè alla Nutella, che per inciso andrei a provare anch’io al Bar Tiberi! La storia scorre fluida che è un piacere, la nota romana data al romanzo dona senza dubbio quello sprint in più. Ho amato alla follia il modo di corteggiare di Massimo, con i suoi caffè e le situazioni che creava con la misteriosa turista francese: ogni donna vorrebbe essere corteggiata così, sono pronta a scommetterci.
Nel libro viene anche citato “Le parole che non ti ho detto” di Sparks, che per altro è uno dei miei libri suoi preferiti, quindi citazione bellissima da fare e molto pertinente al momento. Insomma, non ho trovato davvero nulla fuori posto, una storia d’amore bellissima e dolcissima ed un finale per nulla scontato. Il mio timore, nella lettura, era che creando varie aspettative su questo misterioso segreto, sarebbe stato poi banale il finale. Invece mi ha lasciata a bocca aperta, non me l’aspettavo e non è nulla di banale.
Consiglio assolutamente questa lettura, per gli amanti dei romanzi rosa, dove si può assaporare l’Amore con la A maiuscola e sognare ad occhi aperti. E il caffè? Un’adorabile contorno. Soprattutto quello alla Nutella.

“Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima per farla un po’ poetica, ma sarebbe più esatto dire che sono lo specchio del cervello. Il cervello, dal canto suo, ben protetto dalla scatola cranica su altri fronti, è invece molto accessibile da quella vita. Per questo molte persone si schermano con gli occhiali da sole in modo da occultare quella frattura di ingresso alla propria intimità.”

 

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Infinito come il mare – Lena Manta

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Avete presente quando entrate in libreria, con un’idea più o meno chiara in testa su che genere volete leggere? Ecco, quando ci sono andata son stata subito avvolta dalla tipica atmosfera del negozio: silenzio, solo qualche lettore curioso che legge trame o ha qualche libro in mano seduto sulle poltroncine. Volevo una storia romantica, una storia struggente, di quelle che ti fanno sognare per tutte le pagine. Ebbene l’ho trovato, non pensavo, ma sono stata proprio fortunata ad imbattermi in questo romanzo. Mi riferisco a “Infinito come il mare” di Lena Manta. Esce nel 2017, Giunti editore, tradotto da De Rosa Maurizio.

Clelia Agapinòs è una ragazza giovane di diciassette anni, bella, dai capelli neri e occhi che non passano di sicuro inosservati. Suo padre Richardos è un uomo facoltoso ed erede di una delle famiglie più nobili di Corfù. Quando la moglie di Richardos muore improvvisamente dando alla luca Clelia, lui inconsapevolmente le addossa tutta la colpa del suo lutto e non riesce a perdonarla. Il fatto che la piccola sia la fotocopia della sua defunta moglie, non lo aiuterà ad accettare benevolmente la figlia. Tuttavia Clelia cresce, sotto l’ala protettiva della sua nutrice e suo marito, che la trattano da sempre come se fosse la loro bambina. Ogni giorno diventa sempre più bella, più matura e questo non sfugge agli occhi di Pavlos, pianista di talento, uomo sensibile e passionale, che si innamora perdutamente di lei. Il destino con lui è crudele: Clelia non prova per lui la stessa cosa, infatti lei lo vede solo come un amico, come fosse un fratello. Questo sentimento viene rafforzato nel momento in cui, per caso, Clelia ad una festa della sua amata Corfù conosce Nikiforos, un brillante avvocato appena trasferito in città, del quale si innamorerà perdutamente.
Mentre Pavlos parte per Parigi per dimenticare la sua amata, Clelia scoprirà che cosa nasconde in realtà Nikiforos che la trascinerà in un turbine di eventi senza più via d’uscita.

Come detto prima, cercavo una storia d’amore autentica, struggente e passionale. Quando in libreria ho letto questa trama, non ero proprio sicura di averla trovata, non mi convinceva totalmente, ma posso dire che mi sono assolutamente ricreduta. Ho amato dalla prima all’ultima pagina questa storia ed ho capito che avevo proprio trovato quello che cercavo. L’Amore, con la A maiuscola, quello che ti fa fare follie e non ti permette di vedere altro che la persona amata, annullando tutto il resto. Pavlos è un personaggio meraviglioso, il più bello del libro. La sua capacità di amare è sublime, fa sognare ed è capace di scaldare anche l’animo più freddo.

“Ogni volta che guarderai la luna, ricorda che sono io che l’accendo per te… Ogni volta che il suo chiarore ti illuminerà, ricordati di me, che sogno di tenerti stretta tra le mie braccia. L’unico bacio che ci siamo scambiati lo serbo nel cuore come il più prezioso dei tesori. Forse perché so che non ce ne saranno altri. Ti amo.”

Che dovrei aggiungere su Pavlos? Direi che questa citazione parla per me ed ogni aggiunta sarebbe decisamente superflua.
Il libro scorre via che è un piacere, l’ho letto in due giorni, in riva al mare, dove ogni libro di questo genere meriterebbe di essere letto, l’ho proprio divorato. Ogni pagina, ogni riga mi struggevo, mi emozionavo insieme alla storia. L’unica cosa negativa che forse si può dire è sul personaggio di Clelia: a tratti può sembrare incomprensibile ed è difficile immedesimarsi e capirla nelle sue azioni, ma onestamente le cose da fuori e a mente fredda sono sempre più facili, quando sei nella situazione e sei coinvolta ogni cosa cambia e nessuno di noi sa esattamente come si comporterebbe, quindi non è così fuori dal comune come atteggiamento. La sofferenza ed il dolore di Clelia, tuttavia, sono palpabili in ogni pagina, come anche quello di Pavlos, dove ho aspettato molto pazientemente un segno, sperando che potesse finire bene tra di loro e che potessero ritrovare la pace e la felicità insieme.
Per il resto non ho nulla da aggiungere, è tra i miei libri del genere preferito, una storia d’amore bellissima, da leggere tutta d’un fiato e del quale è impossibile pentirsene. Questa scrittrice greca è stata senza dubbio una scoperta per me e non vedo l’ora di leggere altro, se le premesse sono queste! Infatti, cosa da non sottovalutare, erano le descrizioni belle e dettagliate di Corfù, ti senti quasi completamente immersa nell’isola, sulla spiaggia, il mare e tutto ciò di bello che ha offrire. Questo aspetto mi è piaciuto molto: è stata dettagliata al punto giusto, senza mai annoiare o essere scontata. E’ stata la cornice perfetta ad un romanzo bellissimo.

“Il corpo di Clelia era ancora assetato, simile a un terreno tormentato da una siccità prolungata, a un deserto travolto da una cascata improvvisa ma ancora bisognoso d’acqua per tornare rigoglioso. Lei gli avvolse le braccia intorno alla vita e con le labbra comincio a viaggiare sul suo corpo.”

Dopo di te – Jojo Moyes

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La mia valutazione!

 

Ero molto indecisa se fare questa lettura o meno, non mi piace lasciare le cose a metà, quindi se c’è un sequel di norma ho voglia comunque di dare una possibilità alla storia nel caso in cui mi sembrasse un po’ forzato. In questo caso ero molto incerta perché per me “Io prima di te” era perfetto così com’era, la conclusione della storia andava più che bene così, non ho visto una necessità di un secondo e addirittura un terzo! Tuttavia mi sono buttata lo stesso nella lettura di “Dopo di te“, sempre di Jojo Moyes, ma ammetto di essere partita molto prevenuta.
Dopo di te” è il seguito di “Io prima di te”, uscito nel 2015, edito da Mondadori e tradotto da Dallavalle Maria Carla. Quest’anno, quindi nel 2018, è anche uscito un terzo, quindi “Io prima di te” diventa una trilogia, che è “Sono sempre io“.
Dopo la morte di Will Traynor, Louisa Clark è totalmente persa. E’ passato un anno e mezzo, ma Lou non riesce ad andare avanti davvero, quei sei mesi intensi passati con lui l’hanno profondamente cambiata. Will le ha dato delle opportunità che prima non aveva, le ha dato modo di vivere a pieno la sua vita, cosa che lei non era mai riuscita a fare, ma ora Lou si ritrova in un limbo dal quale non riesce ad uscire, nonostante avesse fatto anche delle promesse prima che lui morisse. Ora ha 29 anni, lavora in un bar squallido dell’aeroporto di Londra, dove si è trasferita, non parla quasi più con i suoi genitori, dopo quello che è successo perché loro erano profondamente contrari. Si ritrova quindi a guardare tutti i giorni persone che vanno e vengono, che prendono aerei, vanno in posti lontani e vivono la vita e la sera, quando torna nel suo triste appartamento, è da sola con qualche sporadico bicchiere di vino a farle compagnia, insieme al suo immancabile dolore che non accenna a passare. Tuttavia una sera, una persona del tutto sconosciuta si presenta davanti alla sua porta e Lou deve decidere se accogliere questa persona nella sua vita oppure continuare a cercare di andare avanti.

“La vita è breve, giusto? Lo sappiamo entrambi. Bene. E se fossi tu la mia occasione? Se fossi tu la persona che può rendermi veramente felice?”

Come detto prima, ero molto restia nel leggere “Dopo di te”, ho amato così tanto “Io prima di te” che quasi mi sembrava di rovinarne la storia, tuttavia, come in ogni cosa nella vita, bisogna andare oltre, andare avanti, quindi l’idea di vedere come se la sarebbe cavata Lou dopo le promesse fatte a Will alla fine e le possibilità che lui le ha offerto, non mi dispiaceva. Sono ancora incerta, non so se mi sono del tutto ricreduta, penso che ci siano molti fattori della storia, come la ragazzina figlia “illegittima” di Will che viene presentata praticamente subito nella lettura, che rovinano proprio la storia precedente. Mi aspettavo semplicemente di vedere come lei sarebbe andata avanti nella sua vita, magari trovando un altro amore grande anche solo la metà di quello vissuto con Will, mentre si era trovata un bel lavoro, in ambito di moda magari, grazie ai soldi ricevuti, ed invece mi son ritrovata davanti un romanzo dove una ragazzina piuttosto maleducata e “scostumata” scombina in tutto e per tutto la vita di Lou, che si sente in qualche modo obbligata a starle dietro. Per carità, richiamare Will è anche piacevole e tutto, ma lo si poteva fare anche solo tramite i ricordi di Lou mentre la si vedeva progredire ed andare avanti nella sua vita. Un nuovo amore lo trova anche, successivamente, e secondo me davvero poteva bastare quello perché era dolcissimo già così, l’intesa creata e quant’altro. Sì, sono quindi rimasta abbastanza delusa da questo libro, che già addentrarsi nel fare un sequel di una grande storia, è già di per sè un grosso rischio agli occhi dei lettori che hanno amato il primo, se poi ci si mette dentro cose un po’ a random, non viene fuori un bel miscuglio. L’unica cosa che, secondo me, ha avuto più senso è stato il comportamento di Lou: è una ragazza diversa ormai dal primo romanzo, non poteva essere la solita ingenua ragazzina un po’ strana dopo quello che ha passato, in qualche modo doveva pur averla “forgiata” la relazione con Will Traynor.
Il libro tuttavia è scorrevole, non è pesante da leggere, tutt’altro. Se si prende il libro fine a sè stesso, non è neanche male, anzi, mi sarebbe piaciuto molto, a parte la fase conclusiva che, a conferma di quanto detto prima, secondo me non ha proprio senso. Per evitare spoiler non dirò perché, ma se qualcuno che l’ha letto ne vuole parlare, sarei contentissima di avere un confronto e sentire la vostra opinione su tutto.
Concludo dicendo che ho letto solo la trama di “Sono sempre io”, che sarebbe il terzo di questa serie e dubito fortemente che lo leggerò, dalla trama c’è scritto che incontra un altro uomo, che le mette molti dubbi su Sam, quello che lei dice di amare in questo libro e no, sinceramente non è in cima alle letture che vorrei fare, alla luce della conclusione di “Dopo di te”.
Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto o pensate come me che poteva essere sviluppato in altro modo?? E cosa pensate della trama di “Sono sempre io”? Vale la pena leggerlo?

Le pagine della nostra vita – Nicholas Sparks

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Eh sì, prima o poi l’avrei dovuto fare. La recensione del mio libro romantico preferito in assoluto: “Le pagine della nostra vita“. Ovviamente di Nicholas Sparks.
Lo scrivo per amor di contenuto, perché penso che un’amante del genere al novanta percento avrà già letto questo libro o per lo meno visto il film, anch’esso divenuto molto famoso quando uscì nel duemilaquattro. Il romanzo uscì in Italia nel 1996, dall’editore Frassinelli, attualmente distribuito da Sperling&Kupfer, è diventato nel corso degli anni, uno dei libri più famosi e più letti di Nicholas Sparks.
Siamo nel 1946 quando Noah torna nel suo paese natale dopo aver partecipato alla guerra e con i soldi che gli sono rimasti compra e restaura una grande casa vicino al fiume. La realizza esattamente come la voleva Allie, una bellissima ragazza incontrata e amata alla follia anni prima e mai più rivista, anche a causa dei genitori di lei. Allie infatti è una ragazza di buona famiglia, benestante e di una classe sociale alta, a differenza di Noah.
Un giorno Noah, inaspettatamente, si ritrova davanti casa Allie, che lo voleva rivedere un’ultima volta prima di sposarsi con Lon, il suo fidanzato. Purtroppo quando si rincontrano, scoppia di nuovo quell’amore e quella passione, come successe anni prima. Così Allie dovrà decidere se continuare verso l’ottimo futuro scritto per lei e Lon o se cambiare rotta e seguire il cuore.

“Nel tempo del dolore ti stringo a me e ti cullo e faccio mia la tua pena. Piango quando tu piangi e mi ribello quando ti ribelli. Insieme cerchiamo di arginare i fiumi di lacrime e le onde di disperazione, per proseguire insieme nella strada accidentale della vita.”

Come ho detto all’inizio, questo è il mio libro preferito in assoluto. E’ indescrivibile quanto io abbia amato Noah e Allie. Molto simile, di tutti gli altri libri di Nicholas Sparks, ci è andato vicino solo “Ogni respiro“, uscito in Italia nel 2018, che mi ha ricordato molto questi protagonisti. Mi è piaciuto talmente tanto che l’ho voluto leggere anche in lingua originale, giusto per assaporare le esatte parole scritte dall’autore, senza traduzioni o perdite di mezzo.
Il modo in cui scrive Sparks è coinvolgente, trasuda amore da ogni riga di ogni suo romanzo, raramente lo trovo banale e scontato, perché tutto si può dire di lui, tranne che abbia trame scontate e banali. Per me è incredibile pensare che un capolavoro come “Le pagine della nostra vita” sia davvero il suo primo libro. Il personaggio di Noah è qualcosa di.. “Wow“, solo questo mi è venuto da pensare alla lettura del romanzo. Un uomo devoto, pieno di amore, il tipico “uomo di una volta”. Il modo in cui ama Allie, la devozione che ha verso di lei lo porta a non dimenticarla mai, a cercare qualcosa di lei dovunque, tanto che tornato dalla guerra pensa solo a restaurare quella casa esattamente come lei gli aveva accennato molto tempo prima che avrebbe voluto fare. Inutile dirvi che se amate il genere, non potete assolutamente perdervi questa lettura. Farete fatica a togliervi di dosso questa bellissima storia d’amore, la leggerete tutta d’un fiato. Inoltre vi consiglio anche di guardare il film successivamente, credo che sia uno dei pochi casi in cui sono belli uguali: di solito il film non è bello come il libro, in questo caso invece devo proprio dire che se la giocano per bene!!

“Mentre ti osservo in questi giorni ti muovi lentamente con una vita che cresce dentro di te spero tu sappia quanta importanza tu abbia per me, e come è stato speciale questo anno. Mi sento il più fortunato degli uomini e ti amo con tutto il cuore.”

 

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Io prima di te – Jojo Moyes

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“Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione.”

Prima di leggere questo romanzo ho fatto un errore: ho visto il film prima di leggere il libro. E’ stato il film a farmi interessare realmente alla storia. Purtroppo è stato uno di quei rari casi in cui ho apprezzato di più la trama cinematrogafica, ma a questo arriviamo dopo.
Io prima di te” di Jojo Moyes esce nel 2012, è un romanzo rosa, tradotto da Dallavalle Maria Carla, edito da Mondadori: è diventato in poco tempo un bestseller. Nel 2016 esce l’omonimo film, che fa molti incassi e riceve svariate candidature ai teen’s choice e people choice Awards.

Louisa Clark, chiamata Lou, è una persona molto diversa da Will Traynor: si può tranquillamente dire che siano totalmente opposti. Lou è una ragazza di ventisei anni molto semplice e alla mano: è sempre entusiasta della vita, delle piccole cose. Fa la cameriera in un locale della sua piccola cittadina turistica ed è felice di ciò, ha i suoi clienti affezionati, conosce ormai il suo titolare e le va bene così, non ha grosse pretese. Ha un ragazzo da ormai sette anni, anche se in cuor suo sa di non averlo mai amato veramente, ma tutto sommato è felice della sua organizzata e tranquilla vita. La cosa più pazza che abbia mai fatto nella sua vita è senz’altro quella di vestirsi in modi bizzarri ed apparentemente strani e inusuali.
Will Traynor, invece, ha trentacinque anni ed era un ragazzo al quale la vita apparentemente ha dato ogni cosa: viene da una famiglia benestante, è un uomo di successo, ha una bella fidanzata, un bell’appartamento. Ha girato il mondo, fatto tante di escursioni, belle esperienze in molti posti diversi, belle vacanze. Insomma, pare sia stato baciato dalla fortuna fin quando rimane vittima di un terribile incidente che lo costringe su una sedia a rotelle, senza possibilità di muovere gambe e braccia. Will sa che questo incidente gli ha tolto totalmente la voglia di vivere: sa che la sua vita non sarà mai più quella di prima e sa anche come poter far finire tutta questa agonia.
Quello che non era previsto era che presto Lou sarebbe rimasta inaspettatamente senza lavoro e che sarebbe successivamente entrata prepotentemente nella vita di Will, portando con sé i suoi abiti stravaganti, la sua ingenuità e il suo modo di vivere la vita.
Solo a ripensare alla storia, devo ricacciare indietro le lacrime che si sono fatte strada prepotentemente al momento della lettura e della visione del film anche. E’ davvero commovente dall’inizio alla fine questo romanzo: la voglia di vivere di Lou, il suo modo stesso di vivere.. dovremmo veramente tutti imparare qualcosa da lei, ci servirebbe. Alla fine di questo libro tra le cose che ti lascia la storia c’è senz’altro la voglia immensa di vivere, la voglia di respirare a pieni polmoni e di urlare al mondo che ci sei anche tu! Una bella carica, sotto quel punto di vista direi, molto motivazionale e non è da poco riuscire a trasmettere queste emozioni da un romanzo simile.
La differenza tra libro e film del quale ho accennato all’inizio e che mi ha fatto apprezzare un po’ di più il film, è che in quest’ultimo si capisce fin da subito l’amore che nasce tra Lou e Will, lo vedi sbocciare, dalla fase embrionale fino alla fine, lo vivi per tutta la durata. Nel libro questo viene un po’ a mancare, nel senso che ho avuto di più la sensazione che Louisa volesse resistere un po’ ai suoi sentimenti, che non fin da subito sia iniziato a nascere qualcosa o che, se stava per nascere, fosse comunque un sentimento da reprimere, che quasi fino almeno a metà romanzo lei si sia un po’ trattenuta ed abbia cercato di fare solo il suo lavoro e basta. Poi il loro amore esplode dopo alcune vicende in ambedue i casi, però diciamo che ho trovato di poco più romantico il film. Tuttavia questa è senz’altro una piccolezza che ho evidenziato solo perché di solito è decisamente il contrario.
In ogni caso, vi consiglio di leggere sia il film che il libro, ambedue valgono assolutamente la pena di essere letti e guardati e vissuti fino alla fine. E’ una storia dal quale si può imparare molto ed è bello fare nostre certe emozioni e farcele rimanere un po’ addosso, infondo una botta motivazionale non fa male a nessuno di noi, che spesso non apprezziamo mai abbastanza la nostra vita.

 

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