Memorie di sangue II – Eva D’Amico

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Fermi tutti! Se sei capitato qua per caso, assicurati di aver letto la recensione del primo capitolo “Memorie di sangue I: il castello del giorno eterno“, sempre edito da IDEA, perché altrimenti rischieresti di inciampare in alcuni spoiler.

Veniamo a noi. Questa duologia me la sono divorata, ormai lo sapete. Il secondo capitolo esce nel 2017, edito da Idea – Immagina Di Essere Altro, ed è “Memorie di sangue II: le figlie della corruzione” di Eva D’amico.
Dopo averlo acquistato al Salone del libro di Torino, anche questa copia è tornata a casa con me autografata, con due poster e dei segnalibri meravigliosi, perfettamente a tema.

Convivere con il passato non è mai semplicee scoprire di averne uno che ha già scritto il tuo futuro porta di fronte a una terribile domanda… sei tu a decidere chi essere o la vita sceglie per te? Il percorso di Eva sarà nuovamente sconvolto.

“Cosa avrei dovuto dire dopo le sue parole? Cosa avrei dovuto pensare?
Lo fissai a mia volta rimanendo muta; lui allungò una mano e mi sfiorò il viso.
<<So bene che non potrò mai averti, so quanto ami Jeile e che non ci sarà mai posto per me. Posa per me, ti prego. Posa per me dandomi tutto il tuo spirito perché questo è il solo modo in cui potrò mai farti mia.>> disse infine.”

Questo secondo capitolo l’ho trovato più intenso, pieno di azione, di battaglie, di tensione. L’ho finito più in fretta del primo sia perché più corto, ma anche e soprattutto perché adrenalinico. Mi ha tenuto attenzione e tensione alta costantemente perché non vedevo l’ora di sapere come sarebbe stata risolta la terribile situazione venutasi a creare. Se il primo era più incentrato sulla vita di Eva, la sua crescita, le sue aspettative, il tutto mirato a delineare nel modo più corretto tutti i vari personaggi presenti, questo secondo era la resa dei conti, entriamo nel vivo delle tensioni famigliari e delle faide creatasi nel tempo, in cui Eva si è trovata coinvolta.
Qui ho trovato un’Eva più forte, più decisa, che ha fatto chiarezza nel suo cuore, che sa cosa vuole, ma soprattutto cosa non vuole. L’aspetto che più ho apprezzato è stata infatti la scelta di Eva di voler scegliere sé stessa e cosa la faceva stare bene. A scegliere chi non la usava come un oggetto, ma chi la considerava come suo pari, senza dimenticare mai la sua dignità perché in una vita di coppia bisogna essere complici, non schiavi. Un risvolto un po’ femminista, ma doveroso, non se ne parla mai abbastanza, come dico sempre.
A differenza del primo, viene accantonata un po’ il risvolto romance del fantasy, ma non totalmente perché le situazioni romantiche vengono sempre a crearsi, anche nel pieno di una battaglia o al culmine della tensione e dell’azione, rimangono comunque presenti, seppur in minor quantità
L’autrice l’ho trovata più sicura di sé, come se nel primo si fosse solamente riscaldata per dare il meglio al momento del bisogno. Una scrittura più fluida e interessante, incentrata sempre sulla protagonista, dando comunque spazio ad altri punti di vista, rendendo tutto più chiaro agli occhi del lettore.
Insomma, “Memorie di sangue” non è una saga che non lascia il segno. A me il segno l’ha lasciato e ben profondo perché dopo averlo finito la sensazione provata è stata “Ed ora? Cosa faccio?“. Un senso di smarrimento totale come se il vuoto lasciato dalla conclusione di questo fantasy non potesse essere colmato da null’altro. Cosa si può desiderare di più da un libro? Davvero niente. Amanti dei fantasy, non fatevelo scappare perché non sapete cosa vi perdete!

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Memorie di sangue I – Eva D’amico

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Iniziamo a parlare finalmente degli acquisti del mio Salone del libro di Torino! Uno di questi è stata la saga di “Memorie di sangue” di Eva D’amico, edito da IDEA – Immagina Di Essere Altro. “Memorie di sangue: il castello del giorno eterno” è il primo capitolo di due, uscito nel 2016, ed è l’esordio ufficiale dell’autrice. Ho avuto l’immensa fortuna al salone di conoscere di persona tutti i ragazzi di IDEA e Eva, l’autrice, che mi ha autografato entrambe le copie della duologia, arricchendo la mia libreria nel migliore dei modi. Ho già avuto il piacere di collaborare con loro per l’uscita di “Caoineadh“, per questo sono andata proprio sul sicuro acquistando altri suoi libri, avendo anche avuto il piacere di intervistarla!

Una ragazza con troppi nomi, un passato sconosciuto e povero che diventa una vita ricca di eleganza e finte conoscenze, un futuro incerto. Eva è una ragazza condizionata dalla sua educazione, rigida e relegata nel “Castello del Giorno Eterno”, illusa di vivere in una condizione privilegiata, circondata da persone che si mostreranno troppo tardi per ciò che sono realmente. Cosa succede quando il tuo nome non rispecchia la persona che sei, quando ti viene rubato e ti accorgi di non essere nulla nonostante una vita di trascorsi? Cosa accade quando reagisci alle troppe vessazioni subite e tiri fuori gli artigli per combattere? Chi è Eva? Una privilegiata? Una bambola? Una serva? Cercherà di scoprire se stessa all’interno di una vita piena di bugie e lotterò contro i suoi signori per guadagnare l’amore, il rispetto e la libertà.

Questo primo capitolo è incentrato principalmente sulla vita di Eva, la protagonista, sul suo modo di sopravvivere a questa vita che le è stata imposta, il suo modo di vedere le cose. Il suo bellissimo rapporto con Gabrida, la donna che le farà da madre. Questo capitolo è pieno di bellissimi messaggi, come il non arrendersi mai, il lottare sempre, rialzarsi sempre.
L’ho letto tutto d’un fiato, quando non lo leggevo mi mancava e mi ritrovavo a leggerlo fino a notte fonda perché non riuscivo a staccarmi da quelle casate e dal loro mondo, dal mondo che l’autrice è riuscita a creare.
Il libro è l’esordio dell’autrice e, dopo aver letto tutti i suoi libri, posso tranquillamente affermare che questa ragazza ha del talento da vendere e che può solo migliorare. Questo capitolo è un po’ acerbo, dal punto di vista della scrittura, dei refusi, ecc, anche rispetto al secondo, ma sono cose che, talmente ero presa, ho notato davvero molto poco. Ero interessata a ben altro! Come dicevo comunque, nel secondo capitolo è già migliorata notevolmente. La narrazione è prevalentemente da parte di Eva, ma talvolta c’è qualche altro punto di vista che permette di assistere a più scene contemporaneamente ed avere una visione completa della situazione. Il filo conduttore rimane in ogni caso la protagonista.
Questo fantasy, inoltre, è condito da una buona dose di romance, mischiata a vampiri, licantropi, casate, è davvero una combinazione esplosiva. Ci sono tantissime situazioni molto romantiche che fanno sempre bene al cuore, veramente.
Ho potuto apprezzare anche una dose di girl power, in quanto la protagonista ha il coraggio di ribellarsi ad una situazione al quale è stata condannata, essendo considerata praticamente meno di niente.

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Due cuori in affitto – Felicia Kingsley

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Finalmente sono riuscita a mettermi in pari con questa lettura. Dopo il salone del libro di Torino, la mia copia di “Due cuori in affitto” di Felicia Kingsley, è tornata a casa con autografo e dedica dell’autrice! Difatti, allo stand Newton Compton, CE del libro, c’è stato il firma-copie di varie scrittrici, fra cui proprio lei!
Ricapitolando, “Due cuori in affitto” esce il 6 Maggio 2019, scalando subito nella prima settimana d’uscita la vetta dei libri più venduti.

Summer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

Mi sono preparata alla lettura di questo libro leggendo l’ultimo dell’autrice che mi mancava, “Stronze si nasce“. In occasione del salone di Torino ho avuto anche l’opportunità di assistere ad un incontro organizzato da Newton Compton dal titolo “Il romance salverà l’editoria?”. A presenziare a questo incontro, come autrici del genere, c’erano Anna Premoli e Felicia Kingsley e, ragazzi, vi auguro un giorno di assistere ad un incontro simile perché queste donne sono pazzesche, anche se non vi piace il genere che scrivono, sono davvero uno spasso e molto intelligenti, ascoltarle è stato davvero un piacere! Dopo tutto questo, non vedevo davvero l’ora di leggere il tanto atteso libro, carica come una molla.
Come sapete, considero le due autrici sopracitate, una garanzia per il genere del romance, sono sempre spigliate, divertenti, alla mano. Il loro modo di scrivere attira anche i più reticenti, contribuiscono ad avvicinare alla lettura anche persone che di norma non leggono e questo è SEMPRE un bene. “Due cuori in affitto” non è da meno! La scrittura della Kingsley è sempre spigliata, divertente, piena di botta e risposta. Insomma, una lettura leggera e simpatica che tira sempre su il morale, una garanzia appunto. I personaggi protagonisti, i due cactus (cit.), sono ben delineati e descritti, si riesce tranquillamente a immaginarseli interamente, sia dal punto di vista caratteriale che estetico. Summer e Blake insieme sono davvero uno spasso insieme, mi sono innamorata del personaggio di Summer ragazzi, seriamente!
Come anche “Una cenerentola a Manatthan“, quest’ultimo è pieno di intrighi e intrecci che portano i protagonisti a prendere strade inimmaginabili. Rispetto al penultimo, tuttavia, ho trovato meno forti questi intrecci. Probabilmente è perché “Una cenerentola a Manatthan” mi è piaciuto talmente tanto che eguagliarlo era più complesso. La storia e la trama sono perfettamente funzionanti, ma a tratti molto fantasiosi e talvolta forzati. E’ un altro stile di trama nel suo sviluppo, a chi piace questo genere e le trame molto fantasiose e spensierate, questo è il libro che fa proprio al caso vostro, pronti ad innamorarvi anche voi dei due cactus, symbol di questo romanzo!! Nel caso lo leggiate, dopo dedicate del tempo anche al suo penultimo che è il mio preferito fino ad ora, così mi saprete dire quale sarà il vostro preferito fra i due.

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Il segreto della bambina sulla scogliere – Lucinda Riley

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Finalmente sono riuscita a leggere un altro libro di questa autrice! Dopo aver letto, l’anno scorso, “La lettera d’amore“, me ne sono totalmente innamorata e, con il tempo, sarà mia premura recuperarli un po’ tutti, compresa la saga delle sette sorelle che mi state dicendo tutti da mesi che devo assolutamente leggere: ce la farò, lo prometto! Ora ho letto “Il segreto della bambina sulla scogliera” di Lucinda Riley, appunto, Edito da Giunti, il romanzo esce a Ottobre 2011.

Dopo un aborto che le ha spezzato il cuore, Grania Ryan lascia New York e la sua carriera di scultrice per tornare nel villaggio irlandese in cui è cresciuta. Un giorno, in mezzo alla tempesta, sulla scogliera a picco sul mare dove è solita fare lunghe passeggiate, scorge Aurora, una bimba orfana di madre da cui è subito attratta in modo misterioso. Ma quando la madre di Grania, nonostante i suoi numerosi ammonimenti, si accorge che la figlia si sta affezionando ad Aurora e al padre di lei, le consegna un plico di lettere gelosamente custodite negli anni. In quelle lettere è contenuta la storia dei Ryan e dei Lisle, due famiglie legate fin dai tempi della guerra e sui cui destini si stendono ombre oscure. Sarà proprio la piccola Aurora e la devozione che Grania prova per lei a spezzare le catene del passato.

Ho divorato questo libro in due giorni. Fine recensione.
No dai, cerco di articolare di più, anche se quello esprime più di mille parole per quanto mi riguarda. Ormai è sempre più raro ottenere da un libro una totale immersione nella storia e, con questo, mi è davvero successo. Mi sono sentita parte della famiglia Ryan e della famiglia Lisle, su quelle scogliere irlandesi descritte tanto bene dall’autrice. Della Riley si può dire tutto, davvero, tranne che non sappia creare e descrivere paesaggi pazzeschi. Mi sarei comprata un biglietto aereo sola andata per l’Irlanda già a metà libro. La descrizione della scogliera, della spiaggia, del mare.. E’ tutto troppo meraviglioso, quei paesaggi lasciano senza fiato descritti da lei, che sa rendere molta giustizia ai suoi luoghi natii.
A metà libro, circa, l’autrice inserisce un albero genealogico per rendere più chiari gli intrecci che vengono a crearsi fra le due famiglie. Ciò aiuta molto nella lettura per non perdersi alcun passaggio, ma comunque non ho trovato forzati i legami che sono stati fatti. Li ho trovati realistici, la spiegazione che viene data per ogni avvenimento è sufficiente a farti pensare “beh, sì, ci sta“. E’ tutta una reazione a catena che si instaura, con una buona e sana dose di mistero che, secondo me, l’autrice sa gestire egregiamente.
Come faccio di solito, prima di una recensione, leggo pareri sui maggiori siti di vendita online. Ho notato molte critiche a riguardo, specialmente sul finale: reputato scontato, inverosimile e da “e vissero per sempre tutti felici e contenti”. A me non è sembrato. Per me il finale è plausibile, anche nella realtà. Non trovo alcun elemento che lo possa rendere poco credibile sotto questo punto di vista e non finisce come se fosse una fiaba. E’ vero, non ha un finale triste e drammatico, ma neanche da commedia. Secondo me rimane tutto molto coerente con l’intento del libro, verso la fine inizi a capire dove la storia andrà a parare, ma ci sta.
In conclusione, per me è un libro bellissimo da leggere. Se vuoi leggere un libro leggero, ma non troppo, con un po’ di mistero e molti intrecci famigliari, in paesaggi fantastici, “Il segreto della bambina sulla scogliera” è quello che fa al caso tuo!

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Stronze si nasce – Felicia Kingsley

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In attesa del nuovo libro di Felicia Kingsley in uscita il prossimo 6 Maggio 2019, ho deciso di recuperare tutti quanti i suoi libri precedenti. Il nuovo libro sembra davvero molto interessante, quindi mi sembrava l’ideale entrare nel mood in questa maniera. Quindi dopo “Una cenerentola a Manatthan” e “Matrimonio di convenienza“, è l’ora di “Stronze si nasce“, edito sempre da Newton Compton Editore, uscite nel 2018.

Allegra Hill è brillante, onesta e altruista. Ma anche un’eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c’è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po’. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkle Jones. Non solo la vita di Sparkle è perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutta per sé e un lavoro nell’agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un’altra luce… E tutto questo proprio quando l’incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sparigliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l’ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno!

Insieme alla sua collega Anna Premoli, Felicia Kingsley è una garanzia vera e propria per il romanzo rosa. Se voglio leggere un romanzo rosa ben fatto e piacevolissimo da leggere, senza ombra di dubbio so dove dirigere la mia scelta. Ogni suo libro letto fino ad ora è incalzante, frizzante e appassionante. Un bel sorriso di divertimento è il compagno ideale per questa lettura, insieme agli occhi a cuore perché l’amore comunque è sempre il protagonista. Lo so, può sembrare sempre scontato leggere una recensione di questi libri, ma non fatevi ingannare, scrivere un romanzo rosa non è semplice, la banalità e lo scontato sono dietro l’angolo ad attendere ogni autore del genere, quindi non mi stancherò mai di dire che, anche in questo caso, si parla di talento vero e proprio!
Il libro si legge quindi tutto d’un fiato, un capitolo tira l’altro e ti trovi già alla fine con la voglia di ricominciarne subito un altro oppure che quest’ultimo non finisca mai e continui ad accompagnarci sempre! Quindi che dire? Attendiamo con molta impazienza la nuova uscita, con la consapevolezza di andare ad acquistare una garanzia del genere!

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Bosco bianco – Diego Galdino

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Questo è uno di quegli articoli scritti davvero con il cuore perché Diego Galdino, oltre ad essere uno dei miei scrittori preferiti, è anche una bellissima persona. Ed è con immenso piacere che oggi vi presento e recensisco il suo ultimo romanzo che l’autore ha autopubblicato, nonostante la sua esperienza come scrittore e le sue vittorie come tale. Parlo di “Bosco Bianco“, il suo ultimo romanzo, appena uscito e che trovate su Amazon già disponibile.

Nel suo testamento, la signora Chiara Pizzi lascia in eredità Bosco Bianco, una bellissima e storica tenuta affacciata sulla costiera amalfitana, a suo nipote Samuele Milleri, figlio di sua sorella e alla signorina Maia Antonini, figlia della sua più cara amica d’infanzia. Si racconta che a Bosco Bianco sia nascosto il diario segreto del leggendario scrittore americano Albert Grant. Proprio per questo motivo Andrea Razzi, ricco uomo d’affari, con velleità politiche, vuole entrarne in possesso a qualsiasi costo, tanto da acquistare da Samuele Milleri la sua metà di Bosco Bianco appena ereditata, approfittando dei suoi gravi problemi finanziari, per poi obbligare Giorgio Betti, il suo migliore e fascinoso agente immobiliare, a fingersi il nipote della vecchia proprietaria per cercare di convincere Maia Antonini a vendergli la sua parte della tenuta, anche a costo di farla innamorare di lui. Ma vivere a Bosco Bianco, seppur per pochissimo tempo, può cambiare il destino delle persone. Lo sapeva bene lo scrittore americano Albert Grant, che aveva fatto dell’amore la sua ragione di vita perchè come scritto alla fine del suo libro più famoso… “Per perdersi non serve un posto, basta una persona”.

“Bosco bianco” esce un po’ fuori dagli schemi rispetto ai libri precedenti dell’autore, è un viaggio bellissimo in una storia d’amore dolce e romantica. Difficile far capire quanto “Bosco bianco” sia in grado di emozionarti dolcemente. Questo romanzo ha toccato le corde più profonde della mia anima, sarebbe in grado di smuovere gli animi più gelidi e negativi con la sua dolcezza e il suo amore. L’insieme di citazioni provenienti da romanzi e film d’amore sono la perfetta ciliegina sulla torta alla storia di Giorgio e Maia, il tutto amalgamato dalla capacità dell’autore di parlare d’amore. E’ indescrivibile, inoltre, l’enorme crescita di Diego rispetto ai suoi primi libri. E’ sempre stato bravissimo e la sua capacità di parlare d’amore è in grado di sciogliere i ghiacciai (e ne ho avuto la conferma anche quando ho avuto il piacere di conoscerlo dal vivo, è davvero così!), ma in ogni romanzo me ne innamoro sempre di più. L’ho letto in neanche due giorni talmente mi aveva presa, mi sono ritrovata con il Kindle di fianco mentre cenavo, e di solito l’ora di cena per me è sacra. Per farvi capire quanto realmente mi abbia toccata questo romanzo. Inoltre, la tenuta di Bosco bianco mi ha ricordato tantissimo la casa di Noah e Allie, i protagonisti di “Le pagine della nostra vita” di Nicholas Sparks e, questo dolce ricordo, ha creato una base più che solida a questa bellissima storia. Durante la lettura, inoltre, avrete modo di poter ammirare dei piccoli colpi di scena, inusuali per libri di questo genere, ma che, alla fine, renderà il tutto ancora più speciale.
“Bosco bianco” è un libro per tutti, per chi ama l’amore, per chi è innamorato di qualcuno, per chi è ferito, per chi non crede nell’amore e non ci ha mai creduto. Saprà infilarsi fra i vostri sentimenti facendosi largo fino a dove le emozioni nascono, fino a toccarvi il cuore. Alla fine di questa lettura un po’ del vostro amore e un po’ del vostro cuore rimarrà in quella bellissima tenuta che è Bosco Bianco, insieme a Giorgio e Maia, i protagonisti, che sapranno averne molta cura.

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A un passo dalla felicità – Cristina Mencarelli

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Quello che più mi ha colpita di questo libro è che quando l’autrice mi ha contattata per la recensione, nella presentazione allegata c’era una bellissima frase che ha detto. Dice che ha scritto questo libro in un linguaggio semplice ed efficacie in modo che tutti possano leggerlo, anche chi non è un lettore abituale. Che dire, è davvero una bellissima cosa, voler arrivare a tutti, rendere la lettura alla portata di tutti perché di gente che legge penso non ce ne sia mai davvero abbastanza.
E’ con lieto piacere, quindi, che vi parlo oggi di “A un passo dalla felicità” di Cristina Mencarelli.

Trama:
Elizabeth Scott, una giovane giornalista italo-inglese, si trova a Roma per cercare lavoro in una delle riviste di cinema più affermate d’Italia, la Red Carpet, e per stabilirsi definitivamente nella sua amata città.
Il giorno del colloquio di lavoro, superato con successo grazie all’ottimo curriculum, la ragazza incrocia fugacemente il suo sguardo con quello di un uomo in corridoio che si rivelerà il suo capo, Samuele De Luca, trentenne plurilaureato con una carriera affermata alle spalle, nonostante la giovane età. Un ragazzo schivo, impenetrabile e con un trascorso doloroso alle spalle che lo ha portato ad alzare un muro verso le emozioni. Entrambi dovranno combattere contro se stessi per reprimere i propri sentimenti e nascondere segreti che rischiano di compromettere ogni tentativo di lasciarsi andare.
Tra le mura della redazione, fra Roma e Londra, tra amici sorprendenti, avventure rocambolesche che potrebbero innescare la miccia per una storia romantica senza tempo, i due ragazzi dovranno affrontare le proprie paure e il proprio coraggio per far fronte ai duri imprevisti della vita.

A proposito dell’autrice:
“Ho scritto con un linguaggio semplice – ha detto l’autrice – perché voglio arrivare a tutti, in particolare a coloro che non hanno mai aperto un libro in vita loro, perché sono fermamente convinta che la cultura debba essere alla portata e a disposizione di tutti”. Questa è Cristina Mencarelli, un passato da giornalista e un presente da scrittrice arguta e attenta che sa quali corde toccare per arrivare al cuore dei lettori.

Ho riflettuto molto prima di scrivere questa recensione perché mi ha un po’ spiazzata. La trama mi risultava molto interessante e proprio nel genere rosa che mi piace, romantico, dolce. Tuttavia durante la lettura mi è risultato sempre tutto un po’ troppo enfatizzato e troppo pesantino alla lunga. La protagonista risulta davvero troppo inverosimile ed esageratamente perfetta. Questo rende la lettura comunque un po’ più lenta e prolissa, anche se la storia prende ed incuriosisce sempre. Nonostante ciò ho proseguito nella lettura non facendomi scoraggiare da questo “troppo”. Alla conclusione sono stata contenta di questa scelta perché sono stata davvero ripagata di tutto. La storia è molto bella, particolare ed alla fine, con il colpo di scena finale che lascia davvero senza parole. In questo l’autrice è stata davvero molto abile perché la conclusione davvero ribalta ogni singolo pensiero che ci si era potuti fare fino a quel momento del libro e della storia in sé. Ovviamente non posso e non voglio dire nulla a riguardo perché è tutta una cosa che si gusta nella lettura del libro. Durante la lettura ogni tanto c’è qualche sentore di cosa può succedere, ma questo con il senno di poi, altrimenti difficili da cogliere. Insomma, se vi piace il genere rosa, sicuramente potete apprezzare “A un passo dalla felicità” e, se iniziate la lettura, portatela a termine perché saprà davvero trovare il modo di ripagarvi.

Gli strani casi dell’amore – Judith Sparkle

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Come ben sapete, fra i nostri collaboratori, ci sono dei grandi amanti del genere romance che, sentendo la trama di “Gli strani casi dell’amore” di Judith Sparkle, uscito nel 2017, ha sgranato subito gli occhi! Difatti da quest’ultima si evince una storia d’amore molto appassionante e particolare.

Trama:
Possono due persone completamente opposte innamorarsi tra gli scaffali di una libreria? Trent’anni entrambi, Michael ha un lavoro che lo assorbe completamente, odia i social e non legge romanzi da una vita. Penny è una brava commessa in una libreria, dispensa consigli di lettura e tutte le sere aggiorna la pagina Facebook del negozio. Non si conoscono e non potrebbero essere più diversi.Ma hanno in comune qualcosa: una figlia, concepita molti anni prima in una notte di bagordi universitari. Una notte in cui si sono amati senza essersi svelati i loro nomi, senza essersi presi impegni di alcun tipo, e senza che lui poi sapesse di essere diventato padre.Ma il tempo è beffardo e quello che dà poi lo richiede con gli interessi. Ora la salute di Michael è minata e la sua carriera in crisi mentre Penny, che aveva scelto di rinunciare ai suoi sogni per prendersi cura di sua figlia Mabel, ora si ritrova madre felice di una splendida e vivace ragazzina.Un giorno, per uno strano scherzo del destino, Michael entra nella libreria dove lavora Penny e i due si rivedono, pur senza riconoscersi. Tra di loro scatta una scintilla d’intesa. La tana dei libri diventa il loro punto d’incontro, il luogo in cui si scambiano opinioni sui libri e, più in generale, sulla vita. Dove, inconsapevolmente, gettano le basi per ricostruire i tasselli della loro felicità.Ma questa ha un prezzo, un prezzo che si chiama Mabel: saranno disposti a pagarlo fino in fondo?

Come dicevo all’inizio, la trama ha incuriosito davvero moltissimo, promette bene, sembra una storia molto particolare e appassionante. Diciamo che è stato così, seppur qualche difetto mi è sembrato di trovarlo, ma d’altronde quale libro non li ha?
La storia mi ha presa, ma non come mi sarei aspettata, in alcuni punti ho trovato qualche sfumatura un po’ forzata, sebbene io sia abbastanza appassionata del genere romance, penso che questo fosse un po’ troppo rosa anche per me. Tuttavia il libro è ben scritto, si legge di buon grado ed alla fine la curiosità ha la meglio e sono andata avanti proprio tranquillamente, non facendomi frenare da queste mie impressioni, di conseguenza ho trovato poi un libro gradevole e piacevole. Per una lettura leggera e senza impegno direi che è proprio il massimo.
La narrazione avviene in terza persona, in questo modo si ha una visione totale della situazione, sotto tutti i punti di vista, sebbene nessun personaggio venga approfondito seriamente in ogni suo lato come avviene di norma quando a narrare è un protagonista. Secondo me in un libro di questo tipo è una scelta azzeccata perché in questo modo abbiamo la possibilità di sapere tutto ed avere tutta la situazione ben chiara.
In conclusione, se siete il tipo di persona che stravede per le storie d’amore a lieto fine ad ogni costo, questo è senza dubbio la lettura che fa per voi!

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Matrimonio di convenienza – Felicia Kingsley

Questo libro è valutato da me:

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Ebbene sì, dopo “Una cenerentola a Manatthan” ho deciso di recuperare tutti i libri di Felicia Kingsley. Da buona amante del genere rosa e di Anna Premoli, mi sono buttata anche su Felicia che, come già vi ho spiegato, ha uno stile molto simile. Il libro in questione è “Matrimonio di convenienza“, che esce nel 2017, edito sempre da Newton Compton Editori, ed ha riscosso molti consensi sul web.

Jemma ha un lavoro inusuale: fa la truccatrice teatrale, vive in una casa di dubbio gusto e colleziona solo delusioni sotto il punto di vista sentimentale.
Un giorno riceve una chiamata dal suo avvocato che le cambierà la vita. Sua nonna materna, che ha diseredato sua mamma per essersi innamorata e sposata con un uomo non nobile, ha lasciato a lei tutte le ricchezze della famiglia, ma ad una sola ed unica condizione: riceverà quei soldi solamente quando sposerà un uomo nobile, a differenza di sua madre. La coincidenza vuole che il suo avvocato, parallelamente, stia seguendo il dodicesimo duca di Burlingham, che attualmente non naviga nell’oro, è totalmente al verde e sta rischiando di perdere tutti i beni di famiglia, anche il suo titolo. La cosa è presto fatta, Jemma ha bisogno di un nobile, Ashford di soldi, lui è un duca e lei ha molti soldi.
Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a lei di avere i soldi e a lui di mantenersi il titolo, ma che cosa avranno mai in comune un lord molto formale e composto con una donna, figlia di una coppia hippy, che ama girare nuda per casa? Apparentemente nulla, ma Jemma non sa cosa l’attende una volta sbarcata alla residenza del duca dove l’attende galateo, formalità molto rigide, ricevimenti, feste ed un’odiosa suocera aristocratica.

Rapportato a “Una cenerentola a Manatthan“, qui abbiamo una storia meno intricata e meno ingarbugliata negli eventi. Tuttavia, se nel primo avevamo una coppia già presa ed innamorata, qui possiamo ammirare per tutta la durata del romanzo un amore che nasce quasi da un odio e che, man mano, cresce fino a sbocciare. Molto interessante questo punto di vista, la storia di per sé è molto affascinante e rocambolesca. Insomma, la visione di lei, abituata da sempre a vivere in modo libertino in casa propria, che si ritrova a vivere in casa di nobili dove la compostezza è la padrona indiscussa in ogni momento, fa molto ridere, è molto buffo.
Amo le idee della Kingsley per i romanzi rosa perché non sono banali o scontati, ma sempre un qualcosa di inusuale c’è, il che li rende comunque particolari, nonostante nel genere non sia una cosa proprio facile.
Questo romanzo in particolare è molto romantico, molto rosa, si legge molto in fretta, non mi sarei mai staccata da questo libro perché mi aveva presa moltissimo e divertita altrettanto. In particolare il personaggio di Jemma l’ho adorato un sacco, figlia di hippy un po’ pazzi e nudisti, troppo simpatica!
In conclusione, se cercate un romanzo rosa un po’ particolare, divertente, super romantico, “Matrimonio di convenienza” non deve proprio mancare tra le vostre prossime letture!

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Articoli simili: “E’ solo una storia d’amore“, “L’amore è sempre in ritardo“, “Una cenerentola a Manatthan

Non ho tempo per amarti – Anna Premoli

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Terzo libro di Anna Premoli nel blog. Lo so, lo so, ad alcuni questo genere può annoiare o non ispirare, ma è anche vero che, se non fosse per i libri rosa, molta gente magari non leggerebbe o leggerebbe molto di meno. Non tutti siamo fatti tutti per letture impegnative, io penso che l’importante sia leggere, che in ogni caso aiuta sempre. Quindi, fatta questa premesse, oggi parliamo di “Non ho tempo per amarti“, uscito all’inizio del 2018, edito sempre da Newton Compton Editore e Anna Premoli si conferma sempre l’autrice da mezzo milione di copie.

Julie Morgan non è una ragazza come le altre: è una scrittrice di romanzi ambientati nell’Ottocento. Julie, oltre a scrivere di quell’epoca, sembra anche viverci, in quanto molto distaccata dalla realtà odierna. Dell’Ottocento ama tutto: i vestiti lunghi e pomposi, gli uomini eleganti e gentili, le storie romantiche che non nascono da uno smartphone, ma dagli sguardi o dallo sfiorarsi di una mano. Lo shopping online è l’unica cosa che salva del mondo di oggi. In questo modo può evitare di uscire e rimanere, per lo meno per la maggior parte del tempo, nel suo adorato appartamento. Di norma anche silenziosa è la casa di Julie, almeno finché, dopo anni, arriva al piano di sopra un giovane ragazzo, vestito in modo che a Julie proprio non piace. Per fortuna che lei è in cerca di un uomo di altri tempi, perché il suo vicino, ben troppo moderno per i suoi gusti, potrebbe risultarle più simpatico di quanto vorrebbe.

Questo romanzo si può tranquillamente riassumere dicendo “l’amore non ha età“. E’ il filo conduttore di tutto. Sebbene i libri della Premoli siano tutti genere rosa, non si può dire che qualche messaggio non lo trasmetta sempre.
Julie, come quasi la maggior parte delle persone al suo posto, è restia ad avere una relazione con il suo bel vicino, proprio a causa dell’età. Ammetto che io stessa ero un po’ combattuta nel leggerlo. Mi piace molto la Premoli, ma dopo aver letto la trama ho continuato a rimandare questa lettura perché, lo ammetto, colta dal pregiudizio, non mi ispirava. Tuttavia mi sono decisa ed ho cominciato a leggerlo ed il mio pensiero poi si è tramutato molto in fretta in “Ma perché non l’ho iniziato prima, mannaggia a me!“.
Lui è il ragazzo che tutte le donne vorrebbero, ricco, bello, una vera rock star, ma con un minimo di morale, non gli importa delle belle donne che potrebbe avere, vuole una relazione.. sì, insomma, il ragazzo perfetto e inesistente!
Tuttavia il libro ci regala qualche spunto di riflessione, sulla differenza di età appunto, di come la cosa sia vissuta diversamente da uomo a donna. Una donna più va avanti con l’età, più fatica magari a farsi una famiglia e tutto il suo contorno. L’uomo invece soffre meno di questo avanzare dell’età, di conseguenza questo fa in modo che da un lato la differenza pesi più che dall’altro. Non è una cosa poi così scontata, è estremamente reale, non ci avevo mai pensato prima d’ora.
Tutto il libro è un continuo susseguirsi di battutine, frecciatine tra i protagonisti, che rendono la lettura super scorrevole, frizzante e mai noiosa. Francamente mi sono divertita molto nella lettura, non vedevo l’ora, ogni volta, di andare avanti e proseguire perché mi faceva ridere un sacco! Julie specialmente è un personaggio molto autoironico, che si prende poco sul serio e ciò contribuisce molto a rendere simpatico il libro.
Insomma, che dire. La Premoli non perde mai colpi, la ritroviamo sempre sul pezzo, instancabile e sempre sarcastica. Come tutti gli altri, è un libro leggero, simpatico, scorrevole da leggere. Se fossimo nella stagione vi direi “un libro adatto sotto l’ombrellone da spiaggia”, ma data la situazione va più che benone anche sul divano di casa vostra, con le prime luci di Natale che iniziano ad accendersi.

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