A un passo dalla felicità – Cristina Mencarelli

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Quello che più mi ha colpita di questo libro è che quando l’autrice mi ha contattata per la recensione, nella presentazione allegata c’era una bellissima frase che ha detto. Dice che ha scritto questo libro in un linguaggio semplice ed efficacie in modo che tutti possano leggerlo, anche chi non è un lettore abituale. Che dire, è davvero una bellissima cosa, voler arrivare a tutti, rendere la lettura alla portata di tutti perché di gente che legge penso non ce ne sia mai davvero abbastanza.
E’ con lieto piacere, quindi, che vi parlo oggi di “A un passo dalla felicità” di Cristina Mencarelli.

Trama:
Elizabeth Scott, una giovane giornalista italo-inglese, si trova a Roma per cercare lavoro in una delle riviste di cinema più affermate d’Italia, la Red Carpet, e per stabilirsi definitivamente nella sua amata città.
Il giorno del colloquio di lavoro, superato con successo grazie all’ottimo curriculum, la ragazza incrocia fugacemente il suo sguardo con quello di un uomo in corridoio che si rivelerà il suo capo, Samuele De Luca, trentenne plurilaureato con una carriera affermata alle spalle, nonostante la giovane età. Un ragazzo schivo, impenetrabile e con un trascorso doloroso alle spalle che lo ha portato ad alzare un muro verso le emozioni. Entrambi dovranno combattere contro se stessi per reprimere i propri sentimenti e nascondere segreti che rischiano di compromettere ogni tentativo di lasciarsi andare.
Tra le mura della redazione, fra Roma e Londra, tra amici sorprendenti, avventure rocambolesche che potrebbero innescare la miccia per una storia romantica senza tempo, i due ragazzi dovranno affrontare le proprie paure e il proprio coraggio per far fronte ai duri imprevisti della vita.

A proposito dell’autrice:
“Ho scritto con un linguaggio semplice – ha detto l’autrice – perché voglio arrivare a tutti, in particolare a coloro che non hanno mai aperto un libro in vita loro, perché sono fermamente convinta che la cultura debba essere alla portata e a disposizione di tutti”. Questa è Cristina Mencarelli, un passato da giornalista e un presente da scrittrice arguta e attenta che sa quali corde toccare per arrivare al cuore dei lettori.

Ho riflettuto molto prima di scrivere questa recensione perché mi ha un po’ spiazzata. La trama mi risultava molto interessante e proprio nel genere rosa che mi piace, romantico, dolce. Tuttavia durante la lettura mi è risultato sempre tutto un po’ troppo enfatizzato e troppo pesantino alla lunga. La protagonista risulta davvero troppo inverosimile ed esageratamente perfetta. Questo rende la lettura comunque un po’ più lenta e prolissa, anche se la storia prende ed incuriosisce sempre. Nonostante ciò ho proseguito nella lettura non facendomi scoraggiare da questo “troppo”. Alla conclusione sono stata contenta di questa scelta perché sono stata davvero ripagata di tutto. La storia è molto bella, particolare ed alla fine, con il colpo di scena finale che lascia davvero senza parole. In questo l’autrice è stata davvero molto abile perché la conclusione davvero ribalta ogni singolo pensiero che ci si era potuti fare fino a quel momento del libro e della storia in sé. Ovviamente non posso e non voglio dire nulla a riguardo perché è tutta una cosa che si gusta nella lettura del libro. Durante la lettura ogni tanto c’è qualche sentore di cosa può succedere, ma questo con il senno di poi, altrimenti difficili da cogliere. Insomma, se vi piace il genere rosa, sicuramente potete apprezzare “A un passo dalla felicità” e, se iniziate la lettura, portatela a termine perché saprà davvero trovare il modo di ripagarvi.

Matrimonio di convenienza – Felicia Kingsley

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Ebbene sì, dopo “Una cenerentola a Manatthan” ho deciso di recuperare tutti i libri di Felicia Kingsley. Da buona amante del genere rosa e di Anna Premoli, mi sono buttata anche su Felicia che, come già vi ho spiegato, ha uno stile molto simile. Il libro in questione è “Matrimonio di convenienza“, che esce nel 2017, edito sempre da Newton Compton Editori, ed ha riscosso molti consensi sul web.

Jemma ha un lavoro inusuale: fa la truccatrice teatrale, vive in una casa di dubbio gusto e colleziona solo delusioni sotto il punto di vista sentimentale.
Un giorno riceve una chiamata dal suo avvocato che le cambierà la vita. Sua nonna materna, che ha diseredato sua mamma per essersi innamorata e sposata con un uomo non nobile, ha lasciato a lei tutte le ricchezze della famiglia, ma ad una sola ed unica condizione: riceverà quei soldi solamente quando sposerà un uomo nobile, a differenza di sua madre. La coincidenza vuole che il suo avvocato, parallelamente, stia seguendo il dodicesimo duca di Burlingham, che attualmente non naviga nell’oro, è totalmente al verde e sta rischiando di perdere tutti i beni di famiglia, anche il suo titolo. La cosa è presto fatta, Jemma ha bisogno di un nobile, Ashford di soldi, lui è un duca e lei ha molti soldi.
Il loro non sarà altro che un matrimonio di convenienza, un’unione di facciata per permettere a lei di avere i soldi e a lui di mantenersi il titolo, ma che cosa avranno mai in comune un lord molto formale e composto con una donna, figlia di una coppia hippy, che ama girare nuda per casa? Apparentemente nulla, ma Jemma non sa cosa l’attende una volta sbarcata alla residenza del duca dove l’attende galateo, formalità molto rigide, ricevimenti, feste ed un’odiosa suocera aristocratica.

Rapportato a “Una cenerentola a Manatthan“, qui abbiamo una storia meno intricata e meno ingarbugliata negli eventi. Tuttavia, se nel primo avevamo una coppia già presa ed innamorata, qui possiamo ammirare per tutta la durata del romanzo un amore che nasce quasi da un odio e che, man mano, cresce fino a sbocciare. Molto interessante questo punto di vista, la storia di per sé è molto affascinante e rocambolesca. Insomma, la visione di lei, abituata da sempre a vivere in modo libertino in casa propria, che si ritrova a vivere in casa di nobili dove la compostezza è la padrona indiscussa in ogni momento, fa molto ridere, è molto buffo.
Amo le idee della Kingsley per i romanzi rosa perché non sono banali o scontati, ma sempre un qualcosa di inusuale c’è, il che li rende comunque particolari, nonostante nel genere non sia una cosa proprio facile.
Questo romanzo in particolare è molto romantico, molto rosa, si legge molto in fretta, non mi sarei mai staccata da questo libro perché mi aveva presa moltissimo e divertita altrettanto. In particolare il personaggio di Jemma l’ho adorato un sacco, figlia di hippy un po’ pazzi e nudisti, troppo simpatica!
In conclusione, se cercate un romanzo rosa un po’ particolare, divertente, super romantico, “Matrimonio di convenienza” non deve proprio mancare tra le vostre prossime letture!

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Non ho tempo per amarti – Anna Premoli

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Terzo libro di Anna Premoli nel blog. Lo so, lo so, ad alcuni questo genere può annoiare o non ispirare, ma è anche vero che, se non fosse per i libri rosa, molta gente magari non leggerebbe o leggerebbe molto di meno. Non tutti siamo fatti tutti per letture impegnative, io penso che l’importante sia leggere, che in ogni caso aiuta sempre. Quindi, fatta questa premesse, oggi parliamo di “Non ho tempo per amarti“, uscito all’inizio del 2018, edito sempre da Newton Compton Editore e Anna Premoli si conferma sempre l’autrice da mezzo milione di copie.

Julie Morgan non è una ragazza come le altre: è una scrittrice di romanzi ambientati nell’Ottocento. Julie, oltre a scrivere di quell’epoca, sembra anche viverci, in quanto molto distaccata dalla realtà odierna. Dell’Ottocento ama tutto: i vestiti lunghi e pomposi, gli uomini eleganti e gentili, le storie romantiche che non nascono da uno smartphone, ma dagli sguardi o dallo sfiorarsi di una mano. Lo shopping online è l’unica cosa che salva del mondo di oggi. In questo modo può evitare di uscire e rimanere, per lo meno per la maggior parte del tempo, nel suo adorato appartamento. Di norma anche silenziosa è la casa di Julie, almeno finché, dopo anni, arriva al piano di sopra un giovane ragazzo, vestito in modo che a Julie proprio non piace. Per fortuna che lei è in cerca di un uomo di altri tempi, perché il suo vicino, ben troppo moderno per i suoi gusti, potrebbe risultarle più simpatico di quanto vorrebbe.

Questo romanzo si può tranquillamente riassumere dicendo “l’amore non ha età“. E’ il filo conduttore di tutto. Sebbene i libri della Premoli siano tutti genere rosa, non si può dire che qualche messaggio non lo trasmetta sempre.
Julie, come quasi la maggior parte delle persone al suo posto, è restia ad avere una relazione con il suo bel vicino, proprio a causa dell’età. Ammetto che io stessa ero un po’ combattuta nel leggerlo. Mi piace molto la Premoli, ma dopo aver letto la trama ho continuato a rimandare questa lettura perché, lo ammetto, colta dal pregiudizio, non mi ispirava. Tuttavia mi sono decisa ed ho cominciato a leggerlo ed il mio pensiero poi si è tramutato molto in fretta in “Ma perché non l’ho iniziato prima, mannaggia a me!“.
Lui è il ragazzo che tutte le donne vorrebbero, ricco, bello, una vera rock star, ma con un minimo di morale, non gli importa delle belle donne che potrebbe avere, vuole una relazione.. sì, insomma, il ragazzo perfetto e inesistente!
Tuttavia il libro ci regala qualche spunto di riflessione, sulla differenza di età appunto, di come la cosa sia vissuta diversamente da uomo a donna. Una donna più va avanti con l’età, più fatica magari a farsi una famiglia e tutto il suo contorno. L’uomo invece soffre meno di questo avanzare dell’età, di conseguenza questo fa in modo che da un lato la differenza pesi più che dall’altro. Non è una cosa poi così scontata, è estremamente reale, non ci avevo mai pensato prima d’ora.
Tutto il libro è un continuo susseguirsi di battutine, frecciatine tra i protagonisti, che rendono la lettura super scorrevole, frizzante e mai noiosa. Francamente mi sono divertita molto nella lettura, non vedevo l’ora, ogni volta, di andare avanti e proseguire perché mi faceva ridere un sacco! Julie specialmente è un personaggio molto autoironico, che si prende poco sul serio e ciò contribuisce molto a rendere simpatico il libro.
Insomma, che dire. La Premoli non perde mai colpi, la ritroviamo sempre sul pezzo, instancabile e sempre sarcastica. Come tutti gli altri, è un libro leggero, simpatico, scorrevole da leggere. Se fossimo nella stagione vi direi “un libro adatto sotto l’ombrellone da spiaggia”, ma data la situazione va più che benone anche sul divano di casa vostra, con le prime luci di Natale che iniziano ad accendersi.

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Una cenerentola a Manatthan – Felicia Kingsley

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L’8 Novembre di quest’anno, esce “Una cenerentola a Manatthan” di Felicia Kingsley. L’ennesima storia banale ispirata alla fiaba Cenerentola? Forse sì, ma in questo caso l’autrice ha saputo davvero stupirmi per gli intrighi e gli intrecci durante il romanzo. “Una Cenerentola a Manhattan” possiamo considerarlo un romanzo rosa, molto simile alla Premoli. Mi hanno consigliato in libreria questo romanzo, mentre cercavo l’unico che mi mancava di quest’ultima e, siccome la trama era assai intrigante, ho accettato il consiglio e l’ho acquistato! Edito da Newton Compton Editori, l’ultimo libro di Felicia Kingsley non è certo da meno rispetto a quelli precedenti.

Riley non è di certo la tipica donna tacchi e fiocchettini. “Un paio di scarpe possono cambiarti la vita” è una frase al quale Riley non ha mai creduto e per lei i colpi di fulmine non esistono, se non in cielo.
Rimasta orfana alla tenera età di dieci anni, a ventisette ha ben altre cose per la testa di scarpe e amore. La sua matrigna è una vera macchina succhia-soldi che pur di fregarla e ostacolarla nella sua vita se ne inventa di ogni. Non da meno sono le sue due sorellastre che aspirano ad una carriera da web star e sono sempre pronte a remarle contro. Riley per mantenersi fa tre lavori, sennò non riuscirebbe proprio a vivere nella Grande Mela e, oltre a ciò, sta lavorando da due anni al suo romanzo che un giorno sogna di vedere sullo scaffale di una libreria. A New York, tuttavia le occasioni sono dietro l’angolo e un galà in maschera a Central Park potrebbe poterla aiutare a realizzare il suo sogno più grande. Quello che pare Riley non abbia imparato dalle grandi storie, è che a feste così grandi si possono fare incontri del tutto inaspettati. Alla fine, proprio per colpa di un paio di scarpe, si ritrova a diventare il personaggio principale di una delle favole più romantiche di sempre.

Come ho detto all’inizio, mi hanno stupita molto gli intrighi e gli intrecci nella storia che l’autrice ha saputo creare. Secondo me non sono per nulla scontati e semplici. Alla fine il romanzo si svolge in 402 pagine, ma la storia è talmente intensa che mi sembrava di averne lette molte di più in pochissimo tempo! E’ davvero incredibile perché poteva tranquillamente prendere la storia di Cenerentola, ambientarla a Manatthan ed il gioco era fatto. Invece trovo che abbia dato un tono in più alla storia e che questo contribuisca a farla risultare non banale o scontata, come possono essere molte altre rivisitazioni.
Il romanzo è pieno di continui botta e risposta fra i protagonisti, la fine di un capitolo significa desiderare di leggere il più presto possibile il prossimo e non stufa davvero mai. Mi ha molto divertita, è una lettura simpatica, fresca e leggera e molto in stile moderno.
La scrittura della Kingsley non stanca mai, è sempre ironica, pungente al punto giusto, senza dimenticare i risvolti romantici e dolci di ogni romanzo rosa che si rispetti. Trovo che questo sia un degno successore di “Matrimonio di convenienza”, del quale uscirà la recensione a breve, che mi era piaciuto davvero moltissimo.
Ho trovato molti aspetti simili alla scrittura della Premoli, quindi se amate il suo genere o comunque vi piace e vi intrattiene, avete trovato una valida rivale per i prossimi romanzi rosa che leggerete.
“Una cenerentola a Manatthan” vi farà sognare in ogni pagina, rivivrete ogni attimo più bello di questa famosissima fiaba, ma raccontata in chiave moderna e del tutto legata al mondo attuale, lavorativo e non. Insomma, cimentatevi in questa lettura divertente e lasciatevi trasportare da Riley e la sua fiaba.

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Choose me, choose you, choose us – Jasmine Hashem

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Eccoci per un altro autore emergente. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli autori emergenti che si stanno affidando a noi per avere una recensione, non ci aspettavamo sinceramente un’adesione così numerosa a questa rubrica, eppure ci sono arrivate tantissime richieste che spesso fatichiamo a stare dietro a tutte le vostre mail!
Oggi parliamo di “Choose me, choose you, choose us” di Jasmine Hashem. La ragazza è in campagna su bookabook, quindi non è ancora stata pubblicata ufficialmente, quindi vi lascio tutti i link del caso per supportarla ed anche per il suo profilo Instagram.

Trama:
Ognuno affronta il dolore come meglio crede. Jane e Vince sono due ragazzi, compagni di liceo, che all’età di diciotto anni si ritrovano ad affrontare la perdita di un genitore. Una stessa storia che innesca però due reazioni totalmente differenti. Se Jane, dopo la morte del padre, inizia a mangiare a dismisura e a ingrassare, Vince, dopo la morte della madre, si chiude in se stesso scegliendo di vivere in totale apatia. Sono conoscenti, non amici, eppure lei si sente inspiegabilmente legata a lui. Dopo aver compreso ciò che sta facendo a se stessa, Jane decide di cambiare stile di vita. A venticinque anni è una donna sicura e serena. Studia, ama lo sport e pratica la boxe. Un ragazzo conosciuto al corso di boxe sarà per lei il primo appuntamento. Prima di questo decide però di rivedere Vince. Il loro incontro sarà decisivo e le incomprensioni non mancheranno. Non è facile esporsi e aprirsi, né tanto meno lo è arrendersi. L’amore a volte è una questione di scelta. Scegliere spesso richiede estremo coraggio. Ci sono situazioni, però, in cui scegliersi non rappresenta una scelta. Se fosse questo il caso?

Scrivere la recensione di un autore emergente la vivo come una seria responsabilità, sia nei confronti dell’autore che nei confronti del lettore che mi legge e mi ascolta. Questo libro l’abbiamo scelto perché tratta una tematica molto particolare, come quella della perdita di una persona cara e di due modi totalmente opposti di vivere questo lutto, che secondo me è la particolarità del libro, la parte che fa più riflettere. Questo è un po’ il cuore del romanzo rosa in oggetto, al quale la storia tra Jane e Vince fa da perfetta cornice. Avrei gradito una descrizione migliore dell’amore tra i due protagonisti, perché non si percepisce molto, secondo me, la ragione per il quale Vince sia così infatuato e preso da Jane, che apparentemente è stata solo una compagna di scuola con il quale lui non parlava neanche granché. Insomma, questo lato andava più approfondito ed articolato.
Il romanzo non è stato corretto o ripassato dall’editore ancora, ma si presenta “nudo e crudo” così com’è stato scritto, non essendo appunto ancora stato pubblicato. sono presenti alcuni errori grammaticali, di punteggiatura e linguistici. Tuttavia una rilettura dovrebbe bastare a renderlo già meglio sotto questo punto di vista, anche prima del passaggio dell’editore.
La storia tra Vince e Jane è molto romantica alla fine. Come detto prima, hanno entrambi avuto uno dei lutti più brutti da patire: la perdita di un genitore. La descrizione della reazione e del modo di vivere questo periodo della vita è molto strutturato e dettagliato, trasporta molto nella storia ed aiuta ad immedesimarsi e capire i personaggi. Se lei ingrassa a dismisura e si ritrova obesa, introversa ed insicura, lui si chiude in sé stesso, chiude rapporti con amici, con il padre e rantola nel buio.
Un’ultima unica pecca è che il romanzo non è ambientato in un luogo specifico, non viene detto o specificato, quindi ogni lettore si fa una propria idea sul posto dove si svolge il tutto. Tuttavia i nomi ed i cognomi dei personaggi sono tutti inglesi/americani, ma le ambientazioni della scuola, da ciò che si può dedurre, anche se non specificato direttamente, delle canzoni di cui si parla, è tutto italiano. Questo crea una sorta di incoerenza, ma diciamo che è più una sottigliezza che altro.
In conclusione il romanzo si chiude come ogni romanzo rosa che si rispetti meriti di finire, quindi occhi super a cuore e l’amore trionfa sempre. L’idea è molto bella, il dettaglio sui lutti, i modi di reagire, sono molto particolari ed i veri protagonisti della storia ed offre molti spunti di riflessione e, perché no, un aiuto a superare un evento così drammatico della vita.

E’ solo una storia d’amore – Anna Premoli

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Dopo aver parlato della sua ultima uscita, “L’amore è sempre in ritardo“, mi è venuta voglia di parlare di altri suoi libri. Ovviamente sto parlando di Anna Premoli ed oggi vi volevo parlare di “E’ solo una storia d’amore”.
E’ solo una storia d’amore” di Anna Premoli esce nel 2016, edito da Newton Compton, e viene definito il suo nuovo libro scoppiettante e super romantico! Ormai si sa, la Premoli è una scrittrice di romanzi rosa, la prima autrice italiana che ha iniziato dal self-publishing facendo diventare i suoi romanzi dei best-seller molto amati.

Sono passati cinque anni da quando Aidan Tyler ha lasciato New York. Ha lasciato la grande mela da vincitore del premio Pulitzer e diretto verso il sole ed il divertimento della California. Imbonito e viziato dalla critica e soddisfatto dalle tantissime copie del suo romanzo vendute, si adagia un po’ troppo sugli allori, sebbene si fosse ormai convinto che quello sarebbe stato solo l’inizio di una grande carriera da scrittore. Le cose non stanno andando proprio come Aidan aveva sognato. E’ da cinque anni che non scrive nulla, neanche mezzo capitolo, ed ormai ha il suo agente letterario, Norman, alle calcagna, insieme alla casa editrice che gli ha già dato un lauto anticipo sul suo nuovo romanzo, che ancora non esiste. Scoraggiato decide quindi di far rientro a casa, dove tutto è iniziato, fiducioso di ritrovare così la sua perduta ispirazione.
E’ proprio nella grande mela che conoscerà Lauren, una scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Ovviamente Aidan non la conosce, in quanto considera il genere dei romanzi rosa della “robaccia” ben lontana dalla letteratura. Chiunque potrebbe scrivere un libro di questo tipo per Aidan. Avrà ragione oppure sarà costretto a ricredersi?

“Quello che la gente spesso non capisce è che la magia del rosa non sta nella capacità di predire chi si innamorerà di chi – non scriviamo mica gialli – ma nella bellezza di un percorso condiviso. Tutte le volte che due persone si innamorano accade qualcosa di magico.”

Questo romanzo è senz’altro tra le mie storie preferite della Premoli. La sua freschezza e la sua scioltezza nella narrazione è sempre il lato che la distingue da molti nel genere. I suoi romanzi scorrono velocemente e piacevolmente, ironici, pratici e leggeri.
In questo caso, come nella maggior parte dei suoi libri, abbiamo una narrazione alternata tra Aiden e Lauren, quindi abbiamo una visione a trecentosessanta gradi della situazione e di ciò che succede. Questo ci permette di ammirare nel decorso della lettura, la crescita dei personaggi. Infatti, all’inizio della storia abbiamo dei protagonisti ben diversi rispetto alla fine. Aidan è uno scrittore pieno di sé, con il suo premio Pulitzer, considerando non-scrittori quelli come Lauren, ed alla fine cambia molto la sua visione della letteratura, imparando a rispettare anche il diverso e, magari, “frivolo” come può essere un romanzo rosa. Lauren, invece, convinta di scrivere un genere sempre mal etichettato e preso sotto gamba da tutti, alla fine capisce che l’importante è piacere ai suoi lettori e soddisfarli. Tutto ciò è ben chiaro nella narrazione, quindi si assiste ad una vera e propria crescita del personaggio.
La cornice perfetta di questa situazione è appunto il suo stile di scrittura, che è un continuo botta-risposta tra i protagonisti e credo sia davvero la risposta a tutti quelli che pensano, anche nella nostra realtà, che il romanzo rosa non sia considerabile scrittura, che è prevedibile e scontato e spesso non degno di lettura.
Per me questo tema è curioso, essendo il genere rosa proprio quello del quale si occupa l’autrice. Sicuramente questo ha aiutato a fare sembrare la storia più vera e simpatica possibile, essendo che, probabilmente, ci è passata seriamente nella realtà. E’ un romanzo che consiglio quindi anche a tutti gli scettici del genere. Insomma, non si può sempre leggere classici o fare letture impegnative in generale. Il genere rosa, secondo me, è quello che si adatta a molte più persone di tutti gli altri generi, anche a lettori non abituali, proprio per la sua leggerezza, freschezza e velocità. Ed alla fine quello è l’importante, non è ciò che leggiamo che ci identifica, ma il solo fatto di leggere, qualsiasi cosa, ci lascia qualcosa in più rispetto a prima ed è questo che deve fare un libro, di qualsiasi genere.

 

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L’amore è sempre in ritardo – Anna Premoli

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Oggi andiamo in un tema più leggero per il nuovo romanzo di Anna Premoli, nota scrittrice di romanzi rosa. Parliamo di “L’amore è sempre in ritardo“, uscito a Settembre 2018 in tutte le librerie, edito da Newton Compton Editori. Nel giro di poco è salita in vetta alle classiche dei libri più venduti.

Il primo amore è il protagonista di questo romanzo. Di norma dovrebbe far sorridere o risvegliare dolci ricordi, ma non è il caso di Alexandra “Alex” Tyler che prova ben altri sentimenti per Norman Morrison, migliore amico di suo fratello. A nove anni Alex scriveva per lui delle terrificanti lettere d’amore, persino in rima. Oggi, invece, ventiseienne specializzanda in Geologia, quando si incontrano, e ciò accade frequentemente a casa Tyler, il malumore la fa da padrone. Le sue relazioni sono sempre state un fallimento e lei ne imputa a lui la colpa e al suo rifiuto ricevuto in adolescenza.
Stufa di tutti gli appuntamenti andati male e Norman stanco di pranzi tesi con la famiglia del suo migliore amico, decide di proporle una tregua e lasciarsi tutto alle spalle e comportarsi in modo quantomeno amichevole. Per Alex sembra quasi una sfida e non può quindi tirarsi indietro. Infondo non deve essere poi così difficile comportarsi in modo cordiale con lui, o no?

“Mi rendo conto che la mia presenza qui fa a pugni con quello che ti ho detto quella famosa sera, ma sono reduce da una lezione di vita sorprendentemente banale e potente allo stesso tempo: l’amore è un atto di fede.”

Come al solito, Anna Premoli ci delizia della sua verve divertente e piena di intrattenimento. Questo si tratta del terzo capitolo di una serie di libri, collegati tra di loro per via dei protagonisti, ma non in modo vincolante. Nel corso del romanzo incontriamo quasi tutti i personaggi principali dei libri precedenti, ma ai fini della storia non è determinante, quindi si può leggere tranquillamente anche singolarmente.
Caratterizzato da capitoli narrati alternativamente da i due protagonisti, come spesso accade nei suoi romanzi, la lettura scorre veloce e leggera, siamo deliziati dalla sua solita ironia, che è un suo tratto distintivo. Questa divisione della narrazione e i caratteri ben definiti dall’autrice, ci permettono di avere una visione a trecentosessanta gradi della storia e di comprendere, di conseguenza, a pieno sentimenti ed emozioni di Alex e Norman. Inoltre, questo modo di narrare rende la lettura in stile “un capitolo tira l’altro“, perché arrivato alla fine di uno, vuoi sapere cosa pensa l’altro o come si evolve la situazione dall’altra parte.
Se cercate una lettura impegnativa, sicuramente questo libro non fa per voi, ma per chi conosce la Premoli o è in cerca di un libro leggero, divertente e romantico, avete proprio trovato quello giusto.
Seppur personalmente, tra tutta la sua bibliografia, non sia proprio quello che mi ha fatto sognare di più, si tratta pur sempre di una storia che consiglio di leggere, con i presupposti specificati prima. Non è tra i miei preferiti perché, se nelle altre storie vedi l’amore nascere e crescere nel corso della storia, qui si tratta di un amore già vivo, ma represso da entrambi da molto tempo, sebbene in maniera diversa. Tuttavia, come in ogni libro che mi piace leggere, l’amore ed il romanticismo trionfano sempre, e sono trasmessi in ogni pagina del romanzo perché ogni tanto è bello staccare dalla realtà e sognare ad occhi aperti.

 

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L’ultimo caffè della sera – Diego Galdino

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Eccoci di nuovo qui, dopo “Il primo caffè del mattino“. Come è giusto fare, mi sono cimentata nella lettura del seguito: “L’ultimo caffè della sera” di Diego Galdino, uscito ad Aprile 2018, è già stato tradotto in più lingue ed inoltre sono stati venduti i diritti cinematografici del primo, ha dichiarato l’ufficio stampa della casa editrice Sperling&Kupfer! Ma veniamo a noi!

“Il primo caffè del mattino” si conclude con una domanda. Più che una domanda, quasi una dichiarazione d’amore bella e buona ed una promessa per l’eternità. La domanda non riceve risposta alla fine e la dichiarazione a Massimo, proprietario di un datato bar di Roma, non è bastata a far funzionare la relazione e far rimanere la ragazza francese in Italia con lui.
Da allora sono passati due anni e tante, troppe cose nella vita di Massimo sono cambiate. Tante persone se ne sono andate dalla sua vita, altrettante sono arrivate, ma l’atmosfera nel bar, per fortuna, è rimasta sempre quella. Il cuore del barista è ancora a pezzi quando un giorno, come un déja-vu, entra nel bar una ragazza dai lunghi capelli neri e lisci e dai grandi occhi blu che chiede a Massimo se il suo è il bar dove si prepara il caffè alla Nutella più buono del mondo. La ragazza si chiama Mina, è di Verona e lavora come responsabile in un noto negozio di Roma e con una sua amica aveva appunto sentito tanto parlare di questo squisito caffè molto particolare. Massimo non riesce a proferire parole, limitandosi ad arrossire ed annuire.
Per fortuna quello sarà il primo di tanti caffè presi assieme, ma proprio quando le cose tra loro diventano serie e Massimo ormai è innamorato perso, il passato gli piomba addosso come un uragano e sarà costretto a prendere una scelta, perché il cuore da donare è uno solo.

Quando ho letto il primo, sinceramente non mi aspettavo un secondo. La fine era così perfetta e romantica che quasi avevo paura di questo seguito. Avevo paura potesse rovinare un po’ la storia, come mi è capitato di vedere con “Io prima di te” di Jojo Moyes ed il suo relativo seguito “Dopo di te“. In questo caso, però, sono stata piacevolmente sorpresa. In questo secondo romanzo vediamo un Massimo molto provato dalla fine della storia con la ragazza francese, nonostante lo rivediamo a distanza di due anni dalla rottura, lui è ancora in alto mare. Arriva Mina, come un uragano a rivoluzionargli la vita ed è davvero tutto perfetto. Ho avuto paura anche della fine, mentre leggevo, perché avevo paura mi deludesse ed invece, a libro finito, mi sono trovata pienamente soddisfatta dell’epilogo raggiunto.
Mi piace che in questo libro non si veda solo la perfezione ed il romanticismo di Massimo, ma anche le sue fragilità ed i suoi difetti, perché come mi ha fatto notare l’autore, anche lui ne ha. Qui penso ne vengano fuori un po’, ma devo dire che è umano anche lui e sbagliamo tutti quanti. Tuttavia è davvero in grado di riscattarsi. Alla fine del romanzo la lacrimuccia di commozione mi è scesa, lo ammetto. L’epilogo finale mi ha fatto venire la pelle d’oca, un inno all’amore ed al romanticismo come pochi sanno fare, non c’è che dire.
Inoltre, altra menzione a Nicholas Sparks in questo romanzo, questa volta a “Le pagine della nostra vita“, che è il mio preferito, quindi punti in più facili per me!
Sono pienamente soddisfatta di questa mia lettura e credo proprio leggerò anche altri libri dell’autore, perché, insomma, dell’amore non ci può stancare mai, specialmente di quello vero, autentico.

 

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Il primo caffè del mattino – Diego Galdino

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Un romanzo tutto al gusto di caffè è quello di cui parlo oggi: “Il primo caffè del mattino” di Diego Galdino. Purtroppo non sono solita leggere molti libri di autori nostrani, ma sto rimediando piano piano. E quale miglior modo se non leggendo un libro del “Nicholas Sparks italiano“? Praticamente la versione italiana del mio autore preferito!
Il primo caffè del mattino” esce nel 2013, edito da Sperling&Kupfer.

Massimo è il proprietario di un bar nel cuore di Roma, ha poco più di trent’anni e pensa di non essersi mai innamorato seriamente, sebbene nasconda un animo estremamente romantico e sensibile. Continua a dirsi che alla fine sta benissimo da solo e che non ha bisogno di una donna. Buoni propositi fin quando un giorno entra nel locale una turista straniera, dall’aria molto confusa e smarrita. Quello che più colpisce Massimo sono i suoi bellissimi occhi verdi e una leggera spolverata di lentiggini. La ragazza non parla italiano, quindi non riesce in nessun modo a farsi capire o aiutarla in alcun modo. Dopo qualche minuto in questa condizione, lei spazientita esce dal bar, lasciando Massimo con qualcosa di molto simile ad un cuore andato in frantumi. Quello che non sa è che il segreto che l’ha condotta lì, la lega profondamente al suo bar, così che lui riuscirà poi a corteggiarla con le armi che meglio sa usare: caffè e il fascino eterno di Roma.

“<<E tu? Tu cosa vuoi, Massimo?>>
<<Io voglio soltanto bere con te il primo caffè del mattino, mi basta questo. Ma dev’essere ogni mattina, per il resto della nostra vita. Ti va?>>”

Occhi a cuore per questo romanzo al sapore di caffè. Magari anche caffè alla Nutella, che per inciso andrei a provare anch’io al Bar Tiberi! La storia scorre fluida che è un piacere, la nota romana data al romanzo dona senza dubbio quello sprint in più. Ho amato alla follia il modo di corteggiare di Massimo, con i suoi caffè e le situazioni che creava con la misteriosa turista francese: ogni donna vorrebbe essere corteggiata così, sono pronta a scommetterci.
Nel libro viene anche citato “Le parole che non ti ho detto” di Sparks, che per altro è uno dei miei libri suoi preferiti, quindi citazione bellissima da fare e molto pertinente al momento. Insomma, non ho trovato davvero nulla fuori posto, una storia d’amore bellissima e dolcissima ed un finale per nulla scontato. Il mio timore, nella lettura, era che creando varie aspettative su questo misterioso segreto, sarebbe stato poi banale il finale. Invece mi ha lasciata a bocca aperta, non me l’aspettavo e non è nulla di banale.
Consiglio assolutamente questa lettura, per gli amanti dei romanzi rosa, dove si può assaporare l’Amore con la A maiuscola e sognare ad occhi aperti. E il caffè? Un’adorabile contorno. Soprattutto quello alla Nutella.

“Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima per farla un po’ poetica, ma sarebbe più esatto dire che sono lo specchio del cervello. Il cervello, dal canto suo, ben protetto dalla scatola cranica su altri fronti, è invece molto accessibile da quella vita. Per questo molte persone si schermano con gli occhiali da sole in modo da occultare quella frattura di ingresso alla propria intimità.”

 

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Infinito come il mare – Lena Manta

Questo libro è valutato da me:

Avete presente quando entrate in libreria, con un’idea più o meno chiara in testa su che genere volete leggere? Ecco, quando ci sono andata son stata subito avvolta dalla tipica atmosfera del negozio: silenzio, solo qualche lettore curioso che legge trame o ha qualche libro in mano seduto sulle poltroncine. Volevo una storia romantica, una storia struggente, di quelle che ti fanno sognare per tutte le pagine. Ebbene l’ho trovato, non pensavo, ma sono stata proprio fortunata ad imbattermi in questo romanzo. Mi riferisco a “Infinito come il mare” di Lena Manta. Esce nel 2017, Giunti editore, tradotto da De Rosa Maurizio.

Clelia Agapinòs è una ragazza giovane di diciassette anni, bella, dai capelli neri e occhi che non passano di sicuro inosservati. Suo padre Richardos è un uomo facoltoso ed erede di una delle famiglie più nobili di Corfù. Quando la moglie di Richardos muore improvvisamente dando alla luca Clelia, lui inconsapevolmente le addossa tutta la colpa del suo lutto e non riesce a perdonarla. Il fatto che la piccola sia la fotocopia della sua defunta moglie, non lo aiuterà ad accettare benevolmente la figlia. Tuttavia Clelia cresce, sotto l’ala protettiva della sua nutrice e suo marito, che la trattano da sempre come se fosse la loro bambina. Ogni giorno diventa sempre più bella, più matura e questo non sfugge agli occhi di Pavlos, pianista di talento, uomo sensibile e passionale, che si innamora perdutamente di lei. Il destino con lui è crudele: Clelia non prova per lui la stessa cosa, infatti lei lo vede solo come un amico, come fosse un fratello. Questo sentimento viene rafforzato nel momento in cui, per caso, Clelia ad una festa della sua amata Corfù conosce Nikiforos, un brillante avvocato appena trasferito in città, del quale si innamorerà perdutamente.
Mentre Pavlos parte per Parigi per dimenticare la sua amata, Clelia scoprirà che cosa nasconde in realtà Nikiforos che la trascinerà in un turbine di eventi senza più via d’uscita.

Come detto prima, cercavo una storia d’amore autentica, struggente e passionale. Quando in libreria ho letto questa trama, non ero proprio sicura di averla trovata, non mi convinceva totalmente, ma posso dire che mi sono assolutamente ricreduta. Ho amato dalla prima all’ultima pagina questa storia ed ho capito che avevo proprio trovato quello che cercavo. L’Amore, con la A maiuscola, quello che ti fa fare follie e non ti permette di vedere altro che la persona amata, annullando tutto il resto. Pavlos è un personaggio meraviglioso, il più bello del libro. La sua capacità di amare è sublime, fa sognare ed è capace di scaldare anche l’animo più freddo.

“Ogni volta che guarderai la luna, ricorda che sono io che l’accendo per te… Ogni volta che il suo chiarore ti illuminerà, ricordati di me, che sogno di tenerti stretta tra le mie braccia. L’unico bacio che ci siamo scambiati lo serbo nel cuore come il più prezioso dei tesori. Forse perché so che non ce ne saranno altri. Ti amo.”

Che dovrei aggiungere su Pavlos? Direi che questa citazione parla per me ed ogni aggiunta sarebbe decisamente superflua.
Il libro scorre via che è un piacere, l’ho letto in due giorni, in riva al mare, dove ogni libro di questo genere meriterebbe di essere letto, l’ho proprio divorato. Ogni pagina, ogni riga mi struggevo, mi emozionavo insieme alla storia. L’unica cosa negativa che forse si può dire è sul personaggio di Clelia: a tratti può sembrare incomprensibile ed è difficile immedesimarsi e capirla nelle sue azioni, ma onestamente le cose da fuori e a mente fredda sono sempre più facili, quando sei nella situazione e sei coinvolta ogni cosa cambia e nessuno di noi sa esattamente come si comporterebbe, quindi non è così fuori dal comune come atteggiamento. La sofferenza ed il dolore di Clelia, tuttavia, sono palpabili in ogni pagina, come anche quello di Pavlos, dove ho aspettato molto pazientemente un segno, sperando che potesse finire bene tra di loro e che potessero ritrovare la pace e la felicità insieme.
Per il resto non ho nulla da aggiungere, è tra i miei libri del genere preferito, una storia d’amore bellissima, da leggere tutta d’un fiato e del quale è impossibile pentirsene. Questa scrittrice greca è stata senza dubbio una scoperta per me e non vedo l’ora di leggere altro, se le premesse sono queste! Infatti, cosa da non sottovalutare, erano le descrizioni belle e dettagliate di Corfù, ti senti quasi completamente immersa nell’isola, sulla spiaggia, il mare e tutto ciò di bello che ha offrire. Questo aspetto mi è piaciuto molto: è stata dettagliata al punto giusto, senza mai annoiare o essere scontata. E’ stata la cornice perfetta ad un romanzo bellissimo.

“Il corpo di Clelia era ancora assetato, simile a un terreno tormentato da una siccità prolungata, a un deserto travolto da una cascata improvvisa ma ancora bisognoso d’acqua per tornare rigoglioso. Lei gli avvolse le braccia intorno alla vita e con le labbra comincio a viaggiare sul suo corpo.”