Stranger Things 3: la recensione

Eccoci, finalmente, dopo un anno e mezzo di attesa a parlare della terza e attesissima stagione di Stranger Things! Il 4 Luglio 2019, infatti, Netflix ha fatto uscire questa nuova stagione, alzando inevitabilmente di moltissimo le aspettative. Quando si aspetta qualcosa per molto tempo, inevitabilmente è così.

Riassumiamo brevemente: cos’è “Stranger Things”, per chi ancora non lo sapesse? E’ una serie televisiva originale Netflix, di genere fantasy e ideata da Matt e Ross Duffer.
“Stranger things” è ambientato negli anni ’80, riprende in modo molto veritiero quei periodi, tramite paesaggi, modi di fare e di dire, di vestire e molto altro. E’ legata agli avvenimenti che hanno portato un bambino a sparire nel nulla e alla successiva apparizione di una bambina dai capelli rasati con poteri psichici notevoli, proveniente da un laboratorio di esperimenti di Hawkins.

Non volevo lasciare il sito sprovvisto di questa recensione a lungo, così mi sono sparata in due giorni tutta la nuova stagione per potervene parlare prima di partire per il mare. E’ sempre bello vedere “Stranger things”, in tutta la sua paranormalità e il suo essere, a tratti, horror. Perché diciamocelo, è così. E’ molto improntato sull’horror e sullo splatter. Questa nuova stagione non è da meno, credetemi. Alcune scene erano così… splatter che non sono riuscita a vederle totalmente. Alcune erano anche un po’ schifose. Se siete suscettibili, non guardatelo dopo i pasti, consiglio spassionato da chi, invece, ha fatto così.
In generale la stagione mi è piaciuta molto. Sempre pieno di azione, tensione e momenti di paura e suspance. All’inizio mi sembrava sempre la solita storia, ripetuta già due volte, ma poi si è diversificato abbastanza e, tutto sommato, ci stava, non risultava forzato. Gli ideatori della serie TV hanno affermato che la storia si concluderà con la quarta/quinta stagione, ma attualmente non so come faranno a non risultare pesanti e scontati continuando ad andare avanti così. Alla fine di questa stagione c’è il preludio della prossima e spero vivamente che si giochino bene le loro carte e non portino tutto alla rovina per il vil denaro come spesso è solito fare.
In ogni caso, qui abbiamo ritrovato degli attori che hanno fatto grossi passi in avanti rispetto alle prime stagioni, si vede che sono entrati davvero nei loro personaggi che, comunque, stanno crescendo insieme a loro.
Gli effetti speciali non erano granché tutto sommato, considerando quanto è famosa e attesa questa serie, mi aspettavo molto di più, alla fine sono abbastanza nella norma, ma data la portata del telefilm, potevano fare decisamente meglio. Molte scene sono comunque molto suggestive e davvero belle, i mostri sono fatti incredibilmente bene e realistici, sono proprio terrificanti!
A questo punto, non ci resta che vedere come i fratelli Duffer decideranno di continuare e concludere ciò che hanno creato, spero non deludano noi spettatori che aspettiamo impazienti ogni loro uscita!


ALERT SPOILER

Aggiungo questo paragrafo per parlarvi nello specifico di una cosa che mi ha turbata alla fine: la morte di Hopper. Insomma, non capisco che bisogno hanno a volte gli ideatori di film e telefilm di far morire personaggi importanti ai fini della trama, in modo del tutto gratuito, senza un reale motivo! C’erano mille modi per non far morire Hopper, logici e del tutto realistici. Non mi piace quando fanno queste scelte.
Sospetto, tuttavia, che non sia realmente morto per varie motivazioni: nel momento dell’esplosione si vedono i medici scomparire, ma non lui. Quando tutto esplode e fanno vedere tutto il macchinario prima che esploda, Hopper non c’è. Dopo i primi titoli di coda, quando i russi vanno a prendere il prigioniero che portano al demogorgone e passano davanti alla porta precedente, dicono “l’americano no”. Insomma, per me tutto ciò non è un caso e Hopper non è realmente morto, ma è stato rapito dai russi. Voi che ne pensate? E’ solo un illusione e dobbiamo rassegnarci oppure c’è qualche possibilità che sia ancora in vita?

Lucifer – 4 Stagione

Eccoci, finalmente a parlare di “Lucifer“. Ho iniziato questa serie TV su Netflix a Febbraio e l’ho finita ora. Vi spiegherò più avanti la motivazione.
“Lucifer” nasce come serie TV Fox, ideata da Tom Kapinos e prodotta da, niente popo di meno che, DC Comics, Warner Bros e Jerry Bruckheimer. Per la quarta e penultima stagione viene salvata dalla cancellazione definitiva dalla piattaforma Netflix che ha deciso di darle un’altra possibilità ed offrire a tutti i fan la possibilità di un degno finale.

Nel 2011 il diavolo, annoiato dal suo ruolo di signore degli inferi, abbandona il suo regno insieme all’alleata Mazikeen e si trasferisce a Los Angeles decidendo di mettere su un night club di nome “Lux” che in breve diviene molto conosciuto grazie al giro di favori che il suo nuovo proprietario mette in piedi.
Circa cinque anni dopo una serie di circostanze portano Lucifer a conoscere l’affascinante detective Chloe Decker: sebbene suo fratello, l’angelo Amenadiel, lo esorti caldamente a tornare al suo posto mentre Mazikeen gli fa notare come in lui stiano nascendo sentimenti umani, Lucifer continua a collaborare con Chloe finendo per generare uno strano rapporto di amore-odio reciproco, tanto da dover ricorrere a frequenti visite dalla terapista Linda Martin.

Arriviamo al dunque. Perché ci ho messo così tanto a finirlo? Diciamo che ho capito per quale motivo la Fox la stesse cancellando come serie TV. Secondo me nelle serie precedenti hanno davvero esagerato con il numero di episodi. La terza stagione è di ben ventisei episodi, da 45 minuti l’uno.. in cui non succede praticamente nulla! La story line di base procede molto molto lentamente, ci sono solo casi su casi da risolvere e pochi minuti ad episodio vengono dedicati al proseguire della storia che fa da base al telefilm. Io l’ho trovata praticamente infinita. Solo la quarta stagione originale Netflix mi ha consentito di proseguire sperando nel meglio. Ed infatti non è stata affatto deludente. Il tocco Netflix, come mi piace chiamarlo, ha davvero tirato su tutto il telefilm riportandolo alla sua gloria iniziale, di questa storia davvero geniale. Netflix ha migliorato non solo la qualità stessa dell’immagine, ma anche gli effetti speciali che nelle scorse stagioni lasciavano decisamente a desiderare, riportandoci ad almeno dieci anni fa. Netflix ha fatto solo dieci episodi, ma che erano perfettamente sufficienti ad andare oltre. Difatti hanno dedicato meno tempo ad episodio ai casi da risolvere e più tempo sulla story line. Questa quarta stagione l’ho divorata totalmente, mi è piaciuta davvero tantissimo.
Da pochi giorni è stata confermata la quinta stagione, che sarà anche quella conclusiva. Io non vedo già l’ora, il finale della quarta è stato qualcosa di esilarante ed è impossibile non menzionare l’interpretazione di Tom Ellis, nei panni di Lucifer che, rispetto dalla prima stagione e grazie a Netflix, ha tirato fuori tutto il suo potenziale, migliorando notevolmente!
In conclusione, se volete cimentarvi nella visione di Lucifer fatelo, assolutamente, perché merita moltissimo, la storia è simpatica e bella, anche se a tratti blasfema, ma quello lo è già dalla trama di fondo, ma vi raccomando di tenere duro fino alla quarta perché non vi deluderà!

I funko pop de “Il trono di spade” che NON PUOI non avere! – Pt. 1

Chi mi segue sui social sa quanto io ami i Funko Pop. Non per niente ne posseggo una cinquantina, amo collezionarli, guardarli, apprezzarli. Se sono ben fatti li apprezzo ancora di più! Nell’articolo di oggi quindi vi mostrerò alcuni funko pop a tema “Il trono di spade” (per la recensione dell’ultima stagione finale, cliccate qui). Ne seguiranno sicuramente altri di questo genere perché quelli belli sono davvero tantissimi! Iniziamo subito!

Il mio preferito in assoluto. Daenerys su Drogon. Lei è indipendente dal drago, è solamente appoggiata, anche se da sola non ha molto senso, essendo a cavalcioni! In negozio la trovate al costo di 44,99. Se cliccate qui, la trovate scontata!

Questo Jon Snow versione guardiani della notte mi piace troppo. Non è sicuramente il più aggiornata, ma per me rimane il più figo, mi dispiace! Per l’acquisto, clicca qui, non puoi non averlo!

Da pochissimo ho visto questo in alcuni negozi. Me ne sono totalmente innamorata: un estraneo sul suo cavallo. Inutile dirvi che presto sarà mio e se cliccate qui lo potete trovare ad un prezzo molto vantaggioso!

Come si fa a non amare il personaggio di Lord Varys? Molto controverso, fino alla fine si capisce poco da che parte stia, ma senza dubbio è un must have! Clicca qui per acquistarlo!

Amore e odio per questo personaggio, ma come dimenticarla? Il suo Funko Pop mi piace troppo, i suoi abiti, il suo modo di fare. A modo suo era un bel personaggio, molto particolare!
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In conclusione di questo primo articolo dedicato ai funko pop, non potevo non mettervi uno dei miei personaggi preferito: Arya Stark! Il suo funko ha Ago in mano, la sua piccola spada regalatole da Jon Snow nella prima stagione. Impossibile non volerla! Clicca qui per avere Arya nella tua collezione!

Spero che questo primo articolo dedicato ai Funko Pop vi abbia dato qualche buono spunto di acquisto per arricchire la vostra collezione o, eventualmente, di iniziarla! Qual è il vostro preferito e quale prossimo Funko vorreste vedere in questi articoli dedicati??

Il trono di spade | S8

Articoli più difficili da scrivere ci sono? No, io credo di no. Come dicevo Domenica sera nelle mie storie di Instagram, aspettavo questo momento come gli inglesi aspettano la nascita di un nuovo royal baby: TROPPO!
Chi mi segue sui social già sa che fino ad ora ho difeso discretamente la stagione, attaccata da chiunque in ogni dove, tanto da aver creato una petizione per RIFARLA. Scusatemi, ma questa cosa mi fa un po’ ridere. Chiedere di rifare una stagione intera… E’ assurdo anche solo pensarlo!
Non voglio comunque dedicare troppo a queste polemiche sterili, arriviamo al dunque. Oggi parlo de “Il trono di spade“: la tanto attesa quanto discussa e odiata ultima ottava stagione. Come per “Avengers: End Game”, dividerò l’articolo in due parti, una neutra, senza spoiler e un’altra, ben segnalata dove ci sarà tutto più nel dettaglio.

Genericamente che dire? Mi aspettavo di meglio, dopo due anni di attesa ci meritavamo qualcosa di più, secondo me. Remato contro questa stagione, senza ombra di dubbio, c’è stato il taglio di budget che ne ha ridotto le puntate, gli effetti speciali e quant’altro. Insomma, tutto quello a cui eravamo un po’ abituati. Penso che soltanto 6 episodi, per quanto lunghi fossero gli ultimi, siano stati davvero troppo pochi per risolvere il casino creato in sette precedenti stagioni. Troppi intrighi, troppe cose da risolvere e troppo poco tempo per farlo. Da questo ne deriva senza ombra di dubbio una fretta generica di chiudere la storia, al meglio possibile. Molte scelte sono molto discutibili, ci sono vari buchi nella trama, tante cose che non quadrano. Insomma, si vede che c’era fretta di chiudere. Penso che dopo otto anni, di cui due di attesa, meritavamo tutti di meglio.
Quello che, tuttavia, ci tengo a dire è che, sebbene ci sia stato questo poco tempo per chiudere, il finale sarebbe comunque stato questo. La colpa è stato nei cambiamenti troppo veloci, non spiegati correttamente, come eravamo abituati a vedere, ma il finale deciso, sarebbe comunque stato questo, cambiava solo il modo. L’autore del libro, sebbene non abbia ancora scritto un finale a riguardo, è sempre stato presente nel dietro le quinte della serie tv, quindi non credo che sia stato fatto a caso, come tanti pensano. Come al solito, inoltre, non viene fatto alcun fanservice, quando mai GOT l’ha fatto? Tipo mai e questa è una cosa che ho apprezzato totalmente, accontentare i gusti delle persone non è mai stata la prerogativa di questa storia ed è giusto che sia stato così fino alla fine, è rimasto coerente, cosa che apprezzo sempre in un prodotto.
Ok, passiamo al sodo. Cosa è andato e cosa non è andato? Cosa poteva essere fatto meglio e cosa invece doveva andare così? Scopriamolo subito, ma se non hai ancora visto tutto, fermati qui assolutamente e torna a dirmi la tua quando avrai concluso la visione!



ALERT SPOILER!!!

Ok, arriviamo al dunque. Innanzitutto, ci tengo a dire che a me, fino almeno al terzo episodio è piaciuto, moltissimo. Il terzo in particolare l’ho amato alla follia, è una delle cose più belle mai viste in una serie tv secondo me. Attenzione e tensione costante per un’ora e mezza dicendo una o due parole ogni tanto, ci vuole un grandissimo talento per questo ragazzi, davvero! La morte del Re della Notte è stata la cosa più epocale della stagione, ma qui arriva subito il primo difetto. Non hanno spiegato più niente! Chi era, perché lo faceva, perché non bruciava, perché voleva uccidere tutti. Insomma, alcune cose si possono dedurre, ma dannazione, andava detto! Non puoi lanciare un DRACARYS sul Re della Notte SENZA FARLO BRUCIARE e non spiegarmi la dannata motivazione! Ho sperato fino alla fine venisse detto qualcosa, ma niente, non ce l’abbiamo fatta. In programma ci sarà un futuro approfondimento a riguardo, uno spin-off, ma chissene frega, dedicarci due secondi di spiegazione non costava nulla. Morto lui, morta la questione. E va bene, andiamo avanti.
Tutto molto bello fino alla fine del quarto, quando muore Rhaegal. Ma seriamente facciamo? TOCCATEMI TUTTO, MA NON I DRAGHI! Ma che morte inutile, buttata così, a caso, per dare un colpo di scena a fine episodio e farti incazzare come solo GOT sa fare.
Parliamo del cambiamento veloce di Dany? Mah, secondo me ci stava. Se si guarda con occhi attenti tutta la storia, era da folli pensare che potesse essere una grande regina. Non è mai stata troppo diversa da Cercei, è innegabile. Io ho amato il suo personaggio, Emilia Clarke vivrà di rendita talmente è stata brava probabilmente, ma era chiaro che non sarebbe stata una brava regina e che fosse pazza esattamente come i suoi antenati. Ci sono tantissime avvisaglie di questo nel corso degli anni. Penso sia successo solo troppo velocemente, all’improvviso. Sembra sia impazzita di punto in bianco, che avesse premeditato di uccidere tutti insieme al suo esercito di Immacolati e Dothraki (ma non erano tutti morti nella lotta con l’esercito del Re della Notte questi ultimi? O sono resuscitati??).
Ci sarebbe così tanto da dire in realtà che, se volete, possiamo parlarne nei commenti sui social o qui sotto. Dico solo le ultime cose sulle decisioni finali dell’ultimo episodio perché non ne condivido la maggior parte. Bran sul trono sciolto di spade? Mah, ci sta, tutto sommato Tyrion aveva ragione quando parlava, non mi scandalizza come cosa, non me lo aspettavo, ma lo accetto e il mio cuore è sempre aperto (cit.). Sansa come regina del Nord? Mi piace, assai. E’ cambiata, è cresciuta, è sempre stata una regina dentro, farà un ottimo lavoro, ne sono certa. Arya in giro per il mondo, a scoprire terre sconosciute? Molto figo, perfettamente in linea con il personaggio, fra le cose più coerenti, una buona idea per tenersi aperto un possibile spin-off, chissà. Jon ai guardini della notte? MAH!! Ha liberato il mondo da un’altra tiranna e per non offendere degli Immacolati senza testicoli deve tornare ai guardiani della notte, rinunciando ad una possibile vita? Perché? Gli Immacolati non sono dei lord, non sono dei re, perché tenere così in considerazione il loro parere, quando sono sempre state persone addestrate per obbedire a chi li paga e a chi si prende cura di loro? Per carità, molto poetico dargli un’isola tutta loro, ci sta, ma Jon ha salvato milioni di persone uccidendo Dany, ha ucciso la donna che amava.. Si meritava davvero di tornare alla barriera? Barriera inutile per altro, non essendoci più, almeno in teoria, degli estranei da tener lontano e dei bruti da non far entrare, non hanno specificato nulla a riguardo, quindi di fatto la barriera non serve più a nulla proprio, ricreata in pochi mesi pure. Magia.
E non fatemi parlare di Drogon, la ferita è ancora aperta! Jon è l’unico uomo nel mondo in grado di domare e cavalcare un drago, l’ultimo dei Targaryen… e li spedisci in parti opposte del mondo? La reazione di Drogon alla morte di Dany è stata bellissima, non potevo immaginarla più bella, ma alla fine di tutto, passato del tempo, mi sarei davvero immaginata Jon e Drogon insieme. Separati che cosa fanno? Mah.
Insomma, che dire. Accettabile, ma, genericamente, direi che ci meritavamo decisamente di più. Voi cosa ne pensate?

La verità sul caso Harry Quebert – Telefilm

Finalmente il momento è arrivato. No, non sto parlando di “Avengers: end game” o dell’ultima stagione de “Il trono di spade“, ma per me l’attesa era molto simile! Mi riferisco a “La verità sul caso Harry Quebert“, la serie TV tratta dall’omonimo libro di Joel Dicker, di cui ho fatto la recensione lo scorso anno, che trovate cliccando qui. E’ in onda attualmente su Sky Atlantic ogni Mercoledì in prima serata oppure, per chi è in possesso di ondemand, ci sono disponibili già tutti gli episodi.
Lo ammetto, avevo già comunque letto qualche indiscrezione su internet da chi lo aveva visto in lingua originale o dai blog stranieri, dove la serie è uscita mesi fa, ma per me vederlo in italiano è davvero tutt’altra cosa!
Per chi non lo conoscesse, vi concedo una breve trama per capire un po’ di cosa stiamo parlando.

Siamo nel 2008 quando Marcus Goldman, giovane e promettente scrittore, sta vivendo il periodo più buio nella vita di un’autore: è bloccato, non riesce a scrivere neanche una pagina del nuovo romanzo da consegnare a breve al suo editore, così decide di rintanarsi ad Aurora, nel New Hampshire, dove vive il suo amico ed ex professore universitario Harry Quebert che, oltre ad essere uno degli scrittori più amati d’America, è anche il suo mentore, colui che nel mondo della letteratura gli ha insegnato tanto, se non tutto.
Poco dopo la sua visita ad Aurora, ancora senza una pagina di romanzo pronta, Harry viene accusato di aver ucciso Nola Kellergan, una giovane ragazza di 15 anni scomparsa dal paese nel 1975: i suoi resti vengono ritrovati proprio nel giardino della casa di Quebert. Così Marcus si ritrova di nuovo in viaggio verso Aurora, dove inizierà a condurre una sua personale indagine: è convinto che Harry Quebert sia innocente e deve aiutare il suo amico.

Posso fare una recensione dicendo solo “WOW” secondo voi? Perché sì, sarebbe la mia intenzione. Dite di no? Che magari sarebbe meglio sprecare qualche parolina in più? E va bene, e sia, ma ve ne pentirete.
Ero molto restia all’inizio sulla scelta di Patrick Dempsey nelle vesti di Harry Quebert perché me lo immaginavo di più per Markus Goldman. Intanto perché Harry nel libro ha più di sessant’anni, mi sembrava sprecato un Dempsey da invecchiare per una parte simile, anche perché Harry spesso nelle scene del libro del presente non c’è. Devo dire, invece, che per fortuna sono riusciti a giocarsi bene la carta Patrick: è stato sublime nell’interpretazione, nel dare uno stacco ben marcato all’Harry degli anni ’70 e Harry del 2008. Parliamo di più di trent’anni, non è facile e scontata come cosa.
Le mie perplessità su Ben Schnetzer, l’attore che fa Markus, invece persistono. Non l’ho trovato particolarmente adatto. Markus lo immaginavo diverso anche fisicamente, meno “fighetto“, passatemi il termine, più riflessivo, meno frivolo, non so se rendo il concetto.
Detto ciò, la serie TV è molto bella, fedelissima al libro perché, credetemi, il copione è pari pari in ogni virgola, ogni punto, ogni evento, qualsiasi cosa. Apprezzo davvero moltissimo questa scelta perché per chi ha amato Harry Quebert e la sua storia, era questa la cosa più importante in assoluto.
L’unica nota negativa, secondo me, sono la regia e le immagini. Ci sono momenti nel telefilm dove alcune riprese sono davvero abbastanza discutibili ed inutili, che danno poco ritmo alla trama. Questo insieme rende la serie in generale meno accattivante agli occhi di una qualsiasi persona non a conoscenza del romanzo e questo è un peccato perché la storia meritava di essere più apprezzabile da tutti e, al giorno d’oggi, una trama valida non è sufficiente a rendere un prodotto valido. Serve una qualità video, ritmo narrativo, regia, riprese davvero ben fatte.
Questo è sicuramente un peccato, ma quello che mi sento di dire è di non farvi fermare da queste cose, guardate la storia, la bella interpretazione dei personaggi, fatevi appassionare dalle indagini, cercate di scoprire anche voi se Harry è colpevole o meno e se non lo è, chi è davvero l’assassino e non vi pentirete di certo di averlo visto!

Russian Doll | Netflix

Come ben saprete, io davvero sono una fan sfegata di Netflix, ma ultimamente non so se mi sta convincendo troppo. Il suo catalogo è senza dubbio fra i più ricchi e sfiziosi al momento, ma non so se sta andando nella direzione giusta. Mi sembra quasi di essere tornata a 10/15 anni fa, quando l’emittenti televisive americane sparavano fuori tantissime serie TV a raffica e poi fra varie fusioni, contratti conclusi e via discorrendo, rimanevano incomplete, con finali che più aperti di così non si poteva, magari anche con dei colpi di scena importanti.
Penso che sarebbe carino si focalizzasse su alcuni telefilm in modo giusto e che li concluda, invece attualmente ne stanno facendo tantissimi e cortissimi (nell’ordine dei 10 episodi appena) e poi se ti va bene dopo un anno fanno una seconda stagione, se ti va male chiude semplicemente, come è successo con “Sense8” che ha avuto una fine solo per merito dei fan della serie!
Tutta questa premessa introduce la serie in questione, ovvero “Russian doll“, uscita il primo febbraio 2019. Rivediamo nei panni della protagonista Nadia, l’attrice Natasha Lyonne, nota per interpretare Niki in “Orange is the new black” e non è l’unica attrice di quest’ultima serie che troveremo in questi soli 8 episodi di telefilm.

Nadia è alla sua festa di compleanno e compie trentasei anni. La festa gliel’hanno organizzata le sue migliori amiche e qui conosce un uomo con il quale poi fa rientro a casa. Durante la notte Nadia esce di casa per cercare il suo gatto e viene mortalmente investita da una macchina mentre sta attraversando la strada. Subito dopo, Nadia si ritrova di nuovo alla festa a casa della sua amica, ancora al suo trentaseiesimo compleanno. Ed è così che entra in un loop fatto di strani accadimenti e continue morti.

La trama è molto intrigante, non c’è che dire, sennò non avrei neanche iniziato a guardarlo sicuramente. Ero restia per il discorso degli 8 episodi e per tutta l’introduzione che ho fatto prima, sono un po’ vecchia scuola, preferirei le vecchie e amate serie dove ci sono 20/24 episodi, sempre ben fatti chiaramente, ma non 8 che sono davvero pochissimi. Anche perché arrivare a dopo un anno ti sei già dimenticato le cose essenziali e ti devi rivedere tutto prima di un’altra stagione! Detto ciò, ho iniziato a vederlo e quando l’ho finito.. Non so, niente di che, davvero. Partendo dal presupposto che molte cose neanche le ho capite realmente forse, ma proprio il senso in tutto ciò era davvero poco. Non credo ci sarà un seguito perché il finale mi è sembrato abbastanza fine a sé stesso, non ci sarebbe nulla da replicare, ma su queste cose la mano sul fuoco non la metto perché ho detto la stessa cosa di “Tredici” eppure sono alla terza stagione, ma questi sono dettagli. Il vero problema secondo me è stato proprio il contenuto che ho trovato mal sviluppato e a tratti un po’ senza senso e con alcuni concetti decisamente troppo forzati.
La durata degli episodi è di venticinque minuti circa quindi non è una visione impegnativa se volete comunque provare a vederla, ma io non me la sento di consigliarla perché la trama sembra più promettente di quello che poi effettivamente la serie è. Non mi ha fatto impazzire neanche l’attrice, che ho adorato moltissimo in “OITNB”, ma che qua era forzata e un po’ fuori luogo e, lasciatemelo dire, come russa decisamente poco credibile!

The umbrella accademy | Netflix

Ennesima serie TV buttata fuori da Netflix, oggi mi riferisco a “The umbrella accademy“, uscita il 15 Febbraio 2019 sulla piattaforma. Il telefilm è tratto dal fumetto omonimo di Gerard Way.

E’ il 1 Ottobre 1989 e quarantatré donne alle 12 in punto partoriscono contemporaneamente, sebbene nessuna di loro abbia mostrato segni di gravidanza fino a quella mattina, fino al momento del travaglio stesso. L’eccentrico miliardario Sir Reginald Hargreeves si interessa a questo fenomeno e cerca di adottare questi bambini venuti al mondo in circostanze molto strane. Riesce ad adottarne solamente sette e li trasforma in una squadra di supereroi, utilizzando i loro poteri particolari, che istruisce e cresce attraverso quella che lui chiama “The Umbrella Accademy”. Hargreeves non dà un nome ai bambini, ma li contraddistingue con un numero, anche se successivamente loro se ne attribuiscono uno, tranne il numero Cinque, che viene sempre chiamato così. Quando sono dei ragazzi mette sei di loro a combattere il crimine, tranne Vanya, la numero sette, dicendole che lei non ha poteri propri e che quindi non può partecipare alle missioni insieme ai fratelli.
Oggi hanno scelto tutti strade ben diverse fra di loro, non vivono più insieme e non hanno alcun contatto. Vengono a scoprire che Reginald è morto e quindi si riuscono in occasione del suo funerale. Cinque arriva in quel momento dal futuro dicendo che c’è un’apocalisse imminente globale. Mentre cercano di fermare la fine del mondo, le loro divergenze vengono a galla e la famiglia comincia a sgretolarsi di nuovo.

Molto appassionante quest’ultima serie TV Netflix, non so quanto sia fedele al fumetto, ma mi è piaciuta davvero molto. In particolare ho apprezzato tantissimo Ellen Page, un’attrice che mi piace moltissimo, nei panni di Vanya. Vanya è una ragazza molto insicura, cupa e molto triste di norma, si è sempre sentita esclusa dalla sua famiglia perché i suoi fratelli avevano super poteri molto fighi e invece lei non ne aveva nessuno, quindi era sempre quella che rimaneva a casa dalle missioni. A mio parere è stata molto brava ad interpretare il personaggio, cupo e molto rancoroso, anche con il fisico, sempre un po’ ricurvo, trasmetteva proprio questa enorme tristezza che si portava da sempre dietro.
Una cosa che non ho molto gradito del telefilm in generale è che è ambientato ai giorni nostri perché i ragazzi sono nati nel 1989 ed ora li vediamo adulti, quasi trentenni direi, quindi assolutamente l'”oggi” a cui si fa riferimento è il 2018/2019. Peccato che nelle ambientazioni e abitudini dei protagonisti, sembrava che fossimo negli anni ’80 o ’90. Anche solo dai telefoni, che utilizzavano ancora quelli appesi alle pareti coi cavi lunghi ottanta chilometri, senza schermo ne niente. Essendo una serie che si muove molto nel tempo e sconvolge un po’ gli spazi temporali, ci poteva anche stare, se non fosse stato specificato così bene l’anno insomma.
Detto ciò questo è un po’ un dettaglio, possiamo pensare che sia successo qualcosa dal punto di vista temporale e che quindi siamo riferiti ad un altro periodo, volendo per come è impostata ci potrebbe stare.
In conclusione, se vi piacciono le serie TV con ingarbugliamenti temporali e trip di questo genere, vi piacerà sicuramente. Il tutto è condito inoltre da bellissime scene d’azione molto suggestive e sparatorie avvincenti. Una fra tutte che mi è rimasta impressa è una sparatoria in un negozio di abbigliamento con sottofondo “Don’t stop me now” dei Queen, davvero molto bella e gestita divinamente, credo la scena più bella d’azione di tutta la stagione!

Jane the virgin – 4 stagione – Netflix

Di recente ho finito di vedere anche “Jane the virgin” su Netflix. Non parlerò delle altre tre stagioni in particolare perché sono un po’ datate, quindi parto dalla più recente, uscito ad aprile 2018, che è la quarta e penultima. Infatti l’emittente televisiva americana che si occupa di questo telefilm, ha dichiarato che la quinta sarà anche quella conclusiva. Facciamo un riassunto generale per capire di che parla, prima di parlare nello specifico.

Jane Gloriana Villanueva è una ragazza di ventitré anni, con il sogno di diventare una scrittrice. E’ fidanzata da circa due anni con un poliziotto, Michael Cordero. La famiglia di Jane è composta da poche, ma importanti persone, come sua mamma Xiomara, che l’ha avuta a soli sedici anni e la sua abuela, sua nonna Alba che è molto cristiana e legata ai dogmi della religione cattolica.
Alba la mette in guardia fin da quando Jane è una tranquilla tredicenne sui rischi del sesso prima del matrimonio. Per questo Jane decide di voler rimanere vergine fino al matrimonio, a tutti costi, tant’è che, ogni volta che le capita l’occasione e prova a farlo, si ricorda delle parole di sua nonna e si tira subito indietro.
Durante un normale controllo dalla sua ginecologa, Luisa Solano, che è in preda alla depressione dopo aver trovato la moglie a letto con un’altra donna, le viene praticata per sbaglio un’inseminazione artificiale utilizzando le uniche provette dello sperma di Rafael Solano, suo fratello, che aveva conservato dopo aver scoperto di avere il cancro e per questo di poter diventare sterile.
Dopo qualche settimana quindi Jane scopre di essere incinta e fra lo stupore e lo smarrimento di tutti, decide alla fine di tenerlo e darlo al suo legittimo padre. Da qui inizierà la telenovela della vita di Jane, raccontata da un narratore onnisciente ironico e spigliato.

Dopo questo breve riassunto sulla storia generale, posso dire che con questa ultima quarta stagione la serie TV si è un po’ ritirata su e sono perfettamente d’accordo con il concluderla con la quinta. La terza l’ho trovata molto forzata e sotto tono rispetto alle prime due, avevano un po’ perso la brillantezza e il divertimento, risultando a tratti noiosa.
Detto ciò, devo assolutamente confidarvi di essere brutalmente per il team Jafael. L’ho detto, tutti calmi. Lo so, Michael era perfetto, romantico e dolcissimo, ma il mio cuore batte per Rafael, non posso farci nulla. Sono stata molto contenta quindi di rivederli ancora insieme in questa stagione, fra i loro vari problemi, come ogni telenovela che si rispetti, ma pur sempre insieme.
Ho trovato inoltre anche geniale il finale di stagione che crea una suspance pazzesca che spero aprirà quindi una bellissima quinta ed ultima stagione, ho aspettative molto alte per questa conclusione.
Se alla terza stagione avevate quindi abbandonato la visione, come ero stata tentata di fare anch’io, vi consiglio di ricredervi e di proseguire perché quest’ultima vi saprà stupire come non ha mai stupito fino ad ora “Jane the virgin”… e sapete che è già ben difficile quest’ultima cosa!

The end of the f***ing world – 1 Stagione

Finalmente inizio a popolare anche questa sezione del blog! E’ un processo molto lento purtroppo, ho iniziato coi film, andando un po’ a rilento rispetto ai libri, ma non vedevo l’ora di inoltrarmi nelle serie TV, ennesima mia passione di questo mondo!
Oggi mi riferirò ad una serie TV uscita l’anno scorso su Netflix che è “The end of the f***ing world“. Non mi incuriosiva granché, ma dopo essere stata bombardata sui social da questa serie, ho deciso di inoltrarmi nella visione della prima stagione caricata. Parlo di questo telefilm in occasione del fatto che, qualche settimana fa, Netflix ha annunciato che quest’anno uscirà la seconda (e conclusiva? Chissà!) stagione e quindi facciamo un reminder della prima, in modo da arrivare pronti alla data di uscita.

The end of the f***ing world” è una serie originale Netflix creata da Jonathan Entwistle ed è basata sull’omonimo fumetto. La trama è molto semplice. Sono due ragazzini di diciassette anni, James e Alyssa, che stufi della loro vita decidono di scappare intraprendendo un viaggio che si rivelerà molto sfortunato. James è un ragazzo abbastanza consapevole del fatto di essere uno psicopatico, Alyssa è una ragazzina ribelle, molto lunatica a cui non va mai bene nulla.

Il telefilm è formato da 8 episodi, di 20 minuti l’uno circa. In generale è stata molto acclamata dalla critica, ottenendo una percentuale di gradimento pari al 97% (fonte: Wikipedia).
Onestamente? Non so davvero se essere d’accordo, a me non ha fatto particolarmente impazzire! Non conosco il fumetto, non so com’è formato, i modi utilizzati di narrazione e la dialettica scelta, ma il telefilm è dannatamente crudo. Sia chiaro, non sono una troppo sensibile su queste cose, guardo tranquillamente serie stile “Viking” o “Il trono di spade” dove non viene risparmiato proprio niente in fatto di crudeltà, eppure “The end of the f***ing world” a tratti mi dava molto fastidio. Un conto è essere crudi in scene di battaglie, guerre, in telefilm ambientati in epoche dove l’ultimo dei pensieri era la sensibilità, e un altro conto è esserlo in modo del tutto ingiustificato. Ci sono certe scene che mi hanno un po’ schifata, che hanno urtato la mia sensibilità, ma in modo del tutto immotivato, davvero.
La storia di per sé è carina, gli episodi durano poco, non sono pesanti, li vedi molto velocemente, anche se pure i protagonisti sono strani, non credo di essere riuscita a capirli realmente nel corso dei pochi episodi a disposizione, sono rimasta davvero interdetta, spesso non capivo il senso delle azioni, di alcune frasi, di alcune scelte.
In ogni caso, penso sicuramente che Netflix abbia serie TV migliori di questa e, se non fosse stato per l’estrema pubblicità fatta, non credo che mi sarei mai messa a guardarla.
La fine lascia molto a desiderare, non si capisce bene cosa sia successo, ma, essendo appunto un finale di stagione, includendone un altra, direi che come scelta, almeno questa, ci stava, per tenere alta la curiosità.
Una menzione particolare, comunque, va fatta ad Alex Lawther che interpreta James perché è stato dannatamente bravo! Forse si può pensare che la sua parte sia molto semplice, ma, pensateci, quanto può essere difficile recitare per ore mantenendo la stessa identica espressione, la stessa postura, riuscendo a non far trasparire nessuna emozione? Fa fin ridere come cosa, ma è stato davvero bravissimo!
Insomma, aspetterò con impazienza la nuova stagione a questo punto, sperando che chiarisca un po’ quello in cui la prima mancava, anche se spesso Netflix tende a cadere un po’ in questi casi, come ha fatto con la serie TV “Tredici” che sta portando decisamente troppo avanti. Speriamo non sia questo il caso, ormai mi ha incuriosita e voglio vedere dove andrà a parare!

You – 1° stagione – Netflix

Ho appena finito di vedere la prima stagione di “You” uscita il 26 Dicembre 2018 sulla piattaforma Netflix. Ho deciso di scrivere questa recensione a caldo perché è una serie che mi è piaciuta moltissimo, quindi penso di avere solo cose belle da dire! Innanzitutto ci tengo a precisare che è una serie TV tratta da un romanzo, che è il seguito di un altro. Il romanzo in questione è “Tu” di Caroline Kepnes e, come nel caso del film “Bird box“, anch’esso recensito qualche settimana fa, è un libro che aggiungo alla wish list perché devo leggerlo assolutamente!

Joe è un librario nel east village a New York. Gli basta la scelta di un libro particolare, un maglione con lo scollo a V senza reggiseno per perdere la testa totalmente. E’ così che si innamora follemente di Beck Guinevere, un’aspirante scrittrice che ha appena varcato la soglia della sua libreria. Questo basterà a Joe per sviluppare una particolare ossessione per lei e a fare di tutto per proteggerla.

Innanzitutto, non posso parlare di “You” senza menzionare particolarmente l’interpretazione di Penn Badgley nelle vesti del protagonista, Joe. E’ stato davvero incredibile e a tratti quasi me ne innamoravo pure io oltre a Beck! E questo non è stato solo un mio pensiero dal momento in cui lo stesso attore su Twitter ha dovuto ri-twittare a persone che dicevano queste cose, sottolineando il fatto che Joe è il cattivo e non quello da amare o notare, ma al contrario da condannare. Beh, insomma, che dire… sicuramente ha ragione, non c’è dubbio, ma d’altronde l’ha interpretato così bene che a Joe, psicopatico o no, ti ci affezioni, volente o nolente!
Come detto prima, la serie TV è tratta da un romanzo e, dalla trama, sembra davvero molto simile, a parte forse qualche piccola differenza per quanto riguarda il personaggio di Beck, che nel libro sembrerebbe essere anche lei mica tanto un tipo normale, ma questo ve lo saprò meglio dire dopo che l’avrò letto!
Ho visto tutta la serie in tre giorni, in ogni attimo libero, perché mi aveva presa tantissimo. La fine di un episodio voleva inevitabilmente significare l’inizio del prossimo. Il tutto si è concluso con un finale sublime che andrà poi ad aprire la seconda stagione e, credetemi, finale più bello di questo l’ho visto raramente! E’ davvero notevole e non vedo sinceramente l’ora di vedere la prossima, sperando esca quanto prima!
Tra le cose più particolari c’è il fatto che per tutto il tempo continui a chiederti dove andrà a parare la faccenda in quanto la storia in sé non te ne da la benché minima idea, rimane sempre tutto un mistero. La serie in generale è molto enigmatica, con molti risvolti psicologici dei protagonisti e la naturalezza con cui Joe parla è qualcosa di disarmante perché sembra che stia dicendo cose normalissime, quando invece dice cose atroci, ma è davvero il punto di forza di questo telefilm! Insomma, se in genere vi da fastidio questo particolare, non ve ne consiglio la visione, ma se siete appassionati di thriller, con risvolti psicologici, questa è la vostra prossima serie TV!